sabato 2 giugno 2012

I pomeriggi al mare e il profumo di salsedine

La foto è di robertovm.
Ci sono periodi in cui torna tutto buio.

Lunedì mattina è morto mio zio, fratello di mio padre.
La malattia che lentamente se lo è mangiato vivo è la leucemia, ennesimo tumore che cambia la vita della mia famiglia.
Erano 16 anni che non andavo a un funerale, non perché non sia mancato nessuno da allora, ma perché all'ultimo a cui avevo partecipato davanti all'altare c'era Chiara, mia mamma.

Gli anni passano e io sono sempre la stessa, ho venticinque anni ma ritorno ai miei nove anni, a mia cugina che mi stringe e mi porta via, a papà che piange e che non so come aiutare.
Sono sempre la stessa fragile donna, tenuta in piedi con il nastro adesivo dei miei errori e di quello che non sarò mai.

Da quando gli avevano detto che il suo sistema immunitario stava cedendo, qualche anno fa, ho limitato a quasi zero le visite. Avevo paura di mandarlo in ospedale, io che ho sempre il naso bloccato.

Domenica ero in montagna e mio padre mi chiama dicendo che lo hanno spostato nelle "camerette della morte", quelle quattro mura così strette e lugubri dove passerai gli ultimi giorni della tua vita.
Sono tornata subito a casa, perché mio padre non riusciva ad andarlo a trovare e salutare un'ultima volta per colpa del cuore che gli usciva dal petto.

Non ho mai avuto un fratello o una sorella, ma suppongo che vederlo andare via sia come perdere un pezzo di te stesso.

Io non sono credente, lo sono stata ma crescendo ho capito che non credo in una divinità superiore, in un "al di là", in qualcosa dopo la morte.
Noi siamo quello che abbiamo fatto in vita e quello che abbiamo lasciato dietro di noi quando non ci saremo più.

Mio zio è vissuto in Venezuela per dodici anni, ha avuto una moglie bellissima e tre figli in salute e che gli hanno regalato anche dei nipotini che s'è potuto godere per qualche anno prima che la malattia gli rendesse difficile fare molte cose.

Lo ricorderò sempre con mio papà, nel vialetto del retro di casa sua, che assieme a me, alla zia e alle mie cugine, pulivamo le cozze quando tornavamo dal mare.
E ridevamo molto.

6 commenti:

Tzugumi ha detto...

Ciò che hai scritto, seppur triste, mi ha trasmesso tanta dolcezza...alla fine questo zio, oltre alla bella famiglia che descrivi, ha lasciato anche una nipote "fragile" ma molto tenera e profonda.
Spero di incontrarti di persona ai prossimi Stitch'n Spritz, so che ne varrà la pena :)

Gabriela ha detto...

Mi dispiace per il tuo dolore.
Un abbraccio.

ines ha detto...

Un abbraccio grande!
Ines

Didi67 ha detto...

Un abbraccio forte a tutta la tua famiglia.
Daniela

Elena Terenzi ha detto...

Ti ho trovata per caso proprio in un momento molto triste...mi spiace. Non ho parole da dirti se non che so come ci si sente, purtroppo. Se ti va di passare a trovarmi spero che diventeremo amiche...il tuo blog mi piace molto.

SusinaPenelope ha detto...

la vita è fatta di piccole cose di grande importanza, è bello sapere che qualcuno che ci ama se ne accorge. tuo zio è stato un uomo fortunato. un sorriso, susi

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails