mercoledì 26 maggio 2010

Bedtime stories

Al momento ci sono svariate aspetti che non mi piacciono della vita qui.
La nostra attuale (provvisoria) sistemazione è in un posto abbastanza rumoroso. Gli spritz costano 6 euro (!!!), quando ti va bene. La spiaggia è costosetta, un ombrellone con lettino il più lontano possibile dall'acqua ti costa comunque una quindicina di euro. L'amministrazione comunale deve aver fatto il piano di urbanizzazione fumando crack, visto che la strada più vicina al lungo mare è percorribile a 70 km/h, il che vuol dire rischiare di morire ogni volta che attraversi la strada... che è comunque un evento pericoloso già di suo, visto che nelle scuole guida della Romagna, a quanto pare, non insegnano che i pedoni sulle striscie hanno sempre precedenza.
Oggi è mercoledì? Bene, ho rischiato di morire investita 2 volte in tre giorni, sempre sulle striscie pedonali.

Ma poi vedo il mare. O vedo il mio ragazzo felice di questo posto. E voglio rimanere, ecco.

giovedì 20 maggio 2010

What is happening right -freaking- now

Significa cosa sta succedendo ora. Diciamo che è una versione piuttosto alterata. Aggiungiamo pure agitata.

Ora come ora c'è il macinato riscaldato nel microonde e la pasta che bolle. Poi ci saranno 1700 metri di cotone da smatassare, poi ci sarà dello sferruzzamento (modello stile marinaresco in testa e negli appunti) e del crochet, visto che devo finire la Grocery Bag con la Lily Sugar 'n Cream Ombre.

Poi aspetterò che l'arrivo del mio ragazzo, circa verso le undici e mezza. Spero che faccia in tempo a farmi gli auguri di compleanno di persona, visto che OGGI è il mio compleanno e lui non c'è.

E poi forse andrò a stare a Riccione per due mesi. Forse di più.
Non ho voglia di parlarne, perché non sono entusiasta di niente ormai. Sono piuttosto vuota e lascio correre tutto, perché non trovo il senso in niente che non sia parlare con qualcuno e fare a maglia.

Ecco, tutto qua.

Se ho tempo+voglia farò le foto ai schizzi del modello "sailor" e pubblicherò anche quelle al filato che ho intenzione di usare.

Ah, e devo anche cambiare grafica, finché sono in tempo.

martedì 18 maggio 2010

La mia ricetta per l'henné

Ricordo ancora la mia prima tinta.
Avevo quattordici anni.
Ero a casa di E. che aveva deciso di darmi una mano; il colore era biondo finnico. Partivo da un biondo cenere che poi rimase agli annali come color lettiera: ero nata con i capelli neri, al primo taglio diventarono biondo oro e poi, col tempo, sempre più scuri. Quel colore lì ormai l'odiavo e lì nacque la mia decisione di cambiarlo ma in maniera non eccessivamente radicale.
Da allora spesso ho pensato che tutta la mia personalità fosse racchiusa in un tubetto di tinta casalinga.
Comunque fu un esperimento mal riuscito: il colore non prese in maniera uniforme e il risultato fu un pessimo incrocio tra Pollon e Vegeta super sajan.

Ricordo di essere tornata al mio colore naturale durante il 2006, forse per qualche mese. Per il resto, solo tinte e anche della peggiore specie.
Ero diventata una compulsiva: oggi bionda, domani nero-blu... poi fra un mese torno bionda, poi faccio castano. Sono andata avanti così da quel fatidico pomeriggio fino a quel giorno in cui, guardando i capelli tagliati corti per i danni delle tinte, ho preso la decisione di non usare più colori chimici.

Volevo avere i capelli lunghissimi. Volevo sentirmi come Konstantine della canzone dei Something Corporate, magari senza i "long blonde hair".
Mi sono imposta una lunghezza (raggiungere il coccige), ho visitato siti bioeco per capellone, ho impostato uno stile di vita e di apprezzamento per la mia chioma il quale non mi imponesse di rimanere color lettiera a vita.

Quel fatidico giorno diventai "succube" dell'henné.
Quella poltiglia mi ha salvato la vita. Ha reso i miei capelli i più belli che abbia mai visto.
Soprattutto ho anche scoperto di essere una rossa mancata, come attitudine, quindi questa meravigliosa erbetta fangosa ha rimediato al gap fisico.

Tutta questo come preambolo alla mia Ufficiale Ricetta per l'Henné™, approvata per lunghezze oltre alle spalle in quantità.

Personalmente uso dell'henné lawsonia puro che mi porta un'amica dal Marocco, e ne verso 80-100 gr in una ciotolina di plastica che uso solo per lo scopo.
Preparo in un pentolino di ferro (o direttamente in una caraffa di plastica se scaldo in microonde) dell'acqua in abbondante quantità in cui poi metterò in infusione una bustina di Karkadé.
Comincio a mescolare l'henné con del balsamo (due cucchiai da tavola, indicativamente) e poi aggiungo piano anche l'infuso di Karkadé, sempre mescolando. Continuo ad aggiungerlo finché il composto non è ben amalgato e di consistenza è denso ma non troppo liquido (ossia è facilmente spalmabile ma non cola). Lo copro con un pezzo di carta da cucina e lo lascio ossidare una notte circa.
Adesso partono le variazioni, in base alla mia memoria: volendo si può aggiungere un pizzico di sale, un goccio di aceto, degli olii essenziali, del succo di limone. Personalmente non uso dello yogurt perché non consumandone non ne ho mai per casa.

