mercoledì 29 giugno 2011

Il mio metodo personale per scrivere pattern, ovvero la maniera più geek di farlo

Ho una serie di feticci personali.
Ho uno scrapbook pieno di disegni e schizzi, una matita dietro e il mio inseparabile e vecchietto eeepc sempre al mio fianco.
Ho una chiavetta usb da 4GB piena di foto, riviste, appunti e piccole idee da realizzare. Meme di quello che mi interessa e mi ispira, ogni giorno.

Sto scrivendo il pattern dei guantini, ora.
E' contenuto in un .rtf aggiornato nella chiavetta e in un backup privato su Google Docs.
Quella su Google Docs è una versione del giorno prima, di solito.

Solitamente ci lavoro nascosta dietro ai bancali al lavoro, durante la pausa pranzo.
C'è un piccolo carrello arrugginito, stendo uno scarto degli scatoloni per non macchiarmi di ruggine e mi ci siedo sopra, distendendo le gambe, dopo aver mangiato.
E' l'unico posto dove posso stare tranquilla e in pace, dove di solito non c'è nessuno che mi può disturbare. Dove posso staccare da tutto e tutti ed essere solo io, i miei ferri, le mie idee, i miei sogni e la mia lana.

Prendo dalla borsa il pc, lo accendo e intanto guardo dove sono arrivata con il lavoro sui ferri, controllo di aver fatto tutto giusto.
Poi apro il file e vedo a che punto sono.
Solitamente scrivo il pattern direttamente in inglese, all'inizio sono solo appunti distorti per ricordarmi cose fondamentali, come quanti punti ho avviato, ogni quanto diminuire o aumentare, quante righe in totale, che tipo di intreccio finale ho usato e via dicendo.
Se mi accorgo che il modello mi piace, continuo a lavorarci e poi, dopo aver finito un capo completo, ne comincio un altro o rifaccio la parte più intricata per scriverla meglio tra gli appunti e testarla.

Quando ormai il testo è finito, è testato, è il più possibile corretto e completo, passo predisporre le idee su come fare il pdf in Draw, della suite di OpenOffice.
E' un programma simile a InDesign, per certi versi. Serve a creare materiale editoriale, quindi perfetto per impaginare, inserire immagini e quant'altro.
Trasferisco i testi e salvo la prima bozza. Poi, se c'è il sole, scappo fuori e faccio le foto del progetto.

Per arrows and freckles, dato il rosso e la semplicità del pattern, ho guardato sulla mia libreria qualcosa che fosse tanto pungente tanto quel modello... e non c'era nulla di perfetto tanto quanto la mia edizione di V Per Vendetta.

Di solito le idee per le foto mi vengono mentre lo realizzo, il modello, perché spesso è una mia interpretazione di qualcosa che ho visto.
La versione A del modello che sto facendo ora è uscita nella mia mente qualche settimana fa, mentre ero in fissa per la canzone Girls Just Wanna Have Fun di Cindy Lauper... ed effettivamente è molto 80s.
La seconda versione invece è decisamente mori, come gran parte di ciò che realizzo per me e che fa parte del mio stile di tutti i giorni.

Trasferisco le foto sul pc, ci pasticcio un po' sopra con GIMP e poi torno a Draw, dove unisco tutto e creo un pdf.

Ed è così che nasce un mio pattern.
Sono pochi, per ora. Conto che diventino di più - senza scadere in qualità - entro l'anno prossimo, perché questo è un mio sogno.

2 commenti:

knitting bear ha detto...

Bel post, Ekeloa. Ti ci vedevo dietri i bancali, impegnata a scrivere e col sorriso delle persone soddisfatte di quello che fanno, anche se costa fatica. Mi hai fatto riflettere sui metodi che uso io e ti ringrazio per lo spunto, devo pensarci meglio, davvero!

AbcHobby.it ha detto...

e io ti auguro di realizzare i tuoi sogni perchè leggerti è sempre un piacere!
Inoltre i tuoi post sono così utili e informativi!!

baci eli

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