lunedì 18 novembre 2013

Essere coraggiosi

É fondamentale respirare piano.
Prendere sorsi di aria e farli attraversare il tuo corpo, spedirli con il pensiero dove ti serve, dove ti è necessario.
Nella testa, nel cuore, nello stomaco... nelle gambe, nelle tue mani e nei tuoi polmoni.

Perché alla vita e a tutto quello che le circonda, certe volte non puoi fare niente.
Lei scorre, va libera, come un fiume o come un torrente. Può essere calma e placida o burrascosa e torbida.

Non sempre possiamo combattere la sua natura e costringerla con dighe e ponti a fare quello che noi vogliamo. Il più delle volte si ribella e distrugge tutto quello che trova.

Ma anche dalla più grande distruzione si cerca sempre un modo per ripartire, perché l'acqua (e quindi anche la vita) fa anche rinascere tutto, anche quando sembra impossibile.
Essere re vuol dire molto di più che fare quello che vuoi. Tutto ciò che vedi coesiste grazie ad un delicato equilibrio. Come re, devi capire questo equilibrio e rispettare tutte le creature, dalla piccola formica alla saltellante antilope. Quando moriamo, i nostri corpi diventano erba, e le antilopi mangiano l'erba, e così siamo tutti collegati nel grande Cerchio della Vita. - Mufasa
Non riesco proprio ad essere brutalmente sincera e a dire cosa sta accadendo alla salute di mio padre. Forse, un giorno, troverò il coraggio di scriverne, di parlarne.
Basti sapere che è un problema di salute grave, non ancora del tutto delineato, e che queste ultime settimane sono costellate di ospedali, esami, prescrizioni, medicine.


Ma assieme a questo lato della mia vita, agitato e convulso come un torrente in piena, per fortuna ce n'è un altro, parallelo, che mi da sicurezza, mi mette il sorriso anche quando vorrei solo disperarmi, che mi stringe il cuore in un abbraccio grande come il mare e mi culla tra le sue acque calme.

Nulla è perduto, nulla è perso... nulla sarà dimenticato.
Anche se in questi momenti divento di nuovo la bambina bionda, di nove anni, che aspetta sulla scala esterna di una casa familiare ma allo stesso tempo sconosciuta di tornare a casa.
Ma questa volta non sono sola. Non lo sono stata mai, non lo sarò mai più.

Non finché respirerò piano e trasporterò l'aria nel mio corpo, dove serve.
Rafiki: [colpisce in testa Simba con il bastone]
Simba: Ahi! Che male! Perché mi hai colpito?
Rafiki: Non ha importanza: ormai è passato. [ridacchia]
Simba: Sì, ma continua a fare male...
Rafiki: Oh, sì, il passato può fare male. Ma a mio modo di vedere dal passato puoi scappare... oppure imparare qualcosa. [cerca di colpire di nuovo Simba con il bastone]
Simba: [evita il colpo]
Rafiki: [Risata]

mercoledì 13 novembre 2013

Uno scorcio nell'abito formale d'epoca, alla ricerca di una scelta

Come vi accennavo nel mio post precedente, sto scrutando ampiamente la mia raccolta di modelli, foto e cataloghi d'epoca alla ricerca di ispirazioni per realizzarmi qualche vestito per la stagione invernale e per le feste che ci saranno in questo periodo.

Uno dei modelli che ho pensato di usare per realizzarmi un abito per le feste natalizie è il 3/07.
Mi piace l'idea della scollatura profonda con il revert ampio per mantenere un po' di "dignità", l'allacciatura a bottoni lungo la vita e l'apertura a portafoglio della gonna; anche il modello 3/08 ha una scollatura interessante - adoro lo scollo a cuore con il retro strutturato e stretto, lo trovo femminile e chic - ma mi convincono poco le pieghe e i drappeggi del retro della gonna, che tendono a creare volume dove, francamente, nel mio fisico non serve.

