venerdì 28 settembre 2012

Disfare e rifare è tutto un lavorare

Ho disfato il Laika (di nuovo).
Mi sono talmente disamorata questa volta che credo che non lo farò più, troppa frustrazione.
D'ora in poi seguirò la regola "anche se sei giusta con il campione, fai la taglia XS e poi ti andrà bene, fidati".

Così ho cominciato lo Space Girl di Heidi Kirrmaier. Corre come il vento, sono già quasi alla fine dello yoke e quindi poi potrò dedicarmi tranquillamente al gilet, a cui posso lavorare solo da casa.

In essenza, credo che verrà un bel lavoro.
Mi piacerebbe molto mescolarci anche del legaccio, sul gilet, nonostante mio padre non abbia proferito verbo a riguardo. Vediamo.

domenica 23 settembre 2012

Realizzando un gilet

Per il gilet che sto disegnando per mio padre ho indagato parecchio su Ravelry, per almeno evitare come la nemesi di dover partire da zero nel realizzarlo, cosa che notoriamente mi uccide ancor di più del tirare fuori un capo da un campione di 10x10 al lavoro.
Ho scoperto così che i modelli aperti sul davanti si contano sulle dita di due mani e che ne basta una per quelli con una tecnica senza cuciture, principalmente bottom-up.
Sarò anche cattiva, ma questi modelli che perlomeno si distinguono dagli altri per costruzione, son maledettamente orrendi, fuori moda e senza un minimo criterio di vestibilità.
Ovviamente è lampante che per definizione il gilet aperto sul davanti di maglia è capo di abbigliamento basic solo per gli ultrasessantenni ma, santo cielo, credo che ci si possa anche sforzare un attimo e almeno realizzarlo nella taglia corretta, o con un minimo di criterio... insomma...
Altrimenti fan più bella figura indossando un sacco di iuta con dei bottoni, no?

Come alcuni sanno, al lavoro hanno deciso di dare ad ogni magliaia un cliente solo da seguire principalmente... e io, quindi, mi sono specializzata nel vestire uomini.
Cosa che non mi dispiace affatto, visto che sono terribilmente attratta dalla moda maschile e dai maglioni che questi possono indossare.

Così che l'impresa di disegnare un modello per mio padre non è poi così impossibile o troppo difficile per me.

Le richieste che mi ha fatto sono:

  • Maglia rasata.
    Non vuole trecce, non vuole decori, vuole il gilet che potrebbe comprare ovunque. Oserei dire "challenge accepted", visto che io odio la maglia rasata.
  • Aperto sul davanti.
    Da esperienza personale, posso dire che 5 asole sono più che sufficienti.
  • Scollo a V.
Ho scelto del cashmere grigio medio per realizzarlo e il mio primo disegno è questo.

Niente di troppo esagerato, il classico gilet aperto sul davanti.
Disegno meglio i piatti tecnici di questi disegnini marci per far vedere un modello.
Le richieste a me stessa per il modello sono:
  • Senza cuciture.
    Non ho voglia di fare pezzi come al lavoro, anche se questo sarebbe tutto decisamente più semplice visto l'idea che ho in mente.
  • Steeks (?)
    Non ho nemmeno voglia di fare rovescio. Perciò sto seriamente valutando come rifinire le cimose del centro davanti perché se taglio non so cosa possa venir fuori. Dovrei fare una lista doppia e non ho voglia di finire nel 2026.
  • Dropped-back shoulder (o spalla all'inglese).
    L'adoro. Sto seriamente cercando di trovare il metodo più semplice, intuitivo e meno macchinoso per realizzarla in un capo top-down senza maniche. Se qualcuna ha visto già in un altro modello top-down la spalla così, me lo dica. Altrimenti dovrò inventarmi qualcosa, tipo un incrocio spastico tra il contiguos, il raglan e il top-down delle maniche a giro.

domenica 16 settembre 2012

Segnalazione: TheWoolBox inizia corsi di filatura

Per chi è nelle zone, mi sento di segnalare questo prossimo corso di filatura organizzato da TheWoolBox (ne ho parlato qui).



In un mondo perfetto in cui la provincia di Treviso confina con Biella, posso prendermi permessi quando mi pare e i mezzi pubblici italiani si distinguessero per efficienza e capillarità di distribuzione, credo che un evento del genere non mi scapperebbe di mano!

Sono ancora combattuta se andare o meno all'Abilmente quest'anno, più che altro per un fattore che sono in modalità "risparmia" e quella fiera è deleteria per il portafoglio... ma allo stesso tempo segnalo comunque la presenza di questa iniziativa anche a quella fiera, con annesso stand vendita.

Maggiori info qui per chi fosse interessato...

sabato 8 settembre 2012

... To boldly knit where no man has knitted before.

Il rientro è sempre traumatico, soprattutto se si lavora nel mio ambiente.

Ho toccato poco e male i ferri e son talmente tanto stralunata che l'unica cosa che mi sono azzardata di fare questa settimana sono una ventina di ferri del Laika in pausa pranzo (senza shaping, ovviamente) e sistemare il retro della schiena, saldando fili a destra e manca.

Sinceramente sono un po' demotivata perché, per quanto tempo possa dedicare alla mia vita, il lavoro se ne trascina sempre una gran parte e, per quanto io sia innamorata di quello che faccio e credo che, finalmente, ho trovato qualcosa che posso pensare di fare il resto della mia vita, rimane sempre che mi sento abbandonata a me stessa e senza la capacità di imparare veramente qualcosa di buono, devo combattere ogni giorno con il mio carattere e le mie conoscenze che non sempre vengono accettate e comprese.

Come in ogni fase della mia vita dalle scuole medie in poi, non voglio "uniformarmi" all'ambiente che mi circonda e questo logora me e le mie capacità.
Rare son le persone che mi capiscono e comunque non penso che realizzino la portata della sofferenza che mi avvolge.

Ci sono dei giorni che mi sveglio talmente tanto in un buco profondo che vorrei essere fermamente stupida e trasformarmi in un oca giuliva per non soffrire più.

Pazienza, è un periodo che passerà, come son passate le medie, le superiori e tutto quello che ho fatto fino ad ora.

Catching Butterflies, di Stephanie Dosen.

Questo w-end non ho in programma nulla di speciale.
Per prendermi avanti, la settimana scorsa, ho anche fatto il campione per lo Space Girl e iniziato quello per il gilet per mio padre che mi ha sonoramente bocciato ogni idea di design vagamente particolare o che mi lasciasse la voglia di vivere. Maglia rasata vuole, maglia rasata sarà.

Dovrei finire l'album delle vacanze, ma credo che lavorerò un po' a maglia, sto valutando se all'Holly o a Laika, così da lasciare quel progettino per una sera in cui sarò troppo fusa per tenere in mano due ferri.

Il titolo del post, per i non anglofoni, significa "lavorare a maglia fino a dove nessuno ha mai lavorato a maglia prima", e ho pensato di metterlo perché questa settimana era l'anniversario di uno dei miei telefilm preferiti, Star Trek.

Ai progetti da fare a breve, secondo me, inserirò un paio di guanti tipo gli Evenstar Gloves, gli Evangeline o i Catching Butterflies perché mi sto ossessionando e vorrei fare qualcosa di veloce e gratificante. Vedremo.
Uh, e un cowl. Perché ne ho bisogno.

Uff, la lista si allunga!

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