mercoledì 29 giugno 2011

Il mio metodo personale per scrivere pattern, ovvero la maniera più geek di farlo

Ho una serie di feticci personali.
Ho uno scrapbook pieno di disegni e schizzi, una matita dietro e il mio inseparabile e vecchietto eeepc sempre al mio fianco.
Ho una chiavetta usb da 4GB piena di foto, riviste, appunti e piccole idee da realizzare. Meme di quello che mi interessa e mi ispira, ogni giorno.

Sto scrivendo il pattern dei guantini, ora.
E' contenuto in un .rtf aggiornato nella chiavetta e in un backup privato su Google Docs.
Quella su Google Docs è una versione del giorno prima, di solito.

Solitamente ci lavoro nascosta dietro ai bancali al lavoro, durante la pausa pranzo.
C'è un piccolo carrello arrugginito, stendo uno scarto degli scatoloni per non macchiarmi di ruggine e mi ci siedo sopra, distendendo le gambe, dopo aver mangiato.
E' l'unico posto dove posso stare tranquilla e in pace, dove di solito non c'è nessuno che mi può disturbare. Dove posso staccare da tutto e tutti ed essere solo io, i miei ferri, le mie idee, i miei sogni e la mia lana.

Prendo dalla borsa il pc, lo accendo e intanto guardo dove sono arrivata con il lavoro sui ferri, controllo di aver fatto tutto giusto.
Poi apro il file e vedo a che punto sono.
Solitamente scrivo il pattern direttamente in inglese, all'inizio sono solo appunti distorti per ricordarmi cose fondamentali, come quanti punti ho avviato, ogni quanto diminuire o aumentare, quante righe in totale, che tipo di intreccio finale ho usato e via dicendo.
Se mi accorgo che il modello mi piace, continuo a lavorarci e poi, dopo aver finito un capo completo, ne comincio un altro o rifaccio la parte più intricata per scriverla meglio tra gli appunti e testarla.

Quando ormai il testo è finito, è testato, è il più possibile corretto e completo, passo predisporre le idee su come fare il pdf in Draw, della suite di OpenOffice.
E' un programma simile a InDesign, per certi versi. Serve a creare materiale editoriale, quindi perfetto per impaginare, inserire immagini e quant'altro.
Trasferisco i testi e salvo la prima bozza. Poi, se c'è il sole, scappo fuori e faccio le foto del progetto.

Per arrows and freckles, dato il rosso e la semplicità del pattern, ho guardato sulla mia libreria qualcosa che fosse tanto pungente tanto quel modello... e non c'era nulla di perfetto tanto quanto la mia edizione di V Per Vendetta.

Di solito le idee per le foto mi vengono mentre lo realizzo, il modello, perché spesso è una mia interpretazione di qualcosa che ho visto.
La versione A del modello che sto facendo ora è uscita nella mia mente qualche settimana fa, mentre ero in fissa per la canzone Girls Just Wanna Have Fun di Cindy Lauper... ed effettivamente è molto 80s.
La seconda versione invece è decisamente mori, come gran parte di ciò che realizzo per me e che fa parte del mio stile di tutti i giorni.

Trasferisco le foto sul pc, ci pasticcio un po' sopra con GIMP e poi torno a Draw, dove unisco tutto e creo un pdf.

Ed è così che nasce un mio pattern.
Sono pochi, per ora. Conto che diventino di più - senza scadere in qualità - entro l'anno prossimo, perché questo è un mio sogno.

lunedì 27 giugno 2011

Dizionario Trilingue di Maglia (Italiano, Inglese, Simboli) - 1a parte

Ci sono alcuni dizionari di maglia italiano-inglese in giro per il web, di questo sono conscia.
Però penso che non ci sia nulla di male nel fare una versione "riveduta e corretta", a puntate e poi in pdf una volta ultimata.

Quindi comincerò oggi con le prime voci, proseguirò con il resto nei prossimi due mesetti (dovrebbero essere più o meno tre-quattro sezioni) e sistemerò quello a cui manca foto o dettagli.

