mercoledì 17 febbraio 2010

Luna

C'è una situazione stagnante, attuale. Che mi fa star male, tanto.
Io sto male, F. sta male. Stiamo male, la causa è conseguenza delle mie azioni. Tante spese, troppe. Quasi tutte sulle sole sue spalle, perché io non riesco a trovare un cippalippa di lavoro. Quel poco che guadagno tramite ebay e le commissioni servono per il CNA. E adesso ci sono i denti da pagare, il ruolo che scade a marzo, il prestito e chissà cos'altro salterà fuori, perché è sempre così.

Dipingimi, distorto come un angelo anormale, che cade

Gliel'ho detto, stasera. Al telefono.
Che sono convinta che io e lui, nel nostro rapporto dal punto di vista "economico", anche quando avrò un lavoro e avrò ripagato tutto, non saremo mai a pareggio. Lui mi dice che se stesse assieme a me solo per quello, a quest'ora se ne sarebbe già andato, perché di spese continuano ad essercene. Che non è per quello.
Lo so. Io non ti nascondo niente, però, e quindi parole per l'arcolaio le prendo. Avrei dovuto aspettare Aprile. Lo so. Sbaglio sempre, eh? Sarà che sono stupida, sarà che mi ostino a fare di testa mia, a cadere nelle trappole, nelle tentazioni. Sono stata una compratrice compulsiva. La scena con Cristina Yang su Grey's Anatomy in cui va al bar con tutti gli acquisti del 99cents store, potrei essere io.

Offendimi, se odiare è un crimine il prezzo è uguale... e fa male

Vorrei poter fare di più. VORREI POTER FARE DI PIU'. Vorrei essere superiore, vorrei avere un lavoro, vorrei comprarti il mondo, vorrei finalmente smetterla di dipendere da TE. DA TE, da tuo esserci, non esserci, amarmi o meno, dai tuoi sforzi, dal tuo astio, dal tuo tempo libero, dai tuoi impegni. Vorrei poterti amare sempre ed essere sicura di te, fidarmi di te, non avere dubbi su di me, sulla mia testa, sui problemi che ti creo. VORREI POTER FARE DI PIU'. Perchè ci tengo, perché ci credo, perché io lo so - è l'unica certezza.
 

E vedo te, IO E TE, NIENTE CONTA IN FONDO

Cosi mi ritrovo a scrivere per togliere dalla testa le voci, di nuovo. Erano anni che non scrivevo per questi motivi, forse erano anni e basta. Non leggo più, ci metto una vita per finire un semplice romanzo, passo la giornata come una vecchietta facendo ai ferri e soprattutto ci sono giorni, anche se non te lo dico, che millanto malattie e dolori pur di non insospettire Pater Familias sul perché non mi alzo dal letto.
Io NON voglio alzarmi dal letto, più. Non trovo lo scopo di uscire dalle quattro mura ammuffite della mia stanza, dallo schermo che mi proietta qualche immagine diversiva del telefilm di turno, che mi trasporta sulla mia "Marte", in quella in cui non vivo ma sono trasportata dall'energia del mondo.

Illumina, annulla le paure oh Luna, nulla è uguale

Faccio foto di fumetti che avevo in negozio, saranno MESI che non leggo un fumetto. Li guardo e mi danno fastidio. Mi irritano. Sono lì, nei loro scatoloni, che sogghignando continuano a rinfacciarmi il mio ennesimo fallimento, il mio ennesimo breakdown. Che senso hanno, poi? Li guardo, e mi irritano. Li ho sempre adorati, li ho sfogliati, alcuni li ho pure amati perché hanno saputo con leggerezza trasportarmi nel luogo in cui potevo sentirmi a mio agio. Ho fatto mostre per loro, ho scritto per loro. HO COMBATTUTO PER LORO. Ma in realtà, io lo so, non ho mai fatto abbastanza, forse. Ho preso sottogamba troppe cose, perché sono stupida. Perché pensavo che ci sarebbe stato qualcuno a mettermi in riga. E invece ho accumulato cazzate, perché that's how I role.


Sarò così onesto come se tu fossi il mare, IL MARE

La verità è questa: io sono una cazzo di procrastinatrice fannullona. La descrizione dell'orfano di Jung è la mia personificazione. Sono, anzi, mi sento impotente di fronte a un ineluttabile destino crudele che rovina la mia vita. Ah, me povera tapina. Invece no, Diavolo, è ora che cambi le carte in tavola. SONO STANCA. Stanca per le persone che mi circondano. Solo che ora non ho le forze, davvero. E' da un anno che prendo qualsiasi cosa per dormire la notte. Che ho dolori ma lo nascondo a tutti. Che sono esaurita ma non posso farci nulla. Vorrei solo un lavoro, anche del cavolo. Poi la mia salute arriverà da sé quando tutto il resto ritornerà in carreggiata. Io CERCO. Passo giornate a guardare vetrine alla ricerca del cartello CERCASI PERSONALE, rispondo a qualsiasi annuncio. E invece no.
Arriverà il giorno, perché lo sento, lo percepisco, in cui F. mi dirà, fatalmente "Basta, sono stanco di te."
E per me, sarà davvero davvero DAVVERO la fine.

E vedo te, IO E TE, niente conta e crolla, CROLLA
E vedo te, IO E TE, NIENTE CONTA IN FONDO.

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