giovedì 8 luglio 2010

Che cos'è una lifeline, il "save point" del lace knitting

Come incipit a questo post di spiegazioni di maglia (tanto per cambiare) ci tengo a precisare che difficilmente metto piede fuori casa (ultimamente) per colpa della mia sempre più bassa pressione corporea.
Quindi nel frattempo che attendo si faccia un'ora più propizia per preparare i peperoni da mangiare con i straccetti di pollo in salsa di soia, vi illustrerò una delle tecniche più nerd che esistano nel mondo della maglia.


Quando si tratta di cominciare un nuovo progetto ai ferri, non ho mai dubbi, purtroppo: il mio stash è ridotto ai minimi termini (grazie al poco budget a disposizione) e quello che ho è composto da uno o due gomitoli massimo di filato per tipo... e capirete bene che alla fine con quei quantitativi si riesce a fare poco o niente.
Sono ancora dentro il mio primo anno di ossessione maglistica (ovviamente nel mio caso è tutto amplificato grazie al tempo libero) e di conseguenza a queste premesse, mi sono specializzata nel fare accessori, come scialli, sciarpe, cappelli, fasce e guanti.
Il classico maglione per me è fuori da ogni considerazione, anche se adoro i design Aran e quelli Norvegesi.

Per fare un cappello o un paio di guanti bastano dai 100 ai 300 metri di filato (dal baby al DK, con la mia mano), per uno scialle solitamente basta una matassa di "sock yarn", tipo la Kureyon della Noro.

Ma se proprio penso agli scialli, i miei progetti preferiti in assoluto, non riesco a non pensare al lace knitting (pizzo a maglia) e a lavori come il Laminaria di Elizabeth Freeman, pubblicato su Knitty.


Questa foto è copyright di Elizabeth Freeman

Non è così difficile come sembra: il lace knitting è un lavoro di precisione, di attenzione e di pazienza - diciamo che non è esattamente il tipo di progetto adatto a una chiacchierata tra amiche o un knit café, a meno che non sia composto da ripetizioni molto facili da memorizzare (o si sia molto esperte).
Un bellissimo scialle che permette di prendere confidenza con gettati e accavallati è il Revontuli di AnneM, io l'ho fatto con l'Evilla Preyarn e mi ha dato (e sta dando) tante soddisfazioni.

Verso la fine di questo inverno stavo lavorando su Haruni di Emily Ross, il mio primo vero e proprio progetto lace.
Alla fine del primo chart ma non ero soddisfatta: avevo accumulato un sacco di errori e, peggio ancora, non mi tornavano i conti - che è la cosa peggiore che possa succedere nel lace knitting.
Io non disfo righe, solitamente, perché perdo più tempo a rimetterle poi sul ferro che a ricominciare da capo, senza contare che lavorando filati cobweb o fingering è praticamente impossibile disfare solo il necessario. Finché si tratta di tornare indietro al massimo di una riga, va bene... ma se si tratta di più, io froggo(1).
Così ho fatto, con Haruni e quel progetto è stato accantonato per tempi migliori.

Il tempo migliore è arrivato, ma con terrore vedevo in quel pattern il dover fare a maglia iperconcentrata; non ho pensato subito che ho accumulato più esperienza di quando l'avevo cominciato la prima volta e soprattutto che avevo imparato una nuova tecnica, che mi ha permesso di arrivare a metà del primo chart in 8 ore di lavoro superficialotto - e senza errori.


Sei davanti a uno schema che ti impone come minimo 9 o 10 accavallati per sezione, senza contare i gettati. Sappiamo tutti che lo sbaglio è in agguato.


Cos'è una life-line?
Diciamo che è una delle tecniche più nerd che esistano nel campo maglistico. Per dirla breve e da gamer, è un save point.
Un punto di salvataggio.
Vi starete chiedendo in che cosa consista di preciso.
Mi riesce più semplice con un esempio, visto che purtroppo per ora sono priva di attrezzatura video-fotografica.

Chiete chiete e quatte quatte avete finito la vostra prima ripetizione di pattern.
Sul vostro ferro avete quella bella riga di maglie vive, pronte per essere lavorate. Prima di farlo però, prendete un ago non appuntito e un filo d'avanzo di cotone e infilatelo con l'aiuto dell'ago all'interno di tutti i punti sul ferro, lasciando code del filo da entrambi i lati (destro e sinistro). Adesso continuate a lavorare tranquillamente, stando attenti a non includere anche questo filo aggiunto, ma lasciandolo scorrere sul fondo delle maglie.
Nel caso in cui doveste disfare il lavoro, questa life-line bloccherà l'eventuale svolgimento delle maglie, permettendovi inoltre di rimetterle sul ferro in modo semplice e veloce, visto che sono già rivolte nella direzione corretta e sono tutte "salve"; una volta non più necessaria, potete semplicemente sfilare il filo da una delle due estremità e riusarlo più avanti o in un altro progetto :)


(1) Froggare (italianizzazione di un neologismo maglistico anglosassone, verbo).
Deriva da "frog", ossia rana, significa disfare un lavoro a maglia. Viene utilizzato dalle knitter in quanto il verso delle rane ricorda vagamente (in onomatopea) la pronuncia di "rip it", che in inglese significa "disfalo".

3 commenti:

darknaike ha detto...

Ciao! Ho trovato per caso il tuo blog, è una cosa fenomenale! Tra l'altro ho già messo in coda su raverly anche il pritoberretto, non vedo l'ora di provare!
Volevo solo lasciare un commento a questo post... mi ha aperto un mondo! Io sono negata a riprendere le maglie quando mi accorgo di aver fatto un errore, disferei tutto piuttosto!! Appena provo a fare qualcosa di più complicato provo questa tecnica, so già che mi sarà utilissima... grazie ancora!!

Rosa ha detto...

Ma sai che è un suggerimento super intelligente? Certo si impiega un po' di tempo ad infilare il cotone in tutte le maglie, però aiuta!
Io l'Haruni l'ho fatto! E' stato il mio primo scialle triangolare, è andato tutto liscio e mi è venuto una meraviglia! E tu adesso a che punto sei?
Piacere di aver scoperto il tuo blog!
Rosa

Babi ha detto...

E' un suggerimento fantastico, soprattutto per una novizia come me, che una maglia fa e due ne difa!
Mi avevano consigliato di passare un filo in cotone contrastante quando devi disfare, ma n effetti quando poi ho dovuto farlo avevo tutte le maglie ritorte, umpf...
Farlo strada facendo mi sembra proprio una genialata!
Babi

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