martedì 7 luglio 2015

Riassunto delle puntate precedenti

Sono mesi che non mi faccio più sentire, ed è ora che la faccia finita con il "torno presto" che poi, come sempre, non torno più per X motivi per mezzo anno, dai più validi e disparati.
Perciò son onesta: non riesco più a dare il giro di tutto quello che devo fare, non so come riuscissi in passato ad essere presente e a trovare sempre il tempo di far tutto.
É anche vero che non sono più quella di prima.

Diventare orfana ha significato tutta una serie di cambiamenti per me, e nonostante avessi comunque più responsabilità sulle mie sole spalle rispetto alla media delle ragazze della mia età, perdere mio padre e quindi chiudere definitivamente il capitolo "genitori" della mia vita ha significato un completo stravolgimento dei miei ritmi sonno-veglia, della mia voglia o meno di fare "cose" e una necessità di cambiare "clima", in ogni sfaccettatura possibile.

L'unico faro in mezzo a questa "tempesta" è stato R., che con non so quale forza d'animo sia riuscito a innamorarsi di me nei "giorni migliori dei miei anni peggiori", come direbbe un Fedez.

Credo che se una coppia comincia a vivere insieme, memore degli errori del mio passato, ci deve essere quanto più di loro possibile nell'ambiente che decidono di chiamare "casa nostra".
Il problema che noi abbiamo avuto invece, avendo scelto di stare nell'appartamento che ho ereditato dai miei genitori e nel quale ho vissuto per tutta la mia vita, di togliere il passato da queste quattro mura.
Abbiamo dovuto cancellare con un colpo di spugna tutto quello che i miei occhi avevano visto negli anni, renderla meno casa mia, un luogo ormai ai miei occhi solo "casa dei miei genitori morti" " casa della Paola figlia che non c'è più", ma casa nostra, casa dei nostri nuovi ricordi da fare insieme.

Veduta del salotto, non è esattamente come in origine ma avete visto i miei video vecchi e lì si vedeva il mobile salotto.

Si può notare l'inizio degli inscatolamenti sulla sinistra della foto.

Prego notare l'angolo in alto del muro.
In primis, questo appartamento era da demolire. Ed era "sepolti in casa".
Tutto il lavoro fatto a partire dall'anno scorso e per il quale oggi posso dire di essere a buon punto anche se la fine è comunque lontana, è stato molto difficile per me, più di quello che potessi pensare.
Forse quando ne parlo con amiche e colleghe non sembra, ma all'inizio più di adesso, stavo male dopo aver buttato via qualsiasi cosa, ad ogni spostamento di mobilio.
Al mio subconscio sembrava di gettare via denaro, persone, ricordi, di dire al cielo "butto via tutto quello che voi avete fatto perché è sbagliato", mentre la mia parte razionale sapeva benissimo che non consideravo tutto sbagliato, ma semplicemente volevo qualcosa di mio, di nuovo, di scelto.
Sembrano stupidaggini, ma quando vi ritrovate a gettare nei sacchi dell'Humana vestiti di vostra madre (morta) che non sapevate di avere, rimasti sepolti in un garage per vent'anni arrivate a chiedervi quanto è pericoloso il dolore di un lutto.

Il salotto ora, a metà del lavoro.
   

Mancano ancora degli inscatolamenti da sistemare, una vetrina e un minimo di "home decor"
Mi chiedo spesso come dev'essere stato per mio padre ritrovarsi così, vedovo, del perché non abbia cercato aiuto quando era palese a chiunque che fosse traumatizzato.
Quando ho trovato i vestiti di mia madre, mi sono chiesta se fossi sbagliata dato che gli unici abiti che ho conservato (e non so per quanto lo farò ancora) dei miei genitori sono quelli del loro matrimonio... e un pile di papà per quando mi sento triste.
Ho buttato via tutto il resto nella settimana dopo la sua morte, tutto quello che c'era negli armadi. Il solo pensiero di trovare qualcosa di suo per casa mi spaventava, così ho eliminato sistematicamente tutto.

Sono riuscita a "esporre" LA foto di mio padre, quella usata per il funerale, solo 4 mesi dopo la sua morte (nb: è quella sopra il pianoforte, per ora).

La camera da letto

Prima. Bel muro, non c'è che dire.
Non ho foto coi mobili, ho solo un paio di video con R. che smonta l'armadio, ma lo tengo privato.

Dopo l'imbiancatura 


Nella camera matrimoniale ora ci dormiamo noi due.
Non ho ancora fatto foto perché è, pure lei, a metà del lavoro: ci mancano i comodini (sarei molto tentata di trovare due sedie in un mercatino dell'usato a pochi soldi e usare quelle), una struttura letto (superflua ma fa "finito") e manca ancora del riordino vario ed eventuale.

La mia ex-camera da letto, quella dei lavori del 2013, è semi-smantellata.
Ormai il letto era invivibile e quella stanza serve come "appoggio", un locale utile per riporre qualsiasi cosa sarebbe di troppo altrove.
L'armadio è ottimo da "servizio": cambio stagione, tovaglie, lenzuola e accessori per la moto ora trovano rifugio lì.
Ho mantenuto le librerie perché, nonostante in salotto abbia una libreria da 5 metri, non posso farla piena zeppa perché è dell'Ikea e i ripiani cederebbero col peso (LOL), senza contare che secondo me è esteticamente più bella se "mezza vuota" (less is more).

Il lampadario per la cucina, trovato a 10€ al Mercatopoli.


Un dettaglio del mio ripiano preferito.
Spero di non prendere parole da R., quello è suo nonno nel documento che attesta il suo essere "disperso in Russia".
In realtà poi è tornato a casa... come purtroppo non molti sono riusciti a fare.
***

La verità è che mi ero seduta davanti al pc per scrivere un altro post, e invece è uscito questo. Forse è un pippone inutile e a voi lettrici magliaie non ve ne frega niente, però ecco, era una cosa che volevo far uscire nell'etere ed è venuta così.

Adesso come adesso sto chiudendo i lavori in sospeso.
Il primo, in scaletta, è un quadretto a punto croce, cominciato nell'ottobre del 2010.



Ho finito il primo corso Sitam, vedrò se avrò la possibilità economica di continuare anche a settembre perché lo trovo estremamente interessante e mi da parecchie soddisfazioni.

Per ora, è tutto.
Cercherò di farmi viva presto, e non fra sei mesi.

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