venerdì 29 luglio 2011

Project Of The Week: The Prim Reaper's Corset by Nikol Lohr

Diversamente dal solito, oggi recensisco un pattern non reperibile via internet come pdf ma contenuto all'interno di un libro che, in questo caso, ho recensito qualche mese fa.

La foto è copyright di Nikol Lohr.

Questo pattern vale il libro, vale la pazienza che richiede e il tempo che bisogna impiegarci per realizzarlo.
Credo che io lo comincerò questo autunno, sui filati ho ancora qualche dubbio (pensavo a qualcosa tipo questo filato).

mercoledì 27 luglio 2011

Avvolgere il filo: western o eastern?

Nella maglia a mano spesso si hanno dei problemi di tensione tra dritto e rovescio, quel problema di tensione che al rovescio della maglia rasata, per esempio, crea quelle antiestetiche "ondine" ogni due ferri.

Per ovviare a questo alcune volte si cambia il metodo che usiamo per lavorare, ma non sempre è sufficiente: intervenendo anche sul modo con il quale prendiamo o avvolgiamo il filo per creare il nuovo punto può risolvere l'inghippo.

Sia che lavoriamo usando il metodo English, ossia gettando il filo sul ferro e tenendolo il gomitolo alla nostra destra, oppure il metodo Continental, ossia prendendo il filo dalla mano sinistra (un po' come quando si lavora all'uncinetto) e tenendo il gomitolo dallo stesso lato, molto può cambiare se lavoriamo Eastern o Western.

Ma cosa si intende per Eastern e per Western?
Ve lo spiego subito.


Il metodo western è quello che prevede di avvolgere il filo in senso antiorario per creare un nuovo punto al rovescio, di conseguenza impiegando più filato per l'esecuzione dello stesso (cosa che può creare, appunto, i famosi problemi di tensione).
L'eastern, invece, usa la via più corta per realizzare il punto, ossia avvolge il filo in senso antiorario attorno al ferro.



Sul davanti del mio lavoro le differenze saranno queste: le "gambette" del mio diritto si troveranno orientate in maniera diversa in base al modo con il quale ho lavorato. In un caso la gamba sinistra del punto si troverà dietro e la destra davanti al mio ferro (western); nell'altro invece sarà tutto ribaltato.


Adesso, per evitare di creare maglie ritorte (che sono un'altra cosa), dovremo lavorare in maniera diversa il dritto.
Prendendo la gamba davanti al nostro ferro quando lavoriamo western, quella dietro quando lavoriamo eastern.

lunedì 25 luglio 2011

Video: La pagina profilo



In questo video cerco di presentare alcune delle sezioni del proprio profilo di Ravelry.
Scusate il mio caotico parlare, ma purtroppo cercando di condensare non so se sia riuscita a essere chiara :(

Comunque non disperate, arriveranno video più chiari per ogni sezione in particolare :)

venerdì 22 luglio 2011

Project Of The Week: Mayflower Shawl by Zabeth Loisel-Weiner

Anche questa volta presento uno scialle lace, ma dovete perdonarmi. Sono così belli, è difficile resistere.

La foto è copyright di Zabeth Loisel-Weiner.


Il pattern è come sempre su Ravelry, gratuito ed in inglese (ma completamente dotato di chart, quindi internazionale).
Richiede l'utilizzo di ferri n. 4,5 e 400 metri di filato sportweight.
Direi decisamente anche un po' di pazienza, visto che comprende anche nocciole :)

mercoledì 20 luglio 2011

Week #29: Agrumi magliosi e del come dilapidare stipendi.

Citron va a rilento, ci son dei giorni che sto troppo scazzata per mettermi a lavorare ai ferri.

Però questo verde smeraldo è proprio bello... Non è così?



La Malabrigo Lace è morbidissima... da l'idea di essere molto fragile però al tocco... non so se dipenda dal fatto che è rimasta molto in matassa prima di essere trasformata in gomitolo.
Ho quasi paura a tirare troppo il filo e spezzarlo, memore di tutte le volte che mi è successo con l'Evilla preyarn.