Dizionario Trilingue di Maglia
(Italiano, Inglese, Simboli)

Diritto (abbr. dir; ing: knit, K)









Rovescio (abbr. rov; ing: purl, P)









Gettato (abbr. gett; ing. yarn over, YO)









Aumenti:

Aumento semplice (abbr: aum; ing. make one, M1)









Aumento pendente verso destra (abbr. aum; ing. make one right, M1R)










Aumento pendente verso sinistra (abbr. aum; ing. make one left, M1L)










Aumento lavorando la stessa maglia sul davanti e sul dietro (abbr. mad; ing. knit front and back, KFB)

(non ho foto :( )


Diminuzioni:

Diminuzione pendente verso destra, o stretto (abbr. 2dIns; ing. knit 2 together, k2tog)









Diminuzione pendente verso sinistra (abbr. ppd; ing. slip, slip, knit, SSK)

(non ho foto :( )

Accavallata semplice (abbr. m. acc; ing. slip 1, knit 1, pass stitch over, SKPO o SKP)










Accavallata doppia (abbr. m. acc. doppia; ing. slip 1, knit 2 together, pass stitch over, SK2PO)

(non ho foto :( )

Diminuzione pendente verso destra sul rovescio (abbr. 2rIns; ing. purl 2 tog, p2tog)












Diminuzione pendente verso sinistra sul rovescio (abbr. ppr; ing. slip, slip, purl, SSP)

(non ho foto :( )

venerdì 24 giugno 2011

Project Of The Week: Adult Tomten Jacket by Jared Flood

Anche questa settimana pubblico un modello di Jared Flood, anche se in questo caso è più che altro una rivisitazione di uno dei classici cardigan per bimbi della grande Elizabeth Zimmermann.

Lo trovo un modello delizioso per un uomo, le istruzioni delle modifiche del modello base, che Elizabeth pubblicò in "Knitting Workshop", "The Opinionated Knitter" e "Knitting Without Tears" si trovano sul blog di Jared Flood.

La foto è copyright di brooklyntweed, Jared Flood.

mercoledì 22 giugno 2011

Week #25: la fissa per il guantino e i progressi del mio peso

Unica fonte di gioia dopo la mia vita sentimentale è mettermi a fare a ferri. Mi ha permesso di smettere di fumare, di essere felice, di sentirmi in pace con me stessa anche se alcune volte la tensione e l'ansia mi farebbe sclerare.

Versione A. Con Abuelita Yarns Merino Lace, avanzi di Quadria Palladio Bianca.
Bottone di A2bshop di etsy.
Dettaglio della Versione B. Bottone di A2bshop su etsy.


Sto progettando guantini a profusione, in particolare ora mi sto dedicando al testing di questo mio modello, che spero possa piacere.


Non è niente di eccezionalmente difficile, ma lo trovo molto carino e nelle mie corde. In più è perfetto per usare filati molto variegati nella zona centrale.
Insomma, lo sto adorando come modello e non mi sono ancora stufata di farlo (e parlo io che dopo un modello di solito vado in giro dicendo "basta basta basta").

Versione B. In Zara Merino Plus di Filatura di Crosa e Alpaca Perù di Vimar 1991.
Bottone di A2bshop su etsy.




E' una vita che devo fare anche un modello di scarpine per neonato, ma la sola idea mi manda in paranoia e mi da fastidio, tanto che credo che camperò scuse poco credibili con chi me le ha richieste. Sinceramente non ho idee ne' voglia di applicarmici... e chi si ritrova ad adempiere spesso a queste richieste sa cosa provo.

Non vedo l'ora che arrivino le ferie, il lavoro mi sta massacrando la testa e il fisico.

Per chi si chiedesse qualcosa in merito al mio peso, dai famigerati e difficilissimi da sostenere 108 chili (!) del settembre 2010, la bilancia oggi segnava 95,7 chili. Son sempre tanti, ma questo mi fa segnare un bellissimo -12,30 chili nella scaletta verso il peso che voglio raggiungere (primo traguardo: 85 kg / tg. 50).

lunedì 20 giugno 2011

Unire due gomitoli, Russian Join. Il foto-tutorial

Siamo sinceri, il lavoro mi sta totalmente rimbecillendo.
Ma dovete portar pazienza, ahimé, mie care amiche di lana.

Questo post era programmato per oggi, ma è partito a salve la settimana scorsa, in cui mancava la parte fondamentale, ossia la spiegazione sul come realizzare questa tecniche.

Ci sono delle brave furbe (perché sono gentile) che preferiscono gettare al vento pezzi di filato sufficienti a far risparmiare l'acquisto di un gomitolo per arrivare alla fine di un ferro e FARE UN NODO.
Allora, questo per me è bestemmiare, okay? Quando stai lavorando con dell'alpaca da 10€ a gomitolo, non vuoi buttare via nemmeno il centimetro tutto screpolato, figurarsi gettarne cinquanta per fare una vaccata del genere.
Perché si, fare UN NODO alla fine del ferro è una vaccata.
Perché un nodo è come il fantasma del Natale Passato. Per quanto brava tu sia stata a nasconderlo, a farlo piccino, a sigillare i fili, PAFF! lui spunterà fuori con tutta la bastardaggine insita e, con tutta la grazia che contraddistingue ogni donzella, ti farà tirare una scarica di sacramenti da far impallidire i marinai di Porto Marghera.

Il Russian Join è uno dei metodi DEFINITIVI per abbattere questo problema, funziona perfettamente con tutti i tipi di filato, è semplice, non ne fa sprecare nemmeno un pezzetto e, signore mie, dopo non bisogna sigillare niente.
Per una pigra come me, è la manna dal cielo.

Ma veniamo a noi.


Il mio filo a destra è quello che mi è rimasto di quello con cui sto lavorando la maglia, quello a sinistra è il gomitolo nuovo. Per rendere le operazioni più agevoli, fate questa operazione quando vi accorgete che siete alla fine, tanto poi non sprecate niente e andate meglio se avete le code lunghe :)



Prendiamo per primo il filo della maglia, lo infiliamo in un ago da maglia (quelli con la punta stondata, per intendersi) e con l'ausilio di questo intessiamo la codina all'interno dei capi del filato della stessa coda, lasciando un'asoletta.



Facciamo la stessa operazione con l'inizio del nuovo gomitolo, avendo l'accortezza di far passare l'ago nell'asoletta del filo della maglia prima di tesserlo all'interno della coda del filo del nuovo gomitolo.



FATTO. Se c'è filo in eccedenza, basta tagliarlo con accortezza, poi basterà lavorarci sopra. E' indistruttibile.

Di questa spiegazione avevo fatto anche un videotutorial, ma purtroppo non ne vuole sapere di codificarsi come divinità varie comandano. Appena sarà pronto, però, verrà pubblicato :)

venerdì 17 giugno 2011

Project Of The Week: GALA by Hiroko Fukatsu



Questo progetto è realizzato in cotone, perfetto per questa stagione ma adatto anche a trasformarsi in un bel gilet per la mezzastagione se indossato sopra qualche maglia maniche lunghe in cotone.

Per realizzarlo servono il pattern (che costa 400 yen, circa 3,60€ al cambio attuale), i cui ricavati verranno interamente devoluti al Earthquake & Tsunami Relief tramite Paypal; 700 m di filato (nel progetto è il Cotton Neat di Pierrot Co.) e un ferro 5,5 mm.

La taglia è unica, adatta a fino agli 83cm di giroseno (quindi fuori taglia per me). Però non dovrebbe essere eccessivamente difficile fare lo scarto taglia: aggiungerei principalmente punti a livello del sotto ascella e sulla parte rasata rovescia prima delle trecce sul davanti se la differenza è minima (tipo 85 cm), altrimenti aggiugerei anche una ripetizione completa per parte (o di più se necessario) del motivo laterale.
Il pattern contiene sia le istruzioni per la lunghezza standard che per quella leggermente allungata (stile tunica).
Le istruzioni sono in inglese.

mercoledì 15 giugno 2011

FO Week #22: Lettera ad un regalo

Ti ho cominciato in un periodo nuovo e difficile della mia vita.
E' sempre stato difficile, per me, abituarmi ad una routine diversa - e purtroppo il Fato ha voluto che diverse volte nella mia giovane vita abbia dovuto affrontare la gioia di una conquista e l'ansia della novità.
Ti ho messo sui ferri, ho usato il Saratto che comprai ormai l'anno scorso. Sapevo che non saresti stato mio, già avevo deciso di regalarti, di renderti in ogni punto speciale per qualcun altro.

Large Rectangle Diamond Lace Shawl, with simple knit on borders.
Fatto da me in Pierrot & co. "Saratto", estratto da Victorian Lace Today.
Siamo sinceri, non sei riuscito perfetto: sono ancora una beneamata pippa nelle costruzioni particolari, e questo è tu sei il primo che faccio con i bordi knitted-on. Però ti voglio bene e nonostante tutto ti trovo perfetto nella tua imprecisione (nel punto peggiore, mascherata da una spilla DIY).