Come tessuti da usare e fantasie non so ancora cosa scegliere: vorrei sicuramente qualcosa con un po' di struttura e potrei anche provare un tessuto misto-lana e crearmi un vestito adatto per la stagione invernale... ma allo stesso tempo son conscia che questi siano dei modelli strepitosi anche per la primavera se realizzati con colori adatti... e magari indossati con sotto una bella sottoveste di seta.
Quindi forse anche un tessuto di seta un po' sostenuto, anche a tinta unita, potrebbe essere una scelta vincente.

Avete qualche suggerimento, mie care donzelle?

lunedì 11 novembre 2013

Cardigan Anni '40, prime ispirazioni

Da qualche settimana, a casa, è un periodo difficile.
Purtroppo mio padre sta avendo dei problemi di salute non indifferenti, cerco il più possibile di stargli vicina e aiutarlo, compatibilmente con il fatto che ho un lavoro a tempo pieno, sto ritornando a guidare e cerco comunque di vivere la mia vita sociale come è giusto che sia.

Il Song Of The Sea è un pattern bellissimo, molto semplice ma con un effetto straordinario e conto di finirlo molto presto, visto che sono già all'ultima ripetizione della secondo schema di onde.

Ho ancora in mano diecimila progetti e di sicuro dovrò cominciare a lavorarci seriamente, tenendo conto comunque che per questioni di assistenza logistica al papà devo limitare al quasi zero assoluto le uscite fuori casa, e quindi tempo per fare a ferri ne avrò a profusione... basterà solo che la notte dorma (poco probabile) e che mi tranquillizzi.

Uno dei modelli sul quale ho intenzione di lavorare attorno e creare una mia versione nel futuro è un cardigan ispirato a questo.



Il modello di per sé è molto semplice, lo stile è il classico degli anni '40 ma penso che si possa lavorare facilmente attorno per renderlo un po' più particolare e adatto a me.
Una delle correzioni sicure è l'allungamento della manica fino a 3/4, dato che è la mia lunghezza preferita.

É necessario anche che mi cucia qualche gonna e qualche abito prima di Natale, visto che continuo a perder peso e a farmi cadere abiti, pantaloni e maglie.
Fortuna che con la passione del vintage, libri, pattern e spiegazioni in pubblico dominio ce ne sono a profusione!

mercoledì 6 novembre 2013

Tirando le somme e diventando se stessi

Rita Hayworth legge.
Ci stiamo avvicinando a grandi passi alla fine dell'anno, forse comincia ad essere un periodo di resoconti da fare, qualche blocco di pro e contro da riempire e valutare i progressi. E anche i regressi, ovviamente.

Credo che ciò che ho imparato da quest'anno sia che non tutto il male viene per nuocere, che anche se sono stata parecchio distante dal blog e dalle abitudini che mi hanno sempre contraddistinto, non ho perso troppo di me stessa.

Durante quest'anno ho perso 19 chili. Non è uno scherzo, il mio fisico comincia a risentirne ma allo stesso tempo mi sto nutrendo in maniera normale, non sto esagerando con il fumo e sto cercando di reintrodurre lo sport nuovamente, anche se non ho mai smesso di fare yoga e pilates in casa.
Ora porto una taglia 46, giusta. Ho perso svariati centimetri sulle gambe e adesso comincio a perderne anche di seno, ma pazienza. Respiro molto bene, mi muovo velocemente e sto cominciando ad apprezzare il mio corpo di più, a differenza delle lotte avute in passato.
Si, porterò per sempre le cicatrici sul corpo e sul cuore della battaglie vissute, ma è un prezzo da pagare per la vita che ho vissuto, un ricordo indelebile del dolore e della gioia, dei sorrisi e delle lacrime.

Il cambio di stile di abbigliamento ha fatto scattare diverse molle celebrali.
La prima è quella che governava la mia capacità o meno di considerarmi sensuale.

