lunedì 7 novembre 2011

Guida: Come scegliere un ferro circolare e perché usarli, parte prima


Partiamo dal presupposto che questa guida è redatta da un'italiana per un pubblico (più o meno) italiano o residente nel Bel Paese ed eterogeneo in conoscenze maglistiche varie, perciò dopo un preambolo dovuto su che cosa siano i ferri circolari e cosa ci si faccia, scenderò nei particolari con solo 4 marche più o meno disponibili nel nostro territorio e che ho provato personalmente, ossia Pony, Prym, KnitPro (in america KnitPicks se non erro) e Addi.
Aggiungo anche che sono una magliaia a mano forsennata (nei bei tempi superavo le 8 ore consecutive di maglia al giorno) e che se le vostre necessità sono meno ambiziose delle mie, potete tralasciare alcuni dei miei commenti più pignoli.


I cavi di un set intercambiabile
KnitPro.
I ferri circolari sono uno strumento con il quale si lavora a maglia.
Con questi si può senza nessun problema sia creare pezzi piani (come con i ferri diritti classici), sia pezzi tubici di diverse circonferenze, coprendo tutta la misura del cavo e dei puntali ma anche usandolo con un metodo chiamato “magic loop” (cappio magico), che permette di realizzare tubi di maglia molto stretti usando cavi molto lunghi.

Nonostante giri una leggenda metropolitana che recita l'impossibilità di usare questi ferri lavorando gettando il filo (metodo English o Lever, ossia il metodo che usa la maggior parte delle italiane, ferro sotto il braccio destro per intendersi) questa si è rivelata più volte una diceria priva di fondamento.
Certo è da dire che è molto più istintivo e semplice utilizzarli se il proprio metodo di lavorazione è il famigerato Continental, utilizzato con qualche variazione in Est e Nord Europa e in alcune zone dell'America Settentrionale.

I ferri circolari sono disponibili nelle stesse numerazioni dei ferri dritti (più o meno).
Li si può trovare in due modi principalmente: un ferro circolare fisso (con puntali e cavo saldati permanentemente) e i ferri circolari con punte intercambiabili (i cui puntali si agganciano con svariati metodi a cavi di diverse lunghezze per creare più combinazioni di lavoro).

Se ancora non capite l'utilizzo di questi ferri, vi intrigano ma non sapete se sarà “vero amore” e quindi non ve la sentite di investire parte del vostro denaro, vi sconsiglio caldamente l'acquisto di circolari fissi di marca Pony e Prym.

I motivi dietro questo proclama indiscriminato è il seguente: quando si lavora con un ferro circolare è fondamentale che le maglie vive non si impiglino da nessuna parte, che esse scorrano più o meno facilmente sul cavo e sui puntali in modo da rendere la lavorazione efficiente e veloce.
I puntali dei ferri circolari fissi Pony e Prym, dal lato in cui poi verranno uniti al cavo, sono sagomati in maniera obliqua e, questa zona così poco regolare, fa bloccare tutte le maglie vive, limitando la scorrevolezza del lavoro e rendendolo fastidioso come un sasso nelle scarpe (a lungo andare come lo stridio del gesso sulla lavagna).

I ferri circolari fissi KnitPro non hanno questo tipo di problema, avendo puntale e cavo uniti in linea retta: questo rende meno traumatico il passaggio da uno all'altro e più scorrevole il tutto.

Per chi invece ha deciso che il circolare è la via, direi che sicuramente è più economico fornirsi di un bel kit di punte intercambiabili con cavi annessi: tralasciando marche che non ho provato (tipo Denise, Signature, etc.), mi soffermo nel discorrere in merito a KnitPro e Addi.

La differenza principale tra una marca e l'altra è il tipo di aggancio dei puntali al cavo: nel primo è a vite e nel secondo è a baionetta.

Sconsiglio caldamente l'acquisto del set KnitPro acrilico (serie Spectra Clear e Flair), il primo che normalmente salta all'occhio per la convenienza (normalmente è venduto sotto i 40 euro).
Questo giudizio è derivato dall'esperienza personale, dato che mi sono stati regalati dal mio ragazzo quasi due anni fa.
I ferri in acrilico oltre al problema dell'avvitamento poco rigido comune a tutte le tipologie di intercambiabili di questa marca (alcuni ferri si svitano dal cavo mentre si lavora), lo stesso puntale non è un pezzo unico ma è composto dalla parte acrilica fissata ad una sede di metallo (quella che poi verrà avvitata al cavo).
Per più di un ferro (e di diversi numeri) mi sono ritrovata nella spiacevole situazione di avere il ferro stesso che si svitava dal cavo e su stesso, facendomi augurare ogni sorta di problema intestinale all'inventore del sistema.
Suppongo che il kit di legno (KnitPro Symphonie Wood) funzioni con lo stesso principio, quindi personalmente non mi arrischierò MAI a spendere tutto quello che costa non sapendo se, all'improvviso, la sede di metallo del ferro deciderà che non ha più voglia di stare attaccata ad un puntale di legno il cui costo è triplo rispetto a quello in acrilico.
Perciò consiglio, se l'aggancio a vite vi sembra il più congeniale ai vostri scopi, il set Nova Metal, quello totalmente in metallo: ho ricostituito una sorta di mini-set delle punte che uso di più in metallo e salvo qualche sporadico fastidio di svitamento, non mi hanno mai deluso troppo.

Per quanto riguarda gli Addi, andiamo su altre fasce di prezzo (ahimé) e su un altro stile.
Personalmente mi ritrovo a preferire l'aggancio a baionetta rispetto a quello a vite per ora; ho provato puntali in solo ferro ma mi stuzzicano particolarmente quelli in bamboo.
Non ho avuto problemi di maglie che si impigliassero nella zona tra il puntale e il cavo: c'è da aggiungere che difficilmente lavoro con dimensioni superiori al 4mm, perciò non so se aumentando il numero del ferro questo tipo di aggancio diventi un handicap evidente.
Ho il terrore però che soffrano dello stesso problema KnitPro, ossia che la colla utilizzata per fissarli alla base metallica sia poco efficace a lungo termine, applicando all'investimento del kit una data di scadenza. Nel momento in cui li proverò farò certamente sapere la mia opinione.

12 commenti:

Tartamaca ha detto...

Grazie mille, mi hai quasi convinta a fare l'investimento! Anche perchè mi rendo conto che la lavorazione continentale è veramente più efficiente ora che inizio a prenderci la mano. Che tu sappia esiste un buon libro in cui trovare spiegazioni sui diversi modi di lavorare il continentale per neofiti? E' snervante cercare una cosa alla volta su internet e il più delle volte non trovare le cose perchè le esperte le danno per scontate...rigrazie

PJ ha detto...

Io ho il set Knit pro Nova Metal, e mi trovo benissimo, ci lavoro incessantemente ogni giorno da più di un anno, (per ora non uso la tecnica Continental ma ho in mente di provarla)

SusinaPenelope ha detto...

aggiungo la mia esperienza: io uso i knitpro symphonie wood: sia il gioco di ferri che i circolari intercambiabili (dal 3.5 fino al 12). Stringo bene le punte con la chiavetta e non ho mai avuto problemi di distacco punte nè di scollamenti della punta dal supporto in metallo. personalmente preferisco il legno e li trovo un ottimo acquisto (ma non ho mai provato l'attacco a baionetta). sempre opionione personale, forse non ricomprerei il gioco (essendo piccoli, in legno li trovo molto delicati per cui occorre manovrali con attenzione per non spaccarli) e i circolari grandi (non li uso molto, per cui forse può essere più conveniente prenderne di più economici).
grazie per la recensione, susi

Amelia ha detto...

io ho della knit pro il kit in legno che adoro e le punte in metallo che sto scoprendo ora e le trovo ottime per i puntali in plastica condivido il tuo pensiero soldi buttati, mi si è scollato un puntale in legno appena acquistato fra l'altro ma è bastato un goccio di loctite, ben peggio l'aver rotto una delle punte più amate il 3.5 ma anche qui un po' di loctite e un po' di cartavetrata per rimediare allo scalino creatosi ... vorrei provare gli addi..

Alice Twain ha detto...

Ordinariamente uso i Knit Pro metallici, ma ho anche alcune punte in legno e alcune in acrilico che uso essenzialmente per il lace e che a questo scopo trovo fenomentali e non sostituibili. Soprattutto gli acrilici (ho dei vecchi Clear oggi fuori produzioni, sostituiti dai Flair colorati) sono meravigliosi perché permettono di vedere che cosa succede DIETRO, cosa che con alcune lavorazioni è fondamentale. Oltre a questi uso molto anche il set Denise, economico rispetto ai più lussiosi KnitPro e AddiClick, con puntali in resina meno scorrevoli degli Addi ma comunque gradevoli da usare, che prediligo soprattutto per le lavorazioni più semplici e per i filati grossi graìzie a un cavo più sostenuto. Il loro aggancio a baionetta non mi ha mai tradita.

Alice Twain ha detto...

