domenica 25 agosto 2019

Spostamento

Buongiorno a tutti.
Una breve comunicazione che a partire dal prossimo post questo blog non verrà più aggiornato.
Troverete i vecchi e i nuovi post all'indirizzo:

https://ekeloa.altervista.org

Un caro saluto a tutti quelli che mi leggono, ancora, nonostante il fatto che sia perlopiù desaparecida.

lunedì 19 agosto 2019

Recensione libro: Gretchen Hirsch "Gertie's New Book for Better Sewing"

Oggi vi recensirò il primo libro di Gretchen "Gertie" Hirsch, "Gertie's New Book for Better Sewing". Questo libro l'ho comprato con i miei soldini ormai diversi anni fa e usando questo libro ho realizzato diversi capi di abbigliamento.


Cos'è questo libro?
Il titolo richiama chiaramente uno dei storici libri di taglio e cucito di Vogue, "Vogue's New Book for Better Sewing", pubblicato negli anni '50 e di grande successo internazionale.
Gretchen ha voluto ispirarsi chiaramente a questo famoso volume per crearne una nuova interpretazione tutta personale.
La prima parte del libro è caratterizzata da una importante sezione dedicata alle tecniche relative alla confezione sartoriale: affronta gli approcci iniziali al mondo del cucito, i materiali necessari, le tecniche basilari per la confezione, approfondimenti avanzati per le tecniche sartoriali dei capi spalla, come modificare i cartamodelli e un'ultima appendice dedicata alla vestibilità.
La seconda parte del libro invece è dedicata all'applicazione pratica, chiamata semplicemente "Guardaroba", dove Gretchen spiega e allega 10 diversi modelli e 13 variazioni sul tema, tutti sviluppati dalla taglia 2 alla 16 (quindi spazia da un 81,3 cm di circonferenza seno ai 116,8 cm, giusto per darvi un'idea).
Ogni modello è affrontato separatamente ed è affrontato con precisione, spiegando passaggio per passaggio ogni fase.
Si passa da modelli più semplici (come la Portrait Blouse e la Pencil Skirt) fino ad arrivare al completo giacca e gonna completo di "pad-stitching" e treccia di crinolina.



Chi è l'autrice:
Gretchen Hirsch è una designer americana molto conosciuta nel mondo del cucito Vintage Rockabilly.
Il mondo l'ha conosciuta grazie al suo primo blog "Gertie's New Blog for Better Sewing", fondato nel 2009 e che l'ha accompagnata durante la pubblicazione dei suoi primi libri e le sue interessanti spiegazioni e approfondimenti relativi al cucito di ispirazione anni '50.
Collabora da anni con Butterick, marchio che pubblica cartamodelli cartacei e pdf in America, con una collezione chiamata "Patterns by Gertie" e, dopo aver fondato "Charm Patterns" - il suo personale brand di cartamodelli e accessori per il cucito, ha trasferito il suo blog qui.
E' interessantissimo seguirla anche sui social, tipo Instagram, dove fa sempre delle dirette particolarmente esaustive sui suoi modelli.
Gertie ha anche un canale YouTube dove, solitamente, approfondisce la confezione dei modelli tratti dai suoi libri.




Com'è questo libro? A chi lo consigli?
Dimentichiamoci il casino prego.
Il libro è edito da Harry and Abrahams Inc., è rilegato a spirale e i cartamodelli sono contenuti in una cartella posta all'interno della copertina. Il libro è di 208 pagine a colori, fatta eccezione per i cartamodelli (stampati su fogli di grandi dimensioni). Sono particolarmente chiare le linee da seguire per tracciare la propria taglia ed è semplice modificare leggermente il fit di alcuni modelli, partendo magari da una taglia e svasandosi verso un'altra.
È in lingua inglese, è abbastanza semplice da seguire se si ha un sufficiente vocabolario di cucito.
Questo è il suo primo libro pubblicato, forse presenta ancora "degli errori di gioventù" ma resta forse quello più studiato, più approfondito e tecnicamente raggiunge le vette più complesse dei 4 che ha pubblicato ad oggi.
Il suo 3° libro, "Gertie's Ultimate Dress Book" è forse il secondo più complesso, ma focalizzato principalmente solo sulla realizzazione di abiti, ed è quello dal quale ho preso il cartamodello del mio Faux Sarong Dress (a destra una foto, terribile, del risultato).

Valutazione finale:
Credo sia uno dei libri fondamentali nella libreria di un'appassionata di cucito che adora la moda vintage anni '40-'50-'60, che magari anche ricerchi una guida per sviluppare tecniche avanzate e un grande lavoro di design dei modelli.
Mi sento di consigliarlo a chi cerca di approfondire alcune tecniche, è interessato a creare alcuni capi di abbigliamento vintage - anche se per quanto riguarda crearsi un vero e proprio guardaroba vintage forse sono più utili Gertie Sews Vintage Casual e Gertie Sews Jiffy Dresses (quest'ultimo è una vera chicca, l'ultimo uscito quest'anno).

domenica 7 aprile 2019

Chi non muore si rivede, parte seconda

Foto tremenda, ma rende la GIUOIA immensa.
Mappa antica, Ravensburger, 5000 pezzi.
Ragazzi e ragazze!
Ormai è quasi passato un anno dall'ultima volta che mi sono fatta vedere qui!
Sono viva (se qualcuno se lo sta chiedendo).

Ho fatto un sacco di cose in quest'anno.
Prima che ci siano illazioni, no - non ho avuto figli e no - non mi sono sposata.
Però sono stata decisamente travolta da un sacco di avvenimenti, da stanchezza cronica, da centomilionidimiliardi di progetti da fare, voglia anche di cambiare un po' i miei hobby del tempo libero e voglia anche di fare qualcosa di diverso.

Se ve lo state chiedendo, non ho smesso di fare a maglia. Non ho nemmeno smesso di cucire, se è pre quello, infatti ho deciso di regalarmi - con qualche sacrificio - una tagliacuci.

Ho anche finalmente ricomprato un portatile decente... forse questo è stato l'acquisto più importante di fine 2018.
Sentivo la mancanza di un computer solo mio, anche se alla fine negli ultimi anni lo accendevo raramente.

Ogni anno mi riprometto di ritornare a scrivere qui perché tutto sommato mi piaceva, però allo stesso tempo sto lavorando molto durante la giornata, ho deciso di iscrivermi in palestra (udite udite) e ho voluto trascorrere gli ultimi mesi del 2018 e i primi del 2019 a fare puzzle.

Detta così suona un po' una cosa da psicopatica, però ho cominciato ad ossessionarmi al fatto di non averne più realizzato uno da quando mio padre stava male e ho sempre trovato fare puzzle una cosa terapeutica, forse anche di più che lo sferruzzare.

Perché lo sferruzzo è meraviglioso, ma mi fa venire l'ansia da prestazione nei confronti delle bravissime e super-produttive designer italiane, mentre io sono una pippa immensa lenta come una tartaruga.
Mentre a fare puzzle sono un mostro. 5000 pezzi in 150 ore. Parliamone.

Però lo so che tornerò, come ho sempre fatto. Poi adesso ho un pc tutto mio e millemilioni di idee. Come al solito.

Intanto, in tema maglia, vi mostro una foto terribile del progetto che mi ha impegnato qualche tempo del 2018, perché ne ho fatti altri (per i miei adorabili nipotini) ma saranno argomento per un altro post.

Ci risentiamo presto!

Mi raccomando il fustino di detersivo eh!
Un piccolo poscritto: ultimamente ci sono moltissime persone che stanno scaricando ancora il PDF della ricetta raglan top-down che scrissi diversi anni fa.
Per evitare che succedessero malanni, ho sempre impostato che doveva arrivarmi una richiesta prima di poterlo visualizzare. Ci tengo a precisare la richiesta è MANUALE, non automatica di Google. Quindi sono io me medesima che manualmente vi autorizzo a visualizzare il file dal mio telefono.
Non serve che mi mandiate 200000 richieste, dovete solo avere un attimo di pazienza perché durante l'orario di lavoro non posso usare il telefono. Attivo tutti, sempre, però nella pausa pranzo e la sera dopo le 18.

domenica 29 aprile 2018

A volte io torno, ormai ci siete abituati

Chi non muore si rivede, dice il detto.
Mi sono presa un annetto comodo di pausa dal web.
Avevo bisogno di capire cosa fare dei miei hobby, del mio tempo libero, dei lavori di casa e di tutto il resto. Non sono stata particolarmente ferma in tutto quello che mi contraddistingueva, ma principalmente ho fatto chiarezza su alcuni aspetti e in questo 2018 sto cercando di meditare e organizzarmi bene sul mio futuro e le mie passioni. Tra cui questo blog, ricco di articoli ma fermo da troppo tempo.
Qui di seguito in un "brutale" elenco puntato, il riassunto di quello che è stato il 2017 per me.