Andrai tra le mani della mia amica di sempre, Sara.
Lei ancora non la conosci, ma sicuramente sai tutto di lei grazie al fatto che ti ho infuso, mentre ti lavoravo, tutto quello che conosco di lei.
Mi dirai "Si, Paola... ma io sono rosa chiaro! Sei sicuro che le piaccia?" e, ti dirò, non ne ho la certezza matematica ma sono fermamente convinta che questo tono sia di suo gradimento.

In questa foto si notano le imperfezioni del knit-on border. AHIA! :(
Sono convinta che sarai perfetto per lei e per la donna che sta diventando.
Mi dispiace di non averti dato tutte le attenzioni che meritavi, di non aver avuto il tempo (e certe volte la voglia) di toccarti tutti i giorni. Ma sono contenta di averti finito per lei, perché dovevi essere suo dal primo minuto.

Grazie.

lunedì 13 giugno 2011

Cos'è e cosa farci: Keito Dama #146 Spring 2010

Keito Dama è una rivista di maglia e uncinetto giapponese.
Per qualità dei modelli, quantità e per la caratura degli articoli introdotti (sempre sullo stile giapponese, quindi riferiti o a designer, o a lettrici intervistate, o spiegazioni fotografiche di tecniche) lo si potrebbe definire la loro versione di Interweave Knits.
La pecca che potrebbe renderlo meno appetibile è l'assenza, parziale o totale, di sviluppo in altre taglie se non una fissa, corrispondente all'incirca con la taglia S (82-85 cm circonferenza torace); nonostante io sia ben al di fuori di una così piccola taglia da quando ero decisamente piccola, non faccio che sfogliare costantemente riviste come questa.

I modelli sono completamente dotati di schemi grafici, quindi comprensibili anche a chi non sa nulla di giapponese; alcune note sono sulla costruzione sono ovviamente spiegate in maniera discorsiva, ma anche rese intelligibili (se il modello non è estremamente complesso) da rappresentazioni grafiche piatte di come verrà sviluppato il modello.
Sul gruppo anglofono di Ravelry "Japanese Knitting and Crochet" si possono trovare chiarimenti sulla lettura dei modelli, che comunque affronterò anch'io prima o poi in questo blog.

Dopo questa dovuta premessa, voglio mostrarvi 4 modelli all'interno di questo numero che sono degni di nota, misti tra uncinetto e maglia, pubblicato l'anno scorso ma sempre attuali con la loro bellezza.





Nelle pagine dedicate alle spiegazioni dei modelli trovate, in alto sotto il numero che rappresenta il modello, la foto in scala del filato usato, utile per trovare una alternativa. I primi due modelli sono all'uncinetto mentre i secondi sono a maglia... e io sicuramente prima o poi mi ci tufferò, anche se solo per fare un campione di un punto :)

sabato 11 giugno 2011

Unire due gomitoli: Russian Join

Questa tecnica di unione di due gomitoli (o di un filo spezzato) funziona con tutti i tipi di filati, siano essi di origine animale, vegetale o sintetica.
E' il mio metodo di unione preferito in assoluto perché crea un filo unico e indistruttibile, senza dover saldare fili una volta finito un progetto; mi piace moltissimo anche il spit join, ma tante volte non mi riesce, in più quel metodo funziona solo con le fibre animali (e nemmeno tutte).

EDIT 12/06/2011: questo post era in realtà programmato per il giorno 20/06/2011, comprensivo di fototutorial sul metodo; purtroppo, avendo io notoriamente le cosiddette "dita a banana", ho sbagliato a programmare il post, quindi avete avuto una "preview" di ciò che sarà :)

venerdì 10 giugno 2011

Project Of The Week: Braided Cable Handle Tote by Amanda Silveira



Questo pattern permette di realizzare questa semplice borsa in 3 diverse dimensioni, richiede l'utilizzo di un ferro 5 mm e di poco più di 400 m di filato worsted di pura lana (mi raccomando senza trattamento superwash o irrestringibile).

Sono presenti delle foto (purtroppo di bassa qualità), è provvisto di chart per le trecce realizzate ma principalmente si basa su spiegazioni a parole.
Come sempre il pattern è in inglese ed è gratuito.

