mercoledì 21 dicembre 2016

BSJ Kal: seconda parte

Non vi preoccupate, non mi sono dimenticata di voi!

Il nostro Kal procede anche abbastanza bene, mi sembra... non vedo nessuna che mi lascia messaggi dove mi chiede delucidazioni!
Non ho scritto lunedì perché mi sono resa conto che la parte iniziale non è così veloce da terminare, soprattutto se non si ha tantissimo tempo da dedicarci; ma eccomi qui oggi a parlare della parte subito successiva, ossia i ferri "dritti" e la prima parte aumentata.

Una volta raggiunti i 90 punti richiesti, procediamo con una serie di ferri senza "interventi", lavorati solo a maglia dritta.

Subito dopo, proseguiremo con la parte aumentata: a livello delle maglie che abbiamo segnato con il nostro segnapunti a lucchetto, aumentiamo un punto prima e un punto dopo di questo, fino a raggiungere 114 punti.
Qui, lungo la larghezza in mezzo ai due segnapunti (la nostra schiena) aumenteremo 10 punti tutti in un solo ferro, distribuendoli lungo la larghezza.
Questo servirà a creare una sorta di "spazio pannolino" per l' indossatore finale!

Una volta fatto questo passaggio, riprendiamo con i ferri con gli aumenti come fatto precedentemente fino a raggiungere 158 maglie totali.

A questo punto, io vi aspetto.
La parte successiva è difficile a spiegarsi verbalmente, perciò pensavo di mostrarla in un video; fatemi sapere nei commenti se siete arrivate a questo punto, così poi possiamo volare verso la fine tutte assieme!

lunedì 12 dicembre 2016

BSJ Knit-A-Long, parte prima: tensione, filato, avvio e fascia diminuita

Come scrivevo qualche giorno fa, Elizabeth parla di una tensione di 5 punti ogni pollice (2,52 cm) con una "Fisherman Yarn" delle quale servirebbero 2 matasse, oppure di 3 once di filato "baby", con una tensione di 6 punti per pollice.
Come sempre, non cita un numero di ferri preciso ma ci dice di usare il numero che ci permette di ottenere quella tensione.
La Fisherman Yarn è un filato di peso DK, che è alla fine quello che consiglia di usare anche la pagina ufficiale di Ravelry del progetto.
Per quanto riguarda la "Baby Wool", quindi il filato baby, 3 once corrispondono a 85 g, ma sapete bene che detesto parlare di quantità di filo necessaria con il peso, almeno dal punto di vista dell'aguglieria: non è prosciutto cotto, che se faccio un toast con una fetta in meno riesce bene lo stesso; parlo di un progetto, che se mi manca un gomitolo devo improvvisare o disfare tutto.

Come nel mio primo prototipo, dove mi son trovata senza filato bianco e ho dovuto usare un gomitolo che avevo tinto di rosso l'anno scorso.

Il famigerato prototipo della BSJ, fatto per capirmi e aiutarvi bene fin da subito!
In entrambe i casi, lei comunque permette di usare lo stesso modello e le stesse spiegazioni, arrivando ad ottenere un giacchino che vestirà un/a bimbo/a di un anno o poco più.

Premetto che io sto seguendo le spiegazioni della "newsletter" che faceva nel 1968, pubblicata poi su Knitting Workshop, ma nel caso in cui tutte seguiate il nuovo PDF, provvederò a procurarmene una copia per evitare incomprensioni o diversità di spiegazioni.

Un'altra doverosa aggiunta alle notizie date fino ad ora me la comunicata la carissima Donna Lynne Galletta del gruppo italiano dedicato a EZ: per chi risultasse ostico il modello in lingua originale e preferisse averlo in italiano, comprando il PDF dal sito della Schoolhouse Press è possibile chiedere la traduzione in italiano, inserendo nelle note dell'ordine "translation in Italian".

Fatte queste dovute considerazioni iniziali, posso dire che la scelta più indolore per realizzare questo progetto è scegliere un filato di peso DK / Worsted (ad esempio Zara di Filcrosa, Wind di Martifil, Peo30 di Silke, insomma... quei filati di quel peso lì ...) oppure usare un filato fingering messo doppio, quindi seguire le indicazioni così come stanno, cercando di ottenere la tensione richiesta (quindi o 5 punti per pollice, o 6).

Non è complesso in maniera spropositata ricalcolare questo modello per altre tensioni, ma è decisamente più facile da fare se davanti a noi abbiamo un capo finito.
Ne ho giusto finito uno di prova per aiutarvi nel KAL la settimana scorsa, conto di trovare il tempo il prima possibile per calcolarne le misure e darvi qualche dritta per le conversioni, nel caso qualcuna fosse curiosa di capire, alla fine dell'avventura, come modificarlo per ottenere diverse taglie o per usare altri tipi di filato.

Per il progetto ufficiale io sto usando Nepal, di DROPS.
Un filato di peso Aran (che per me che lavoro lento va benissimo), 65% Lana e 35% Alpaca.
Sto usando il ferro 4,00 mm (ve l'ho già detto che lavoro lento, vero?).


Elizabeth non specifica nessun avvio in particolare: per la cronaca ho appreso dai suoi libri il fatto che tendeva ad usare il long tail cast on, che è conosciuto in Italia come l'avvio con un ferro a due capi; io vi consiglio di usare un avvio elastico visto che l'inizio è la lunghezza della manica / larghezza delle spalle, quindi non deve tirare troppo.
Quindi anche l'avvio cable cast on potrebbe andare bene ma tutto sommato non serve rompersi la testa!

Una volta avviati i punti che lei ci comunica, cominceremo subito con la sezione dedicata alle diminuzioni: ci indica immediatamente dove posizionare i segnapunti e, detto questo, procederemo con una serie di ferri a legaccio (in totale lei parla di 5 ridges, ovvero 5 crestine di legaccio, 10 ferri lavorati sempre a diritto) dove effettueremo le diminuzioni ai punti indicati dai segnapunti, sempre lavorando a maglia diritta. 

Durante l'undicesimo ferro, solo nelle parti esterne ai segnapunti - quindi l'inizio e la fine del nostro ferro di lavoro, faremo l'arricciatura del sopra polso: verranno aumentate 10 maglie per dare più ricchezza alla larghezza del polso.
Proseguiremo comunque con le diminuzioni fino a raggiungere il numero di punti che lei richiede: 90.

Questa è la spiegazione per la prima parte del modello.
Facile vero?
Lo so che non sembra ancora niente, e vi dico che non sembrerà quasi niente fino a quasi la fine del lavoro... ma poi è vera magia! GIURO!

Le diminuzioni che lei richiede nel modello sono quelle che citavo nel post precedente del quale, se volete, questo è un video che ho trovato su internet che esemplifica il tipo di diminuzione.
Per quanto riguarda la parte aumentata del sopra polso è indifferente il tipo di aumento scelto.
Potete usare sia il KFB (ddd) oppure il m1 (crea 1?) in quanto nella maglia legaccio non sono così visibili gli aumenti: dalla mia esperienza vi dico che il m1 è semplice e fa un bellissimo effetto lo stesso!

Dov'è bianco è l'avvio, dov'è rosso è la fine del progetto.
Così, sommato alla foto precedente, capite meglio?
Rimango a vostra disposizione nei commenti e anche tramite i miei contatti per email per qualsiasi altra vostra necessità.

Vi ricordo che nel blog non posso andare a citare più del 10% del testo contenuto nel PDF onde evitare spiacevoli inconvenienti legali, quindi per qualsiasi altro vostro bisogno che richiede che sia più esplicita non avete altro che da chiedere tramite mail.

Con il KAL ci vediamo Lunedì prossimo, e vediamo a che punto siamo tutti!

giovedì 8 dicembre 2016

Baby Surprise Jacket (BSJ) di Elizabeth Zimmermann: ai blocchi di partenza!

Finalmente riesco a trovare qualche minuto per scrivere decentemente sul mio pc (gli ultimi post erano dei last-minute digitati sul mio smartphone, indi per cui la scarsità di testo).
É un periodo particolarmente frenetico, e mi spiace di essere stata così sporadica negli aggiornamenti al mio blog, ma davvero... tra cucina e una vena di malinconia che mi prende sempre in questo periodo (la motivazione, per chi mi conoscesse da poco, è questa), senza contare un periodo lavorativo che mi ha privato di qualsiasi energia aggiuntiva... è stata (è) dura.
Sono anche sofferente per diverse altri aspetti della mia vita, ma questo (internet) non è il luogo secondo me per sfogare dissapori e amarezze, dovrebbe essere un posto di condivisione ed allegria...

Perciò eccomi qui a lanciare un KAL!
Il KAL in questione è riguardante il famigerato modello BSJ di Elizabeth Zimmermann, acronimo di Baby Surprise Jacket (potrebbe essere tradotto come "Il Cardigan a Sorpresa per Bambini"? Regia, un aiutino o una conferma, grazie!).
Questo capo di abbigliamento, nel mondo dell'aguglieria "moderna" che usa internet e conosce questi nomi di designer anglosassoni, è famosissimo: non è particolarmente complesso da eseguire, richiede solo due cuciture abbastanza facili e permette di creare un cardigan per bambini unisex (acquisterà "un sesso" una volta applicati i bottoni, a capo finito).

