venerdì 30 settembre 2011

Project Of The Week: Pauline by Kristen Hanley Cardozo

Penso sia ormai palese che il mio stile è fatto di tanti accessori con carattere.
Credo che il cappellino di Kristen "Pauline" sia uno di quelli.

La foto è copyright di Kristen Hanley Cardozo.

Per fare questo progetto servono:

  • Il pattern di Pauline, disponibile gratuitamente su Ravelry come Ravelry download.
  • 150-200 metri di filato worsted (nella foto è stato realizzato con la Malabrigo Merino Worsted, di cui ne è bastata una sola matassa).
  • Un paio di ferri dritti o circolari n. 4,5 mm, un paio di DPN da 6,0 mm e un ferro DPN n. 3,5 mm.
  • Un po' di pazienza, soprattutto una volta terminato il progetto. Kristen ha anche pubblicato una guida per la messa in forma.

martedì 27 settembre 2011

Acquisti e aggiornamenti

Questi sono i miei ultimi acquisti, fatti tramite il sito unfilodi.com e il sito laine-et-tricot.com.

I filati che ho scelto di provare con l'ultimo acquisto sono:
  • Beauty Silk Cotton, di Pierrot Co. LTD



  • Dot Wool, di Pierrot Co. LTD

  • Teori Wool, di Pierrot Co. LTD


Non so ancora di preciso cosa ci farò (come quasi sempre). Sono abbastanza sicura che userò la Dot Wool per fare calzini. Mi sembra abbastanza resistente da poter creare un capo che durerà nel tempo.

I miei acquisti.
Per quanto riguarda il resto, ho comprato due numeri di Rowan, il #47 e il #50 (nella foto quest'ultimo).
Consiglio a tutti l'acquisto del #50: i modelli inclusi sono uno più bello dell'altro, alcuni di loro decisamente portabili e fashion-forward.

Personalmente ho lasciato gli occhi sui due ideati da uno dei miei miti, Kaffe Fassett, rispettivamente Holly (una sorta di poncho-tabarro) e Alder Wrap (una sciarpa-stola), nonché anche su l'Hawthorne Cape di Martin Storey.

Di quest'ultimo e sempre pubblicato da Rowan, spero di poter recuperare al più presto anche il volume "Rowan Dalesman", dedicato a modelli per uomini.


Volevo anche provare come misura (e come materiale) i ferri a doppia punta Clover in bamboo, nonché sperimentare l'aggancio a baionetta della serie Addi Click: l'investimento per i cavi poi, potrebbe tornarsi utile con l'acquisto, magari in futuro, di qualche punta Addi Click Lace.


Il Baker Street sta procedendo bene: sto lavorando abbastanza di frequente, tanto che spero di finirlo il prima possibile.
Domani sera mi dedicherò ai lavori di casa, visto che domenica ero affranta dai dolori e non avevo proprio voglia/forza di mettermi a batter tappeti, passare l'aspirapolvere, inalare detergenti e passare lo straccio in terra... Ma visto che Fil uscirà con un amico, chissà: magari dedico una mezz'oretta alla mia povera casupola abbandonata... e il resto della serata al knitting più estremo!

lunedì 26 settembre 2011

Ode ai cappelli handmade

Sono stata geneticamente dotata di un viso che sta bene con qualsiasi tipo di cappello.
In più, di mio, li adoro.

Ho una collezione tremenda di cappelli, berretti, fedora, panama e quant'altro.
Ritrovarmi anche a saperli creare con ferri, filo e un po' di pazienza è stata una manna del cielo.


Fare cappelli mi diverte.
Il tempo corre veloce, non sempre sono poi così complessi da gestire e si lasciano portare in borsa dappertutto.

Nei freddi inverni del Nord, poi, mi salvano dal freddo tanto quanto i guanti.

É stato divertente fare anche quello per Fil, anche se il pattern (il primo che scrivevo) forse non è stato la cosa più geniale mai fatta.

Piroberretto, Ekeloa Knits.

venerdì 23 settembre 2011

Project Of The Week: Chimera by Julia Mueller

In tema con il post di lunedì, ecco il mio progetto della settimana: i guanti Chimera di Julia Mueller, designer di origine tedesca e fantastica ideatrice di modelli di guanti.
Infatti è proprio Julia la creatrice del famoso modello "Knotty Gloves" che imperversa su Ravelry come uno dei più realizzati nella community.

La foto è copyright di Julia Mueller.

Chimera è un guanto davvero particolare: all'interno del pattern, che nelle versioni fotografate è stato realizzato con la celeberrima Cascade 220 Wool, si trovano le istruzioni sia per la versione senza dita, sia quelle per creare il guanto completo.