Il risultato dopo 12 ore circa di ossidazione e 4 ore poi in testa è più o meno questo:

venerdì 14 maggio 2010

Le medie, quel periodo oscuro in tutti noi e Facebook

Leggevo uno degli ultimi post di brokentoy, in cui parlava di quanto facebook possa essere, a volte, una manna dal cielo in autostima.
Ti permette di trovare foto e vita di gente che non vedi da anni, che all'epoca era una divinità da adorare e ora è semplicemente una tra i tanti.
Pensavo a quanto fosse vero e quanto univoche fossero le nostre conclusioni.

Per me, come per lei, le medie sono state un periodo oscuro.

Reputo le superiori un periodo "indifferente" della mia vita, dove ho toccato veramente il fondo ma ero eccessivamente emotiva e facevo la vittima delle circostanze... ma le medie sono state, per alcuni versi, la costruzione del sentiero verso il periodo peggiore della mia vita.
Li ho conosciuto delle persone fantastiche, poche delle quali ancora frequento e che hanno visto il mio evolvere (o regredire) come persona... ma anche tutta una serie di vili persone (principalmente dell'emisfero femminile, ma pure quello maschile non manca di adepti) che hanno saputo rendermi nemico il subconscio. Facendomi sentire inadeguata, brutta, cicciona e rendendo le mie virtù difetti per tutta l'adolescenza.

Ero strana, per quell'età. Ero molto più sviluppata delle mie compagne, ed effettivamente riguardando le foto di me quattordicenne, beh... sembravo decisamente più grande.
Le medie furono il periodo più palpeggiato della storia della mia vita. Non avevo mamma con me, non ne ho mai parlato con mio padre, ma certe volte i meschini metodi per palparmi dei miei compagni di classe mi facevano piangere, quando arrivavo a casa.
Non capivo il perché tutto questo accanimento su di me che palesemente non gioivo della loro attenzione sul mio seno.
Adesso, a (quasi) 23 anni, sono conscia che in quel periodo un ragazzo è un composto organico di rollercoaster ormonali... ma all'epoca trovavo il loro comportamento solamente malvagio.

Ricordo che c'era il gruppo delle "bellone" della classe, le più popolari... le più desiderate.
Una di loro mi stava (e mi sta ancora) molto simpatica... aveva testa ed effettivamente era l'unica che mi rivolgeva la parola senza squadrarmi dall'alto in basso.
Le altre, per dirla senza girarci attorno... s'atteggiavano come se ce l'avessero solo loro in tutto il pianeta.
Guardandomi indietro penso a quanto "potere" avessero sul mondo maschile, estremamente desiderate... e anche su di noi ragazze. Dettavano legge su tutto, su moda, su scelte, su quale musica era in e quale fosse out.
Ora, guardando sui loro profili di facebook, mi rendo conto che non sono niente di che, anonime. Sono diventate prive di stile... e forse lo sono sempre state, la colpa era nostra che dato il loro atteggiamento di superiorità le avevamo rese importanti.

In verità vi dico: Facebook è un bel posto per tenere i contatti con chi merita veramente la nostra attenzione e la cloaca massima per chi non ha stile.
Gente che durante le medie mi ha fatto sentire come se non dovessi nemmeno stare al mondo (e purtroppo non l'hanno fatto solo a me), adesso ha pagine di foto con loro ritratti mezzi ubriachi in discoteche marce dalla testa ai piedi.
Mi sono rovinata l'adolescenza mangiando chili di merendine per lo sconforto perché pensavo che loro fossero meglio di me, che loro avrebbero avuto un futuro migliore del mio perché erano vincenti.
Adesso sono in fotografie con le luci alte bruciate, dentro il caos delle discoteche, con mojiti in mano e lo sguardo fatto, "wasted".

Si, mi sto mettendo su un piedistallo a giudicare, sullo stesso sgabello alto dove si erano messi loro quando ero alle medie, lo stesso da cui si sono permessi di dire che ero un cesso perché pesavo più di loro, perché non avevo una mamma, perché portavo una taglia di pantaloni diversa dalla loro e perché non avevo i soldi per potermi vestire firmato.
Ero solo un paio di tette per tre quarti dei miei compagni di classe maschi ed ero NIENTE per tante delle compagne di classe femmine.
Sono stata cosi male tanto da quasi distruggermi per colpa dei semi piantati quei tre anni.

Dopo aver passato 8 anni scolastici a stare lontata da ciò che normalmente verrebbe definito divertente dai miei coetanei (alcool, droghe, discoteche, sesso occasionale... e la lista potrebbe continuare), sono sicura che probabilmente, quando mi verrà la crisi di mezz'età, mi troverò davanti ad una me stessa su uno sgabello che mi dice che avrei dovuto essere wasted pure io, non puntare il dito.

Ora come ora preferisco sinceramente passare le serata guardando un bel film, giocando ai cuochi provetti con il mio ragazzo sperimentando nuove ricette, facendo a maglia quando fuori piove.
La verità è che sono anche felice così.
Senza sentirmi marcia. Senza dover necessariamente alterare le mie percezioni con l'alcool.

Così guardo quelle foto e la mia rinata autostima sale fino alle stelle. Nonostante tutto mi sento bella, con stile, con personalità, con hobby, con una vita... alla fine forse migliore della loro. Pecco di superbia, ma forse effettivamente l'erba del mio giardino, nonostante tutto, è più verde.

lunedì 10 maggio 2010

Lavori in corso

Chiedo scusa per la mancanza di aggiornamenti e per i problemi a ritrovare questo blog: sto cambiando piattaforme per avere un sito più gestibile, maggiormente indicizzato e molto più comodo da gestire, visto che CuteNews mi dava problemi da questo punto di vista.

Entro la fine della settimana arriveranno delle reviews su due filati (uno italiano e l'altro acquistato dall'America), e presto le "technical issues" che purtroppo hanno coperto questo sito negli ultimi tempi termineranno.

Happy Knitting!

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