Una borsa di lana infeltrita fa sempre la sua bella figura nella stagione invernale, ma pensavo che, magari lavorando in maniera molto densa si potrebbe ottenere anche una bella borsa mare con qualche filato estivo, o magari con lo spago (si, proprio quello per legare i pacchi!).

mercoledì 8 giugno 2011

Scegliere un filato per un progetto

Ogni filato a un suo progetto, mie care donne.
Per quanto al lavoro assisto a cose indicibili ogni giorno, la buona regola è saper scegliere non solo il colore e la fantasia, ma anche la fibra e la consistenza da darle.

Spesso si impara dai propri errori, ma mi sembrava giusto comunque condividere con voi qualche piccolo consiglio che ho imparato con l'esperienza (lavorativa e non) e con i miei, di errori.

L'alpaca è una fibra fantastica, specie a contatto pelle. Però tende a essere forse un po' troppo morbida di suo, quindi per un maglione o un cardigan dovrebbe essere lavorata decisamente densa per evitare che faccia troppo pelo e che perda consistenza. In più ricordate che se siete persone che sudano tanto è meglio indossarlo con qualcosa sotto, per evitare il puzzo di cane bagnato.

La lana, in particolare la merino ma anche quella da non ben specifica provenienza, più è lavorata densa e più assume resistenza. Ma questo non vuol dire che sia adatta per fare calzini, dove lo sfregamento a livello del tallone è veramente intenso.

I misti acrilici rendono il filato più resistente al lavaggio e all'usura, quindi se dovete fare un maglione che volete usare tantissimo e tanti giorni di fila, meglio optare per uno di questi, magari non superando il 40% di componente acrilica.

Bisognare fare questa scelta in coscienza, però: non si può pretendere da un misto acrilico l'esatta bellezza di una fibra animale pura e nemmeno la sua stessa reazione. I misti acrilici vanno lavorati densi perché se comunque con una fibra animale il pilling (vedi nota sotto) si verifica in maniera più o meno incisiva in base alla fittezza (vedi nota), un filato in parte acrilico ha già di suo del naturale pilling, in quanto la fibra chimica non è perfettamente legata a quella animale.

Tutte le fibre di origine animale hanno memoria, ossia grazie allo stiro o al bloccaggio mantengono una determinata forma: questo è importante soprattutto con le lavorazioni aperte come il lace.

Il cotone, come gran parte delle altre fibre vegetali, non è dotato di memoria, non crea pilling e drappeggia in maniera completamente diversa rispetto alle fibre animali, perché inelastico.
Perciò non si potranno mai realizzare progetti a ferri a mano con eccessivo negative ease con questo tipo di fibra, perché si correrebbe il rischio di non riuscire nemmeno ad indossarlo. Questo è il motivo perchè i filati da calzini non sono mai in cotone puro e perché i calzini in filo di scozia da uomo sono larghi e informi già dopo un utilizzo.

Se avete dubbi su come un filato possa comportarsi, fate sempre sempre SEMPRE un campione. E' una cosa che si deve fare e facciamo anche noi al lavoro, SEMPRE.



Note


Pilling: Avete presente i pelucchi e le pallochette che fanno i maglioni e le calze di lana dovuti allo sfregamento? Quello in gergo tecnico si chiama pilling.


Fittezza/Estensione: E' un metodo di controllo della tensione quando si lavora in maniera industriale. Si misura calcolando un tot di battute (nella maglia a mano sarebbero i ferri fatti) e misurando quanto si estendono tirando al massimo delle forze.
Esempio: 50 battute = 13 cm di estensione

Con questo metro di misura si può calcolare se un altro telo fatto dalla stessa macchina per lo stesso progetto ha la stessa mano. Se per le stesse battute risulterà di 12 cm sarà decisamente più fitto, se risulterà di 14 cm sarà decisamente più lento.

lunedì 6 giugno 2011

Knit Bird, un programma per hand-knitwear designer

Tramite un consiglio di Annalisa, sono venuta a conoscenza di questo programma per realizzare gli schemi per i miei pattern.
Rispetto al famigerato Knit Visualizer, questo ha un costo più sostenibile, una versione demo che comunque ne permette l'utilizzo fino a farsi un'idea chiara e sembra abbastanza duttile per tutte le designer che non devono usarlo in maniera estensiva.

