venerdì 27 maggio 2011

Project Of The Week: Magrathea by Martina Behm

Magrathea è uno scialle triangolare asimmetrico, richiede 400 metri di filato fingering e un ferro 3 mm.
L'ho scelto perchè perfetto per sfruttare le handspun (o magari una matassina di Malabrigo Lace) e per la chiara citazione a uno dei miei libri e film preferiti, La Guida Galattica per Autostoppisti.



La foto è copyright di Wollzupfer, che ha realizzato
Magrathea con una sua handspun

mercoledì 25 maggio 2011

Progetti nerd per menti knit(psico)labili

Non è un segreto che sia un pochino nerd (non propriamente una mathematical nerd, ma comunque nerd).
Studio lingue straniere, medicina, chimica, fisica, geografia politica e storia per diletto. Sono ossessionata dal retrogaming e dalle console portatili (un po' meno del computer gaming e delle console da tavolo), in particolare dei videogiochi strategici e delle novel.
Ho avuto una fumetteria, sono una aficionados della DC Comics, della Dark Horse e della Bonelli. Leggo anche eroguro (signore all'ascolto, scandalizzatevi se volete, ma io amo l'arte fumettistica in ogni sua forma, in particolare quella cruenta).

Quindi pensavo di fare un post con tutti i progetti di maglia più nerd che abbia mai trovato su Ravelry e nel web in generale.
Magari in un futuro ci perderò anche la vista, il tempo e il filato.

The Legend of Baby Link
La foto è copyright di speedknitter.

Link è uno dei personaggi più carismatici di un JRPG targato Nintendo. Ho semplicemente adorato giocare agli episodi di The Legend Of Zelda.
Siamo sinceri: farei bambini solo per poterli vestire così. Tzè.

Math Geek Hat

La foto è copyright di LizzieMcGuire

Cosa c'è di più nerd di un cappellino con il pi greco? Ditemelo, accidenti! Questo prima o poi sarà sicuramente mio, ecco.

Biology 101

La foto è copyright di Emily Stoneking

Questo progetto è super-nerd. Non so se lo farò mai, ma c'è da dire che è lodevole, accidenti. Un po' per la complessità, un po' per la pazienza e un po' per  la voglia di scriverne il pattern.

Doctor Who Scarf

La foto è copyright di chotda.

Doctor Who è una delle serie più strampalate ma straordinariamente affascinanti del passato e dei tempi più recenti (adoro David Tennant tra i tanti attori britannici che ammiro). Sicuramente un bel modo per usare tanti diversi avanzi di filato!

Blue Totoro

La foto è copyright di Lucy Ravenscar

"Il mio vicino Totoro" (in originale Tonari No Totoro) è un film dello Studio Ghibli che tutti dovrebbero vedere. Narra di due bimbe, Satsuki e Mei, che si trasferiscono in una casa in campagna con il padre per avvicinarsi all'ospedale dove è ricoverata la loro mamma che sta poco bene. Mei, la più piccina, creera un legame fortissimo con il boschetto vicino casa, abitato niente meno che da questo gigantesco essere morbidoso, un incrocio tra un orso, un procione e una talpa, il re dei troll (in giapponese tororu, ma Mei, piccina, lo storpia appunto in Totoro).

Credo che non resisterò a lungo, prima o poi regalerò a tutti i miei amici nerd che conosco il cappellino con il pi-greco... 

lunedì 23 maggio 2011

Recensione: Ambre by Cheval Blanc

Mi dispiace che sia passato tutto questo tempo dall'ultima recensione di un filato, ma la mia libertà si è notevolmente ristretta e produrre un campione per un articolo è stata una prova di forza notevole.
Comunque, bando alle ciance e veniamo a noi e a questo filato.

Ho comprato Ambre di Cheval Blanc da Laine Et Tricot qualche mese fa, precisamente a Marzo. Ne ero rimasta incuriosita un po' per la composizione misto bamboo e decisamente per il prezzo concorrenziale (1,80€ a gomitolo).
Girovagando sui progetti realizzati su Ravelry, notavo che si prestava piuttosto bene come filato e che in molti lo usavano.
Mi sono fatta sempre più curiosa e così ho affrontato l'acquisto.



Scheda Prodotto
Ambre di Cheval Blanc
70% Bamboo, 30% Cotone
50gr / 150gr // multiplied 9 capi (molto ritorto)

Ferri consigliati sulla fascetta: 2,5 - 3 mm

Uncinetto consigliato sulla fascetta: non presente
Tensione consigliata sulla fascetta: 28 punti / 35 righe = 10 cm

Ferri usati nel campione: 3,5 mm
Tensione ottenuta nel campione: 40 punti / 34 righe = 19 x 11 cm


Partiamo innanzitutto con un presupposto: non avevo mai lavorato bamboo prima, non so come deve presentarsi al tatto ne' dopo il lavaggio.
In ogni caso, ecco le mie impressioni.

E' un filato molto lucido e scivoloso, è stato molto difficile per me tenere una mano costante; è molto morbido e da un ottimo drape se è quello che si cerca. Ovviamente è praticamente impossibile bloccarlo come tutte le fibre di origine vegetale / artificiale.
La sua lucidità all'inizio ricorda moltissimo la seta, i punti sono ben definiti. Bisogna stare attenti durante la lavorazione, magari scegliendo ferri poco appuntiti, perché il filo tende ad aprirsi.

Il campione di Ambre.

Particolare della lavorazione a trecce.

Il lavaggio tende ad opacizzarlo molto, sconsiglio di toccarlo o strizzarlo durante questa operazione che deve essere fatta a mano in acqua fredda con poco detergente. I capi realizzati con questo filato non possono essere candeggiati, stirati e asciugati a tamburo.

Di certo non è un filato semplice da gestire, ma molto probabilmente io ci realizzerò un cardigan corto per l'estate perché muoio dalla voglia di usarlo. E' il tipico filato che si appoggia alle forme e rimane lì, quindi se lavorato in positive ease non dovrebbe segnare affatto la figura (e quindi per me, che sono una plus-size con seno abbondante, dovrebbe minimizzare la pancia).

La cartella colori di Ambre (il verde che ho scelto io è quello con la freccina del mouse)

La cartella colori del filato è decisamente dotata di colori estivi. soprattutto il verde che ho scelto io e la gamma di grigi, i quali saranno tra i colori moda dell'estate 2012.

Ecco alcuni progetti per questo filato, e questa volta andrò anche sull'estremamente vintage:


La foto è copyright di Hannah Fettig.


Giudizio complessivo
Qualità/Prezzo: 4/5
Cartella Colori: 3.5/5
Risultati: 3/5
Trecce: 3/5
Fair-Isle: NN
Lavaggio: 2/5
Bloccaggio: 3/5
Resa: 3/5

Voto complessivo: 3/5

Direi che è perfetto per l'estate,
ma forse troppo complesso da lavare.
(Pensate al sudore, ecco).


P.S. Chiedo scusa per la qualità delle foto ma il sole è scomparso, oggi che sto scrivendo (15/05/2011). :(

venerdì 20 maggio 2011

Buon compleanno!

Oggi è il mio compleanno.
Compio 24 anni, ormai il traguardo del quarto di secolo si avvicina.

Ma nonostante i regali oggi siano tutti per me (eheheh), volevo condividere con voi il nuovo pattern che ho scritto.

Ecco a voi, "Arrows & Freckles".





Per ora è in inglese, ma presto lo tradurrò in italiano :)

lunedì 16 maggio 2011

L'alpaca

L'alpaca è una specie domestica di camelidi diffusa in Sudamerica.
All'aspetto ricorda molto una pecora, anche se di dimensioni maggiori e dotata di un collo molto lungo.
La specie si divide principalmente in due razze: la Huacaya e la Suri. Quest'ultima rappresenta solo l'10% della popolazione degli alpaca nel mondo.
Le femmine danno alla luce un solo piccolo all'anno perché il loro periodo di gestazione è di circa 11 mesi e mezzo.


AWWWWW! *^^*
Non sono tenerissimi?
Quando i nomi scientifici furono assegnati ai camelidi sud americani, tra il XVIII ed il XIX secolo, si ritenne l'alpaca un discendente del lama ignorando però la forte somiglianza di stazza, altezza e qualità della lana con la vigogna.
Molte difficoltà di classificazione furono dovute anche al fatto che le quattro specie si possono incrociare e creare una prole fertile.
Una classificazione corretta fu possibile solo dopo l'avvento delle nuove tecnologie che con le analisi del dna scoprirono nel 2001 che l'alpaca deriva infatti dalla vigogna; questo confermò le ipotesi discusse per molti anni e il nome scientifico dell'alpaca fu cambiato da Lama pacos a Vicugna pacos.

Gli alpaca sono allevati in grandi greggi che pascolano ad una altitudine compresa fra i 3500 e i 5000 metri sulle Ande del Perù meridionale, della Bolivia settentrionale e del nord del Cile.
Al contrario dei lama, gli alpaca sono allevati non per farne animali da soma ma per la loro lana pregiata; questi animali vengono tosati una volta all'anno, in primavera.
Una femmina della specie produce circa 2,5 kg di lana, mentre un maschio può arrivare a produrre anche 4 kg di lana all'anno. L'alpaca non contiene lanolina, non infeltrisce e non dà allergie.


Anche Kuzco apprezza l'Alpaca, nel film
"Le Follie dell'Imperatore" :)
La fibra di un alpaca può assumere ben 22 colorazioni naturali diverse, molte in meno del lama, anche se come quest'ultimo ha l'abitudine di sputare.

venerdì 13 maggio 2011

Project Of The Week: Summit by Mandie Harrington

La foto è copyrighe di Mandie Harrington per Knitty,

Da Knitty Spring+Summer 2010, il famoso pattern Summit di Mandie Harrington. Stola spettacolarmente bella e moderatamente semplice da realizzare, perfetta per l'estate.

Il pattern richiede ferri n. 4,5 mm, 830 metri di filato sport (nella foto è stato usato il Tess' Designer Yarns Raw Silk, 100% seta) e un po' di pazienza.
Le spiegazioni, come tutte quelle di Knitty, sono molto esaustive e chiare. Basta solo un po' di pazienza e si può realizzare un progetto fantastico, per avere qualche idea basta scorrere le pagine dei progetti già realizzati su Ravelry.

EDIT 04/06/2011: Mariarosa72 di Ravelry lo ha tradotto in italiano. Il link è questo :)

mercoledì 11 maggio 2011

Prontuario di lavaggio, asciugatura e stiro per i tessuti più diffusi

Questo è un piccolo prontuario sulle procedure per il lavaggio, per l'asciugatura e la stiratura di alcuni dei tessuti più diffusi nel mondo dell'abbigliamento.

Tessuti di fibre artificiali e sintetiche

ACETATO Lavare a bassa temperatura, non centrifugare, stirare solo se strettamente necessario e solo a vapore
LYCRA Lavabile in lavatrice con programma per delicati a temperatura medio bassa (max 40C°).
NYLON Lavare a basse temperature.
POLIESTERE Lavare a temperatura medio bassa, fino a 40C°- 50C° se misto. Non necessita di stiratura.
VISCOSA Lavare a mano a bassa temperatura. Non

Tessuti di fibre animali
Tutte queste fibre hanno molto in comune nelle procedure per il lavaggio, l'asciugatura e lo stiro.

ANGORA Da lavare a secco. Se lavabile in acqua trattare molto delicatamente. Valgono anche le stesse accortezze che si usano con la Lana.
CAMMELLO Come Angora.
CASHMERE (o CACHEMERE, CACHEMIRE, KASHMIR) Come Angora.
LAMBSWOOL Vedi Lana.
LANA Lavare brevemente a bassa temperatura con poco detersivo per delicati. Non strofinare ma premere delicatamente con le mani per evitare l'infeltrimento. Risciacquare bene in acqua fredda. Non strizzare ne' torcere ma appoggiare su un panno. Per asciugare stendere su di un panno asciutto ed in piano, lontano da fonti di calore.
SETA Lavare preferibilmente a secco. In acqua lavare a bassa temperatura con detersivo per capi delicati.

