lunedì 12 settembre 2011

Ode ai calzini di maglia ai ferri

Fare calzini è visto da molte appassionate come perder tempo.

Se c'è una domanda che proprio non sopporto quando si parla di quella che per me è una ossessione (ossia la maglia) è "quanti maglioni hai fatto?".

Porca vacca. Non è possibile.

Io ODIO fare maglioni, sono lunghi e noiosi da fare il più delle volte.
Preferisco fare scialli, guanti e calzini.
Li porto tanto quanto i maglioni ma almeno non tento di impiccarmi con i cavi dei circolari mentre li faccio.

Quando rispondo "uno solo, preferisco fare scialli e calzini" mi guardano come se avessi detto "mi mangio le caccole del naso, sono buonissime, ne vuoi un po'?".

Fare calzini è una impresa gratificante, complessa e perfetta.
Mentre un maglione si perde, il più delle volte, in distese di noiosissimo rasato (e trecce, il più delle volte quelle idiote a 4 maglie... mica le honeycomb o quelle a canestro!) legaccio e rasato rovescio... un calzino concentra nei suoi pochi centimetri qualsiasi punto tu voglia.

Può essere un esaltante e sexy lace per un paio di parigine al polpaccio, uno sportivo ma resistentissimo pariscarpa con il tallone all'olandese, uno intricato e stravagante da portare con un paio di mary jane...

Il filato fingering/sock, poi, è di quella dimensione libidinosa per me.
Non è impegnativo come un DK, che urla progetto grande o calzino da notte, ne' fino fino fino come il lace... è la giusta via di mezzo per trasformarsi in ciò che vuoi.

Per fare i calzini, poi, si possono sperimentare un sacco di tecniche diverse.
Ma veramente tante eh!

Si possono usare i DPNs (acronimo di double pointed needles, ferri a due punte), il metodo più classico per realizzare lavori tubici; oppure il magic loop, quindi usare il cavo di un lungo circolare per creare il gioco necessario a lavorare con le due sole punte; per le più precise c'è anche il metodo con due circolari, che permette anche di lavorare il paio di calzini in un colpo solo, usando anche due gomitoli (o lo stesso preso dalle due estremità).

Un calzino lo puoi realizzare toe-up (quindi dalla punta delle dita fino alla caviglia) e cuff-down (dalla caviglia fino alla punta delle dita); puoi anche aggiungerci il tallone dopo, con il metodo del "afterthough heel".
Ma fare calzini ti porta anche spesso ad imparare nuovi metodi per avviare le maglie e per chiudere il proprio progetti; tecniche per rendere il ferro dell'intreccio finale più o meno elastico, avviare il progetto dalle dita dei piedi con il metodo "Figure 8 cast-on"...

Fare calzini non è fare maglia di serie B, anzi... tutt'altro.
Se uno vuole concentrarsi ed imparare tecniche nuove e, soprattutto, avere gratificazione istantanea nell'apprendimento, non c'è niente di meglio dei calzini, secondo me.

L'unica grande pecca che possono avere è quella che le knitter chiamano la "Second Sock Syndrome", ossia la sindrome del secondo calzino: una volta finito il primo la mente è esaurita e non riesce a trovare la forza di fare il secondo.
Ma come prima ho suggerito, c'è un metodo per ovviare al tutto.

La prima tecnica da imparare è quella per realizzare i due calzini in un colpo solo, così che questa sindrome non possa colpirci... e poi via, via verso tutti i pattern che il web, The Knitter, Interweave Knits e co. possono offrirci!

7 commenti:

Dany ha detto...

ciao, è dallo scorso inverno che penso di cimentarmi in un paio di calzini e dopo quello che hai scritto la voglia mi sta ritornando (col caldo l'avevo accantonata), mi sembra un mondo affascinante!
Vorrei provare con la tecnica dei due calzini insieme partendo dalla punta, dici che è troppo complicato come primo esperimento sui calzini?
ciao e grazie

Ekeloa ha detto...

@Dany Nulla è difficile se ci si mette la pazienza e l'attenzione :)
Che la lana scorra potente sui tuoi ferri, giovane Dany!

ines ha detto...

io sono in piena sindrome "sockmaniacale" e dopo 2 paia semplici , un terzo leggermente lace ho appena iniziato il quarto un pò più complesso. Concordo sul fatto che lavorando calzini s'imparano tante cose nuove ma, soprattutto, sperimenti ogni volta una tecnica diversa e questo è ciò che mi appassiona di più.

Dany ha detto...

@Ekeloa grazie per l'incoraggiamento, la lana ce l'ho, hai dei tutorial da suggerirmi? (se in italiano è meglio ^__*
ciao

Gabriela ha detto...

Adoro fare i calzini! Purtroppo li so fare solo in un modo...Adoro anche fare i maglioni però, mi piace molto sferruzzare mentre leggo o guardo la TV o chiacchiero con le amiche e qiuindi le lunghe lavorazioni non mi pesano.
Domanda: ma tu, poi, li usi anche con le scarpe? Io li uso solo in casa, al posto delle pantofole...

Ekeloa ha detto...

@Gabriela Se fatti con la cosidetta "sock yarn", quindi fini, li uso soprattutto con le scarpe in stile Mary Jane, quelle aperte davanti. Fanno un po' Pippi Calzelunghe ma mi piacciono molto :)

Altrimenti li uso pur'io al posto delle pantofole :)

Alice Twain ha detto...

@dany, se per caso sei di Milano, da lanar.it è in partenza un corso sui calzini.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails