mercoledì 30 giugno 2010

Le straordinarie tecniche di maglia ninjaTM : maglioni raglan top down, seconda parte

Eccomi qui con la seconda parte della spiegazione su come fare i maglioni raglan top-down, che per oggi consiste nella parte un pochino più noiosa: i calcoli.

Fare a maglia non è solo un hobby divertente, ma anche una scienza esatta: se non si vuole fare un po' di matematica ma si vuol procedere a lavorare solo ed unicamente con osservazioni empiriche, non bisogna poi lamentarsi se si dovrà fare e disfare il proprio progetto mille e più volte.
Quindi la mia idea è quella di annoiarsi un pochino prima per evitare la rabbia cieca dopo.

Progettazione matematica

Per calcolare quanti punti ci serviranno per il modello sono necessarie queste misure, quindi metro alla mano e appunta su un foglio:

Circonferenza del collo ______
(misura attorno al collo in maniera non troppo stretta)

Raglan ______
(misura il raglan dal collo fino a sotto il braccio)
Lunghezza del corpo ______
(misura da sotto il braccio fino alla lunghezza desiderata del maglione)
Lunghezza della manica ______
(misura da sotto il braccio fino alla lunghezza desiderata della manica)
Polso ______
(misura attorno al polso in maniera non troppo stretta)

Ora è necessario fare un campione di tensione del lavoro con il filato che hai scelto di usare, per calcolare quanti punti ci sono in ogni centimetro e sviluppare quindi il modello.
Monta almeno 20 punti e lavora con il motivo scelto per il maglione (maglia rasata, legaccio, punto riso, trecce, ecc. ) per almeno una decina di centimetri, poi attentamente misura la larghezza del tuo campione e calcola la tensione dividendo il numero di punti per questo valore, arrotondando a due decimali massimi.

Tensione
20 (o numero di maglie del campione) / (diviso) larghezza del campione ________ = _________

Con questo risultato possiamo calcolare esattamente quanti punti serviranno per il collo, che sarà composto dai punti del davanti, del dietro e delle due maniche. I valori che risulteranno dai seguenti calcoli dovranno essere arrotondati all'unità più vicina.

Il totale dei punti per il collo equivale alla tensione per la circonferenza del collo:

Totale dei punti per il collo
tensione ____ x circonferenza del collo _____ = __________

Ora dividiamo questo numero per le sezioni di cui è composto:

Punti per il dietro
totale punti del collo ________ x 0,33 = __________
Punti per le maniche
punti per il dietro __________ x 0,25 = __________
Punti di aumento 8 (questa è una costante)

I punti che comporranno il davanti del lavoro sono i rimanenti a disposizione, calcolati diminuendo dal totale dei punti del collo la somma dei punti per il dietro, delle due maniche e degli 8 punti d'aumento.

Punti per il davanti
totale punti del collo _______ -
(punti per il dietro ____ + punti per la manica ______ + punti per la manica _________ + 8)
= ___________________

A questo punto verifica che il davanti abbia più punti del dietro. Se non è così, sposta alcuni punti dal totale del dietro sul davanti in modo che questa condizione venga soddisfatta.

Il davanti del collo è diviso in tre parti. Il lato destro e il lato sinistro ottengono entrambi un quarto dei punti e il centro ottiene la rimanente metà.

Punti del davanti DX
punti per il davanti _______ x 0,25
Punti del davanti SX
punti per il davanti ________ x 0,25
Punti davanti centrali
punti per il davanti _________ -
(punti del davanti DX ____ + punti del davanti SX ______)
= ___________


Fatti tutti i calcoli giusti?
Ci rivediamo venerdì con l'ultima parte della spiegazione: l'avvio delle maglie, il lavoro e le variazioni sul tema!

Se ci dovesse essere qualcosa di poco comprensibile, usate pure i commenti!

martedì 29 giugno 2010

Dizionario dei Punti di Maglia: Punto #1 "Australia"

Non so voi, ma io adoro scovare punti (vecchi e nuovi) e fare swatch (o campioni) per provarne la resa.
Quindi ho deciso di pubblicare quello che provo, magari aggiungendo lo schema e/o la spiegazione, visto che in molte cercano dizionari di punti "gratis" nel web.
Come primo swatch da pubblicare ho scelto un punto treccia scovato in una raccolta di maglia giapponese; seguendo ciò che era stato pubblicato però, mi sono accorta che quello schema era incorretto.
Perciò questo è anche una sorta di "errata corrige": il punto nel giornale non aveva un nome, solo un numero, perciò ho deciso di dargli un nome.
Ecco a voi "Australia", in onore al film che ho guardato facendo questo punto e riscrivendo lo schema.

Punto #1: Australia

 

SCHEMA DEL PUNTO


  ~ 1 m. dir
  ~ 1 m. rov
  ~ treccia A: sposto 3 m. dav. al lav. sul f. aus., lav. a dir. le 6 m. succ., lav. m. f. aus a dir.
  ~ treccia B: sposto 3 m. dav. al lav. sul f. aus., lav. a dir. le 9 m. succ., lav. le m. sul f. aus a dir.

Le righe pari sono tutte lavorate a rovescio.


A domani con la seconda parte del tutorial sui maglioni raglan top-down!

lunedì 28 giugno 2010

Le straordinarie tecniche di maglia ninjaTM : maglioni raglan top down


Questa è la mia ricetta personale per fare una maglione raglan top-down, ossia un maglione fatto come nel disegnetto sopra lavorandolo dal collo fino al bordo inferiore, ossia dall'alto verso il basso.
 
E' una tecnica che ormai è molto diffusa nel mondo della maglia anglosassone. Richiede un po' di praticità con l'uso dei ferri circolari e un po' più di attenzione quando si avviano le maglie, ma per il resto ha solo vantaggi, quali:
  • Non ci sono cuciture da fare. Di alcun tipo.
  • Puoi controllare sempre a che punto sei nel lavoro indossando il progetto e valutare come procedere.
  • Puoi partire credendo di fare un maglione e finire con il fare uno scaldacuore... e viceversa.
La spiegazione è suddivisa in tre parti: per comodità nell'ultima puntata inserirò un file pdf scaricabile in cui sarà inserita tutta la spiegazione (sarà anche carina da vedere e stampare, prometto).

Premessa

Non è tutta TUTTA farina del mio sacco. Quando si tratta di maglia, solo ben poche persone sono o sono state completamente innovative e hanno inventato dal nulla tecniche.
La maggior parte delle magliste attinge al meglio di tutto ciò che sa per creare qualcosa di suo.
Così ci tengo a precisare che questo non è l'Uovo di Colombo, non sono un genio: ho creato la mia ricetta partendo da svariate fonti, molte delle quali nemmeno riesco a ricordarle; sulla materia “top down” sono stati scritti libri e articoli da tantissime magliste, questa è semplicemente la tecnica base che uso io adattata, comprensibile, testata e funzionante.
Non ho inserito tecniche di shaping (ossia modellazione) del capo, proprio perché questa è una ricetta base, da cui ognuno poi può fare quello che vuole e procedere come più gli aggrada.

Materiale
Per realizzare questo maglione prepara le seguenti cose:
  • Il filato selezionato per il progetto nell'ammontare necessario (la tabellina della sezione “Quanto filato mi serve?...” qui sotto potrebbe anche aiutarti).
  • Ferri circolari da 40 cm e da 80 cm, nella misura adatta per lavorare il filato che hai scelto. Potrebbe essere utile avere a disposizione anche un ferro circolare di due misure più piccolo per effettuare il bordo a coste e uno di una misura più grande per avviare i punti.
  • 2 anelli segnapunti di un colore e 4 anelli segnapunti di un altro colore. Chiamerò d'ora in poi i primi anelli A e i secondi anelli B.
  • 2 fermapunti o degli scarti di filato, meglio se di cotone
  • Metro da sartoria
  • Calcolatrice
  • Un foglio di carta e una matita

    Quanto filato mi serve? E quale scelgo?
    Questo è un maglione che stai facendo tu quindi, per cortesia, fallo come più ti piace: scegli un filato che ti soddisfi al 100%, nel colore che ti piace e del materiale che preferisci.
    Ci tengo però a sottolineare che non conviene essere tirchi con il materiale e spendere il giusto per un filato buono: non trovi che sia insensato spendere ore e ore di lavoro per poi avere in risultato un maglione che sembra di plastica che per colpa del materiale non calza bene? Quindi lascia sui banconi del negozio di lana i gomitoli di acrilico, ti prego. Costano poco perché valgono poco.
    La quantità di filato che sarà necessaria è un po' difficile da determinare precisamente.
    In una ricetta come la mia, ci sono diverse variabili in gioco.
    Tipo “sul davanti ci metto una treccia in più”, “lavoro molto stretto” e/o “questa volta faccio le maniche corte”.
    Ad ogni modo, trovo che comunque possa essere utile darti in consegna il Sacro Graal delle tabelline per la maglia, così ti puoi regolare nell'acquisto di filato per questo progetto.
    No, non ti dirò quanto filato comprare in grammi. Il filo non è prosciutto cotto, che se ne hai una fettina in meno il panino riesce bene lo stesso.
    La misura da utilizzare con i filati è il metro, o se sei anglosassone, la iarda.

    Siccome in Italia non si usano i pesi del filato, onde evitare incomprensioni, ti rimando a questa bella paginetta in cui vengono spiegati gli standard della lana, compreso il peso: gli standard della lana.

    Questa tabella è piuttosto corretta ma, mi raccomando, sii furba: compra sempre un gomitolo in più di quanto sia necessario per i tuoi progetti, tieni lo scontrino e nel caso in cui questo non ti serva potrai sempre restituirlo (o farci un cappellino).
    Le quantità di filato (ultime tre colonne) sono in metri e si riferiscono alle misure date nelle colonne precedenti (in cm) e valgono per un maglione manica lunga in maglia rasata, quindi per lavorazioni più complesse sarà necessario aumentare la quantità, mentre per un maglione maniche corte servirà meno filato.


    A mercoledì con la seconda parte del maglione, e il sodo della ricetta: i calcoli!

    venerdì 18 giugno 2010

    Dolce vita che te ne vai

    Al momento sono divisa tra molte decisioni da prendere, alcune semplici - altre più complesse.

    Un esempio di decisione semplice è: cardigan da finire, Urania da finire o una bella partitina a Shin Megami Tensei? Spesso e volentieri cado sull'ultima delle tre, ma comunque non sono indietro in nessuna delle altre due; altre situazioni similari riguardano cosa cucinare, se fare o no una lavatrice (e il tempo ballerino non aiuta) o cosa indossare nelle rare eventualità in cui esco di casa.

    L'altra faccia della luna, ossia le scelte impegnative, mi vedono suddivisa in svariati fronti - principalmente dal punto di vista lavorativo.
    Diverse persone (e io stessa) si stanno impegnando nel cercarmi un lavoro a Riccione in modo che il mio adorato consorte prosegua con la sua avventura lavorativa lì, mentre a me vengono offerte candidature per lavori particolarmente interessanti nella ridente cittadina del Canal Grande.
    Quindi sono combattuta, molto confusa e ho deciso di lasciar marinare un po' il tutto (come mi hanno pure suggerito le rune) per questo fine settimana. Lunedì a mente fresca e di mattino buon'ora, chiamerò per il mio futuro.

    Di positivo c'è che, dopo un periodo estremamente buio e sfiduciato, ora perlomeno sono propositiva: ho intenzione di rimettere mano su tutti i progetti che avevo accantonato e dargli lo splendore che meritano, perché non sopporto di vedermi triste e sconsolata su un futuro che troppo spesso lascio in mano al Fato per pigrizia.

    Diciamo che in questo periodo d'assenza, sebbene sia stata sopraffatta da ciò che ho descritto qui sopra, sto facendo di tutto per togliermi la "polvere" di dosso.
    Sembra quasi che ci stia riuscendo.

    domenica 6 giugno 2010

    MeLuna: la mia risposta

    Ho sempre avuto grossi problemi con i pannolini / assorbenti.
    Mio padre mi ha raccontato che da piccola han dovuto cambiare 7-8 marche di pannolini usa e getta prima di trovarne una che non mi riempisse di irritazioni, bolle e vesciche nei Paesi Bassi.

    Figurarsi cosa ho pensato nel momento in cui ho realizzato che avrei dovuto avere un rapporto con assorbenti per vent'anni minimo, date queste premesse.

