mercoledì 30 marzo 2011

Turning Japanese: Zakka - che cos'è?

Zakka (dal giapponese "zak-ka"(雑貨)che significa "molte cose") è un fenomeno di design e moda, nato in Giappone e che presto si è diffuso attraverso l'Asia.
Il termine si riferisce a tutto ciò che migliora l'arredamento di casa, la vita di tutti i giorni e il proprio abbigliamento.
Spesso vengono usati, per il decoro delle case, oggetti che qui in Occidente vengono definiti anche come "kitsch", ma anche beni di stile giapponese vintage (anni '50-'60-'70).
Parte importante dello stile è l'ispirazione al design scandinavo, sia contemporaneo che passato; fondamentale anche il grande impatto che ha l'artigianato contemporaneo.

Lo stile "zakka" è stato anche descritto come "l'arte di vedere il buon senso nell'ordinario e mondano".  

Il boom di questa moda potrebbe anche essere definito come un'altra delle mode consumistiche, ma a differenza delle altre tocca anche il proprio gusto personale e la spiritualità individuale. 
 
Zakka a colazione, l'idea del Cotton Time
"Carino, banale e kitsch non è sufficiente. Per essere considerato una Zakka, un prodotto deve essere attraente, sensibile e carico di sottotesto"



Grandi riviste Zakka giapponesi sono Cotton Time e Cotton Paint, ma quasi tutte le riviste che trattano hobbistica femminile giapponesi (cucito, ricamo, maglia) sono influenzate da questo stile, che le attraversa in maniera più o meno significativa.

lunedì 28 marzo 2011

Il cotone, questo sconosciuto

Il fiore di cotone
Il cotone è una fibra vegetale che si ricava dalla peluria che copre i semi di una pianta della specie Gossypium; con essa viene realizzato un filato che ha caratteristica di essere principalmente anelastico, aumenta di resistenza meccanica quando bagnato e protegge in maniera sufficiente dall'aria.
A livello industriale viene trasformato il più delle volte in tessuto, sia lavorato a telaio che a macchina di maglieria.
Con la prima tecnica si ottiene, ad esempio, il conosciutissimo denim - la stoffa con il quale vengono realizzati i blue-jeans; con la seconda si può ottenere la maglina di cotone e il jersey.
I capi di cotone bianco si lavano a 30°, i tessuti colorati a temperature più basse. Il cotone può essere lavato a mani o in lavatrice con particolari problemi in quanto allo stato umido migliora la sua resistenza; occorre però evitare l'asciugatura alla luce diretta del sole perché indebolisce e ingiallisce la fibra.


Per cotone vergine intendiamo sempre il filato lavorato per la prima volta, mentre per cotone rigenerato ci si riferisce quello ottenuto dalla rilavorazione di tessuti già utilizzati.

Le tipologie di cotone che si trovano in commercio: gasato e mercerizzato


Il cotone gasato è un tipo di filato di cotone formato da tante fibre del fiocco di cotone ritorte su loro stesse.
Non è un filo uniforme, dotato spesso di peluria sporgente. Facendo passare il filato a una velocità adatta sopra una fiammella, quest'ultima viene bruciata lasciando il filato di cotone più uniforme, liscio e asciutto.
Poiché per produrre la fiammella si usa gas combustibile il filato sottoposto a questo trattamento si dice "gasato" e la macchina operatrice "gasatrice".

Il cotone mercerizzato è un filato di cotone che subisce un trattamento con bagno di soda caustica, la quale è in soluzione concentrata a 30° Bé (Baumé).
Il procedimento fu brevettato nel 1851 dal chimico inglese John Mercer e perfezionava, applicandola al cotone, la tradizionale fase di sbiancatura e nobilitazione delle matasse di filato di lino.
Tradizionalmente, questa veniva effettuata tramite bollitura e si aggiungevano sostanze "mordenti".
La mercerizzazione effettuata a bassa temperatura (10 °C) con la soda trasforma il filato, modificando la sua sezione e permettendo così di ottenere capi finiti di mano migliore, con maggior lucentezza, migliore igroscopicità e capacità di essere tinto.

sabato 26 marzo 2011

Project Of The Week: Hari by Olga Buraya-Kefelian

Olga Buraya-Kefelian è una knitwear designer che vive stabilmente nella prefettura di Atsugi, a Kanagawa. In Giappone.
Sta vivendo sulla propria pelle quello che è successo l'11 marzo e ha deciso di aiutare in prima linea: l'85% dei ricavati dei suoi pattern fino a sabato 2 Aprile sarà devoluto agli aiuti per questo paese.

I suoi pattern sono complessi e sofisticati... Hari non ne è da meno.

la foto è copyright di Olga Buraya-Kefelian.
 

Hari in giapponese significa "appuntito", proprio come gli spigolosi tratti di questa sciarpa - bolero - wrap customizzabile.

Ho deciso di segnalare questo progetto un po' per gli ovvi motivi umanitari, ma anche perché è il KAL (knit-a-long, intraducibile letteralmente in italiano, una cosa tipo "facciamolo a maglia assieme) scelto per il mese di Aprile nel gruppo KAL from Italy su Ravelry.

Il pattern costa 5$ - ma penso che l'equivalente in euro di una briosche e un caffé si possa anche spendere... no?

sabato 19 marzo 2011

Recensione: Zakka Wool by Pierrot & Co.

E' arrivata l'ora di recensire questo filato che ormai ho da tempo, che è stato usato e riusato per diversi progetti e che non mi stanca mai proprio per il suo scopo, per la sua flessibilità e la sua straordinaria resistenza.
Non ho mai fatto mistero per la mia ossessione per questa marca di filati giapponese e, dati gli ultimi tragici avvenimenti che hanno colpito il Paese del Sol Levante, ho deciso di dare spazio nuovamente a questa ditta.

Pierrot Co. ha scelto di donare una piccola parte dei propri guadagni del suo negozio online alla Croce Rossa Giapponese; questa iniziativa proseguirà fino al 30 aprile p.v.

Trovo che, nonostante tutto, questa sia una buona occasione per fare del bene al popolo giapponese che sta affrontando un periodo veramente molto difficile e cogliere la palla al balzo per aiutare e allo stesso tempo provare gli ottimi filati che questa ditta produce e che vende a prezzi davvero concorrenziali nonostante le spese di spedizione (ho notato che comprando da Laine et Tricot il costo a gomitolo è più del doppio rispetto dal negozio ufficiale... capisco che ci possa essere il rischio "dogana", ma è il DOPPIO!).



Scheda Prodotto

Zakka Wool di Pierrot & Co.
100% Lana
40gr / 69 mt. // plied

Ferri consigliati: 4 - 4,5 mm

Uncinetto consigliato: 3 - 3,5 mm
Tensione consigliata: 18 punti / 24 righe = 10 cm

 
Il motivo per cui questo filato è stato creato è di difficile comprensione per noi che non ne siamo abituati, ma è logico e intelligente.
Per ogni tipo di filato, per ogni ritorsione o trattamento... o la stessa composizione, c'è uno scopo ben preciso. Dell'alpaca non sarà sicuramente adatta a fare dishcloths, mentre potrebbe essere perfetta per degli indumenti a contatto con la pelle; del puro cotone non sarà adatto a fare dei calzini a maglia, ma piuttosto per un asciugamano, e via dicendo.


Questo filato è stato fatto appositamente per fare accessori per se stessi e per la casa, quindi per borsette, portacellulari, spille ma anche centrini, scatoline da infeltrire e via dicendo.
Direi che è perfetto da lavorare all'uncinetto e un po' particolare da usare ai ferri, e con entrambi si creano lavori resistenti, belli e soprattutto molto molto zakka (a breve un articolo su questo argomento).

La cartella colori del filato "Zakka Wool" di Pierrot Co. LTD
Ha una cartella colori ricca di colori scuri e importanti, ma sicuramente molto adatti allo stile che da il nome a questo filato.
L'ho trovato molto piacevole da lavorare all'uncinetto (io ho usato un 4 e un 4,5 mm) e un po' meno duttile per l'utilizzo ai ferri, ma tutto sommato per il suo scopo trovo che comunque ci siano filati molto più complessi da gestire quando lavorati ai ferri.
La consistenza così compatta, quasi da farlo sembrare semi-sintetico al tatto è sicuramente dovuta proprio per com'è stato creato il filo in sè, quasi intrecciato più che ritorto.
Non ha nemmeno un po' di peluria e con i colori vivi di cui è composto è un piacere osservare, nonostante ripetuti lavaggi e usura, quanto perfetti rimangano gli oggetti creati.

Come sempre, consiglio due progetti per questo filato, entrambi gratuiti del produttore, uno all'uncinetto e uno a maglia:



Giudizio Complessivo

Qualità/Prezzo: 4/5
Cartella Colori: 3.5/5
Risultati: 4/5
Trecce: 3/5
Fair-Isle: 2/5
Lavaggio: 4/5 (con balsamo)
Bloccaggio: 3.5/5
Resa: 4/5

Voto complessivo: 3.5/5

Il filato perfetto per lo Zakka,
per portare un po' di Giappone all'interno delle nostre case. 

mercoledì 16 marzo 2011

Project Of The Week: Sophia Babydoll by Joan McGowan-Michael

Ispirata dalle idee delle Mason-Dixon all'interno del libro The Curious Knitter's Guide, ho deciso di ampliare la mia conoscenza di Ravelry nell'ambito negligès, nell'eventuale futuro in cui perda peso e il mio indossarli non diventi ridicolo.

Ho trovato questo modello, sicuramente d'effetto e molto molto sexy.

IMG_0163.JPG 
foto del progetto realizzato di LaCane, la foto è suo copyright.


Se sfogliate le pagine con i progetti già esistenti, questi sono uno più sbalorditivo dell'altro (ma purtroppo non posso inserirli tra queste pagine per problemi di copyright).

Questo è anche un progetto apri-pista per la bella stagione, magari un modo sfizioso per usare cotone e affini!

sabato 12 marzo 2011

Week #11: Consigli per gli acquisti

Ho fatto degli acquisti, ultimamente.
Sto cercando di limitarmi il più possibile, ma se condividete con me questa passione, avete certamente idea di quanto sia difficile resistere ai filati Rowan, Malabrigo e co. , ai libri e manuali delle nuove knitters, ai vari accessori che si riescono a recuperare dalla rete.




Ho deciso che era ora di avere il libro delle Mason-Dixon.
Adoro la vivacità e freschezza dei loro articoli su The Knitter, seguo ogni tanto il loro blog che molto mi ricorda un libro della mia infanzia "Cara Susie, Caro Paul".
Loro sono appassionate che hanno scavalcato i limiti delle vecchie generazioni, si sono unite e comprendono ciò che è oltre l'occhio... che ogni lavoro, anche il più complesso lavoro lace, parte sempre da un dritto, un rovescio e un gettato.


Il libro è in inglese, l'ho comprato da amazon.it a 19,10€ nella versione cartonata e sovracopertinata (gli ultimi rimasugli di feticcio sulla carta stampata da ex-fumettivendola). Vale ogni centesimo dato. La tecnica di narrazione mi ricorda molto la Zimmermann, una cara chiacchierata tra amiche con la stessa passione.
Sicuramente è un libro che non sfigurerà mai nella libreria di un'appassionata.


E' arrivato anche il pacchettino allegro da A2Bshop, un negozietto su Etsy pieno zeppo di provviste per appassionate di hobby femminili: bottoni, chiusure, basi per anelli, passamanerie e trine varie per ogni più disparata idea.
I prezzi sono più che modici, l'admin è scrupolosa e cordiale, gli oggetti che vende sono di più che discreta qualità.
Il pacco è arrivato in quasi un mesetto dalla Thailandia, cominciavo a preoccuparmi ma l'admin è stata così gentile da mandarmi, giorno per giorno, il tracking del pacco richiedendolo all'ufficio delle Poste Thailandesi, visto che purtroppo il codice non funzionava da nessun sito. Era imballato più che accuratamente e il pacchetto era certamente simpatico, con la buffa e allegra caricatura di un postino al lato. Non ho pagato dogana visto che era una vendita tra privati e nonostante abbia superato i 40€ di acquisto.
Certamente acquisterò ancora lì, in particolare le chiusure per borse e tutto ciò di
cui avrò bisogno.

Disclaimer: Come sempre, tutto ciò che cito è acquistato da me e non sono pagata da nessuno per dire le mie opinioni. Condivido perché è giusto avere più opinioni possibili prima di spendere il proprio denaro.

venerdì 11 marzo 2011

Lavori in corso e FO Week #10: esperimenti (non) riusciti

Comincio brevemente con il dire che questa mia assenza ha una motivazione positiva, ma che per scaramanzia non dirò mai qui.
Molte di voi già lo sapranno perché mi seguono su Friendfeed e Facebook, però in questi socialcosi ciò che dico è limitato alla conoscenza di chi "conosco".
Vi basti sapere che la prossima settimana, a quest'ora, sarò molto occupata. E' una cosa bella, non brutta ed ha a che fare con il lavoro. Qui mi fermo perché ho veramente molta paura di rovinar tutto.

Ringrazio Andrea, il mio bambolotto di quando avevo 1 anno.
Ha le fattezze di un bimbo di quell'età, quindi è ovvio che il cappottino gli stia grande,
ma non avevo stampelle adatte a mostrare il lavoro.
Mancano i bottoni perché non me li hanno dati :)



Venendo a questa settimana, ho finito il cappottino. Da top-down è diventato bottom-up. Non ne sono soddisfatta proprio perché mi hanno obbligato a realizzarlo con le maniche a giro, complesse da rendere con le tecniche seamless e di conseguenza ha perso punti anche il design. Pazienza.
Ho anche fatto il cappellino in abbinato con un pom pom enorme, realizzato con i tondi di cartone perché, in mezzo a tutte le cosine che ho per la maglia, mancano ancora in pom pom maker della Clover.

Poi ho cominciato, finalmente, i Freya.
Il Rowan Tweed DK è certamente meraviglioso da lavorare ma forse non è il filato perfetto per questo lavoro, forse proprio perché i pezzettini del tweed fanno, alcune volte, perdere dettagli nel disegno. Detto questo, però, non è certo indecente.
La cosa che mi rattristisce è la mia mano troppo lenta, tale che questo guanto è decisamente troppo grande per me, lavorato con i 2,75mm per la base e con i 3,25mm per il corpo fair-isle stranded.
Il secondo guanto, che farò quando sarò meno stizzita, proverò a realizzarlo con ferri 2,00mm e 2,50mm. Se riuscirò ad avere una dimensione soddisfacente, froggerò il primo e lo rifarò.

La mia mano finisce sotto l'aquila in alto.
E' decisamente grande. Il tweed interferisce con i disegni qualche volta.
Tutto sommato trovo il disegno meraviglioso e decisamente nordico.
Questa settimana ho anche messo sui ferri il mio progetto attuale da viaggio (più o meno) decisamente primaverile: farò una stola lace usando, finalmente, il misto cotone e seta Saratto di Pierrot Yarns Co.
Prenderò ispirazione dai lavori di Victorian Lace Today, e sicuramente lo mostrerò quando avrò più righe di lavorato.

martedì 1 marzo 2011

Lavori in corso e FO Week #9: una mantellina molto mori-girl

Per la prima volta mi ritrovo a lavorare a più progetti a maglia contemporaneamente, cosa che cerco di evitare sempre il più possibile per non incappare in ritardi nelle dead-line che mi impongo mentalmente di solito.
Punto primo, la mantellina (o capelet) è ufficialmente finita. Ne sono piuttosto soddisfatta per essere tutta farina del mio sacco, forse per la mia taglia sarebbe bastata quei quattro centimetri più larghetta, più per il seno che per le spalle in sé (ma non tutte le donne portano la mia esosa taglia di reggiseno, ecco).
A voi le foto e attendo commenti...

 


Adesso sto lavorando al famoso cappottino che aveva subito una battuta di arresto per quanto riguardava il design delle maniche e per il quale i suggerimenti di AliceTwain si sono rivelati preziosi; tra oggi e domani svilupperò le maniche a parte, voglio finirlo per la sessione del knit café di Oderzo di venerdì questo.

Nel frattempo ho avviato i Freya che a lungo agognavo di fare e che avevo sempre posticipato, prima perché mi mancava il numero giusto di ferri, poi perché stavo lavorando alla mantellina. Spero di finirli presto, anche se ormai li indosserò il prossimo inverno (tristezza estrema).

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