giovedì 11 aprile 2013

Maglia Avanzata: usare le short rows (ferri accorciati) per dare vestibilità al seno

Cercherò di essere il più sintetica e chiara possibile in uno dei discorsi di vestibilità della maglieria a mano più complessi in assoluto.
Chiedo anche anticipatamente scusa per le illustrazioni, sono il meglio che sono riuscita a realizzare dopo mesi di assoluta privazione di disegno "artistico".

Partiamo subito con il dire che, per evitare grossi problemi di difetti in vestibilità, consiglierei la pratica di quest'ultime all'interno di modelli top-down, perché decisamente più semplice da gestire l'effetto visivo rispetto che un bottom-up e la loro posizione, visto che si possono collocare correttamente indossando il capo in lavoro e vedere esattamente quando è necessario cominciare a sagomare (è l'unica prova veramente efficace tra tutte quelle che si normalmente vengono decantate quando si parla di questo tipo di costruzione).

Per calcolare quanti centimetri in più bisogna lavorare a livello del seno per avere una vestibilità corretta  è sufficiente avere la differenza tra la misura da punta spalla a sottoseno tra schiena e davanti.
Figura 1.
Donna, Profilo.
La differenza di misura tra davanti e schiena ad altezza del giromanica in una donna prosperosa.
Numero dei ferri accorciati da effettuare = (Risultato della differenza tra misura schiena e misura davanti della figura) cm per n. dei ferri in un cm (dal campione di filato).

Le short rows si usano per creare questa maggiore lunghezza sulla parte dello scalfo davanti e dare vestibilità al seno: questo vuol dire che se siete nella mia situazione, ossia 2 taglie di differenza tra misure spalle e misure seno, potete gestire in maniera diversa la schiena dal davanti non solo dal punto di vista di larghezze ma anche di lunghezze.
Figura 2.
Posizione appropriata per "pinces" realizzata con ferri accorciati (short rows) a livello del seno.
Detto questo, il metodo più semplice è lasciare 2-3 cm non lavorati ai lati (dipende dal volume del seno) e, se top down, partire a livello dell'ampiezza maggiore del seno e via via allargandosi verso il "margine" lasciato ai lati; se bottom up, partire dal sottoseno alla larghezza massima e via via stringendosi verso il punto più ampio (e più stretto) del giroseno.
Figura 3.
Versi di lavorazione del capo e senso di lavorazione dei ferri accorciati (short-rows).
Ci terrei a sottolineare che questo non è l'unico modo per dare vestibilità al seno e soprattutto è maggiormente efficace nei capi con fit attillato in presenza di coppe superiori alla C se coadiuvato con l'utilizzo delle larghezze (partendo più larghi e diminuendo sotto i ferri accorciati se top down; con meno larghezza e aumentando rapidamente prima dei ferri accorciati se bottom up).

1 commento:

Teriluce ha detto...

Grazie per questa spiegazione, l'ho condivisa su fb,nel gruppo top-down in italiano'

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