Nessuno mette in dubbio che ci possano essere persone che reputano belle le donne "moderne", bionde, palestrate, dedite al lettino solare e con il seno rifatto, magari minute e perfette come un bonsai alla Kylie Minogue.
Personalmente credo che una donna debba avere fascino al di là del suo oggettivo aspetto fisico.
E io credo fermamente nel potere dell'"hollywood glamour", come direbbe Dita.

Ho deciso di reinventarmi, di scardinarmi dall'immagine di me stessa distorta che mi ero fatta.
Ho deciso di sentirmi bellissima, sensuale come una hollywood siren degli anni '40.

Io, dopo il "makeover", nello studio parrucchieri di Francesca e Umberto (Giorgio Parrucchieri).
Si, son un po' scollata. Evvabbé, non facciamo le puriste, che queste son grazie di Dio da mostrare finché son prese così! Quando le avrò secche come due prugne Sunsweet le terrò nascoste XD
Ed è per questo che ho tagliato i capelli a settembre.
Per potermi fare i bigodini, per potermi trasformare in un cigno, dopo essere stata per anni il brutto anatroccolo.
Ho guardato tantissimi film, interviste, osservato modi di muoversi e di camminare... e poi ho capito che sotto sotto ero anche io così, che non stavo "studiando per copiare", ma che stavo facendo uscire quella che ero sotto la cenere.

lunedì 4 novembre 2013

La gratificazione istantanea del farsi un collo a maglia

Adesso come adesso ho bisogno di un progetto portatile da gratificazione istantanea, dopo aver prodotto maglioncini per praticamente tutto il 2013.
Così ho deciso per il pattern Song Of The Sea di Louise Zass-Bangham, da realizzare con i 4,0 mm bamboo di Addi e un filato lussurioso che comprai in un impeto di pazzia lanifera sul sito Unfilodi... ossia il "Road to China Light" di The Fibre Company (65% baby alpaca, 10% cashmere, 10% cammello e 15% seta).

La foto è copyright di Louise Zass-Bangham.


Il colore che ho scelto è l'Autumn Jasper, un color terracotta molto pastello e tenue, perfetto per l'autunno e l'inverno.
Non è esattamente un modello adatto allo stile vintage, ma in qualche modo penso di poterlo rendere utile allo scopo, magari usandolo anche come snood.

venerdì 1 novembre 2013

FO: Maglia ispirata agli anni '40

Finalmente sono riuscita a finire il pseudo-maglioncino vintage.


Scusate il solito indicibile caos che ancora regna nella camera, visto che devo ancora mettermi a riordinare definitivamente il tutto (!!!).
Son stata parecchio presa a poltr.. a fare lavoretti di ogni genere e vivere la vita ogni giorno da dimenticare di sistemare quello che mancava.
Fortuna che c'è questo meraviglioso "ponte" da godersi, in cui potrò anche finire di spacchettare il tutto e finalmente liberare dal caos rimanente questa stanza.
Di positivo c'è che ho finito di riordinare e riprovare l'intero contenuto dell'armadio, perciò basta sistemare e fare la cernita delle scarpe, finire di sistemare libri e scatolame... e poi posso considerare il lavoro dell'estate concluso... addirittura prima dell'inverno.
Ho anche finito la testiera del letto, ma a questo punto vi mostrerò il tutto quando sarà in ordine.


La lana dai colori variegati è un brutto esperimento recuperato in extremis di tintura.
In realtà, fino a prima della seconda tintura, era rosa acceso. e quindi mi ammazzava proprio.
Così l'ho ritinta in blu, trasformandola in questo sorta di variegato violaceo che non mi dispiace troppo... ma non ne vado sicuramente pazza.
Pazienza, nel frattempo ho testato ampiamente il modello e ho fatto la mia prima apertura "a polo" non al lavoro! Urrà!

I bottoni sono gioiosamente recuperati in un acquisto complusivo ossessivo al banchetto di Auchtibouton all'Abilmente di quest'anno... e li trovo magnifici!


Ho seguito, come traccia, le spiegazioni della nonna EZ sulle "seamless saddle-shouldered sweater", conosciute anche come spalle a sella, che personalmente adoro.

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