Avrei messo come deadline la fine di questo mese, speriamo di avere il tempo di darci dentro nei finesettimana: sto facendo l'impossibile per scrivere più post possibili in modo da avere agosto completamente libero.

Sarò infatti in vacanza (in Val Pusteria, Alto Adige) dal 19 al 26 Agosto, ma comunque continueranno ad esserci i miei post e la mia pazzia dilagante.

In preda ad un misto gioia-tristezza (gioia perché da settembre sarò ufficialmente apprendista, tristezza perché è arrivata la Luna di Fil e prima che io potrò permettermi Soo-Hyun sarò VECCHIA), ho dilapidato una fortuna ieri.

Mi sono comprata Little Red in the City, il nuovo libro di Ysolda Teague.
É fantastico, ma lo recensirò nel dettaglio più avanti. Poi ho comprato finalmente Rock Island di Jared Flood, con il quale devo fare uno scialle per regalo di un compleanno e, se ci scappa, anche uno scialle per me... Magari ne faccio un knit-along assieme quando lo comincio, che ne dite?

Poi sono andata al centro commerciale e ho fatto dello sano shopping, comprando magliette, un paio di sandali Quechua, delle bacchette da walking, uno zainetto e una nuova borsa (e una cuffia da piscina, perché le settimane prima della Val Pusteria è in programma qualche visita a Padovaland).

*da qui in poi parlo di capelli lunghi, quindi se vi annoia, saltate*

I miei capelli stanno veramente meglio, ultimamente.
Ho raggiunto la famosa lunghezza punto-vita che agognavo già da un po', ma per arrivare alla classic (ossia sotto il sedere) ci vorrà ancora molto tempo; il prossimo taglio da qualche cm sarà la seconda settimana di settembre, ma per il momento spero di arrivare a metà strada tra il punto vita e l'osso sacro.
Ho portato i capelli cuciti con il nastro alla testa (un'acconciatura decisamente elisabettiana) questa settimana, ma sono ancora decisamente troppo corti-troppo folti per avere un risultato decente: a metà testa le trecce sono troppo corte e fanno fatica a fare il giro (UFF).
Ho finalmente debellato la forforina secca da irritazione da SLES eliminando appunto quest'ultimi. Sono passata al Logona all'Ortica e da allora mi son spariti pure i pruriti. La prima settimana i miei capelli erano impazziti, ma ora sono meravigliosamente tranquilli e domabili. Con la maledetta umidità che c'è, però, devo per forza asciugarli con il phon. GAAAWH.

lunedì 18 luglio 2011

House Wars #7: "Contenere" lo stash

Lo stash è la croce e delizia di ogni knitter che si rispetti; la parola d'ordine è quasi sempre "abbastanza non è mai abbastanza", non siamo capaci di dire basta... e continueremo a comprarne anche se ne possediamo talmente tanta che non basterebbe una vita intera per finirla.

Ed anche nel caso in cui lo spazio per la vita di tutti i giorni si ritrovasse sacrificato negli angoli non coperti di filato, allo sbigottimento altrui risponderemmo semplicemente... negando l'evidenza.

Vivo in una casa dannatamente piccola per tutti i miei hobby.
Dove ho potuto ho cercato di rimediare cercando di limitare gli spazi occupati... ma tra filati e stoffe, libri su questi hobby e quant'altro... la faccenda si sta facendo seria.

Per prendere in mano la situazione prima che questa diventasse eccessivamente complessa, ho trovato queste diverse soluzioni che spero possano essere utili anche a voi.
Alcune sono "ready-made", tratte dal catalogo Ikea (la mia Mecca personale)... altre invece sono tratte da varie riviste.


