lunedì 19 novembre 2012

Seguire la corrente: considerazioni sul verso della maglia in termini di vestibilità

Prima di partire con la TGKN questa sera (chi tace acconsente, la BBC è morta perciò procedo ad usarlo lo stesso), vorrei fare delle considerazioni.

Quando Elizabeth Zimmermann s'era messa a ragionare sulle costruzioni bottom-up in particolare rispetto a molte altre già presenti in quell'epoca, stava facendo uno dei pochi ragionamenti interamente giusti in ogni punto riguardo alla maglia seamless.

Smettiamola di prenderci in giro.
La vestibilità dei capi strutturati con la tecnica top-down è, il più delle volte, al limite della vergogna, visto che è difficile gestirne l'evoluzione quando si usa del filo grosso (diciamo superiore al fingering-dk).
Tutte le volte che ci proviamo e facciamo un campione piccolino (15cm x 15cm), tenderà a venirci fuori un capo che è fuori misura in lunghezza e larghezza di svariati centimetri.

Le motivazioni sono semplici, saltatemi pure addosso ma io ci litigo tutti i giorni al lavoro ed è una sacrosanta verità dal quale nessuno può dare contro perché si tratta di fisica sul pianeta Terra, no aria fritta nella padella, e valgono per tutti i ragionamenti in campo maglistico, quindi fatene tesoro e metteteli in pratica sempre e non venite fuori poi, tra un po', con il "ma io non sapevo, nessuno me l'ha mai detto". Perchè vi mangio, va bene?

Le cause sottovalutate sono due:

  1. Il senso di lavorazione della maglia, che tende ad estendersi nel verso in cui cresce sui ferri. Su una maglia bottom-up sarà tendente l'alto e su una top-down sarà verso il basso.
    Questo comporta che in una maglia bottom-up il cedimento del lavoro verrà bloccato dallo scalfo del giromanica e/o dalla manica stessa, mantenendo comunque la misura nonostante non ci siano cuciture ai lati che trattengano il capo dal cedere (perché lo scopo di queste non è solo romper le balle, ma pure mantenere il capo in misura assieme al bloccaggio).
    In un capo top-down sarà verso il basso, quindi verso il bind off che tenderà ad abbassarsi con l'indosso perché privo di strutture che lo trattengano.
  2. La forza peso, derivata dalla interazione di gravità, per il quale un corpo è attratto al suolo in maniera proporzionale alla sua massa.In soldoni vuol dire che più una maglia ha massa (quindi è grossa e pesa), più verrà tirata verso il terreno.
    Nel caso di un bottom-up, assisteremo ad un allungamento di circa il 2-3% del capo nella misura da punta spalla a balza finale, perché il verso di lavorazione tende verso l'alto e viene bloccato dalla manica; nel top-down, del 5-6% nella misura da punta spalla, dovuto dal verso della lavorazione che tende verso il basso, esattamente come la forza di gravità. 



Il concetto di poterlo indossare mentre lo si lavora è per certi versi utile, per altri limita comunque i controlli che si possono effettuare.
Personalmente riesco a controllare il raglan solo dopo averlo terminato e aver unito per il busto e una volta indossato comunque non riesco a rendermi conto completamente della vestibilità se è un cardigan, perché mancherebbe il sostegno di lista e collo, senza contare che non ho il seno coperto interamente e non capisco se chiudendolo arriverei alla larghezza corretta.
Perciò il più delle volte finisco il busto e solo allora mi rendo conto di essere completamente fuori strada (e ormai ho perso ore di lavoro).

Dopo aver litigato svariate volte con pattern top-down pensati per lavori dal ferro 4,00 mm in su, ho deciso che per i capi spalla che disegnerò io non userò più la tecnica top-down per i sopracitati motivi e per i pattern che acquisterò dovrò tenere in conto un mezzo capo di prova per assestare le lunghezze e le larghezze perché risulterà sicuramente fuori misura se preventivati cambi di filo (o cambi di tensione).

12 commenti:

Alice Twain ha detto...

Non arrivo a questa radicalità, ma sono sostanzialmente concorde con te. Aggiungo che personalmente trovo molto più complesso distribuire i motivi nei capi top-down, tecnica che continuerl a usar esolo in quei casi in cui non sono certa delle quantità di filato che ho a disposizione perché. oggettivamente, si tratta di una tecnica che fa risparmiare o comunque tenere sotto controllo molto meglio questo aspetto. Per il resto rimango fedele a zia EZ.

knitting bear ha detto...

Parole più che condivisibili. Non ero arrivata a tanta scientificità, ma ammetto di aver sempre preferito i capi bottom up e addirittura le cuciture. Dobbiamo per forza piegarci alla semplicità di esecuzione pr avere buoni risultati? Secondo me no.

Faccio cose knit vedo gente ha detto...

Tu dici cose sagge e giuste ;)
Dopo fiumi di elogi lanosi letti in ogni dove, che son rimasta solo io, arretratissima, a non averci mai provato, inizio il mio primo cardigan top-down da regalare a mia figlia, taglia M e maniaca della vestibilità!!
Misurato in corso d'opera alla fine del raglan, il cardigan per mia figlia inizia inesorabilmente la sua mutazione in cardigan per me, taglia L e meno maniaca della vestibilità.
Temo che con un paio di lavaggi e un poco di storia diventerà un cardigan, stretto di spalle ma per mio marito...


latati ha detto...

premetto che io sono una somara che prende uno schema e lo esegue e stop, senza troppi ragionamenti. poi il più delle volte il capo non mi piace quando lo indosso, ma ho sempre dato la colpa a me, per aver scelto un filato sbagliato, per aver eseguito una taglia sbagliata o perchè non sono un grissino.
ecco, diciamo che mi hai aperto gli occhi ;)
sto facendo un maglione semplice a giro collo top-down... secondo le misure del giroseno indicate nel pattern dovevo fare una taglia M, arrivata al punto di dividere le maniche l'ho infilato e mi sono resa conto che non sarebbe mai stato giro collo, era enorme. ho disfato e ricominciato una taglia XS.

Tibisay ha detto...

Ho trovato questo post estremamente interessante... ed ho fatto le debite considerazioni su FB, ma anche io ho effettivamente riscontrato dei difetti nella lavorazione top - down... proverò la bottom - up (e chiederò a Alice di passarmi i calcoli) così vedremo se sarò soddisfatta... ai posteri...

Anna ha detto...

Io ho provato tutti e tre i metodi: il bottom up mi ha soddisfatto e ha tenuto anche il lavaggio, ho fatto anche il top down e anche se si è allungato andava bene perchè la figlia cresceva. Devo dire che non ho usato pattern ma li ho fatti ad occhio. Per il capo cucito ho usato un pattern e ho avuto solo qualche difficoltà a far quadrare le maniche con lo scalfo per cui ho rifatto un pezzo delle maniche. Bisogna anche dire che a me piacciono i maglioni larghi e non sono perciò molto esigente.

LadeaKhalì ha detto...

Ah allora non ero io, ma la tecnica! Grazie per il conforto morale :*
Pensavo di essere diventata improvvisamente scema e con le dita "fucilate"....

Ekeloa ha detto...

Siccome sul gruppo del "top-down" su Facebook sembra quasi che il mio post sia stato frainteso, riporto qui il mio ultimo commento alla discussione che si è creata lì.

"[...] il concetto madre del mio post era che ci sono due variabili sottovalutate dalle appassionate e sono quelle due. Il mio post non era da intendersi come un "il top-down è una merda" ma bensì come "oltre a pensare al campione, al filo, al ferro e via dicendo, tenete anche conto di queste due variabili che, in questo tipo di struttura, non sono da sottovalutare"."

Unknown ha detto...

Scusate, non so cosa si dica su FB perché non sono iscritta, ma la gente deve per forza offendersi se qualcuno ha un'opinione diversa dalla sua?

Io ho provato 2 volte a fare un bottom up in the round e entrambe le volte mi è venuta fuori una taglia 54.
Col top down mi sono trovata meglio e per pigrizia ho continuato.
C'è da dire che il top down non inizia e finisce nel raglan (come sembra spesso), raglan che, IMVHO, è il modello che dà più problemi di vestibilità, specialmente alle taglie un po' più calibrate.
Per cui ognuno fa quello con cui si trova meglio, sia in termini di vestibilità che di lavorazione in senso stretto.
Io un maglione con ferri oltre il 5 mm difficilmente lo farei, perché mi ingrossa e non mi si chiudono i cappotti con un maglione di lana spessa.
Per cui per me è indifferente che sia lavorato bottom up o top down, un maglione da fare con lana aran/bulky!
Insomma, perché scaldarsi per una cosa simile?

Alice-MissPiggott

SusinaPenelope ha detto...

Premessa: anch'io sono fuori da FB, sono un'eterna principiante e delle tre tecniche non ho ancora provato la bottom up. E sono abbastanza longilinea, per cui non ho grossi problemi di vestibilità. La mia opinione è che non vedo perchè dover cucire qualcosa che posso fare senza cuciture con ottimi risultati, per cui prediligo le tecniche TD e BU. Credo ci sia gente più brava di me in grado di scrivere dei modelli da utilizzare, che poi io stravolgerò perchè uso una tensione diversa, ho una mano diversa e metto del mio in ogni che faccio. E credo che l'esperienza di Ekeloa sia molto utile perchè (in generale) condivide qualcosa che magari poteva dirmi mia nonna se avessi avuto lei a insegnarmi invece di youtube, e perchè l'esperienza è sempre qualcosa che non va sottovalutato.
E' ovvio che una che lavora a maglia più di me abbia qualcosa da dire che può servirmi, personalmente la ascolto e ne faccio tesoro.
Io continuerò a lavorare maglie TD, magari facendole "giuste" sotto gli scalfi e non troppo lunghe perchè so che poi mi aiuta madre terra ad avere la lunghezza giusta. E proverò il BU, che mi incuriosisce ancora di più. E come sempre, lavorereò a maglia con piacere perchè è un hobby e i problemi a le questioni, purtroppo, li trovo già altrove. Un sorriso, susina

Knitandgo ha detto...

Molto interessante questo post!
A me piace lavorare top-down ma solo con alcuni filati e modelli, perchè mi sono resa conto che effettivamente non sempre il risultato mi soddisfa pienamente.
Nel lavorare i cardigan ottengo migliori risulati rispetto ad una maglia, ma questo potrebbe essere dovuto a vari fattori.
Detto ciò penso che le cuciture non siano un incubo da evitare a tutti i costi, perchè spesso senza di essere il capo perde struttura e cede inevitabilmente.
Alla fine di questa considerazione dico che a seconda del tipo di modello e ti filato, scelgo la tecnica che mi sembra più consona...ma non sempre il risulato è come vorrei;)Grazie Ekeloa per questo post!!

AbcHobby.it ha detto...

Grande Ekeloa
Uno studio ragionato e scientifico sulla lavorazione a maglia
Diciamo che da quando ho scoperto il top down non l'ho più mollato, mi piace l'idea di poterlo provare e aggiustare in corso d'opera
Però se devo creare un maglione da zero e senza schema preferisco lavorarlo bottom up. Mi viene più facile calcolare le misure da avviare!
Non mi ero mai fermata a pensare al fatto che le le tanto odiate cuciture hanno anche un utilità in fatto di tenuta
Da oggi le guarderò con rispetto :-)

Grazie e baci

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