lunedì 2 luglio 2012

Quel sasso nella scarpa...

Ho bisogno di togliermi un sassolino nella scarpa.

Nella vita di ognuno di noi ci sono diverse persone che volenti o nolenti incontriamo (quasi) tutti i giorni.
Questi sono i colleghi di lavoro, i commessi dei negozi che frequentiamo, gli "abitanti" dei mezzi pubblici che prendiamo... con alcune di loro abbiamo un rapporto amichevole, con altri colloquiale oppure li conosciamo solo "di vista".

Ho pochi amici, questo è vero.
Non ho mai avuto compagnie numerose, non esco mai la sera e soprattutto da qualche anno tendo a dare poca confidenza.
Sto imparando ad utilizzare uno dei beni più preziosi che ci sono nel mondo di oggi, ossia "la riservatezza".

Grazie a Facebook, Twitter, i blog - TUTTI sanno di noi troppe cose.
Cosa ci piace, cosa non ci piace, i film che ho visto, i libri che ho letto, con chi mi frequento, chi mi sta antipatico e via dicendo.
Non si possono tenere più segreti, non si può nascondere più niente a nessuno - e non in senso cattivo, ma nel senso che diventa sempre più difficile tenere certe cose solo "per se".

Quello che mi succede nella vita è un dono, tutti i giorni.
Voglio essere capace di condividerlo con chi mi pare, quando mi pare e nella quantità/qualità che preferisco.

Detesto quando qualcuno mi chiede cosa faccio nel tempo libero - o magari si rincresce quando le mie risposte sono vaghe.
Non sono tenuta a dire a nessuno quello che mi succede nella vita, le motivazioni dietro le scelte che prendo, i posti che visito, le persone che incontro. Se ti rendo partecipe una volta, non vuol dire che debba farlo sempre o che sia un tuo diritto invadere la mia vita con le tue domande.
Men che meno ti deve rincrescere la mia mancanza di voler rispondere a quest'ultime.

In quest'ultimo periodo ho conosciuto persone, visto luoghi e vissuto esperienze che per diversi motivi stanno plasmando la mia vita in maniere che non avrei mai potuto contemplare, che fino a qualche anno fa credevo nemmeno possibili.
Vorrei essere capace di condividerle con chi preferisco e in certi casi vorrei dirlo al mondo intero - così da non dover lottare con chi si sente escluso dalla mia intimità.

Ma ho bisogno di questa intimità.
Ho bisogno di avere un posto solo mio dove rifugiarmi, dove piangere, urlare, ridere e gioire. Dove non devo sentire il peso del mondo sulle spalle, degli occhi che giudicano cosa faccio o cosa non dico.

Ci sono dei giorni dove tutto questo mondo mi pesa così tanto che vorrei rifugiarmi nella solitudine e non dover avere più a che fare con nessuno, perché è tutto così tanto pesante da non poterlo sopportare.

Non mi sono mai piaciuti i segreti.
Sanno di mani nella marmellata sporche e nascoste dietro una maglia bianca macchiata.
Però a volte c'è il bisogno di averli, o perlomeno c'è il bisogno della POSSIBILITÀ di condividerli con chi si preferisce.

6 commenti:

elena ha detto...

Ciascuno di noi ha il sacrosanto diritto di aprirsi solo se vuole e solo con chi vuole e solo quando vuole.
Il web (in generale) deve essere un modo piacevole per condividere una parte di quel che ci accade, non la vita intera.
Non ho Facebook, né Twitter o altro, per scelta.
Quel poco che pubblico, o che commento, è per scelta, mai per imposizione.
Credo che non dovrebbe nemmeno essere necessario precisarlo.

Ekeloa ha detto...

Io nel web mi sono sempre aperta nei modi che ho sempre voluto e deciso - non mi sono mai sentita imposta di dover dire di più (o meno).
Mi tolgo questo sassolino nella scarpa più che altro riferito alla mia vita reale, in cui ci sono persone che della mia vita (colleghe) non sanno praticamente niente ma che pretenderebbero di sapere tutto.

try2knit ha detto...

"Ho bisogno di avere un posto solo mio dove rifugiarmi, dove piangere, urlare, ridere e gioire. Dove non devo sentire il peso del mondo sulle spalle, degli occhi che giudicano cosa faccio o cosa non dico."

L'unico posto che conosco di questo genere è molto vicino, gratuito ed accessibile sempre.
Sta dentro di te. Fai un respiro profondo e concentrati. Fregatene degli altri, pensa al presente, vivi momento per momento, non dar retta a chi non sa nulla di te. Tieniti strette gioie e delusioni. respira di nuovo, chiudi gli occhi, immaginati in un posto bello.

E' un po' difficile ma sicuramente molto presto ci potrai arrivare nel tuo posto segreto!

Forza piccolina!
Se sabato 14 sei a trieste ci sono anche io!

CriCri ha detto...

Ciao, ho trovato il tuo bel blog.. complimenti!
Credo che ancora se lo desideriamo possiamo tenere per noi i nostri " segreti", le nostre riservatezza.. basta solo volerlo.. e lasciarsi andare quando e se lo vogliamo. mi salvo il tuo blog così non rischio di perderti .. un bacio

Paolo DALLE PIANE ha detto...

Ciao Paola.
Ti seguo da un pò, causa la tua eccezionale bravura e competenza di maglia a mano, la mia vera passione.

Leggo oggi questo post e non posso far altro che condividerlo in pieno.

L'avvento del web, straordinario mezzo per apprendere e comunicare, di maglia e d'altro, mette decisamente a rischio la propria intimità.

Ho esitato a lungo, quasi 2 anni, prima di aprire io stesso un blog all'inizio del 2012.
Da quel momento mi sono sentito "on stage", e pure nella mia pochezza ho iniziato a comprendere cosa vuol dire essere un "personaggio pubblico" ed avere difficoltà a gestire la mia privacy.
E' vero. Pur nella totale sincerità, chi legge cosa fai, dove sei, chi frequenti, quando si interfaccia con te direttamente, sembra sempre che voglia mettere alla prova la tua sincerità.
E' vero ciò che dici? eri davvero li, in quel posto e con quelle persone?
e perchè, se quel giorno non avevi impegni ("ho letto sul tuo blog che eri da quelle parti....") perchè non mi hai chiamato, non me l'hai detto?

Insomma, bello si il web ma difficile gestire la propria vita privata.

Conclusioni: ti capisco cara Paola. E condivido in pieno tutto il tuo articolo (e ti sono vicino...)
Sai cosa inizio a pensare? che forse siamo noi a porci troppi scrupoli proprio perchè eccessivamente aperti e sinceri.
Quando qualcuno ci chiede di noi e della nostra vita, vorremmo poter dire liberamente: oggi lasciatemi in pace, non ho voglia di parlare, di commentare, di spiegare...voglio solo starmene per i fatti miei e riflettere, magari lavorando a maglia.
Ma quanti lo capiscono come un bisgono umano e non lo prendono come un'offesa personale? così come le tue colleghe che si straniscono quando tu non ti senti in dovere di dare loro dettagli di te stessa.

Un saluto ed una buona domenica (in pace) a te cara Paola.

Tibisay ha detto...

Io sono una di quelle a cui non piace avere segreti... ma, mio malgrado, negli anni ho DOVUTO imparare ad essere più riservata... e questo soprattutto per un certo senso di protezione... non so come dire, tu ha interpretato molto bene anche il mio bisogno di riservatezza, mi sento molto più vicina a te dopo aver letto quello che hai scritto!

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