Contenere il cucito

Essendo uno degli hobby che più mi occupa spazio, tra stoffe piegate bene, cartamodelli, manualistica, macchina da cucire e co., ho preferito usare appieno il ripostiglio.
  • Ho ridotto tutti i miei Boutique e Burda al solo contenuto interno (cartamodelli + spiegazioni) e li ho catalogati e riposti all'interno di queste scatole, con all'esterno scritto il contenuto.
  • Per le stoffe ho preferito usare dei contenitori trasparenti in modo da permettere di vedere il contenuto senza dover necessariamente aprire tutto. Li ho suddivisi per tipo di tessuto (pile, cotoni, jersey, tappezzeria).

Contenere i libri

Ho smesso di comprare libri di narrativa da quando ho Opus. Compro solo ed unicamente manualistica varia, in particolare dei miei hobby.
Per ora sono riposti su un ripiano apposito della mia camera, ma il mio sogno è di includerli all'interno di una zona dove ripongo tutti i miei hobby.


Contenere la lana

Questa è la gioia e il dolore della mia hobbystica.
É sempre catalogata per tipo all'interno delle buste ziplock riusabili Ikea, di diverse dimensioni in base a quanti gomitoli ho. Ogni busta ha la sua pallina di cedro per prevenire le tarme. Le buste, però, essendo tante sono ancora un po' sparse in giro - ed è quello il problema al quale sto cercando di rimediare.
Ho delle scatole di cartone, delle borse e dei cesti dove contengo il tutto... ma non è ancora ordinato come sogno.



All'interno delle riviste che seguo di più in assoluto, come "Cotton Time" e "Cotton Friend", l'articolo che adoro è quello in cui mostrano le case delle lettrici, mostrando - quasi sempre - anche la zona dedicata agli hobby.

In futuro spero di poter avere anch'io una zona così! 

venerdì 15 luglio 2011

Project Of The Week: Pidoca by Arbel Dekel

Difficilmente recensisco modelli per bambini, i motivi sono tanti e vari, forse il più incisivo è che non ne ho uno e non è nei miei programmi di vita per il momento.

Ma quando ho visto questo modello la mia mascella ha toccato terra e ha fatto un tonfo.

Pidoca by Arbel Dekel.


Questo progetto è indescrivibilmente bello, complesso, arguto e che senza alcun dubbio lascerebbe a bocca aperta chiunque: sarebbe un perfetto copriabito da cerimonia.

E' un modello gratuito, richiede sicuramente tempo e pazienza oltre i 1000 metri di filato sport e i ferri circolari da 3,5 mm... ma la bellezza del risultato finale è assicurata!

mercoledì 13 luglio 2011

Come comprare filati sconosciuti

Investire in un filato a scatola chiusa è sempre un esperienza travagliata.
Sarebbe fantastico per me che vivo nella bucolica Pianura Padana, in un paese dimenticato dalla civiltà (ma per fortuna non dall'ADSL) poter toccare con mano nel negozio di filati locale gomitoli di Noro Silk Garden, Rowan Savannah, Malabrigo Lace o Lorna''s Lace.
Invece se ci vado trovo chili e chili di pallocche in acrilico e il nuovo ritrovato della Mondial per chi non ha proprio voglia di imparare a fare a maglia.

Quind rimane internet e l'acquisto a scatola chiusa attraverso i negozi online. Il brutto è che perdi una delle cose più belle di questo hobby, quella che Ciami definisce, da brava lanista (quasi) anonima, "lo spalpuzzamento".
Durante quel magico evento, in cui sei tu knitter complusiva e il gomitolo tra le mani, accadono nella tua testa le realtà più straordinarie, i più grandi progetti a maglia e uncinetto che ci siano mai visti prima.
Poi ti innamori e ne prendi una decina, di gomitoli. E il bancomat ringrazia.

Ma via internet questo susseguirsi di idee e emozioni è posticipato all'arrivo a casa del proprio acquisto e ci si trova di fronte all'incognita: scatterà la scintilla?

Questo è il mio metodo provato e testato sul come avere le minime fregature possibili in campo di acquisti online di filo.

lunedì 11 luglio 2011

Ravelry, una piccola visione d'insieme

Ho fatto un piccolo video per presentare Ravelry e di quali sezioni globali è composta.



Questo sarà il primo di una serie che permetterà (spero) anche alla più niubba di usarlo al meglio possibile: spazierò dal proprio profilo fino ad arrivare all'apertura di un profilo designer, passando sull'inserimento di filati e modelli nuovi e finendo sulla cosidetta "netiquette".

Spero che possiate trovarli utili.

venerdì 8 luglio 2011

Project Of The Week: Blooming Rose by Veronica O'Neil

Quando sono incappata in questo progetto su Ravelry la prima cosa che ho fatto è stato segnarlo tra i miei appunti per questa sorta di "rubrica settimanale".
Adoro gli accessori (ormai sarà anche chiaro fuori da ogni dubbio), vado pazza per i fiori e per quello stile un po' romantico e un po' decadente: Blooming Rose racchiude tutto questo (e in più non è fatto all'uncinetto, un plus per il mio povero polso martoriato).

Blooming Rose di Veronica O'Neil.
Progetto e foto di Bidibid.
Thank you Amy for the photo!

E' essenzialmente una rosa con petali fatta a maglia, sullo stile del -- Rose Corsage di Pierrot segnalato qui, ma decisamente più grande e versatile, tanto da renderla perfetta come statement piece di un outfit, sia al collo (per le più stravaganti), sia sulla borsa o come spilla.

E' nella mia queue... penso che sarà uno dei prossimi progetti stashbuster, anche perché non vedo l'ora di metterla tra i miei capelli!

giovedì 7 luglio 2011

SONDAGGIO: Ekeloa in podcast. Ci piace o no?

*** POST IN REAL-TIME ***


- lo preciso visto che il 99,9% dei post di questo blog sono scritti nel w-end e programmati per la pubblicazione -


Sto pensando seriamente di implementare con nuovi medium questo blog, un po' per prevenire il mio rincretinirmi dovuto a un sacco di fattori, un po' per impormi di non andare a letto come le galline la sera e quindi "costringermi" a stare qui, tra amici, a tenermi viva e in piedi... e soprattutto Ekeloa fino nell'ultimo atomo del mio corpo.

Un medium oltre la fotografia lo vedrete la prossima settimana, quello che ho in mente ora è una cosa dai ricordi vintage ma non troppo.
Pensavo di fare un podcast o qualcosa del genere dedicato alla lana e co. ma non solo. Insomma, una robetta da ascoltare mentre ci dedichiamo al nostro hobby preferito (maglia, uncinetto, cucina, cucito, pulizie, bisogni corporali, lancio del peso, etc...).

Ovviamente l'idea era di renderlo un po' "community", quindi con domande e risposte e via discorrendo.

Che ne pensate?

mercoledì 6 luglio 2011

Week #27: Voglia di... Citron

Sabato scorso ho stampato un sacco di pattern.
Per la gran parte son progetti Pierrot per la casa, da fare all'uncinetto.
Poi ho preso in mano il gomitolone di sock yarn che comprai qualche mese fa... e mi son decisa di tuffarmi nella mia chilometrica queue di Ravelry e sfoltire tutto quanto.

Devo ancora finire il secondo guanto (cosa che farò questa settimana). Ma soprattutto, ho posticipato l'acquisto del pattern di Rock Island di Jared Flood al prossimo stipendio.

Perciò ho deciso che è ora di smatassare la mia malabrigo lace "emerald" e farmi uno scialle, seguire un pattern.

E' tutto stampato, devo solo trovare il tempo di mettermi con l'arcolaio a smatassare e liberare i miei ferri Nova Metal 4,0 mm dai guanti, anche se molto probabilmente poi ripasserò agli acrilici. Poi parto con il lavoro e sarà finalmente il tempo giusto per cominciare qualcosa per me che mi faccia sentire felice.