Home Page del sito ufficiale di Knit Bird

In più, nota positiva per me che sono una pinguina, utilizza il framework Adobe AIR, quindi potenzialmente multipiattaforma.

L'ho installato e l'ho usato un pochino e devo dire che non è malaccio. Fa il suo lavoro abbastanza in maniera discreta, ovviamente è meno ostico che usare un foglio di calcolo e i simboli per creare uno schema, sicuramente meno intuitivo di Knit Visualizer ma, se si vuole dare un tocco professionale senza spendere i 200$ del programma più usato dalle designer, è una bella seconda scelta.

Permette di creare pattern sia per modelli a colori sia per i classici composti da lavorazioni di diritto, rovescio e aumenti. Non ho visto comandi che permettono di convertire le spiegazioni simboliche in testo. La legenda è automatica in base ai simboli inseriti nella griglia; il programma è già predisposto per i più usati ma volendo se ne possono aggiungere anche di semi-customizzabili.
E' possibile anche convertire una immagine in un chart a colori.

Knit Bird, insomma. E' ancora nelle versioni iniziali, quindi sono piuttosto sicura che, se ci sarà buona risposta, non potrà far altro che migliorare.

venerdì 3 giugno 2011

Project Of The Week: Rock Island by Jared Flood

Per questo progetto, la foto vale più di mille parole, ecco.

La foto è copyright di BrooklinTweed

Dato l'estremo faggoting, direi che questo è un progetto lace di livello avanzato. Ma non scoraggiatevi, con un po' di pazienza è realizzabile.

Sono richiesti ferri n. 4 mm e 622 metri di filato lace; questo è uno scialle totalmente reversibile, realizzato con il Lorna's Laces Helen's Laces nell'esempio del bravissimo designer Jared Flood.

mercoledì 1 giugno 2011

Recensione: Vampire Knits di Genevieve Miller

La copertina del libro
Ho comprato questo libro su Amazon.it qualche mese fa, in preda allo shopping sfrenato per i manuali di cucito-maglia.
Mi vergogno ad ammetterlo, ma l'ho comprato solo perché mi ero innamorata tremendamente del pattern "The Prim Reaper's Corset", il quale permetteva di realizzare una replica del corsetto indossato da Drusilla in una puntata di "Buffy The Vampire Slayer".

Mi sembra dovuta una premessa, a questo punto: con ogni fibra del mio essere io ODIO Twilight e la saga da esso derivata. Ho tentato di leggere il primo libro, in lingua originale, morendo di disperazione e inedia verso la metà del libro.
Sapete, il fatto è che per me i vampiri bruciano al sole (tranne Blade), sono cattivi e sono demoni. E i lupi mannari non si trasformano in Balto, ma in una bestia ne' uomo, ne' lupo che non riconoscerebbe nemmeno la madre durante questa metamorfosi.

Finita questa premessa, torno a me e a questo libro, forse il migliore libro di pattern di maglia che ho, in quanto riguarda un look portabile in questo secolo e senza sembrare uscita fuori da un video delle Bananarama.

Il libro ospita 28 progetti molto diversi tra loro, ma accomunati tutti da quello stile un po' romantico e un po' decadente: si spazia dagli accessori ai cardigan, passando per mantelline e gioielli. La maggior parte delle spiegazioni richiedono l'utilizzo dei ferri, ma c'è anche un progetto per l'uncinetto.

Pur non avendo fino ad adesso realizzato nessuno dei progetti (sono però in gran parte in coda), ho letto approfonditamente molte delle spiegazioni e le ho trovate esaustive, chiare e semplici. Direi a prova di n00b della maglia. Avverto la mancanza dei chart completi, ma comunque ne si trova qualcuno di specifico sia nei progetti lace che in quelli a colori, per dare un'idea più chiara di quello che si sta realizzando.

Ecco alcuni dei modelli presenti nel libro:

"The Prim Reaper's Corset"
 

Questa è la pagina di Ravelry dedicata al libro, che volendo si può anche acquistare su Amazon.it, dove io l'ho comprato.

E' stato un acquisto alla cieca, ma nonostante tutto non mi sono pentita affatto, soprattutto per la varietà dei modelli proposti e i design stessi, che sembrano pensati per la gran parte dei corpi.

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