Tessuti di fibre vegetali

LINO Consigliato il lavaggio a secco. Se si decide di lavarlo a mano, farlo in acqua tiepida e con detersivi delicati. Stirare ancora umido solo a rovescio con ferro molto caldo o a vapore.
COTONE Se bianco può essere lavato anche a 90C°. Se colorato lavare a 40C° - 60C°. Resiste bene al candeggio.
VELLUTO Il velluto a cose è lavabile in lavatrice e stirabile, ma sempre e solo al rovescio. Il velluto liscio è lavabile solo a secco.

lunedì 9 maggio 2011

La seta

AH! I MIEI OCCHI!
Sono rimasta accecata dalla
lucentezza setosa della seta!
La seta è una fibra proteica di origine animale con la quale si possono ottenere tessuti tendenzialmente molto pregiati.
Essa si ottiene dal bozzolo prodotto da bachi da seta, nella maggior parte da quelli appartenenti alla specie Bombyx mori, originaria della Cina settentrionale e la cui dieta consiste esclusivamente di foglie di gelso.

Questo baco produce la seta in due ghiandole che sono collocate parallele all'interno del corpo. Questa fibra è costituito da proteine raccolte nelle ghiandole; la seta viene estrusa da due aperture situate ai lati della bocca. La bava sottilissima a contatto con l'aria si solidifica e, guidata con movimenti ad otto della testa, si dispone in strati formando un bozzolo di seta grezza, costituito da un singolo filo continuo di seta di lunghezza variabile fra i 300 e i 900 metri. Il filamento è formato da due bavelle di fibroina (presente per circa l'80% in peso) avvolte nella sericina (20% circa). Quest'ultima viene eliminata durante un processo chiamato "sgommatura". Al microscopio la fibra ha un aspetto regolare molto simile a quello di fibre sintetiche.
Il baco impiega 3-4 giorni per preparare il bozzolo formato da circa 20-30 strati concentrici costituiti da un unico filo ininterrotto dopodiché si trasformerà in crisalide e poi questa in farfalla.

La sericina può essere eliminata trattando il filo di seta con acqua calda: questo trattamento migliora la lucentezza, la flessibilità e la "mano" della fibra. A seconda della quantità di sericina eliminata possiamo avere:
  • la seta sgommata o cruda, quando la sericina è stata rimossa del tutto;
  • la seta raddolcita o "souplè", nella quale la sericina è stata tolta solo in parte.
Il baco da seta Bombyx Mori
in una illustrazione enciclopedica
Nel caso della seta cruda si può fare un trattamento di "caricatura" che serve a migliorare la resistenza della fibra, compromessa con il processo di sgommatura.
Una caratteristica particolare di questa fibra è la lunghezza del filamento che, arrivando facilmente ai 700-800 metri, lo rende la fibra animale più lunga.

Se la metamorfosi della crisalide arriva a termine e il bruco si trasforma in falena, l'insetto adulto uscirà dal bozzolo forandolo, utilizzando un liquido e le zampe, rendendo il filo di seta che lo compone inutilizzabile. Di conseguenza, gli allevatori uccidono le crisalidi in appositi esiccatoi prima che questo avvenga.
L'immersione in acqua bollente permette il dipanamento del filo di seta sciogliendo parzialmente lo strato proteico di sericina che avvolge il filo di seta. In alcune culture, la crisalide, estratta dal bozzolo, viene mangiata.

Alcuni bozzoli vengono risparmiati per consentire la riproduzione del baco. La falena del baco da seta è incapace di volare e di cibarsi. Questa specie di insetto esiste ormai solo come risultato di una selezione esplicita da parte dell'uomo e ha presumibilmente perso gran parte delle sue caratteristiche originarie. Per esempio il bruco è incapace di sopravvivere in pieno campo su un gelso: il colore della sua pelle è bianco e manca del necessario mimetismo per cui è facile preda di animali.
Come per tutti gli animali allevati dall'uomo esistono moltissime "razze" di baco da seta. Allevato per millenni ogni paese votato alla bachicoltura ha creato peculiari razze con caratteristiche diverse per quantità di seta prodotta, diametro del filo, colore del bozzolo.

Da 100 kg di bozzoli si ricavano circa 20/25 kg di seta cruda e 10/15 kg di cascame.

Per produrre un filo di seta cruda occorrono 4-8 bozzoli, alcuni filati che si ottengono sono:
  • Organzino: è formato da un filo ritorto in un senso accoppiato e ritorto con un altro filo nel senso opposto (4 giri al centimetro), usato per l'ordito.
  • Crêpe: è simile all'organzino ma più fittamente ritorto (da 16 a 32 giri al centimetro), per tessuti crêpe, cioè increspati.
  • Ritorto per trama: è composto da uno o più fili e ritorto in un solo senso (da 8 a 16 giri al centimetro).
  • Tussah: è quella che si ricava dalla dipanatura dei bozzoli prodotti da bruchi che vivono allo stato selvatico.
  • Doppione: bava di seta doppia, prodotta da due bachi che formano il bozzolo insieme, rarissima, è il materiale che originalmente componeva lo shantung.
  • Filaticcio: filo di seta che si ricava dai bozzoli sfarfallati, cioè bucati dall'uscita della farfalla.

Fonti: Bombyx Mori; Seta.

venerdì 6 maggio 2011

Project Of The Week: Mitered Crosses Blanket by Kay Gardiner

Non vorrei sembrare noiosa con questi progetti per il Giappone, ma penso che sia intelligente unire l'utile al dilettevole.
Questa settimana ho parlato delle Mason-Dixon, ho parlato del mitering e del log cabin, due tecniche piuttosto diffuse per costruire coperte a ferri in maniera modulare, perciò non venitemi a male se ho deciso di consigliare questo pattern a pagamento.

Kay Gardiner è la designer di questa coperta che utilizza come tecnica il mitering e il particolarissimo filato Noro Silk Garden, che in Italia si può acquisire anche tramite unfilodi.com.
L'intero ricavato acquisito dalla vendita di questo pattern sarà devoluto ai Mercy Corps, che quest'anno sono impegnati ad aiutare i superstiti del terremoto-tsunami in Giappone.

La foto è copyright di Kay Gardiner.


Il modello è piuttosto semplice, in quanto si tratta principalmente di legaccio, ma è proprio l'uso della Silk Garden che riesce ad impreziosire anche un lavoro non troppo elaborato.
Sicuramente un buon modo per impratichirsi con il mitering e fare del bene.

mercoledì 4 maggio 2011

Mitering e Log Cabin, due tecniche "quadrate" per le coperte

Qui lo dico senza pudore: odio le coperte all'uncinetto composte unicamente granny squares basici. LE ODIO. Le trovo la cosa più kitsch e insuperabilmente brutta che sia mai stata pensata da umano.
Soprattutto quelle senza una cromia ben definita, ossia le tipiche coperte che si trovano in tante case, composte da ottantamila colori accesi, contornati da nero. ORRENDE.
Non ce la faccio proprio, davvero. Fatemi una coperta a granny square basici ma con un filo logico-cromatico (che ne so, beige, bianco, rosa, fine dei colori), o usare questi come accenti nel design (che ne so, a contornare del legaccio) ma dategli un senso.

Se invece volete impazzire nel colore e nel nonsense dell'organizzazione e soprattutto, volete fare una coperta ai ferri senza partire con OTTOCENTOMILIONI di punti all'inizio e dover lavorare per ENNEMILA ferri... beh, c'è il log cabin e il mitering, due tecniche che permettono di lavorare in maniera modulare anche a ferri, senza dover cucire pezzi staccati ma riprendendo i punti.

La foto è copyright di lauraver
Nel dettaglio, il log cabin si effettua così:

Usando l'avvio ad un ferro, avviare X maglie. Lavora a diritto per X ferri, poi intreccia le maglie eccetto l'ultima. Gira il lavoro in senso orario e, continuando con lo stesso filato o scegliendone uno di un altro colore, riprendi X maglie lungo questo bordo. Lavora a diritto X ferri e poi intreccia le maglie eccetto l'ultima. Gira il lavoro in senso orario e, continuando con lo stesso filato o scegliendone un altro , riprendi X maglie lungo questo bordo. Lavora a diritto X ferri, poi intreccia le maglie eccetto l'ultima. Gira il lavoro in senso orario e, continuando con lo stesso colore o scegliendone un altro, riprendi X maglie lungo questo bordo. Continua così finchè non hai raggiunto il tuo obiettivo.

X = Numero di maglie da te preferito.

Questa tecnica replica lo stile delle trapunte quilt, quindi si costruisce una prima sezione che diventerà quella centrale. Poi, riprendendo sempre i punti del lato successivo quello si gira il lavoro in senso orario, si creano via via dei pezzi nuovi, sviluppati concentricamente attorno al primo.

PRO: E' una tecnica modulare semplice e permette di avere sempre una chiara idea di quello che si sta facendo, senza rendere troppo complesso il tutto.
CONTRO: A meno di non creare piccoli moduli e poi in seguito unirli, questo non è propriamente un progetto portatile, alla lunga. Inoltre potrebbe diventare seriamente pesante.

La tecnica mitering, invece, permette di creare moduli quadrati basandosi su un principio derivato dal lavoro del carpentiere (ebbene si).
Quando un artigiano deve unire due pezzi di legno per fare una cornice, lo può fare in due modi: il log cabin, ossia la parte iniziale di un pezzo si sovrappone alla fine dell'altro oppure il mitering, dove i due pezzi vengono tagliati a 45° e vengono uniti creando un angolo unico.

Foto di Sue Ann Suna Kendall
Nel caso della maglia, un mitered square si ottiene sagomando con aumenti e diminuzioni il tessuto, in modo da ottenere un quadrato.

Avviamo un numero pari di maglie (ad esempio 32). Queste X maglie equivalgono alla lunghezza di due lati, non di uno solo.
Lavora un ferro a diritto (se vuoi farlo a legaccio) o a rovescio (se vuoi farlo a maglia rasata), mettendo un segna punti a metà dei punti avviati, in questo caso tra la 16ma e la 17ma maglia. Questo sarà il lato rovescio del lavoro.
Il ferro seguente, 2 maglie prima dello stitchmarker, effettua una diminuzione di un punto sia prima che dopo il segnapunti. Il ferro seguente, lavoralo tranquillamente.
Continua così, facendo le diminuzioni sul lato diritto del lavoro e lavorando normalmente sul rovescio finchè non rimangono due punti. Gli ultimi due punti rimasti verranno chiusi con una diminuzione.

PRO: Maggiori possibilità di inventiva, nonché ottimi metodi per sviluppare pattern più complessi.
CONTRO: Se non è coadiuvata dal log cabin, è una tecnica un po' ristretta in se stessa.

Queste sono due tecniche basilari per la creazione di trapunte ai ferri. Fatene buon uso :)

lunedì 2 maggio 2011

Recensione: Mason-Dixon Knitting di Kay Gardiner e Ann Shayne

La copertina del libro Mason-Dixon Knitting
Mason-Dixon Knitting è il libro di cui voglio parlare oggi.
L'ho acquistato su Amazon.it qualche tempo fa in questo post, dove accennavo più che altro al servizio del sito e che valeva ogni centesimo dato.

In questo frangente voglio invece dare una motivazione più ampia del perché questo libro valga la pena di essere acquistato, come sono venuta a conoscenza delle autrici del libro e perché questo possa essere utile.

Kay Gardiner e Ann Shayne sono due knitter compulsive. Sono due Rowaniste accanite, piacevoli designer e sicuramente hanno scritto questo libro dando soluzioni ad alcune conclusioni che tutte noi knitter ad un certo punto raggiungiamo: non sempre possiamo indossare tutto quello che facciamo, non possiamo costringere gli altri e ormai non sopportiamo più i commentini del tipo "forse era meglio di un altro rosso", oppure "ma perché non hai allungato questa parte?".
In Mason-Dixon Knitting loro danno una delle soluzioni più semplici: vesti la tua casa.
Lei non si lamenta se la lana prude, se quella cucitura le da fastidio o altro.

In quel libro si parte con dei progetti più semplici, alcuni anche dedicati alle persone (come l'Heartbreakingly Cute Baby Kimono) ma principalmente pensati per la casa, dagli asciugamani in lino fino ad arrivare alla parte più succosa del libro: le coperte.

Ci sono dei capitoli interi spiegati più che chiaramente sul mitering e sul log cabin, tecniche di cui ero sinceramente ignara prima di acquistare il libro e che servono per creare coperte costruite in maniera modulare a ferri.

C'è anche un ampia sezione dedicata all'appassionare i ragazzini alla maglia e agli stitch 'n bitch, tutto il libro è pieno di fotografie e scritto con quello stile che mi ricorda tantissimo Elizabeth Zimmermann.

Su Amazon il libro costa dai 17,70€ (brossurato) fino ai 19,06€ (hardcover), per 160 pagine a colori e piene di fotografie.

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