martedì 6 aprile 2010

La lana, questa sconosciuta

Lana Grezza
Spesso e volentieri si sente straparlare su questa fantastica fibra tessile: c'è chi predica il lavare in lavatrice, chi invece parla solo di lavaggio a secco. Chi ne giudica il tessuto come tipicamente invernale e altri ancora che con fare vegano ne discriminano l'utilizzo. Io dico che è ora di fare chiarezza.
La lana è una fibra tessile di origine naturale prodotta dagli ovini (principalmente le pecore indigene del paese di produzione e qualche tipo di capra), dai conigli, camelidi e alcuni tipi di lama.
Le più famose tipologie sono la merino (ovini), l'angora (ottenuta da conigli d'Angora), il cachemire (ottenuto da capre Cachemire), l'alpaca e il vigogna (ottenuti da due diverse tipologie di lama/alpaca peruviani) e il mohair (ottenuto dalle capre d'Angora).
In base al metodo con cui viene ottenuta ci sono diverse denominazioni:
Lana vergine, derivata dal taglio del pelo, principalmente in tempo primaverile per quanto riguarda gli ovini;
Lana da concia, ricavata dopo la macellazione dell'animale stesso;
Lana rigenerata, risultata dagli scarti di produzione.
La lana è un tessuto estremamente versatile grazie anche alle sue proprietà tecniche che le permettono di essere tinta in maniera efficace, lavorata e filata senza difficoltà. La sua particolare struttura organica inoltre le conferisce morbidezza al tatto, elasticità e una grande capacità igroscopica (ossia di assorbire l'acqua e l'umidità), nonché di essere un buon isolante termico. Infatti, nonostante sia spesso comune associare questo tessuto al periodo invernale, molte popolazioni africane lo utilizzano di giorno per isolarsi dal caldo e di sera per il freddo.

Regole di base per la pulizia e il lavaggio di tessuti in lana

Una buona norma a cui pensare è che ciò che si ha fatto a mano, si lava a mano. La ricetta base per ottenere un capo pulito, non infeltrito e non sformato è di lavare il capo in acqua quasi fredda con poche gocce di detergente molto delicato per lana (meglio ancora se utilizzare proprio lo shampoo per capelli). Dopo aver risciacquato dal sapone, lasciare in ammollo per 5-10 minuti in acqua fredda e una piccola quantità di balsamo per capelli. Il risciacquo da quest'ultima operazione è ottimale se effettuato con una soluzione di acqua fredda e 1/4 di tazza di aceto, per eliminare ogni residuo di detergente dal capo.
Un errore comune è quello poi di appendere il capo bagnato con le mollette sullo stendipanni, lamentandosi poi di averlo sformato: i capi in lana vanno asciugati in orizzontale, magari aiutandosi con del tessuto stile zanzariera teso, in modo da far passare l'aria sia sopra che sotto, mentre nel caso in cui si tratti di uno scialle a laccio si procede con il bloccaggio con gli spilli su un pannello di materiale plastico.

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