mercoledì 16 gennaio 2013

Una pecora al mese: Shetland



Nel nostro Bel Paese un'appassionata di filati assiste inconsapevolmente tutti i giorni ad uno dei fenomeni più tristi dopo l'avvento delle pallocche in acrilico: da noi la fibra di pecora è tutta lana.

Che provenga da Bluefaced Leicester, da Shetland, da Corriedale o da Southdown... per noi è tutta inglobata in un mega-pastone chiamato "lana".
In Italia, o c'è la Merino, o c'è la lana.

Peccato che, nonostante la selezione umana di questi animali per adattarli agli scopi economici (produzione di vello, latte, carne in proporzioni diverse), ci siano più di 300 razze diverse di pecore, tutte con caratteristiche e destinazioni d'uso diverse, alcune adatte al contatto con la pelle (come la merino, per esempio), altre decisamente più ispide ma molto calde (come la Icelandic) adatte a fare cappotti od accessori per la casa.

Così, ispirata dalla lettura del libro "The Knitter's Book Of Wool" di Clara Parkes, ho deciso che quest'anno vi racconterò di 12 razze di pecore diverse, che ci accompagneranno durante il mese nei progetti che illustrerò.

Foto da Wikipedia.
Questo mese voglio raccontarvi un po' di storia e informazioni sulla razza Shetland.

Molte la conosceranno già per i marchi Jamieson and Smith e Jamieson's of Shetland, due aziende che hanno deciso di dedicare buona parte del loro catalogo a questa specie in particolare.

Le pecore shetland sono una piccola realtà originaria delle isole Shetland, collegata alle estinte Scottish Dunface.
Questa razza in particolare è una delle poche che ha mantenuto le sue caratteristiche primitive e tutt'oggi viene ancora allevata per la fibra molto morbida e per la carne.
Nonostante le Shetland sono molto piccole e con un'invecchiamento molto lento in confronto alle altre razze più commerciali, sono molto forti e adatte ad una vita lunga: queste "guerriere" hanno sopravvissuto per secoli in condizioni di vita difficoltose, lasciando però negli istinti primordiali della razza delle innate capacità di sopravvivenza... che le rendono semplici da accudire rispetto a razze di origine più recente.

Agli inizi del XX secolo le Shetland rischiarono di estinguersi a causa degli incroci tra razze che ne impoverirono la qualità della fibra: per combattere questo fenomeno fu fondata la "Shetland Flock Book Society" nel 1927 con lo scopo di mantenere la purezza della specie nelle isole native, tutt'ora esistente con un'altra denominazione anche nel territorio anglosassone.

Queste pecore possono avere il vello in un'ampia varietà di colori, molti dei quali sono ancora chiamati con i nomi degli allevatori.
Questa caratteristica ne aumentò il valore in passato, in quanto nelle isole Shetland molto spesso venivano venduti filati e fibra non tinti. Il tweed è un tessuto derivato dai velli più ispidi di questo tipo di pecore, ma queste isole sono molto famose soprattutto per i lavori a più colori (Fair Isle) e per gli scialli in pizzo ai ferri tradizionali, così fini da poter passare attraverso ad una fede nuziale.

I colori più diffusi sono il bianco e il moorit (marrone con sottotoni rossi): 11 sono i colori principali riscontrati.
Grigio chiaro, grigio, bianco, emsket (grigio blu melangiato), musket (grigio tendente al marrone chiaro), shaela (grigio acciaio scuro), nero, fulvo chiaro, moorit (marrone con sottotoni rossi), mioget (marrone tendente al miele) e marrone scuro.

5 commenti:

Bubiknits ha detto...

brava! ci vuole un po' di educational! personalmente conosco e secondo me sarebbe da educare i negozianti locali, perchè quelli che dovrebbero sapere brancolano nel buio più assoluto, solo da noi ovviamente :(

Knitandgo ha detto...

Concordo con Bubiknits, in Italia a parte pochi coraggiosi negozianti/produttori, si brancola nel buio più totale:(
Peccato, perchè sarebbe bello se si potessero acquistare con più facilità filati di qualità prodotti e venduti in Italia, non solo on-line ma anche direttamente dal vivo, presso i negozietti della propria città...Mi sa che sia un'utopia!

vivi3u ha detto...

Brava! Interessante.
Quante volte ho pensato ad informarmi un po'. Da principiante devo farmi proprio una cultura. Già ti seguo e leggerò questi post proprio volentieri.

tiziana ha detto...

Grazie Paola! E' veramente interessante conoscere un po' di più le creature che forniscono, loro malgrado, questa meraviglia che è la LANA.Attenderò con ansia la puntata n. 2 e tutte le successive.

Luisa F. ha detto...

è davvero molto interessante tutto ciò!! seguirò questa rubrichetta con passione.

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