  • Ho tagliato i capelli. Erano poco sotto i lobi delle orecchie, in lunghezza. Asimmetrici. Poi in settembre son tornata del mio colore naturale, cioè biondo spento. Potrei definire entrambe le peggiori decisioni della mia vita, ma in quel momento sentivo che dovevano essere fatte. Magari ho sbagliato un po' meno sul taglio e di più sulle due (DUE) decolorazioni fatte per tornare bionda. Ma, come dice il detto veneto, "se me Nono vea le rode, mi saria un caret" (se mio nonno aveva le ruote, io sarei un carretto), non guardiamo al passato. Dagli errori si impara. NON DEVO TAGLIARMI I CAPELLI. MAI. 
  • Ho cominciato a portare le lenti a contatto. Non ne vado matta ne' ho smesso di portare gli occhiali, soprattutto al lavoro che con polvere e paraffina mi scorticherei le cornee ogni giorno. Però sono utili quando devo guidare la sera a ridurre i riflessi, mi risparmiano diversi mal di testa causati dallo scivolamento degli occhiali e tutto sommato, quando devo andare in moto e mettere il casco, sono decisamente più comode.
  • Io e Rob abbiamo rifatto la cucina di casa. Per non dilungarmi in dettagli che vi interessano poco, è stata una esperienza. La rifarei? Ma anche no, a meno di non esserne costretta. In più ci sono stati un fantastiliardo di lavori condominiali e restaurazioni, compresi i miei strabilianti terrazzini da rifare. Insomma, a livello economico sono (quasi) alla canna del gas.
  • Una collega di lavoro ha cominciato a riempirmi di capsule di caffé usate e ho cominciato a farci orecchini a tempo perso. Niente di eclatante e li vendo ad una cavolata, ma mi ci pago i libri che mi interessano su Amazon.
  • Ho fatto qualche lavoretto ai ferri, ma da trascurare: ho trascorso gran parte del 2017 a fare e disfare tutto. Diciamo che con i ferri in questo momento sono in un periodo di "maretta". Io gli voglio tanto bene ma loro mi odiano. Provo punti, guardo il filo, inizio lavori e poi vedo che mi sta uscendo una m***a e disfo tutto. Evvabbé, sarà un periodo.
  • Ho cucito abbastanza, sto continuando a cucire molto e credo che andrà sempre di più così. - Ho smesso di organizzarmi, ed è per quello che non ho più scritto qui.
  • In realtà avevo smesso di scrivere perché mi si è pure rotto il computer. MORTO. KAPUTT. Perciò adesso uso il portatile inutilizzato di Rob. Per risparmiare. 'Che i miei soldi sono stati prosciugati dalla casa.
  • Ho provato a fare qualche finesettimana relax, alcuni riusciti, altri meno. Principalmente in Slovenia, solito posto, ma sono anche andata nella Marche a trovare Giacomo. Leopardi. Il poeta. Che bella esperienza.
Non prometto niente, ma sappiate che non mi sono dimenticata di questo posto.
Sto diventando vecchia, ma per fortuna problemi di memoria ancora non ne ho :)

sabato 10 giugno 2017

Rock Island e i mille progetti

Nell'ultimo paio di mesi trascorsi ho deciso di fare un po' di ordine in tutti i progetti che avevo cominciato e non finito a partire dall'anno scorso; di maglia, di cucito, di riordino.

Avevo tante cose da fare, seminate in cento sacchetti... e vi dirò che ad oggi comunque non ho finito di completare tutto.

Siamo così sommersi di informazioni, novità, cose, idee... la mia casa e la mia testa scoppiano, davvero.
Ho mille buoni propositi ma alla fine la montagna di vestiario da stirare, la cena da preparare e la stanchezza del lavoro giornaliero mi mandano a terra.
Però non perdo le speranze: nel bullet journal che uso per gestire (che parola forte, data la mia latitanza) il blog e i miei hobby ho fatto una pagina chiamata "brain dump" (che non saprei come tradurre in italiano, se non con "scaricare il cervello") dove ho dato ordine al mio caos mentale e ho trascritto tutti i progetti mezzi piantati che avevo, in modo da darmi da fare per finirli prima di cominciarne altri...
Devo dire che, nonostante ci siano stati degli inevitabili nuovi progetti nel mezzo, sono stata abbastanza ligia a rispettare ciò che mi sono prefissata e, allo stato attuale, i progetti di cucito in "hiatus" sono solo 2 e mezzo, e partivo con il fantasmagorico numero di 10.

Ho finito il Rock Island, mi sono dedicata ad un fine settimana di completo relax durante le feste di Pasqua, ho festeggiato i miei 30 anni (!!!) e adesso cerco di prendere fiato prima dell'inevitabile inizio dei lavori di casa hard-core che mi aspettano durante i mesi di luglio e agosto.

Ho cominciato un progetto ai ferri dove sto inventando io un modello, relativamente semplice, per continuare con il mio proposito di finire buona parte del filo che ho in casa.
Si tratta di una maglietta estiva, un po' traforata, non troppo complessa, lavorata bottom-up con le maniche riprese dal giro... che è il metodo più semplice per me per sviluppare un modello.