Purtroppo non è un bel periodo per me, ma non me la sento di intristire questo blog con quello che la salute mi sta togliendo. Per fortuna che c'è la lana, che c'è Fil e c'è il coraggio di mandare giù tutto per il "greater good".

Due settimane fa mi sono cucita una gonna. L'altro ieri mi son pesata e la bilancia segnava 95 kg tondi tondi. Ce la posso fare.

lunedì 4 luglio 2011

La vigogna, la fibra più pregiata al mondo

La vigogna, il cui nome latino è Vicugna vicugna, è un progenitore dell'alpaca, fa sempre parte della famiglia dei camelidi e vive ancora allo stato brado sulle alte montagne andine, a quota 4000 metri sul livello del mare.
Ha un'altezza al garrese di circa un metro, possiede un corpo lungo e muscolo e un muso fine, il suo peso si aggira attorno ai 50 chili.

Ma quello che a noi laniste quasi anonime interessa è, giustamente il suo prezioso pelo: come gran parte dei camelidi, è suddiviso in due strati.
Il più interno, detto lanugine, ha potere termoregolatore mentre quello esterno, che lo protegge dagli agenti atmosferici, ha fibre più lunghe e setose.
Il pelo di vigogna ha diametro di 12 micron ed è più sottile del cashmere, che arriva invece a 15 micron.
L'animale produce una piccola quantità di fibra utilizzabile: circa 250 g di pelo ogni due anni contro gli 8 kg della pecora e i 500 g della capra del cashmere. Per ottenere un cappotto di vigogna è necessario utilizzare il vello di 25-30 animali adulti.
Il valore attuale del suo manto, allo stato grezzo, raggiunge i 400$ al kg, rendendolo uno fra i più cari in commercio.

Nella cultura inca, la vigogna veniva cacciata ogni quattro anni nel corso di una vera e propria cerimonia, detta chaco, in cui migliaia di uomini formavano una catena intorno all'area scelta per la cattura. Il cerchio lentamente si stringeva fino a chiudersi su un altopiano, con gli animali costretti in un recinto per la tosa. Il re inca assisteva al gran finale della caccia: i cuccioli e le femmine erano tosati e rilasciati, mentre i maschi anziani e i capi ammalati venivano uccisi per la loro carne.

Oggi la vigogna, di cui si contano circa 180.000 esemplari è ancora considerata una specie minacciata, seppur a basso rischio. È tenuta in enormi allevamenti: qui gli animali vengono catturati ogni due anni per la tosatura e quindi rilasciati. Oggi lo Stato peruviano promuove lo sviluppo e la protezione di questo mammifero delegando alla Sociedad nacional de Criadores de vicuña il programma di conservazione e allevamento e garantendo alle comunità di campesinos il diritto a partecipare ai proventi che derivano da un utilizzo razionale della specie.

Il suo vello è stato utilizzato fino dall'antichità per il suo pregio, tanto da renderlo il componente principale delle vestigia dei re inca, che ne proibirono l'uso per l'abbigliamento del popolo e che li proteggevano, proprio come accade oggi.

venerdì 1 luglio 2011

Project Of The Week: Petrie by Beautia Dew

Sempre tratto da Knitty Spring-Summer 2010, Petrie è un top senza maniche che profuma decisamente di mare e spiaggia (anche per una come me, che non è mai pronta alla prova costume :) ).

Petrie by Beautia Dew.
Foto di Threadpanda e della sua realizzazione.
Questo è il blog post dove parla del progetto.
Thank you very much Amy!


Richiede l'utilizzo di circa 750 metri di filato DK per la taglia M e un ferro 4,0 mm o quello necessario per raggiungere la tensione richiesta (20 maglie e 26 ferri in 10 cm).

Questo è un progetto lavorato a pezzi, quindi adatto anche a chi non ha ancora dimestichezza con i ferri circolari.

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