venerdì 27 luglio 2012

Ravellenic Games

Sono ai blocchi di partenza pure io per i Ravellenic Games.



Potete seguire i miei sviluppi su Twitter (basta chiedere l'autorizzazione).

lunedì 23 luglio 2012

Work In Progress

Ho diversi progetti nel sacchetto ultimamente.
La cosa principale che li accomuna è il fatto che ho deciso di cambiare stile di lavorazione (di nuovo).
Da quando sono passata a lavorare continental ho dei problemi di tensione tra dritto e rovescio del lavoro, cosa piuttosto comune a molte persone.
Perciò ho deciso di passare gradualmente all'Eastern, passando per il Combined.
  • Sto seguendo alla lettera i consigli del libro "Finishing School" di Deborah Newton per realizzare, finalmente, Laika di Ysolda Teague.
    Ho già realizzato il campione con il filato Baby Alpaca Silk di Drops, usando le punte 3,25mm Symphonie Wood di KnitPro.
    L'ho lavato, misurato leggermente bloccato e annotato la tensione.
    L'ho tenuto in posa una notte con diverse mollette lungo il margine inferiore per vederne il cambiamento con il peso (il rischio di farsi un maglione che "cresce con te").
    Adesso lo terrò in borsa per circa due settimane, libero di vagare e cambiare di nuovo.
  • Sto realizzando un campione con un filato che ho swappato a Trieste.
    Si tratta di un 100% lana con una texture tutta particolare, al limite tra il think/thin e il bouclé. Ovviamente farò qualcosa con linee essenziale e, strano a dirsi per me, puramente rasata. Pensavo a qualcosa di veramente particolare, come un gilet da tenere aperto con un bordo high-low. Vedremo cosa partorirà la mia mente malata.
  • Ho cominciato il Porridge di Valentina!
    É la prima volta che faccio un pattern di una designer italiana e soprattutto io stimo moltissimo Vale e questo progetto è decisamente nelle mie corde.
    Sto usando del filato la cui origine è top-secret, basti sapere che è setoso e morbidissimo.
    Lo farò in tinta unita, un bellissimo color panna.
Questa settimana riprenderò anche con alcuni articoli in merito a Holly.
Lo so che molti erano convinti che non l'avrei più ripreso.
La verità è che la sera tardi, guardando la tv, è un progetto troppo complesso da realizzare.
Fra qualche settimana sarò in ferie e, eccettuato la settimana in cui sarò via di casa, lavorerò moltissimo a questo poncho... conto anche di finirlo. É una cosa poco probabile, ma di certo non impossibile.

domenica 22 luglio 2012

Del perché si dovrebbero lavorare i modelli di... Veera Välimäki


I motivi sono tre e sono semplici.
Colore.

La foto è copyright di Veera Välimäki.
Geometrie.

La foto è copyright di Veera Välimäki.
Semplicità.

La foto è copyright di Veera Välimäki.
I suoi modelli sono facili a vedersi e adatti allo stile casual di tutti i giorni, un vero e proprio knitwear senza occasioni particolari ma che permette di coccolarsi con un modello handmade tutti i giorni.

giovedì 19 luglio 2012

La prosperosa vita di un capo intimo

Finalmente, dopo anni di vita "prosperosa", ho trovato la mia taglia di reggiseno.
Quella vera!
Non quelle taglie finte che ti vendono in Italia a cifre vergognose, che o son giuste di coppa, o son giuste di circonferenza sottoseno ... e mai assieme!

Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il mio seno.
Il mio primo vero e proprio reggiseno era una 3A, comprato con mia cugina quando avevo 12 anni circa.
Era giallo a pois bianchi, e in quel momento ho capito che la mia vita con loro era iniziata e non sarebbe mai finita.

Finché sono rimasta nei meandri delle taglie regolari italiane, non ho avuto problemi. Poi, però, la 5C che usavo i primi anni delle superiori cominciavano ad andare male.

Le regole di un giusto fitting di un reggiseno non sono molte e sono  anche facili da ricordare:
- la banda elastica deve essere allacciata sui ganci più esterni, non deve salire o scendere da metà schiena.
- le spalline non devono scavare solchi sulle spalle ne' devono scivolare continuamente.
- I ferretti devono toccare lo sterno al centro e la coppa deve contenere interamente il seno in tutti i lati, senza creare esuberi di stoffa e senza lasciare parti all'esterno.

Da anni giravo con taglie di tutti i tipi e neanche una corretta perché, per almeno uno dei punti qui sopra, non ero a posto.

Ho scoperto grazie a diverse fonti, la prima una discussione su Ravelry di qualche anno fa e poi l'ultimo post di Ysolda sull'importanza dell'intimo il sito Bravissimo.com.
Dopo 2 tentativi sono riuscita ad imbroccare la mia taglia perfetta, ossia la 38GG.

Devo dire che mi sono trovata benissimo: ho comprato due reggiseni, ho constatato che la taglia non era corretta provandoli (senza togliere i cartellini), ho comprato un altro reggiseno in un'altra taglia, ho provato anche questo e mi sono fatta un'idea del range di taglie e quanto scattava tra una coppa e l'altra.
Una volta fatto questo, ho ripreso i 3 reggiseni sbagliati, ho compilato il modulo per il cambio dell'ordine per taglia errata, ho rispedito indietro il tutto e, nel giro di due settimane compreso di tutto (2 ordini, 2 consegne, 1 cambio, 3 consegna), sono diventata la felice detentrice di 2 completi intimi della mia taglia perfetta.

Ho raggiunto la pace dei sensi...


domenica 15 luglio 2012

Del perché si dovrebbero lavorare i modelli di Nikol Lohr

Io non la conosco di persona.
Non ho nemmeno avuto il piacere di parlarci qualche volta, o di vederla dal vivo.
Ma io stimo questa donna come poche altre knitter al mondo.

Secondo me è l'unica che è riuscita a rendere la maglia sexy.
I suoi lavori sono femminili, seducenti, un po' vintage ma decisamente moderni, adatti alle curvy e alle magroline.

Ha fatto gonne:

Carnaby Skirt, by Nikol Lohr
Ha fatto magliette dal sapore retrò:

Date Night, by Nikol Lohr
Ha fatto... lingerie!

Gidget Goes Hawaiian, by Nikol Lohr

martedì 10 luglio 2012

Le ferie, queste sconosciute

Finirò la Pan Am jacket oggi pomeriggio (è domenica, ndE).
Cioè, starò in piedi fino a che non l'avrò finita.

Dalla prossima settimana, su questi schermi, ritornerà con furore il KAL di Holly.
Ebbene si, è ora che mi rimetta a lavoro, con tutto dei 40C° all'ombra e via dicendo.

Cercherò di mantenere almeno due incontri settimanali (come sto facendo ultimamente), magari arrivare a tre entro breve.
Purtroppo le scadenze si accavallano, non ho un posto tranquillo per scrivere, casa mia è un casino e non penso di riuscire a migliorare a breve. In ferie sicuramente dedicherò il primo giorno a riprendere conoscenza, il secondo a svuotare camera mia e lo sgabuzzino.

Ho avuto delle grandissime soddisfazioni lavorative di cui non posso parlare apertamente nel blog ma basti sapere che sono GRANDISSIME e soprattutto mi spingono a dare il 100% anche quando sono a pezzi.

Ora come ora sogno di prenotare - finalmente - la mia settimana di ferie in montagna, sempre se trovo posto da qualche parte.

domenica 8 luglio 2012

Del perché si dovrebbero lavorare i modelli di... Martina Behm

Un motivo piuttosto chiaro è l'uso delle variagated sock yarns, ossia i filati per calzini molto colorati.

Valente, by Martina Behm.
La foto è suo copyright.
Il secondo motivo è la sua "saga" in onore della Guida Galattica per Autostoppisti.


Hitchhiker, by Martina Behm.
La foto è suo copyright.
Il Terzo motivo è che tutti i suoi modelli sono freschi, vivaci, semplici ma di grande effetto!


Leftie, by Martina Behm.
La foto è suo copyright.

lunedì 2 luglio 2012

Quel sasso nella scarpa...

Ho bisogno di togliermi un sassolino nella scarpa.

Nella vita di ognuno di noi ci sono diverse persone che volenti o nolenti incontriamo (quasi) tutti i giorni.
Questi sono i colleghi di lavoro, i commessi dei negozi che frequentiamo, gli "abitanti" dei mezzi pubblici che prendiamo... con alcune di loro abbiamo un rapporto amichevole, con altri colloquiale oppure li conosciamo solo "di vista".

Ho pochi amici, questo è vero.
Non ho mai avuto compagnie numerose, non esco mai la sera e soprattutto da qualche anno tendo a dare poca confidenza.
Sto imparando ad utilizzare uno dei beni più preziosi che ci sono nel mondo di oggi, ossia "la riservatezza".

Grazie a Facebook, Twitter, i blog - TUTTI sanno di noi troppe cose.
Cosa ci piace, cosa non ci piace, i film che ho visto, i libri che ho letto, con chi mi frequento, chi mi sta antipatico e via dicendo.
Non si possono tenere più segreti, non si può nascondere più niente a nessuno - e non in senso cattivo, ma nel senso che diventa sempre più difficile tenere certe cose solo "per se".

Quello che mi succede nella vita è un dono, tutti i giorni.
Voglio essere capace di condividerlo con chi mi pare, quando mi pare e nella quantità/qualità che preferisco.

Detesto quando qualcuno mi chiede cosa faccio nel tempo libero - o magari si rincresce quando le mie risposte sono vaghe.
Non sono tenuta a dire a nessuno quello che mi succede nella vita, le motivazioni dietro le scelte che prendo, i posti che visito, le persone che incontro. Se ti rendo partecipe una volta, non vuol dire che debba farlo sempre o che sia un tuo diritto invadere la mia vita con le tue domande.
Men che meno ti deve rincrescere la mia mancanza di voler rispondere a quest'ultime.

In quest'ultimo periodo ho conosciuto persone, visto luoghi e vissuto esperienze che per diversi motivi stanno plasmando la mia vita in maniere che non avrei mai potuto contemplare, che fino a qualche anno fa credevo nemmeno possibili.
Vorrei essere capace di condividerle con chi preferisco e in certi casi vorrei dirlo al mondo intero - così da non dover lottare con chi si sente escluso dalla mia intimità.

Ma ho bisogno di questa intimità.
Ho bisogno di avere un posto solo mio dove rifugiarmi, dove piangere, urlare, ridere e gioire. Dove non devo sentire il peso del mondo sulle spalle, degli occhi che giudicano cosa faccio o cosa non dico.

Ci sono dei giorni dove tutto questo mondo mi pesa così tanto che vorrei rifugiarmi nella solitudine e non dover avere più a che fare con nessuno, perché è tutto così tanto pesante da non poterlo sopportare.

Non mi sono mai piaciuti i segreti.
Sanno di mani nella marmellata sporche e nascoste dietro una maglia bianca macchiata.
Però a volte c'è il bisogno di averli, o perlomeno c'è il bisogno della POSSIBILITÀ di condividerli con chi si preferisce.

domenica 1 luglio 2012

Del perché si dovrebbero lavorare i modelli di... Jared Flood

Quest'uomo l'adoro, in ogni piccolo punto che fa.

Rock Island, by Jared Flood.
La foto è copyright di Jared Flood.
Rock Island è stato un modello lunghissimo ma veramente bello da realizzare e soprattutto con un effetto finale spettacolare... e quest'estate mi cimenterò nuovamente con lui e con del cashmere con su scritto "scialle enorme" sopra...


Adult Tomten Jacket, by Jared Flood.
La foto è copyright di Jared Flood.
Senza contare che la sua rielaborazione per adulti della Tomten Jacket di Elizabeth Zimmermann è uno dei maglioni "boxy" da uomo più stylish che io abbia mai visto.


Ninian, by Jared Flood.
La foto è copyright di Jared Flood.
Non dimentichiamoci della grande collezione di accessori che ha saputo regalarci.

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