lunedì 12 aprile 2010

Tu chiamale se vuoi... emozioni

E' da un pezzo che non scrivo, la mia coscienza me ne rende conto giorno per giorno.
Beh, ho pubblicato il sito e avevo già dato le premesse che probabilmente avrei scritto più di la, che in questo posto. Ho un quadernino di fogli riciclati pieni di appunti su quello che devo combinare di la, e il tempo è quello che è (non che la voglia).

Fra dieci minuti comincerà il mio primo giorno di lavoro.
Emozione.

domenica 11 aprile 2010

KDM Knitter Del Mese :: Stephanie Pearl Mc-Phee

Stephanie Pearl Mc-Phee
La Knitter di questo mese è Stephanie Pearl Mc-Phee, in arte conosciuta anche come The Yarn Harlot.
E' una scrittrice e maglista che vive a Toronto, in Canada; ha contribuito con numerosi articoli in riviste come Cast On, Interweave Knits, Knitty e altre ancora, nonché ha stilato uno capitolo intero inserito nel libro "Knitlit too". La sua bibliografia attuale consta di 5 libri dedicati al mondo della maglia e il suo blog, The Yarn Harlot viene visitato ogni giorno da tantissime knitter da ogni parte del mondo.
La sua importanza in questo mondo però non è solo dal punto di vista editoriale.

Nel 2004 ha fondato Tricoteuse sans Frontières (Magliste senza Frontiere, il link alla pagina in cui ne parla sul suo blog è questo), un'associazione che ha come scopo raccogliere fondi per Medici senza Frontiere. Questo gennaio è stato celebrato il 6° anniversario dalla nascita e sono stati raccolti più di 1 milione di dollari canadesi, già donati a Medicines sans Frontières.
Tornando invece al lato più goliardico di Stephanie, ha anche iniziato - a partire dal 2006 - le Knitting Olympics, le Olimpiadi della maglia, una competizione in cui le knitter da tutto il mondo si pongono come obiettivo di iniziare e terminare un progetto impegnativo durante le olimpiadi invernali: lo stesso anno in cui dette il via a questa iniziativa, più di 4000 magliste da tutto il mondo parteciparono all'evento, che continua ad essere perpetuato di volta in volta (compreso quest'anno, in cui hanno partecipato circa 4000 persone nelle KO di Stephanie, e circa altre 8000 nelle Ravelympics ospitate dal sito Ravelry).

Bibliografia
♥ Knitlit Too (Contribuzione), 2004 (ISBN 1400051495);
♥ At Knit's End: Meditations for Women Who Knit Too Much, 2005 (ISBN 1580175899);
♥ Yarn Harlot: The Secret Life of a Knitter;
♥ Knitting Rules!: The Yarn Harlot's Bag of Knitting Tricks, 2006 (ISBN 1580178340);
♥ Stephanie Pearl-McPhee Casts Off: The Yarn Harlot's Guide to the Land of Knitting, 2007 (ISBN 9781580176583);
♥ Things I Learned from Knitting (Whether I Wanted To or Not), 2008 (ISBN 9781603420624).

Il prossimo mese parlerò della giovanissima designer scozzese Ysolda Teague!

martedì 6 aprile 2010

La lana, questa sconosciuta

Lana Grezza
Spesso e volentieri si sente straparlare su questa fantastica fibra tessile: c'è chi predica il lavare in lavatrice, chi invece parla solo di lavaggio a secco. Chi ne giudica il tessuto come tipicamente invernale e altri ancora che con fare vegano ne discriminano l'utilizzo. Io dico che è ora di fare chiarezza.
La lana è una fibra tessile di origine naturale prodotta dagli ovini (principalmente le pecore indigene del paese di produzione e qualche tipo di capra), dai conigli, camelidi e alcuni tipi di lama.
Le più famose tipologie sono la merino (ovini), l'angora (ottenuta da conigli d'Angora), il cachemire (ottenuto da capre Cachemire), l'alpaca e il vigogna (ottenuti da due diverse tipologie di lama/alpaca peruviani) e il mohair (ottenuto dalle capre d'Angora).
In base al metodo con cui viene ottenuta ci sono diverse denominazioni:
Lana vergine, derivata dal taglio del pelo, principalmente in tempo primaverile per quanto riguarda gli ovini;
Lana da concia, ricavata dopo la macellazione dell'animale stesso;
Lana rigenerata, risultata dagli scarti di produzione.
La lana è un tessuto estremamente versatile grazie anche alle sue proprietà tecniche che le permettono di essere tinta in maniera efficace, lavorata e filata senza difficoltà. La sua particolare struttura organica inoltre le conferisce morbidezza al tatto, elasticità e una grande capacità igroscopica (ossia di assorbire l'acqua e l'umidità), nonché di essere un buon isolante termico. Infatti, nonostante sia spesso comune associare questo tessuto al periodo invernale, molte popolazioni africane lo utilizzano di giorno per isolarsi dal caldo e di sera per il freddo.

Regole di base per la pulizia e il lavaggio di tessuti in lana

Una buona norma a cui pensare è che ciò che si ha fatto a mano, si lava a mano. La ricetta base per ottenere un capo pulito, non infeltrito e non sformato è di lavare il capo in acqua quasi fredda con poche gocce di detergente molto delicato per lana (meglio ancora se utilizzare proprio lo shampoo per capelli). Dopo aver risciacquato dal sapone, lasciare in ammollo per 5-10 minuti in acqua fredda e una piccola quantità di balsamo per capelli. Il risciacquo da quest'ultima operazione è ottimale se effettuato con una soluzione di acqua fredda e 1/4 di tazza di aceto, per eliminare ogni residuo di detergente dal capo.
Un errore comune è quello poi di appendere il capo bagnato con le mollette sullo stendipanni, lamentandosi poi di averlo sformato: i capi in lana vanno asciugati in orizzontale, magari aiutandosi con del tessuto stile zanzariera teso, in modo da far passare l'aria sia sopra che sotto, mentre nel caso in cui si tratti di uno scialle a laccio si procede con il bloccaggio con gli spilli su un pannello di materiale plastico.

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