Avrete bisogno di:

  • Il pattern di Chimera, che costa 4 euro ed è disponibile come Ravelry Download
  • Poco più di 400 metri di filato worsted weight, nell'esempio è stata usata la Cascade 220 Wool, acquistabile anche presso il sito unfilodi.com.
  • Ferri 4,0 mm, a vostra scelta se un gioco di ferri, un ferro circolare lungo (magic-loop) o due ferri circolari (metodo dei 2 circolari).
  • Un ferro ausiliario da trecce
  • Ago da tappezziere
Penso proprio che ne realizzerò un paio nei buchini di tempo che mi creerò apposta per far guanti... son davvero belli, no?

martedì 20 settembre 2011

FO Week #38: Rock Island

La foto è mio copyright. Ritrae Millenear, la Littlefee Luna di Fil, e Rock Island, ancora da finire all'epoca della foto (ossia oggi pomeriggio).
Sono contenta perché ho finito il Rock Island.
La parte più lunga e sofferta è stata sicuramente il bordo iniziale: era infinito e noioso, anche se a partire dalla 30esima ripetizione mi imponevo di farne almeno 5-6 al colpo e quindi sono arrivata presto alla fatidica numero 71.

Una volta presa la mano con il Rock Island chart gli stessi punti chiamano il movimento successivo, perciò è difficile sbagliare.

"Non sono bellissima, attorniata da questa merino morbidissima?"
Si pulce, sei bellissima *O*


Il legaccio è stato velocissimo, soprattutto perché man mano diminuisce... e si velocizza il tutto.



Assolutamente un progetto da rifare, vedremo quando però!

lunedì 19 settembre 2011

Ode al fare guanti ai ferri

La settimana scorsa mi sono dilungata sul come i calzini siano uno dei progetti più belli da fare ai ferri.
Ma non posso tralasciare degli "amici di sempre" dei calzini, ossia i guanti.

Realizzarli a maglia è un'attività con molteplici risvolti.

Qui, nel Nord Italia, d'inverno hanno un ruolo indiscusso all'interno dell'abbigliamento. Proteggono le dita dai geloni, mantengono le mani calde anche nelle mattine in cui la morsa del freddo non lascia un attimo di scampo: che siano a manopola o con tutte le dita sono il vero accessorio dell'inverno.

Per quelle di noi che si dilettano a fare regali a maglia, questi sono una ottima occasione per realizzare qualcosa di sicuro utilizzo, con il minimo investimento in tempo e denaro, se non si utilizza filato molto pregiato.

Personalmente adoro fare i guanti.
Ne ho realizzati, da quando ho imparato a fare a maglia, più di quanti ne possa portare e distruggere in una intera vita.
Ne ho fatti di tanti tipi diversi: a manopola, mezzedita, dita intere; con fantasie a colori e tinta unita. Semplici, con trecce, a coste...

Ne ho addirittura fatto un pattern, per uno.



I guanti per me sono un must-knit di ogni inverno. Impiegano poco tempo (il più delle volte in un pomeriggio riesco a realizzarne un paio), poco filato e permettono anche loro di dare sfogo a tutte le idee.

Quest'inverno la mia checklist è fitta di cose da realizzare... ma sono piuttosto sicura che un buchino per qualche paio di guanti sarò capace di trovarlo!

venerdì 16 settembre 2011

Project Of The Week: Lingerie by Maria Näslund

Non ho mai parlato molto di calzini su questo blog, così cerco di recuperare dedicando anche questo progetto della settimana allo scopo.

Questo modello di Maria Näslund è d'effetto sicuramente, specie per chi crede che fare calzini e guanti (invece di fare maglioni) renda la maglia un lavoro "di serie B".


Ispirato alla lingerie degli anni quaranta, questo bel pattern gratuito è, quasi come consuetudine, all'interno del nuovo numero di Knitty, il First Fall 2011.

La foto è copyright di Maria Näslund.
 Per realizzare questo progetto occorrono:
  • Un set di DPNs da 2,00 mm o un ferro circolare 2,00 mm (metodo magic-loop) o due ferri circolari 2,00 mm (metodo con due circolari).
  • 400 metri di filato fingering (Maria ha usato il Regia Silk 4-ply della Schachenmayr Nomotta, 55% Merino, 25% Nylon, 20% Seta, 2 gomitoli) 
  • Un ago da maglia.

mercoledì 14 settembre 2011

Recensione: Knit Pro DPNs 10cm Nova Metal

Non ricordo bene quando li ho comprati, ma penso fosse verso l'inizio di quest'anno: non ho mai avuto molti dpns, principalmente avevo quelli scrausissimi e plasticosi che vendono normalmente nei negozi di filati (quindi o dei Prym, o dei Pony).



Il filato su quei ferri non scorreva nemmeno se ci mettevo la paraffina, per dire.
Così ho deciso di investire in questo set, acquistato presso unfilodi.com.

Senza dilungarmi in impressioni personali, li recensisco con qualche pro e contro.

PRO

  • Il materiale con cui sono realizzati, lo stesso della serie Nova Metal delle punte per circolari, è molto leggero e resistente.
  • Sono sufficientemente appuntiti, specie nelle misure più piccole.
  • Sono della dimensione perfetta per essere usati per il progetto da taschino di borsetta, pensati perfettamente per fare gli hexipuff della beekeeper's quilt di Stephanie Dosen quasi.
  • Il costo non è eccessivo e la qualità è discreta.
CONTRO
  • Sono in metallo, il che vuol dire che con il sudore delle mani tende ad ossidarsi e bisogna lavarli con acqua e sapone. Quando il ferro si ossida non fa più scivolare il filo. Di per sé è un contro, ma se compri un ferro in metallo si suppone che tu sappia a ciò che vai incontro, no? Se questo ti da noia, prendi i ferri in legno o bamboo, sicuramente meno scorrevoli, un po' più delicati ma non si ossidano.
  • 10cm sono molto pochi. Credevo di no, ma invece si. Penso che realizzerei senza terrorizzarmi solo babbuccie per neonati. Fare i Freya ha significato avere costante terrore di perdere punti ai lati. Diciamo che finché i punti sono 40 in totale con un filato dk, si può ragionare... di più assolutamente no.
  • Sono talmente piccoli che è facile perderli. Io ne ho già seminato uno per casa e non so quando lo ritroverò. Sigh.
  • I numeri piccoli sono talmente fini e appuntiti che è facile subire il pericolo "stigmate".
    Attenzione a maneggiarli perché l'infilzarsi con uno di questi appuntiti aghi potrebbe far cadere questo hobby nell'oblio... e questa è una strana ma non così improbabile eventualità. 

lunedì 12 settembre 2011

Ode ai calzini di maglia ai ferri

Fare calzini è visto da molte appassionate come perder tempo.

Se c'è una domanda che proprio non sopporto quando si parla di quella che per me è una ossessione (ossia la maglia) è "quanti maglioni hai fatto?".

Porca vacca. Non è possibile.

Io ODIO fare maglioni, sono lunghi e noiosi da fare il più delle volte.
Preferisco fare scialli, guanti e calzini.
Li porto tanto quanto i maglioni ma almeno non tento di impiccarmi con i cavi dei circolari mentre li faccio.

Quando rispondo "uno solo, preferisco fare scialli e calzini" mi guardano come se avessi detto "mi mangio le caccole del naso, sono buonissime, ne vuoi un po'?".

Fare calzini è una impresa gratificante, complessa e perfetta.
Mentre un maglione si perde, il più delle volte, in distese di noiosissimo rasato (e trecce, il più delle volte quelle idiote a 4 maglie... mica le honeycomb o quelle a canestro!) legaccio e rasato rovescio... un calzino concentra nei suoi pochi centimetri qualsiasi punto tu voglia.

Può essere un esaltante e sexy lace per un paio di parigine al polpaccio, uno sportivo ma resistentissimo pariscarpa con il tallone all'olandese, uno intricato e stravagante da portare con un paio di mary jane...

Il filato fingering/sock, poi, è di quella dimensione libidinosa per me.
Non è impegnativo come un DK, che urla progetto grande o calzino da notte, ne' fino fino fino come il lace... è la giusta via di mezzo per trasformarsi in ciò che vuoi.

Per fare i calzini, poi, si possono sperimentare un sacco di tecniche diverse.
Ma veramente tante eh!

Si possono usare i DPNs (acronimo di double pointed needles, ferri a due punte), il metodo più classico per realizzare lavori tubici; oppure il magic loop, quindi usare il cavo di un lungo circolare per creare il gioco necessario a lavorare con le due sole punte; per le più precise c'è anche il metodo con due circolari, che permette anche di lavorare il paio di calzini in un colpo solo, usando anche due gomitoli (o lo stesso preso dalle due estremità).

Un calzino lo puoi realizzare toe-up (quindi dalla punta delle dita fino alla caviglia) e cuff-down (dalla caviglia fino alla punta delle dita); puoi anche aggiungerci il tallone dopo, con il metodo del "afterthough heel".
Ma fare calzini ti porta anche spesso ad imparare nuovi metodi per avviare le maglie e per chiudere il proprio progetti; tecniche per rendere il ferro dell'intreccio finale più o meno elastico, avviare il progetto dalle dita dei piedi con il metodo "Figure 8 cast-on"...

Fare calzini non è fare maglia di serie B, anzi... tutt'altro.
Se uno vuole concentrarsi ed imparare tecniche nuove e, soprattutto, avere gratificazione istantanea nell'apprendimento, non c'è niente di meglio dei calzini, secondo me.

L'unica grande pecca che possono avere è quella che le knitter chiamano la "Second Sock Syndrome", ossia la sindrome del secondo calzino: una volta finito il primo la mente è esaurita e non riesce a trovare la forza di fare il secondo.
Ma come prima ho suggerito, c'è un metodo per ovviare al tutto.

La prima tecnica da imparare è quella per realizzare i due calzini in un colpo solo, così che questa sindrome non possa colpirci... e poi via, via verso tutti i pattern che il web, The Knitter, Interweave Knits e co. possono offrirci!

giovedì 8 settembre 2011

Project Of The Week: Sothia di Robin Ulrich

Gli scialli sono ormai una costante di questa sorta di rubrica del mio blog dove parlo dei progetti più particolari che trovo su Ravelry (gratuiti e a pagamento).

Questo modello lo trovo particolarmente ben costruito e può essere molto caratteristico se lavorato a colori o piacevolmente semplice accessorio se la scelta ricade su un colore unico.

La foto è copyright di KsMommy e questa è la sua realizzazione del modello.
Thank you very much Lexi for lending me your photo!
 

Per realizzare questo modello servono:
  • Il pattern di Robin Ulrich, disponibile su Ravelry al costo di 3,95$ (al cambio attuale meno di 3€).
  • 3 matasse di filato fingering weight (4 ply); la designer originale ha usato la madelinetosh tosh merino light
  • Ferri circolari 4 mm.
La caratteristica particolare di questo scialle è il bordo inferiore a pieghe piatte "finte", decisamente d'effetto e diverso dalle solite ruches.

martedì 6 settembre 2011

Lista della spesa: i filati che voglio provare quest'autunno

Come dicevo nel post di Lunedì, sto aspettando ardentemente l'arrivo della mia prossima paga per comprare un bel po' di filati che desidero.

Eccettuato per la lana che ho comprato in montagna due settimane fa, non compro filati di alcun tipo da Marzo di quest'anno. Per una lanista anonima come me, è un record - davvero.

Si, dovrei ancora dedicarmi al destashing di quello che ho... però sapete anche voi che il lupo perde il pelo ma non il vizio!

Perciò ecco quello che ho deciso di acquistare quest'autunno e, in seguito, recensire in questi lidi per tutti quelli che ne sono interessati.

Pierrot Co. LTD

Di questo brand alla fine proverò tutti i filati, me lo sento. Ma l'ultima volta che ho sbirciato ho deciso di acquistare la Dot Wool, la Teori Wool e Beauty Silk Cotton.
Dot Wool è un filato irregolare, 90% Lana e 10% Nylon; segnato come filato da lavorare con ferri 3,5-4, sono piuttosto sicura che sia un sockweight. Molto probabilmente ci realizzerò i Nutkin, calzini che ho in queue da MILLENNI.
Teori Wool è un altro filato in rocca, decisamente più fino - sono abbastanza sicura che sia adatto alla lavorazione con le finezze 12 sulla macchina, quindi qualcosa da lavorare con il 2,5-3. Pensavo di lavorarlo a 6-8 fili e realizzarci la Magic Treetop Bag da infeltrire.
Beauty Silk Cotton invece è decisamente più estivo: 90% cotone e 10% seta, siamo ad una via di mezzo tra il laceweight e il fingering. L'idee sul cosa farci sono ancora pochette, ma qualcosa si trova sempre, no? Suppongo rimarrò su progetti molto veloci, probabilmente colletti staccabili (si, ho le ossessioni delle pensionate).

Koigu

Ho deciso di provare la fantomatica KPPPM, 100% baby merino ipercolorata. Ne prenderò due matasse sole e ci farò un lacy baktus. Fine.

Jamieson's Shetland

Spindrift è forse il filato più famoso di questa ditta, perfetto per i lavori a colori. Non so bene cosa ci farò se non che sarà un bel progetto fair-isle, molto probabilmente un paio di guanti o un cappello. Se sarà amore (come suppongo lo sarà), prenderò il coraggio a dieci mani e realizzerò, in un futuro, il famigerato progetto di Eunny Jang "Venetia" (con le steeks!).

Cascade Yarns

Ecological Wool: è un filato sufficientemente grosso per non risultare impossibile da lavorare per me che ho la mano molto lenta, con colori molto semplici e abbastanza particolare da risultare bello anche a legaccio. Pensavo giustamente di realizzarci un maglione bottom-up o particolare come la Adult Tomten Jacket.

domenica 4 settembre 2011

Ritorno al lavoro: i progetti da fare in autunno

La mia lista di progetti da fare in quest'autunno 2011 è lunghissima, perciò parto direttamente elencando quello che ho in programma di fare e con che filato farlo.

Rock Island di Jared Flood

Sono alla fine delle diminuzioni sul legaccio prima del punto "Rock Island", quindi direi decisamente dentro i tempi che mi sono data.
Devo assolutamente finire questo progetto prima di ottobre, cosa che credo fattibile senza strafare. Per ora sono soddisfatta anche se non è proprio perfetto.

Citron di Hilary Smith Callis

Mi mancano 4 metri di Malabrigo "Emerald" per finire l'intreccio, già prematuramente raggiunto (ho cominciato a chiudere 2 ferri in anticipo).
Devo aspettare necessariamente la prossima paga per acquistare una matassa per finirlo, lavarlo, metterlo in forma ed indossarlo. Si tratta più di attesa che di lavoro in sé.

221b Baker Street di me medesima

I conti sono fatti e quindi il "peggio" è passato, la manica numero uno è completa.
Aspetto di arrivare al legaccio numero due di Rock Island per riprenderlo in mano e procedere con la schiena, la manica numero due e riprendere i punti.
Il motivo richiede attenzione agli inizi ma poi procede bello spedito!


Capucine di Adela Illichmanova

La foto è copyright di MousyBrownsHouse.
 


L'ho visto su Rav tempo fa e me ne sono innamorata, perciò credo proprio che lo realizzerò con il filato che ho avanzato dal mio primo maglione. Ne ho un gomitolo intero enorme e penso proprio che basterà.

Magic Treetop Bag, Oh my bear! di Stephanie "TinyOwlKnits" Dosen

É nascondersi dietro a un dito se non dico che ADORO i modelli di Stephanie.
Perciò realizzerò sicuramente la magic treetop bag, penso con un filato della Pierrot iperlanoso e perfetto da infeltrire tipo la Teori (oppure con la lana pecorosa della montagna, vediamo). Ho parlato di questo pattern qui, in un POTW :)

La foto è copyright di Stephanie TinyOwlKnits Dosen.
Non è adorabile?



L'altro modello è una cosa un po' particolare ma che voglio realizzare per imparare bene l'intarsia, cosa che non ho ancora affrontato serenamente. Sono sicura che anche a qualche altro orsetto piacerà (anche se effettivamente è un maglione per chi non si cura eccessivamente degli sguardi altrui, tipo me!).


Questo non toglie il fatto che sicuramente farò anche altri progetti, ma mi sono segnata che di sicuro devo almeno fare questi perciò... al lavoro!

giovedì 1 settembre 2011

Project Of The Week: Pretty Twisted by Cat Wong

In passato ero tremendamente ossessionata dai polsini.
Ne ho avuti a bizzeffe, veramente. Ero quel tipo di indie-girl che girava con le giacche di velluto, la kefiah, le spille rotonde e i polsini, oltre al fatto che avevo i capelli corti (!), biondissimi (!!) ma cambiavo colore costantemente (!!!).

Questo modello di polsino, invece, forse si adatta di più alle mie corde attuali, quelle di appassionata di filati, di destasher compulsiva e di designer incompresa.

Perciò girovagando su Knitty First Fall 2011 ho notato subito anche questo progettino, pensato veramente bene e adatto a finire quei rimasugli di filo e quei bottoni rimasti soli.

Questa foto è copyright di JadeCat9, una raveler e questa è la sua realizzazione del progetto.
É anche una bravissima fotografa, il suo sito è questo.
Jade, thank you very much for lending me your photo!




Per realizzare questo progetto facile facile servono:
  • Pochissimi grammi di filato (la designer Cat Wong ne ha usati circa 10 per ogni versione pubblicata del modello) a scelta, visto che si possono usare i rimasugli di qualsiasi tipo (lei ha usato principalmente laceweight e sockweight);
  • Un ferro a due punte 2,25 mm.
  • Uno o più bottoni, scelti dopo aver terminato il progetto.
Il modello usa il punto "linen", penso che in italiano sia uno dei cosiddetti punti "stoffa".
L'unico dettaglio importante è quello di creare un bel tessuto denso e rigido per il miglior risultato del progetto: quindi scegliete un ferro (anche più piccolo) per ottenerlo!

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