    Nella mia storia con gli assorbenti ho provato di tutto.
    I Lines Seta Ultra sono fantastici come "capienza", non mi sono mai macchiata... però non vi racconto come sono ridotta dopo un ciclo.
    I Nuvenia non sono assorbenti, sono prese in giro; mi sono sempre sporcata, senza contare che i loro adesivi sono ridicoli e spesso e volentieri mi trovavo senza assorbente al posto giusto dopo solo un'ora.
    Altre marche che ho provato hanno avuto i loro pro e i contro, ma la costante è sempre quella, ossia l'"irritazione da pannolino".
    Non mi sembra il caso che a 23 anni mi cosparga la Regal Iolanda di Pasta di Fissan ogni mese come i neonati.

    Sono conscia che ci sono gli assorbenti di cotone usa e getta acquistabili in farmacia, che di positivo hanno anche il fatto che non sono "secco non riciclabile"... peccato che un pacco da 10 costa dagli 8 ai 12 euro.
    Mi sembra un po' tanto, per una cosa che comunque butti dopo un utilizzo.
    Ho provato anche i tamponi interni che si, mi hanno tolto il problema delle irritazioni esterne... ma ne creano veramente tante d'interne, senza contare il fatto che sono sbiancati chimicamente e rilasciano quantità di materiale all'interno, cosa non certo positiva.

    Così ho cercato altre alternative, magari più ecologiche, visto che gli assorbenti e i pannolini sono i rifiuti che pesano di più al mondo perché non riciclabili e che specie per le donne, comportano un utilizzo massiccio e duraturo.

    Ho scoperto i LunaPads (o le alternative fai-da-te), ossia gli assorbenti riutilizzabili lavabili, fatti in cotone 100% e flanella di cotone, con un sottile strato interno di nylon per evitare il gocciolamento e le macchie.
    Mi sono vista costretta a scartarli a priori perché sarebbe stato un investimento non indifferente, non avendo poi la certezza di un risultato positivo, visto che una delle cause delle mie irritazioni è lo sfregamento. In più non mi ci vedo a lavare assorbenti ogni giorno, o farci le lavatrici.

    Navigando per il vasto mare della Rete sempre alla ricerca di una risposta a questo mio problema, ho scoperto le coppette mestruali.
    Sono dei dispositivi prodotti in materiale plastico (dal silicone allo stesso polimero usato per le cannule delle flebo in ambiente ospedaliero) che vengono inseriti all'interno del proprio corpo durante il ciclo mestruale e che, a differenza di assorbenti esterni e tamponi, raccolgono il proprio ciclo e non lo assorbono; in questo modo permettono di notare al primo istante le grandi variazioni che il corpo subisce durante quel periodo e confrontare le diversità con i cicli precedenti e i futuri, magari permettendo di poter "diagnosticare" disfunzioni molto prima.

    Credo che una delle più grandi barriere per la diffusione di questa alternativa sia purtroppo questa, visto che il ciclo mestruale è spesso un tabù insormontabile e molte donne all'idea di vedere il proprio sangue raccolto provano un grande senso di disgusto, sebbene ci si trovi di fronte a un evento naturale della propria femminilità, che regola il nostro bioritmo e la nostra vitalità fino alla menopausa.

    A frenare me però, era stata una feroce incomprensione: sembrava quasi che esistesse una sola marca produttrice, ci fossero solo due taglie e il tutto, credo principalmente per pudore, era nascosto comunque da un'aura di nebbia.
    Nei siti degli importatori italiani c'erano solo i pareri positivi e mi sentivo come se non avrei fatto una scelta in coscienza, valutando seriamente l'acquisto.

    Sotto segnalazione di un'amica di Ravelry, ho scoperto questa community internazionale (di lingua anglofona) su LiveJournal, Menstrual Cups.
    Scrutando con attenzione le svariate pagine che compongono questo sito sono venuta a conoscenza delle diverse marche di coppette mestruali, delle diverse dimensioni e taglie e le istruzioni per sceglierla in base al proprio corpo... oltre che le diverse opinioni di tante donne e ragazze con diversi background (vergini, 30enni con figli, senza figli), sia positive sia negative.

    Dopo molte consultazioni, ho scelto MeLuna: la ditta che la produce è sita in Germania (quindi niente dogana da pagare), il costo è di 13€ più spese di spedizione (in totale a me è costato sui 17€), a differenza di MoonCup che, sebbene sia recuperabile tramite i canali dei negozi NaturaSì, costa sui 30-35€. E' disponibile in 3 taglie, S-M-L e in diversi colori.
    La realtà molto bella di questa ditta è che spesso il proprio ordine è accompagnato da un omaggio, tutt'altro che frivolo: per alcune è stato un sacchetto per riporla in più... e per me (e anche altre clienti) è stata un'altra coppetta in omaggio, come campione di dimensione perfettamente funzionante.

    Devo dire che questa è stata una mano santa per me: ho deciso di scrivere questa recensione per consigliare o no il passaggio a tutte solo dopo averla provata su me stessa in un primo ciclo di "test".
    Ho acquistato una MeLuna Medium Ring (Diametro 45mm, Lunghezza 45mm + 10mm di anello, Capacità di 15ml - 21ml) e ho ricevuto in omaggio una Large Kugel (pallina), (Diametro 45mm, Lunghezza 54mm + 8mm di pallina, Capacità di 24ml - 32ml).

    Ho ricevuto il tutto circa una settimana dopo l'ordine: il tutto era all'interno di una busta di plastica rigida contenente le istruzioni, un sacchetto di stoffa vellutato con il simbolo dell'azienda per la coppetta che ho acquistato e l'altra coppetta all'interno di un sacchettino richiudibile sempre in plastica.

    Ho studiato questo video con molta attenzione per imparare i diversi metodi di piegatura, visto che il funzionamento della coppetta è dato dall'effetto ventosa interno che impedisce al sangue di fuoriuscire e, di conseguenza, macchiare.
    L'inserimento si effettua appunto piegando il dispositivo in diverse maniere e ogni donna sicuramente troverà quella con cui si sentirà più a suo agio... ci sono metodi che permettono di avere dimensioni più o meno similari a quelle di un tampone, altri che invece sono leggermente dolorosi le prime volte. E' fondamentale però non scoraggiarsi, perché come per tutto al mondo ci vuole pratica.

    Ho provato a inserirla per prendere mano qualche giorno prima del ciclo e devo ammettere che effettivamente è qualcosa che richiede pratica e manualità: la prima volta sono riuscita ad inserirla correttamente solo dopo aver perso 10 minuti buoni in tentativi mal riusciti.
    Poi è arrivato il ciclo, e i miei risultati sono stati i seguenti: MeLuna Medium è sufficiente solo per la mia prima giornata di ciclo e le ultime due.
    La prima notte ho tenuto la M (inserita alle 23.00, tolta alle 6.30) e mi sono macchiata perché la coppetta aveva raggiunto la capacità massima e aveva perso aderenza.
    Il giorno successivo quindi, ho approfittato del fatto che mi hanno dato in omaggio la coppetta Large, utilizzando quella. Ho scoperto che per me è più che sufficiente per le giornate di flusso intenso: svuotandola mattino, mezzogiorno e sera la trovavo sempre piena a metà o poco sotto e quindi ho evinto che in futuro potrò indossarla tranquillamente per 8 ore di fila senza macchiarmi.
    Ogni tanto ho trovato qualche problema nell’inserimento ma credo che sia una questione di pratica; spesso e volentieri l'ho inserita ma non sono riuscita ad aprirla subito e perdo un sacco di tempo nell'intento. Come metodo di inserimento uso la punch-down fold, la C fold è veramente improponibile me, visto che ho provato qualche volta ma ho visto le fiamme dell'inferno in merito ai dolori.

    Qual è il mio esito, ora che ho provato? Non tornerò mai più indietro, mi trovo benissimo e mi sento 10 volte più pulita di prima, nonostante potrebbe sembrare il contrario per qualcuna.
    E soprattutto... niente irritazioni!

    Fonti Immagini: siti ufficiali di MeLuna (http://meluna.eu) e LunaPads (http://lunapads.com)

    giovedì 3 giugno 2010

    Work In Progress

    A cosa sto lavorando, ora?
    Bene. Dovrei aggiornare un attimo la situazione, visto che sparisco per giorni, cambio destinazioni al sito, lavoro, scrivo poco, fotografo... eccetera eccetera eccetera.

    (scusate lo smalto rovinato ma sono senza acetone qui e devo rimediare al più presto...)


    Ieri pomeriggio ho dovuto mettere in "hibernating" un progetto che auspicavo di terminare entro la fine della settimana (#22 sailor, poor sailor) perché mi si è spezzato un acrilico 4.0 mm con cui stavo lavorando.
    Da maggio ad ora ho finito:
    ♥ La copertina verde per E., che ho chiamato Humid Lime Blanket. Dovrò lavorarci sul pattern, che tralaltro non è nulla di speciale.
    ♥ Il Revontuli con la rimanente Evilla Preyarn A-67. Fantastica resa, ho chiamato il progetto Inferis. Sono riuscita a fare qualche foto decente solo ieri sera con Filippo, chissà quando le pubblicherò visto che siamo ancora on-the-road.
    ♥ #21 a grochery bag, basata sul pattern Crochet Market Bag della Lily's, una marca di cotone canadese nato per fare dishcloths. Non essendo un granché, non ho idea di quando la fotograferò.
    ♥ #23 pot holder, presina fatta all'uncinetto (diciamo pure che è il trionfo della maglia bassa) mentre tornavo in treno la prima volta da Riccione verso casa.

    Stamattina ho cominciato lo Spring Beret di Natalie Larson, ma ho già fatto qualche malanno e dovrò disfare un due righe in backwards knitting. C'est la vie. Manca ancora la pagina del progetto su Ravelry, e spingo le lettrici di questo blog a iscriversi a quella comunità perché è veramente utile.

    Per quanto riguarda il cucito, prima di partire ho dovuto produrre una quantità considerevole di materiale per tenere tutto quello che solitamente mi serve per fare a maglia a disposizione.
    Ossia ho inventato un nuovo pattern per un "needle roll" con taschina, una borsa per tenere i lavori di maglia a disposizione e ho fatto un piccolo astuccino per tenere tutti gli uncinetti.

    (stavolta scusate le foto di qualità pessima, ma il mio telefono non spicca in qualità da questo punto di vista)

    Sono disponibili in commissione, però potrò darvi certezza dell'avvio del lavoro solo quando avrò un attimo di stabilità fisica - auspico entro fine settimana.

    Per quanto riguarda invece il lato umano di quello che mi sta succedendo, beh, sono un po' sballottata qui e la. Ho ripreparato le valigie perché domani facciamo il check out dal secondo albergo e si auspica verso una casa... di probabilmente 40 mq. ossia un buco pagato a peso d'oro. Quindi come mantra mentale penso alle famiglie IKEA, ai monolocali costruiti in negozio e mi dico "coi tessuti tutto si rinnova". Sono un po' disperata ma non lo do a vedere e soprattutto mi sento parecchio abbandonata a me stessa. Ma come ho detto prima, c'est la vie.

    Il mare qui non ha la mucillagine (nota positiva), però in compenso non paghi meno di 16 euro un ombrellone con il lettino in fondo alla spiaggia. In riva al mare sono una 30, gli euro da spendere. Vorrei fare la tignosa rompiballe e mettermi nei 5 metri dal bagnasciuga che sono del demanio pubblico. Ma preferisco aspettare di diventare un altro po' abbronzata, prima di fare una collezione di melanomi vari.

    scorcio di Riccione by night

    Inoltre al momento si è intensificata la mia attività di lettura, principalmente di Urania.
    Sto leggendo "Mai toccato da mani umane" di Robert Sheckley (Urania Collezione n. 007), antologia di racconti umoristico-scifi e la settimana scorsa ho letto in una notte insonne "La casa dalle finestre nere" di Clifford D. Simak (Urania Collezione n. 011). Dei due sto preferendo quest'ultimo, forse perché non sono mai stata una grande amante dei racconti brevi, eppur il primo lo consiglierei perfino a un non amante del genere perché veramente scorrevoli ed un piacere da leggere. Perfino Filippo ha letto qualche capitolo e finiva ridendo.

    Spero di non venir fagocitata da un tunnel spazio tempo, anche perché avevo promesso degli articoli che poi, in mezzo a questo caos, non sono riuscita a pubblicare ed editare.

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