lunedì 28 marzo 2011

Il cotone, questo sconosciuto

Il fiore di cotone
Il cotone è una fibra vegetale che si ricava dalla peluria che copre i semi di una pianta della specie Gossypium; con essa viene realizzato un filato che ha caratteristica di essere principalmente anelastico, aumenta di resistenza meccanica quando bagnato e protegge in maniera sufficiente dall'aria.
A livello industriale viene trasformato il più delle volte in tessuto, sia lavorato a telaio che a macchina di maglieria.
Con la prima tecnica si ottiene, ad esempio, il conosciutissimo denim - la stoffa con il quale vengono realizzati i blue-jeans; con la seconda si può ottenere la maglina di cotone e il jersey.
I capi di cotone bianco si lavano a 30°, i tessuti colorati a temperature più basse. Il cotone può essere lavato a mani o in lavatrice con particolari problemi in quanto allo stato umido migliora la sua resistenza; occorre però evitare l'asciugatura alla luce diretta del sole perché indebolisce e ingiallisce la fibra.


Per cotone vergine intendiamo sempre il filato lavorato per la prima volta, mentre per cotone rigenerato ci si riferisce quello ottenuto dalla rilavorazione di tessuti già utilizzati.

Le tipologie di cotone che si trovano in commercio: gasato e mercerizzato


Il cotone gasato è un tipo di filato di cotone formato da tante fibre del fiocco di cotone ritorte su loro stesse.
Non è un filo uniforme, dotato spesso di peluria sporgente. Facendo passare il filato a una velocità adatta sopra una fiammella, quest'ultima viene bruciata lasciando il filato di cotone più uniforme, liscio e asciutto.
Poiché per produrre la fiammella si usa gas combustibile il filato sottoposto a questo trattamento si dice "gasato" e la macchina operatrice "gasatrice".

Il cotone mercerizzato è un filato di cotone che subisce un trattamento con bagno di soda caustica, la quale è in soluzione concentrata a 30° Bé (Baumé).
Il procedimento fu brevettato nel 1851 dal chimico inglese John Mercer e perfezionava, applicandola al cotone, la tradizionale fase di sbiancatura e nobilitazione delle matasse di filato di lino.
Tradizionalmente, questa veniva effettuata tramite bollitura e si aggiungevano sostanze "mordenti".
La mercerizzazione effettuata a bassa temperatura (10 °C) con la soda trasforma il filato, modificando la sua sezione e permettendo così di ottenere capi finiti di mano migliore, con maggior lucentezza, migliore igroscopicità e capacità di essere tinto.

3 commenti:

Barbara ha detto...

Mi piace il tuo blog, è semplice e interessante. Mi piace lavorare a maglia da tanti anni, e dopo l'ultima cucitura di maniche ho deciso che è ora di provare un top down! Ecco come ho scovato il tuo blog :)
Adesso sono tua follower, e ti inserisco anche nei blog che mi piacciono ;o)
Ciao, Barbara

AbcHobby.it ha detto...

è sempre interessante e piacevole leggere le "origini" dei nostri amati filati!

vio-yersinia ha detto...

bellissimo articolo!

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails