martedì 30 agosto 2011

Ekeloa su "La Grande Maglia"

A quanto pare la mia mantellina, che ancora è incompleta (secondo me) e il cui pattern è tutt'ora un lavoro in corso, è stata scelta come miglior progetto del mese del numero 5 di La Grande Maglia, la rivista italiana unica traduttrice ufficiale dei modelli e degli articoli di "The Knitter", più conosciuta rivista anglossassone del mio hobby preferito.



Mi ha fatto molto piacere anche se sono convinta di non meritarlo affatto: sono sicura che c'è gente molto più brava di me!

Spero ancora che traducano, prima o poi, le Mason-Dixon per farmi due risate nella mia lingua madre, ma già la traduzione degli articoli sulla storia della maglia non sono male. Spererei anche che mettessero il nome delle designer (cosa su cui non transigo) e che traducessero pure gli articoli di tecnica e sui calzini.

lunedì 29 agosto 2011

In viaggio a... Museo della Lana, Campo Tures


Mercoledì scorso ero in montagna; con Fil s'era deciso di andare alla Festa di S. Bartolomeo a Rasun di Sotto (Anterselva, Alto Adige) per pranzare, fare un giretto e trascorrere un po' di tempo.

Verso le due del pomeriggio l'area s'era fatta affollata ma non volevamo fare escursioni in quota, un po' perché ormai era tardi, un po' perché eravamo senza attrezzatura... perciò abbiamo preso in mano una delle guide della zona e zac! ho letto "lana" e mi sono illuminata a giorno.

Perciò abbiamo preso bagagli e macchina e ci siamo diretti verso Campo Tures, in Valle Aurina (circa una decina di chilometri a nord di Brunico).

Abbiamo parcheggiato a Caminata centro e camminato per i due chilometri di pista ciclabile che ci separavano a località Cantuccio, il posto preciso dove si trova il Museo della Lana della signora Brusa Helene.

La casetta dove si trova il suo laboratorio è subito dopo un locale che fa da svincolo per diversi sentieri, dopo il ponte di legno e la curva seguente.

Al piano di sopra si può visitare il laboratorio vero e proprio di filatura che viene effettuata usando macchinari di due secoli fa sia per la cardatura, sia per la creazione del filo unico, sia per la ritorcitura a più capi.
Il filato che creano non sono tinti in alcun modo ma le varie nuance vengono realizzate mescolando i diversi velli delle pecore (bianca, marrone e nera) che, al momento, sono ancora al pascolo in alta quota.

Le quattro matasse del filato della signora Helene.

La signora realizza filati sia per l'aguglieria ma principalmente per la creazione di loden (un tessuto molto particolare tipico del sudtirol, una sorta di lana cotta realizzata bollendo ma non infeltrendo a sapone i tessuti creati), accessori in feltro e, con l'aiuto di altre artigiane, anche capi d'abbigliamento di maglieria classica a mano.

Il filato che vende per aguglieria è disponibile in diversi colori e anche in qualche melangiato: la lana è aspra, profumata e il solo vederla da già idea della sua resistenza.
Una merino è perfetta per un lavoro particolare, morbido e delicato... ma il filato delle nostre pecore, quelle italiane, forse un po' ruvido e pungente è perfetto per restare per sempre. Per creare quei maglioni che perfino i nostri nipoti terranno come tesoro inestimabile.

Il melangiato.
Non sono riuscita a resistere e ho comprato quattro matasse di quel filato così unico e così particolare: sono piuttosto sicura che diventeranno di sicuro un progetto speciale. Un bel ricordo di questa vacanza appena trascorsa e del perché, nonostante la fatica e i sacrifici, mi sforzi per imparare questa antica arte con il mio lavoro di tutti i giorni.

Per chi volesse andarla a trovare (come ho fatto anch'io), ecco i dati:

Helena Brusa
Cantuccio 2
tel. +39 0474 679581
fax.+39 0474 678634

Orario d’apertura:
LU – VE:   ore 15.00 - 18.00
SA :          ore 15.00 - 17.00
Domenica chiuso.

sabato 27 agosto 2011

Piccoli aggiornamenti

La montagna era fantastica, davvero.
Sono tornata a casa oggi e mi sono ritrovata catapultata nelle abitudini di sempre, come la spesa, la lavatrice, il caldo infernale della pianura.
Ho sperato che fosse solo un brutto sogno, che aprendo gli occhi mi sarei ritrovata di nuovo tra quelle meravigliose vette, quella natura rigogliosa e quei deliziosi 20 C° la sera (e 27 C° al sole di giorno).

Come sempre rielaboro quello che vivo, di solito, ma non sono ancora pronta per farlo. Credo che scriverò qualcosa che terrò per me, una sorta di scrapbook journal delle escursioni che ho fatto, quelle che ho rimandato per quando sarò più allenata, le realtà che ho conosciuto e i sapori nuovi che ho imparato.
Ci vorrà tempo, ma sarà ciò che mi terrà ancora in piedi lunedì, quando rimetterò i piedi dentro il posto in cui lavoro.

Tre ultime cose prima di lasciare correre addosso questa giornata intensa.

La prima cosa riguarda i kal: sono arrivata alla ripetizione #65 del bordo del Rock Island mentre ero via. Contavo non dico di finirlo, ma almeno di arrivare al Rock Island chart; devo finire questo progetto entro ottobre, perciò dovrò fare l'improbabile pur di finirlo.
Non ho proseguito molto con Baker Street, ma è un progetto veramente veloce. Conto di avere qualche notte insonne di sicuro, è un trauma tornare alla vita di tutti i giorni.

La seconda cosa riguarda lo shopping lanoso: a Caminata (Campo Tures, Valle Aurina, Alto Adige) al Museo della Lana ho acquistato 4 matasse di lana 100% sudtirolese, in quattro colorazioni diverse (tutte naturali) cardate e ritorte con macchinari di due secoli fa. É fantastico scorrere le dita su quel filato, davvero. Riporta indietro nel tempo e su quanto semplici e perfette certe cose siano.
Il prezzo era modico: 9€ a matassa di 250gr, non aveva fascetta (ovviamente), ma dato lo spessore credo siamo attorno ai 900 metri.

La terza cosa, ultima ma non meno importante... è che la mia mantellina è stata menzionata sul nuovo numero di La Grande Maglia, la rivista che sta traducendo parte dei modelli e degli articoli dell'anglosassone The Knitter.

Per ora è tutto.

venerdì 26 agosto 2011

Project Of The Week: Talamh by Carol Feller

Sempre perché adoro gli spolverini, ora è il momento di uno maniche lunghe e con dei dettagli fantastici.

Forse non è il più adatto per una persona che non ha il fisico della bellissima designer Carol Feller, ma di certo sottolinea ed evidenzia la zona del seno (cosa positiva per chi vuole "creare" dove non c'è... ma magari non per chi invece vorrebbe distogliere l'attenzione da li!).

In ogni caso rimane un modello meraviglioso, realizzato con un filato molto bello e con dei dettagli che lasciano senza parole.

La foto è copyright di Joseph Feller.
Thank you Carol for giving me permission to use it!


Per realizzare questa splendida giacchina, Carol ha usato 2 matasse di BFL Sport di Blue Moon Fiber Arts, un filato sportweight - per le altre taglie si arriva ad usarne un massimo di 3; un ferro 3,5 mm circolare per la costruzione top-down, un ago da maglia e dai 12 ai 14 bottoni.

venerdì 19 agosto 2011

Week #33: Lavori finiti (cucito)

Queste sono le borsette che ho realizzato per il mio viaggio in montagna.
Le foto sono volutamente scenografiche perché non ho un bello spazio dove fotografarle e quindi... devo darci di fotoritocco per renderle almeno guardabili! 

La borsetta estiva. Non mi piace molto il bordino della tasca esterna ma non potevo fare altrimenti. Vediamo se, quando avrò tempo, lo riuscirò a rifare :)

Le mini-borsette per l'intimo.
A sinistra, una borsetta "al rovescio", a destra il dritto del progetto.


La borsa per la biancheria sporca. Non si nota molto ma è esattamente come quelle sopra, solo più grande e con la stampa a scritte fuori e un semplice cotone grezzo all'interno.

La borsetta mini per progetti. Dalla foto non si direbbe, ma è addirittura più piccola delle borsette per la biancheria intima. La circonferenza della base è di circa 15 cm.


Project Of The Week: Leaflet by Cecily Glowik MacDonald

Piccoli progetti per tutte le stagioni, che crescono veloci sui ferri grossi e coprono le spalle durante i primi freddi (e per me che ormai sono in montagna sono interessantissimi).

Knitty è sempre una grandissima fonte di ispirazione per una come me, ossessionata dalle novità (e che non ha grandissima inventiva, ecco).

Questi giacchini corti, semplici ma con dettagli curati, sono un'ottimo compromesso tra il famigerato "spolverino" della nonna e rimanere a spalle scoperte. Cecily Glowik MacDonald ha realizzato questo modello che mi sembra un giusto compromesso, inserito all'interno di Knitty First Fall 2011.

 

Le foto sono copyright di Carrie Bostick Hoge.


Per realizzare Leaflet sono necessari dai 550 ai 920 m di filato aran e un paio di ferri 6,0 mm circolari, visto che il modello è realizzato con la tecnica top-down per quanto riguarda il busto, mentre il colletto e la lista davanti è stata ripresa dopo aver terminato il corpo.

giovedì 18 agosto 2011

Acquisti, cucito e partenze programmate

Sabato mattina parto per la montagna.
Volevo essere ipertecnologica per la partenza, ma purtroppo un sacco di disguidi si sono messi in mezzo e non so, se per la prossima settimana, sarò raggiungibile sempre.
Diciamo che ce la metterò tutta ma non posso assicurarlo, ahimè.

Sono due giorni che cucio come una pazza disperata, domani finirò alcune borsette per il viaggio, i modelli sono estratti da Cotton Time e qualche tutorial che ho trovato sparso nel web.

Porterò via l'ebook reader (contando di leggere a più non posso), il baker street e il rock island.
Il primo è a buon punto dopo che l'ho ricominciato l'altro ieri (le foto sono con la manica che ho disfato), il secondo è fermo dall'altra settimana ma sarà il progetto che mi terrà compagnia nelle oltre 3 ore di viaggio che mi porteranno in alta montagna.

Conto di fare un sacco di foto, respirare aria buona, prendere il meno sole possibile e camminare fino a farmi dolere le ginocchia.
Il posto lo permette e spero tanto di rilassarmi e divertirmi... anche perché il 29 ricomincerò con la routine del lavoro (e sarà massacrante perché abbiamo tante consegne per il 15 settembre).

Domani, dopo il project of the week cercherò di fotografare tutto quello che ho cucito in questi giorni, ma nel frattempo vi do una sorta di sbirciatina sui progetti che ho scelto e perché.

La borsa estiva da viaggio.


Ogni anno faccio una borsa di stoffa nuova, per le mie vacanze. Qualcosa di leggero, lavabile e che posso cacciare in valigia (o no) senza che si rovini.
Questa estate ho deciso per questo modello, che ho realizzato con della stoffa che ho avanzato.


Progetto tratto da Cotton Time #9, 2007.


La borsetta per i progetti piccoli.

Ho cucito 3 Alma che di solito uso come borsa progetti. Peccato però che siano grandi e molto poco romantiche. Così, sempre sfogliando il Cotton Time, ho deciso di fare questa borsettina mini, con pizzi e accessorietti. Sono ancora un po' indecisa sulla stoffa, ma qualcosa di carino salterà fuori, son sicura!

In originale è pensata come bento-bag per ragazza, il pattern è minuscolo... ma penso sia perfetto per contenere progetti mini come calzini e guanti!

Progetto tratto da Cotton Time #9, 2007

Le borsette per la biancheria pulita e per quella sporca.

Adoro le borsette a busta per questi scopi. Siccome sono maniaca, l'intimo dev'essere separato nella valigia e soprattutto il vestiario sporco non dev'essere mescolato a quello pulito. Perciò di solito mi doto di una serie di borsette per dividere tutto. Sono delle semplici "drawstring bag", le stesse che si usavano da bimbi per gli asciugamani dell'asilo. Almeno, io le ho sempre usate lì!

Capelli & co.

Viaggio sempre con almeno 6 elastici grossi, 6 forcine grandi da chignon, 1 fermacapelli grandi, svariate forcine piccole e, da quando posso, con il nastro e l'ago per fare acconciature con capelli cuciti in testa (stile Elisabettiano). Per contenere tutto questo farò un'altra borsetta tipo quella per la biancheria pulita, piccolina e carina. Magari la decorerò con del pizzo... chissà!

Alcuni dei vari modelli contenuti all'interno di Pattern Magic #1 di Tomoko Nakamichi.
Sono arrivati anche due libri importanti per me, il Little Red In The City di Ysolda Teague (che mi porterò dietro in ebook) e Pattern Magic di Tomoko Nakamichi.
Il primo lo consiglio a chiunque conosca l'inglese e voglia imparare la Sacra Arte del Fare Maglie che Stiano Bene a Qualcuno Oltre la Modella della Rivista. Il secondo a chi vuole farsi aprire il cranio e distruggersi il cervello con la più geniale creativa di costruzione di abiti che io abbia mai avuto il piacere di leggere, finalmente in inglese.

martedì 16 agosto 2011

Nella fine è il mio principio: indizi raccolti per questo mystery KAL.

La prima manica provata.
Sicuramente c'è un inghippo dopo il cast-on.
Me ne sono accorta quando ho deciso di disfare quello che avevo fatto e l'ho ricominciato.


Questo dovrebbe essere l'ultimo problema dei punti che ho già segnato.

Sto lavorando con una tabella dove segno quanti punti ci devono essere in un determinato posto, quante ripetizioni per questa sezione e via dicendo. Però l'errore è sempre in agguato, ed è per quello che ho deciso di ricominciare il progetto e controllare che tutto, fino ad ora, funzionasse.

Quindi, queste sono le istruzioni ufficiali fino alla schiena, corrette, rivedute, ricontrollate e quant'altro. Consiglio chiunque volesse mettersi all'opera di fare i campioni, mi raccomando.



Il nostro taccuino è pieno di indizi.

Materiale necessario:

  • Filato fingering o baby, normalmente lavorato con ferri 3 o 3,5 mm, almeno 800-900 metri. Preferibilmente composto da una fibra poco elastica o inelastica, molto ritorta e morbida oppure un single ply (filato a stoppino). Sconsiglio filati con colorazioni eccessivamente variegate. Sono perfetti anche i colori variegati semi-solidi.
    Sto usando "Ambre" di Cheval Blanc (70% Bamboo, 30% Cotone), gomitoli da 50 grammi x 150 metri, colore Aubergine.
  • Un ferro circolare 3 mm (o della dimensione adatta a raggiungere il campione), cavo almeno di 80 cm per poter fare magic loop quando necessario, altrimenti gioco di ferri a 2 punte, sempre 3 mm e da 20cm di lunghezza (almeno).
  • Ago da maglia e un uncinetto 3,5 mm.
  • Filato di scarto dello stesso peso usato per il capo, basta qualche metro (per avvio provvisorio)
Tecniche utili ma non indispensabili:

Penso che sia utile saper fare le trecce senza usare i ferri ausiliari. Consiglio l'ottimo videotutorial di Micicuta di yardsofyarn.it .
Essendo comunque un modello pieno di diminuzioni, aumenti, dettagli lace e trecce, forse non è proprio adatto alle neofite. Come grado di difficoltà lo definirei una via di mezzo tra il beginner e l'intermediate.

Le taglie sono S (M, L, XL, XXL).

Quando si parla di ripetizioni, intendo sempre la quantità di ferri necessari per creare una delle foglie laterali (e quindi 3 punti giapponesi, 2 foglie centrali e 2 ramificazioni centrali). La nostra ripetizione base è composta da 12 ferri.
Burrascosi inizi per le nostre investigatrici.

Prendete in mano il vostro fido uncinetto e il filato di scarto e avviate 36 (36, 48, 48, 60, 60) maglie sul ferro circolare.
Poi, prendendo il filo della lavorazione, lavorate tutti i punti a dritto, unite per la lavorazione in circolare (mettete un segnapunto se lo reputate utile) e lavorate un altro ferro intero.
Qui incastreremo il primo giro di aumenti, quello che ci serve per avere i punti necessari per il motivo della manica.

Aumenti per taglia XS-S:
1 dir, (1 aum, 3 dir) x 11 volte, 1 aum, 2 dir. 48 m. totali.

Aumenti per taglia M-L:
2 dir, (1 aum, 4 dir) x 11 volte, 1 aum, 2 dir. 60 m. totali.

Aumenti per taglia XL-XXL:
2 dir, (1 aum, 5 dir) x 11 volte, 1 aum, 3 dir. 72 m. totali.

Da ora possiamo cominciare a lavorare lo schema del motivo: tutte le taglie lo lavorano per 3 volte.
Totale righe: 2 ferri al dritto, 1 giro aumenti, 36 ferri motivo.

Ma il colpo di scena è dietro l'angolo, sempre.

Adesso andremo ad aumentare, per tutte le taglie in punti diversi, di altre 12 maglie il nostro motivo.
Questa variazione sarà quella che useremo, d'ora in poi, fino al raggiungimento dell'altra manica attraverso la schiena, che sarà lavorata, dopo aver raggiunto il numero richiesto di ripetizioni, con ferri di andata e ritorno.

Taglia XS - S: Schema per aumenti


Taglia M - L: Schema per aumenti


Taglia XL - XXL: Schema per aumenti


Una volta fatti gli aumenti, continuate a lavorare il nuovo motivo fino a raggiungere 7 (7, 8, 8, 9, 10) ripetizioni totali dall'inizio della manica, terminando con il primo ferro della ripetizione successiva a quella richiesta.



Anche per oggi è tutto.
Son curiosa di vedere i vostri campioni, le vostre scelte di filato e i vostri dubbi o consigli!

venerdì 12 agosto 2011

Errata degli schemi punti


Un pannello (quello con il punto strambo giapponese, per intendersi) ha la ripetizione sbagliata.
Me ne sono accorta stamattina che sto lavorando sugli aumenti per le taglie.

Chiedo umilmente scusa e mi vado a frustare.

Comunque, ecco qui gli schemi giusti: la taglia M era già corretta perché priva di quel punto (per ora); l'errore c'era anche sullo schema del punto per il campione ed è per quello che è stato seminato in giro in seguito.

In ogni caso, andrò a modificare anche i post vecchi così da non avere in giro schemi sbagliati :)

Taglia XS-S



Taglia XL-XXL


Punto #1 corretto


Cose che succedono quando si va di fretta, eh!

Project Of The Week: Sound Of Waves by Kieran Foley

Certe volte il nome di un modello è talmente tanto evocativo da suggerirne l'immagine stessa, e viceversa.

Sound of Waves è uno di quelli.
Ricorda la schiuma del mare, il profumo della spiaggia e il suono dei gabbiani. Il silenzio del mare d'inverno e la vivacità del mare d'estate.
Ricorda gli ombrelloni, i bambini che giocano e le serate a camminare sul bagnasciuga con i piedi nell'acqua.

La foto è copyright di Nicolor.
Vielen dank Nicola!



Per realizzare queste spumeggianti onde da drappeggiare sulle spalle occorre un ferro 3,5 mm e circa 700 metri di filato laceweight.
Anche se l'aspetto potrebbe ingannare, è stato giudicato da una ventina di raveler come progetto relativamente facile (il voto più alto è stato 5 in una scala da 1 molto facile a 10 molto difficile, ma la media è 3; la media di Haruni di Emily Ross è 4).

giovedì 11 agosto 2011

Nome, misure dei campioni e inizio

Il nome è deciso, ieri sera su Ravelry l'ho inserito.
Questa specie di "mystery kal" è per realizzare il coprispalle che ho chiamato "221b Baker Street".

Per comodità poi a ricercare questi post,
inauguro un mio tag chiamato "bakerstreet" dove troverete tutti i post di questo kal!

Questo è, per chi non lo sapesse, l'indirizzo di casa di uno dei personaggi della letteratura anglosassone che ho più amato in tutta la mia carriera di lettrice (per un momento oscuro Elijah Baley di Asimov, non me ne vogliate): Sherlock Holmes.
Ed essendo questo un KAL misterioso... quale nome migliore, ditemi?
In se questo coprispalle ha comunque un sacco di misteri celati dalle trecce e svelati dai buchini del lace, perciò... Ecco il nome, 221b Baker Street.

Adesso veniamo a noi, mie care Watson.

Queste sono le dimensioni dei punti dei campioni, quindi la tensione da raggiungere.
Ho lavorato con un ferro 3 mm, impugnatura continental-western. Più precise sarete meglio è, ma non è il millimetro che fa la differenza visto che questo modello è stato pensato con leggero positive ease e un millimetro in più o in meno su ogni pannello farebbe al massimo 0,5cm in totale. Si può tollerare, ecco.



Una volta raggiunta questa tensione, o perlomeno essersi avvicinate, ecco i primi dati per partire.

Ci sono ancora dei calcoli che devo valutare un attimo (inezie, davvero) e come gestire alcuni degli aumenti, ma per il resto ci siamo eh!

Le misure che corrispondono alle taglie sono queste, le ho adattate da quelle selezionate da Ysolda e da quelle usate al lavoro (più o meno). Gli scarti taglia effettivi sarebbero 3, quindi XS-S, M-L, XL-XXL. Questo perché non essendo così importante la misura del seno e avendo comunque pannelli di punti che reggono bene il lavoro, trovavo ridicolo fare variazioni per 3-4 punti di differenza da una taglia all'altra (in totale) e fare un disastro dal punto di vista visivo.

Io lo sto realizzando nella taglia XL, la mia!
Tenete conto che io di torace farei 115, ma ho la cassa toracica piccola e di spalle ho 41, quindi ho preferito fare la taglia XL rispetto alla XXL.
Se siete indecise su una taglia, privilegiate sempre la misura delle vostre spalle (dall'osso della spalla sinistra all'osso della spalla destra, parallele al terreno) rispetto al torace.

Per quanto riguarda la quantità di filato, io ho da parte 6 gomitoli, sono più o meno a metà manica e devo ancora finire il primo, con il quale ho fatto anche i campioni che vedete nelle foto. Penso che in totale comunque si consumeranno, come minimo per la mia taglia un 5-6 gomitoli da 150m l'uno; un 4-5 per la M-L e 4 gomitoli per la XS-S; come sempre però, meglio averne di scorta che trovarsi senza.


XS S M L XL XXL
Torace 75 85 95 105 110 120
Spalle 34 36 38 40 42 46
¾ Manica 46 48 50 52 54 56
Bicipite 28 30 32 34 36 40
Polso 16 18 20 22 24 28
h. Fondo 10 10 10 10 10 10

Istruzioni per l'avvio:

Avviare provvisoriamente 36 (36, 48, 48, 60, 60) maglie.
Lavorare un ferro a dritto, unire per la lavorazione in circolare e cominciare il primo giro d'aumenti.

1° Giro Aumenti, taglia XS-S (da 36 maglie a 50 maglie): 1 dir; (aum. di 1 maglia, 3 dir) rip. per 4 volte; (aum. di 1 maglia, 2 dir) rip. per 5 volte; (aum. di 1 maglia, 3 dir) rip. per 4 volte; aum. di 1 maglia, 1 dir.

1° Giro Aumenti, taglia M-L (da 48 maglie a 62 maglie): 1 dir; (aum. di 1 maglia, 4 dir) rip. per 3 volte; (aum. di 1 maglia, 3 dir) rip. per 7 volte; (aum. di 1 maglia, 4 dir) rip. per 3 volte; aum. di 1 maglia, 2 dir.

1° Giro Aumenti, taglia XL-XXL (da 60 maglie a 74 maglie): 2 dir; (aum. di 1 maglia, 5 dir) rip. per 2 volte; (aum. di 1 maglia, 4 dir) rip. per 9 volte; (aum. di 1 maglia, 5 dir) rip. per 2 volte; aum. di 1 maglia, 2 dir.

Dopo aver fatto questo giro di aumenti, si può cominciare a lavorare il motivo.

Motivo per taglia XS-S


Motivo per taglia M-L

cliccate sopra per ingrandire

Motivo per taglia XL-XXL


Ripetere 3 volte i motivi degli schemi... e poi attendere ulteriori istruzioni per i prossimi aumenti :)

mercoledì 10 agosto 2011

Il secondo punto, qualche campione e qualche numero

Questa è la foto del campione del punto di ieri sera.
Ho fatto due ripetizioni una accanto all'altra, sopra una fascia di costa (un po' tremolante, pazienza).

Ecco il punto uno campionato :)

Il filato è morbidissimo e son sempre più convinta che sia stata una buona scelta.

Il punto da campionare oggi è questo:

Il pannello centrale
La sezione corretta è quella sopra, non quella sotto (era un esperimento).
La totalità del pezzo è composta dalla parte di ieri, questo pannello centrale e la parte di ieri specchiata. Poi c'è una parte aggiuntiva, quasi nascosta, nel quale avverrà il vero e proprio shaping del capo.
Sto ancora valutando se includere ferri accorciati da qualche parte, ma per essere il primo prototipo vorrei tenerlo molto facile e semplice. Magari una volta completato e avendo il capo in mano potrò studiare meglio le modifiche.

Ecco lo schema del punto del pannello centrale (sono 2 ripetizioni, in verticale):


Vedo se riesco in serata, altrimenti domani metto le misure delle taglie e i primi calcoli per chi volesse avviare il lavoro.
Devo anche fare delle pulizie, quindi spero di avere abbastanza tempo per tutto :)


ROCK ISLAND: primi progressi

L'unica cosa che serve, veramente, per questo pattern è tempo. Ora come ora, che sono improntata a fare il progetto di cui sopra, non ho molto tempo per andare avanti e fare le 71 (!!!) ripetizioni del bordo inferiore.
Non è affatto complesso come credevo, solo ci vuole del tempo (e forse proprio il fatto che è lavorato bottom-up ma in questa maniera lo rende anche meno pesante da affrontare).
L'idea del YO+K2tog per il vivagno da riprendere è GENIALE.
La Centolavaggi è seriamente la miglior lana lace che abbia mai provato, davvero. La sto usando doppia ed è bella densa, mi da proprio l'idea di fare un lavoro indistruttibile nella sua delicatezza.
Bella bella bella, ecco. Pensare che ne ho ancora tantissima mi consola (ne ho smatassata una anche assieme a della merino pura azzurro cielo, mescolata assieme è divina).

Il lavoro svolto fino ad ora: l'avvio è a destra, sotto i yo+k2tog del vivagno da riprendere.
Questo è di sicuro uno scialle da mettere in forma selvaggiamente :)

Ravelry: Inserire un nuovo filato


Piccola e veloce spiegazione su come inserire un nuovo filato (creato da noi o acquistato in negozio) nel database di Ravelry per arricchirlo e per collegare ogni nostro gomitolo in stash a una pagina effettiva di questa community.

martedì 9 agosto 2011

Il punto, il disegno e i consigli per il filato

La scelta del filato

Per questo progetto sto usando Ambre di Cheval Blanc.
Domani in giornata posterò le foto dei campioni che ho effettuato prima di cominciare a fare il capo (si, sono un passo avanti a voi, ma solo per illuminare la strada).
Per questo progetto trovo sia meglio usare un filato non troppo elastico e con una buona definizione del punto: quindi morbido, o composto da molti fili fini ed estremamente ritorto o composto da un filo solo e con una fibra vegetale all'interno (cotone, lino, bamboo, eccetera) per la dote di inelasticità.

Il disegno e le specifiche di realizzazione

Questo è un modello decisamente a prova di principiante per quanto riguarda la costruzione.
Effettivamente richiede le conoscenze di queste tecniche base per poterlo eseguire, ma con un po' di pazienza è alla portata di chiunque sappia fare un dritto, un rovescio, un accavallata e un gettato.
Le conoscenze da avere per poter affrontare serenamente questo progetto sono:
  • Avvio provvisorio (il metodo che preferite, di solito uso questo qui);
  • Misure di giroseno, spalle, manica, bicipite e polso;
  • Lettura di schemi grafici (ne ho fatto un piccolo tutorial qui);
  • Saper lavorare a trecce, una cosa all'acqua di rose. Ci sono ottimi tutorial su www.yardsofyarn.it
  • Lavorare in circolare.
Poi come sempre, se conoscete di più, meglio è.


Partiremo da una manica, lavorata in circolare con avvio provvisorio, faremo una piccola parte del davanti; passeremo alla schiena in piatto (con ferri di andata e di ritorno), poi di nuovo a davanti e manica, lavorate in circolare e infine termineremo con la costa 1x2 (1 dritto ritorto, 2 rovesci).
I punti del primo polso verranno ripresi per fare la costa 1x2 anche li: questa scelta è dovuta dal fatto che l'avvio tende sempre ad essere poco elastico rispetto al lavorato (a meno che non si usi un avvio tubolare, che però trovo esteticamente poco adatto a questo progetto).
Con l'ausilio del ferro circolare creeremo anche il bordo alto e sofisticato di tutto il davanti e la schiena (che fa anche da collo), riprendendo tutti i punti del "buco" creatosi.

Il primo punto

Questo è il primo punto da campionare per il progetto (in totale sono 2: questo verrà specchiato e poi ci sarà un pannello centrale).



L'ultimo punto (o meglio chiamarla "manovra") è abbastanza frequente nei dizionari di punti giapponesi: ecco un piccolo schema su come si effettua, se la mia spiegazione non è abbastanza chiara e come normalmente viene indicato sugli schemi (purtroppo il font che ho usato per fare il chart non era completo).
Per questo lato si usa il secondo dei due, per l'altro il primo (ovviamente è inclinato nel lato opposto).



lunedì 8 agosto 2011

Uno scialle e un coprispalle: due progetti da fare assieme!

Oggi comincio due progetti.

Uno è il Rock Island di Jared Flood, che ho recensito qui e che adoro. Ne dovrò fare due, uno per me e uno in regalo per una persona speciale.
Il pattern è scritto divinamente, ha dei chart chiarissimi e una grafica molto minimal ma fantastica. Adoro quell'uomo, accidenti.

Userò la Centolavaggi che ho preso dallo stash di "Unitecontroilcancro" (approposito, supportate l'iniziativa se ancora non la conoscete!) e un ferro 4,0mm. Ieri ho messo su i primi punti e già procede velocemente, penso che alla fine sarà un progetto bellissimo da fare anche se tecnicamente un po' complesso.

Sono disponibile per email, commento, twitter e quant'altro per trasformare questo progetto in un mini lavoro da fare assieme, con chi volesse cimentarsi ma magari ha paura di arenarsi in qualche punto. L'unione fa la forza, sempre.
Trovate tutti i miei contatti qui.

Il secondo progetto è un mio design, che voglio condividere pezzo con pezzo con voi.
E' un coprispalle in bamboo, pensato direttamente in scarto taglia dalla XS alla XXL. Userò Ambre di Cheval Blanc, filato che ho recensito qui qualche tempo fa.
Avviso già che io userò molto probabilmente un ferro che va dai 3 ai 3,5mm, perché ho una mano spaventosamente lenta: sono abbastanza sicura che voi raggiungerete più o meno la stessa tensione per cm usando ferri più grossi (molto probabilmente un 3,5mm - 4 mm).

Il design è questo:



Un misto tra l'aran e il lace, gli stili che più adoro al mondo per la maglia. Non c'è molto di nuovo, è vero. Come livello potrei giudicarlo adatto anche a una persona che non ha troppa paura di sperimentare pure essendo agli inizi.

Tra oggi e domani posterò la prima fase, ossia il campione da ottenere e i primi calcoli da fare (con soluzioni) :)

venerdì 5 agosto 2011

Project Of The Week: Teru Teru Bozu by Hatsuka

"Teru Teru Bozu, Teru Bozu,
portami il sole domani
Se il cielo sarà sereno come lo sogno 

ti regalerò un campanello dorato.
Teru Teru Bozu, Teru Bozu,
portami il sole domani
Se ascolterai le mie preghiere ti donerò del sake 

dolce Teru Teru Bozu,
Teru Bozu portami il sole domani 

Se sarà nuvoloso ti staccherò la testa!"
  - Warabe uta (filastrocca) giapponese

Un teru teru bozu è un amuleto contro il brutto tempo facente parte del folklore giapponese.
Teru Teru Bozu viene usato perché si pensa che il suo aspetto faccia impaurire Amefushi, lo spirito della pioggia e nemico dei bambini perché, con la sua presenza, impedisce a loro di giocare all'aperto.
Amefushi in realtà non è cattivo; ha solo bisogno di sentirsi accettato dagli altri bambini con i quali vorrebbe giocare, ma visto che porta la pioggia viene sempre allontanato. Per tale motivo, si vendica facendo dispetti a chi lo ha cacciato.

I bambini giapponesi perciò, quando è in programma una gita all'aperto o un picnic, ne realizzano diversi per impaurire Amefushi e permettere loro di realizzare il loro sogno.

La foto è copyright di Hatsuka.


Normalmente questo amuleto viene realizzato con carta o stoffa... ma perché non crearne uno con la nostra beneamata lana?

Essendo un progetto semplice e veloce, potrebbe anche essere un bel modello da realizzare assieme ai bambini che vogliono imparare a fare qualcosa di diverso dalla solita sciarpa :)

lunedì 1 agosto 2011

Recensioni: Baby Merino Lace by Abuelita Yarns

Oggi recensisco questo filato che ho comprato ancora a Marzo su Laine-Et-Tricot.com.
Il costo non è eccessivo a matassa (€8,90 per 100g), ha una cartella colori di sicuro non monotona e alcuni di loro urlano "stephen west, stephen west"... almeno secondo me.

Parliamo di una baby merino uruguaiana, equo-solidale, dal nome semplice "Baby Merino Lace" e prodotta dal brand Abuelita Yarns.

Vediamolo nel dettaglio.

Scheda Prodotto
 

Baby Merino Lace di Abuelita Yarns
100% Baby Merino
384mt / 100gr //  a un solo capo, ritorto, peloso.

Ferri consigliati sulla fascetta: 2,5 - 3,5 mm
Uncinetto consigliato sulla fascetta: non presente
Tensione consigliata sulla fascetta: 8 punti / 6,75 righe = 2,54 cm

Ferri usati nel campione: 3,5 mm
Tensione ottenuta nel campione: 28 punti / 34 righe = 12,5 x 10,3 cm


Io ho comprato il colore "Romance in the city", forse il più particolare proposto.
Diciamo che ho voluto darmela sui piedi, visto che un filato così variopinto nasconde sicuramente qualsiasi tipo di lavorazione ed è perfetto solo per i blandi rasati o legacci. Ma mi ero innamorata e son sicura che voi laniste com'è questa storia.

Alcuni colori di "Baby Merino Lace" di Abuelita Yarns
In ogni caso, per fortuna, Baby Merino Lace ospita anche colori più utilizzabili e sicuramente molto versatili, come Illusion e American Rose (che come tonalità mi ricorda molto l'Ysolda Red di Lorna's Laces).

E' un peccato che il mio colore sia così forte: il fatto che il filato sia ad un solo capo e molto ritorto sono sicura che rendere lavori come trecce e punto riso qualcosa di fenomenalmente definito.

Il mio campione. Non ho fatto lavorazioni particolari a parte qualche aumento-calato perché non si sarebbe comunque vista una ceppa.

E' un filato che si lavora bene, ha una buona resa sia lavorato denso che decisamente più aperto. Mi da l'idea di resistere bene al pilling se lavorato con ferri molto piccoli, quindi potrebbe essere perfetto per realizzare alcuni progetti piccoli come guanti con dettagli a trecce usando ferri tipo il 2,5mm.

Durante il lavaggio si è comportato bene, nonostante tutto non ha perso troppi punti per cm e ha sistemato alcuni problemi di tensione che avevo (tra dritto e rovescio) con una messa in forma più accentuata.

Alcuni progetti che potrebbero essere validi per questo filato sono:

Pogona di Stephen West

Evenstar Gloves di Audrey MacDonald.


Di quest'ultimo progetto ho anche curato la traduzione in Italiano che potete trovare nella sezione "Tradotto da Ravelry" del mio blog.


Giudizio complessivo
Qualità/Prezzo: 3.5/5
Cartella Colori: 3/5
Risultati: 3.5/5
Trecce: 4/5 (se con colori semi-solidi) 0/5 colori variopintissimi
Fair-Isle: Non testato ma suppongo che, essendo woolen, non dovrebbe venir male.
Lavaggio: 3/5
Bloccaggio: 3.5/5
Resa: 3/5

Voto complessivo: 3/5

Consigliato se amate i colori proposti e
il baby merino ad un costo non troppo esorbitante.
Altrimenti c'è di meglio in giro (anche a meno).
 

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