venerdì 14 maggio 2010

Le medie, quel periodo oscuro in tutti noi e Facebook

Leggevo uno degli ultimi post di brokentoy, in cui parlava di quanto facebook possa essere, a volte, una manna dal cielo in autostima.
Ti permette di trovare foto e vita di gente che non vedi da anni, che all'epoca era una divinità da adorare e ora è semplicemente una tra i tanti.
Pensavo a quanto fosse vero e quanto univoche fossero le nostre conclusioni.

Per me, come per lei, le medie sono state un periodo oscuro.

Reputo le superiori un periodo "indifferente" della mia vita, dove ho toccato veramente il fondo ma ero eccessivamente emotiva e facevo la vittima delle circostanze... ma le medie sono state, per alcuni versi, la costruzione del sentiero verso il periodo peggiore della mia vita.
Li ho conosciuto delle persone fantastiche, poche delle quali ancora frequento e che hanno visto il mio evolvere (o regredire) come persona... ma anche tutta una serie di vili persone (principalmente dell'emisfero femminile, ma pure quello maschile non manca di adepti) che hanno saputo rendermi nemico il subconscio. Facendomi sentire inadeguata, brutta, cicciona e rendendo le mie virtù difetti per tutta l'adolescenza.

Ero strana, per quell'età. Ero molto più sviluppata delle mie compagne, ed effettivamente riguardando le foto di me quattordicenne, beh... sembravo decisamente più grande.
Le medie furono il periodo più palpeggiato della storia della mia vita. Non avevo mamma con me, non ne ho mai parlato con mio padre, ma certe volte i meschini metodi per palparmi dei miei compagni di classe mi facevano piangere, quando arrivavo a casa.
Non capivo il perché tutto questo accanimento su di me che palesemente non gioivo della loro attenzione sul mio seno.
Adesso, a (quasi) 23 anni, sono conscia che in quel periodo un ragazzo è un composto organico di rollercoaster ormonali... ma all'epoca trovavo il loro comportamento solamente malvagio.

Ricordo che c'era il gruppo delle "bellone" della classe, le più popolari... le più desiderate.
Una di loro mi stava (e mi sta ancora) molto simpatica... aveva testa ed effettivamente era l'unica che mi rivolgeva la parola senza squadrarmi dall'alto in basso.
Le altre, per dirla senza girarci attorno... s'atteggiavano come se ce l'avessero solo loro in tutto il pianeta.
Guardandomi indietro penso a quanto "potere" avessero sul mondo maschile, estremamente desiderate... e anche su di noi ragazze. Dettavano legge su tutto, su moda, su scelte, su quale musica era in e quale fosse out.
Ora, guardando sui loro profili di facebook, mi rendo conto che non sono niente di che, anonime. Sono diventate prive di stile... e forse lo sono sempre state, la colpa era nostra che dato il loro atteggiamento di superiorità le avevamo rese importanti.

In verità vi dico: Facebook è un bel posto per tenere i contatti con chi merita veramente la nostra attenzione e la cloaca massima per chi non ha stile.
Gente che durante le medie mi ha fatto sentire come se non dovessi nemmeno stare al mondo (e purtroppo non l'hanno fatto solo a me), adesso ha pagine di foto con loro ritratti mezzi ubriachi in discoteche marce dalla testa ai piedi.
Mi sono rovinata l'adolescenza mangiando chili di merendine per lo sconforto perché pensavo che loro fossero meglio di me, che loro avrebbero avuto un futuro migliore del mio perché erano vincenti.
Adesso sono in fotografie con le luci alte bruciate, dentro il caos delle discoteche, con mojiti in mano e lo sguardo fatto, "wasted".

Si, mi sto mettendo su un piedistallo a giudicare, sullo stesso sgabello alto dove si erano messi loro quando ero alle medie, lo stesso da cui si sono permessi di dire che ero un cesso perché pesavo più di loro, perché non avevo una mamma, perché portavo una taglia di pantaloni diversa dalla loro e perché non avevo i soldi per potermi vestire firmato.
Ero solo un paio di tette per tre quarti dei miei compagni di classe maschi ed ero NIENTE per tante delle compagne di classe femmine.
Sono stata cosi male tanto da quasi distruggermi per colpa dei semi piantati quei tre anni.

Dopo aver passato 8 anni scolastici a stare lontata da ciò che normalmente verrebbe definito divertente dai miei coetanei (alcool, droghe, discoteche, sesso occasionale... e la lista potrebbe continuare), sono sicura che probabilmente, quando mi verrà la crisi di mezz'età, mi troverò davanti ad una me stessa su uno sgabello che mi dice che avrei dovuto essere wasted pure io, non puntare il dito.

Ora come ora preferisco sinceramente passare le serata guardando un bel film, giocando ai cuochi provetti con il mio ragazzo sperimentando nuove ricette, facendo a maglia quando fuori piove.
La verità è che sono anche felice così.
Senza sentirmi marcia. Senza dover necessariamente alterare le mie percezioni con l'alcool.

Così guardo quelle foto e la mia rinata autostima sale fino alle stelle. Nonostante tutto mi sento bella, con stile, con personalità, con hobby, con una vita... alla fine forse migliore della loro. Pecco di superbia, ma forse effettivamente l'erba del mio giardino, nonostante tutto, è più verde.

1 commento:

try2knit ha detto...

Ciao Paola! Ho appena visto che siamo diventate amiche su ravelry (altro che facebook), così ho potuto scoprire il tuo blog...
Mi ha colpito in particolare questo tuo post. Molte come me e te hanno avuto questo tipo di infanzia. Anche io ho passato le medie, ma anche le superiori ad essere additata come "la sfigata brufolosa" (brufolosa lo ero davvero). Perido nero all'inzio. La mia fortuna è che sono sempre stata abbastanza sicura di quel che volevo essere e quello che non volevo diventare. Tempo fa, complice facebook, abbiamo cenato insieme (con le superiori). Risultato? Chi più chi meno si arrangia con la sua vita e ora non c'è più nessuna bellona e nessuna sfigata.. ogni tanto la vita andrebbe vissuta al contrario, stile benjamin button! :)
Un po' intricato come discorso perdonami.. :)

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