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venerdì 10 marzo 2017

Come preparo uno schema a maglia

Non ho mai tenuto nascosto che la maglia è il mio lavoro: da più di 5 anni faccio la modellista di maglieria industriale, che per quanto creativo possa sembrare, risulta essere un lavoro estremamente tecnico.
In parole povere, il mio lavoro consiste nel sviluppare un capo completo basandomi su un campione di tensione, e difficilmente ho il tempo di provare "un primo capo", quindi deve essere giusto, proporzionato e in misura al primo colpo, direttamente dai dati ricavati dal primo pezzetto provato.
Vuol dire che una volta che mi date aghi (maglie) e ranghi (ferri) in 10 cm di un punto XY, potenzialmente riesco a sviluppare un capo completo, senza provare niente altro.
Ovviamente nel mondo industriale le variabili sono minori, perché bene o male una macchina lavora sempre con la stessa tensione in un capo, mentre la nostra mano risente della stanchezza e delle nostre emozioni... Ma tutto sommato uso questa tecnica anche quando invento un capo ai ferri... Perché poco cambia!
All'inizio faccio un disegno di come vorrei che il capo fosse esteticamente, scelgo i punti che vorrei usare nella maglia e li provo con il filo scelto per il progetto: se necessario, provo anche gli eventuali bordi per vedere se si accompagnano bene all'immagine che ho in mente.
Poi, con questo telino, adeguatamente lavato e vaporizzato, ricavo il mio campione di tensione e, disegno alla mano, preparo già tutte le spiegazioni così che il mio primo capo è già di per sè, un test della correttezza dello schema.
Se durante la lavorazione dovessi incontrare errori o decidessi di agire in modo diverso in alcune zone (diminuzioni in più, meno ferri accorciati, più ferri in lunghezza, ...) non dovrò far altro che correggere i rispettivi valori.
Per le misure da tenere nei miei calcoli mi baso sulle mie misure fisiche o sulle misure di un capo che mi veste particolarmente bene, o che rappresenta l'ideale della vestibilità che vorrei ottenere, considerando comunque il punto che utilizzerò e la sua capacità di essere più o meno elastico.

mercoledì 8 marzo 2017

Una gonna a pieghe

Durante la stessa giornata di shopping della stoffa per la camicia a quadri, ho comprato anche questo tessuto molto particolare in texture per realizzare una gonna a pieghe grandi, stile faldoni.

 

Ne ho realizzata una molto simile la vigilia di Natale da indossare per l'occasione, e conto di riciclare il più possibile il cartamodello anche per realizzare questa, dato che i tessuti si assomigliano in peso e drappeggio.
Per realizzare questa gonna a pieghe grandi si procede in questo modo: una volta disegnato il cartamodello di una gonna basica con una leggera svasatura sul fondo (di 1,5 cm) lo apriamo lungo il drittofilo delle riprese (altresì conosciute anche come pences).

Il cartamodello aperto sulla stoffa.
Quando posizioneremo il cartamodello sulla stoffa, tra un pezzo e l'altro lasceremo uno spazio grande il doppio della misura finita del nostro faldoncino, considerando - se desiderato - anche lo spazio per un faldoncino centrale.
Nel mio caso, come potete vedere nella foto qui sopra, i miei faldoni misurano 8 cm finiti, perciò devo considerare il doppio di questi centimetri come spazio da lasciare tra un pezzo del cartamodello e l'altro; al centro ne lascio solo 8 perché sto usando la stoffa piegata in doppio lungo la cimosa e se ne lasciassi 16 pure lì, il faldone centrale sarebbe da 32 cm totali, finito 16 ... ed è esattamente il doppio. 

Avendo una vita abbastanza stretta non blocco i faldoni per più di 3/4 cm, poiché avendo molta differenza con il bacino potrei rischiare l'effetto premaman.

Questo l'ho scoperto mio malgrado quando ho realizzato la prima gonna; in quel modello realizzavo pieghe e non faldoni: imbastendole prima di cucirle definitivamente e indossando la gonna di fronte ad uno specchio, mi sono accorta che sembravo in dolce attesa (ahahah)!
Ho eliminato il difetto semplicemente aprendo le imbastiture; in quel caso ho bloccato le pieghe con la sola cucitura del cinturino.

In questo progetto, però, vorrei fare dei faldoni, perciò con l'esubero di stoffa verso l'esterno della gonna piuttosto che l'interno (come avevo fatto nella gonna di quest'abito), perciò proverò a bloccare con la cucitura per i centimetri che vi ho menzionato sopra.
Come per l'altra gonna, vorrei provare a realizzare l'orlo usando il piedino e il punto della mia macchina per fare l'orlo invisibile: sull'altro progetto avevo un colore scuro ed è riuscito magnificamente, vedremo se avrò la stessa fortuna!