Ah, a me un puntale in legno si era scollato. La mia soluzione è stata intridere di cianoacriliato (Attak del discount cinese insomma!) un frammento di "carta da culo" e inserirlo tra il puntale e il suo alloggio, quindi immediatamente ripulire i frammentini di carta sporgenti con della carta pulita. Perfetto.

elena ha detto...

Posso dire che ho il set Symphonie Wood della Knit Pro e li adoro! Trovo che siano ottimi. Il lavoro scorre bene senza scivolare e avvitandoli con la chiavetta non mi si sganciano più. Uso anche quelli in metallo, ma mi piacciono un po' meno perchè li trovo più scivolosi e a volte mi capita di perdere i punti. Ho invece un rifiuto totale per quelli in acrilico quindi non avendoli provati non posso valutarli.
Anche a me si era staccata un punta in legno dal suo supporto metallico ma un po' di colla è stata sufficiente. Invece mi si è scheggiata un'altra punta e nonostante la carta vetrata non è tornata "come nuova" (già sostituita).

Tibisay ha detto...

Io possiedo un set della Knit Pro in legno più qualche punta aggiuntiva in metallo. Insomma io non ho mai avuto problemi, ce li ho da parecchio tempo e non mi hanno mai delusa... non mi si sono mai rotte le punte o scollate o alcunche. non mi si svita mai il cavo e nemmeno (come ho sentito che è successo a qualcuna) mi si è rotto. Insomma, avrò le manine delicatine o sarò solo più fortunata?

Babi ha detto...

Io (per merito della qui sopra Tiby) ho un set della Knit Pro in acrilico, e per il momento mi trovo benissimo.
E' vero che sono una principiante, è vero che non lavoro per 8 ore al giorno, ma ho notato che il lavoro sul legno non mi scorre bene (probabilmente stringo troppo) mentre dalle punte in metallo mi scappano via le maglie (non so perchè, misteri della principiante).
E' vero, all'inizio mi si svitavano, prima però che capissi che in effetti quell'aggeggino nella confezione serviva proprio a fissare il cavo!!! Che figura mi sono fatta!!! ^_^ Inoltre cerco sempre di fissarli tenendo solo la parte metallica e non tutto il ferro, spero che così non mi si scollino...
Insomma, secondo me come ferri per iniziare sono perfetti, poi a lungo andare si vedrà!
Babi

Lana Cotta ha detto...

Lavoro quasi esclusivamente con i KnitPro Spectra Flair (per capirci, quelli acrilici, trasparenti rosa) e mi trovo benissimo, non mi si svitano mai, hanno una bella punta lunga molto comoda per prendere le maglie. Per le misure sotto la n. 3, però, uso ferri diversi perché gli Spectra Flair non vengono prodotti.

stefania campagnuolo ha detto...

Sono una semi- principiante . Amo i ferri di legno (fragili ahimè),detesto l'uncinetto e ha verso i ferri circolari lo stesso sentimento che si prova quando si sa che si deve iniziare una dieta.Così come ho fatto con l'uncinetto imparando ciò che è utile per il lavoro ai ferri (interessata!),così vorrei fare con i circolari. Li ho provati ,della Prym fissi acrilici e lo scalino è insopportabile. Ora devo fare un bordo coste 1/1 ad uno scollo tondo di una cappa lavorata con ferri n. 7. Le maglie dovrebbero essere circa 90 quindi il cavo di che lunghezza dovrà essere e le punte? E la marca .Insomma un consiglio per non spendere un'enormità almeno per il momento grazie stefania campagnuolo

Raffaella Verbi ha detto...

Ho provato diverse marche di circolari intercambiabili e sinceramente trovo poco pratici i Knit-Pro (comprai un set minimo con ferri in materiali diversi e cavi in misure diverse), ho avuto problemi con l'avvitamento/svitamento e non sono riuscita ad usare la chiavetta... L'unica cosa per cui il set mi è stato utile è stato capire che il materiale che preferisco è il legno/bamboo.
Invece mi sono trovata subito bene con gli Addi-Click, poi ho provato anche gli Hiya-Hiya, anche se temevo si svitassero durante il lavoro... Invece li trovo eccezionali, a parte il primo giro dopo l'avvio, durante il quale penso sia colpa del mio modo di avviare troppo strettamente le maglie per il fatto che il ferro tende a svitarsi, ma nei giri successivi l'inconveniente non si presenta. Ho provato anche i Kinki Amibari (comprati su un sito inglese che ora pare non esistere più...) e devo dire che nonostante si presentino come più carini degli Hiya-Hiya non mi sono sembrati così buoni nella pratica.
Insomma, a seconda della grandezza del ferro di cui ho bisogno, penso che resterò sugli Addi o gli Hiya-Hiya!
Raffaella

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails