martedì 22 febbraio 2011

Voli pindarici

Mi sono resa conto che ormai non sono più capace di scrivere quello che voglio.
Forse è stata la poca lettura degli anni trascorsi, oppure gli anni della scuola passati inesorabilmente e così lontani... la realtà è che non sono più capace di tenere un blog dove parlo di fuffa varia della mia vita.
Ne ho perso la capacità crescendo ed è per quello che, credo, quest'angolo di web ha la forma di un blocco appunti con quello che so in merito ad un dato argomento, scritto male ed esposto ancora peggio.
Alcune volte vorrei ritrovare la capacità di fare voli pindarici su ciò che è e ciò che non è.
Invece spesso mi ritrovo a litigare con tempi verbali e periodi che sono solo la pallida imitazione di ciò che era la mia scrittura, il mio lessico, ciò che riuscivo ad esprimere di me stessa attraverso lo scritto.

Venendo a noi, la settimana trascorsa è stata piena di impegni e incontri: ho passato i primi due giorni costretta in camera, Lunedì per un emicrania fortissima post-henné, Martedì per una notte insonne piena di dolori all'addome.
Mercoledì è stato un giorno bellissimo trascorso velocemente con l'amica-sorella di sempre, Giovedì ho conosciuto una "fellow raveler" della zona, mentre la sera è trascorsa piacevolmente in pub con un'altra amica.
Venerdì era ora di knit café e lavoro, uno del quale non posso parlare liberamente per questioni di diritti, sono una sorta di manager di un progetto editoriale non mio, pagata a ora e senza contributi versati, ovviamente, ma anche senza impegno reciproco. Ci lavoro quando ho tempo e soprattutto nell'attesa di trovare un altro lavoro.
Sabato si è diviso tra lo stiro del mattino, la spesa settimanale del pomeriggio e la cena romantica (diciamo che era il San Valentino posticipato) con Fil, seguito dal cinema quasi notturno (Il Grinta, entusiasmante e recitato divinamente).

Ho finito dei progetti, cominciato degli altri.
Sono ancora formalmente disoccupata ma, in realtà, lavoro su diversi fronti... mandando sempre curriculum ed ampliando il giro di conoscenze che ho.
In fondo, sognando il 2012 che, se i calcoli non sono errati, significherà la fine del prestito stipulato quando aprii il negozio di fumetti. Niente più oneri sicuramente dovuti e più tempo per sapere chi sono e voglio diventare.
Avere un lavoro stipendiato, al momento, sarebbe utile solo per quello che significa il residuo del negozio. Forse qualche sfizio e ristrutturare la casa. Ma nulla di obbligatorio e soprattutto nulla di desiderato. Non ho ancora la più pallida idea di quello che potrei fare da grande, punto.

2 commenti:

paperinikka ha detto...

Cara Paola grazie x la spiegazione sui Capelet, prima che io iniziassi a pensare che ti fossi data alla cucina emiliana! Penso sempre al cibo da quando sono a dieta!!Tenere i ferri in mano è un buon modo di non occupare la mano con Pop Corn o peggio mentre guardo la tele alla sera....
Spero di averti fatto sorridere, xchè ho sentito un lieve sottotono di amarezza nel tuo scritto (o sono solo mie fallaci impressioni di fine febbraio?)Un abbraccio Paola

Silvia ha detto...

Paola, belli i tuoi lavori, da oggi ci sono anch'io tra le sostenitrici.
Silvia

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