Per realizzare questo capo servono le istruzioni del modello, che ovviamente io non posso condividere per questioni di diritti d'autore ma che potete facilmente recuperare su internet: il modello era contenuto nel libro "Knitting Workshop", ancora acquistabile dal sito della Schoolhouse Press, la casa editrice che pubblica i lavori della Zimmermann... e sempre su questo sito è disponibile anche il PDF delle istruzioni di questo modello e della sua versione per adulti (la ASJ, Adult Surprise Jacket). Se seguirete i link che vi ho dato qui sopra riuscirete senza indugio ad ottenere la vostra copia!



Vi serve anche del filato.
La nostra amica Elizabeth parla di ottenere una tensione di "5 stitches for an inch", ossia 5 punti ogni 2,52 cm: se volete realizzare questo progetto ottenendo la taglia in particolare descritta dalle istruzioni, seguitela alla lettera usando un paio di ferri del numero adatto a raggiungere quella tensione.
Se per voi invece questo è un mero esercizio di stile oppure non vi interessa di raggiungere una taglia in particolare (della serie, "prima o poi gli andrà bene"), fate come la sottoscritta: me ne sono fregata (gulp!) e ho preso la prima merino da guerra che avevo sottomano per fare la prima versione, capirmi bene su come è strutturato il modello, e avviare il primo prototipo non definitivo... così da trovare quello che mi piace, quello che non mi piace e modificarlo per quello che regalerò alla mia futura nipotina (con un filato un po' più figo, ma non troppo che è pur sempre una neonata).
Quindi, per onestà, vi dico che sono già arrivata a metà / verso la fine del progetto, in modo da aiutarvi sulle meccaniche parti iniziali e per qualsiasi altra cosa non vi sia chiara.

Vi servono dei segnapunti, un paio a lucchetto o un paio di aghi di sicurezza (o spille da balia come preferite chiamarle): sono richiesti dal modello per segnalare dei punti in particolare dove vengono allineati dapprima le diminuzioni e poi gli aumenti.

Come competenze richieste, serve un master level in maglia legaccio (ahahhaha), saper fare gli aumenti (con qualsiasi metodo preferite) e la diminuzione che richiede nel modello, che sarebbe "sl 1, k2tog, psso", ossia "passa una maglia a diritto senza lavorarla, lavora due maglie assieme, passa la maglia non lavorata di prima sopra di queste due". La diminuzione doppia. Per farla facile.

Non serve sapere altro, per ora.
Sappiate che io sono una canna a cucire la maglia, perciò quella fase lì sarà arcana per me quanto per la più grande niubba della maglieria. É sempre la stessa storia, quella vecchia come il mondo, quella del calzolaio con le scarpe rotte: faccio questo mestiere da più di 5 anni esatti, riconosco difetti da lontano un chilometro... ma sono una pippa con le cuciture. Abbiate pietà di me!

Intanto, un grafico disponibile ovunque di cosa stiamo per andare a realizzare.


Per qualsiasi info sono qui, potete contattarmi tramite mail o nei commenti qui sotto.
Vi aspetto lunedì per i blocchi di partenza ufficiali, vi lascio il week-end per decidere come fare (e io nel frattempo mi informo per i metodi "legali" di aiuto).

giovedì 1 dicembre 2016

Aggiornamento costante

In poche righe vi dico come mai sono ancora così assente:

- a metà dicembre comincerò il rifacimento low-cost della cucina: questi fine settimana sono stati costellati di "missioni" di ricerca e studio all'ikea, computi metrici, riflessioni e maltempo;
- ho appena iniziato un campionario, al lavoro, veramente last minute, non particolarmente difficile ma che deve uscire perfetto al primo colpo e con tempi strettissimi (8 capi in una settimana);
- ho cominciato a campionare per la bsj e per il maglioncino, perciò vi aspetto qui la prossima settimana per cominciare a lavorare.

mercoledì 23 novembre 2016

Le cose belle si pagano

Ieri sera, mentre guardavo la finale di Hell's Kitchen, ho smontato e rimontato gran parte del cappotto, perché indossandolo mi sono accorta di diversi difettini che sarebbe stato meglio aggiustare prima di farci asole e compagnia bella.
Qualche ora prima ero andata a comprare i bottoni, che sono costati una cifra importante, però sono particolarmente belli... Mi ha particolarmente colpito la commessa del negozio (uno dei meglio forniti di bottoni di qualità della mia zona) che si è scusata ripetutamente del prezzo, e che le era già successo in passato di trovare clienti seccate per lo scontrino finale.
In verità vi dico quello che ho risposto a lei e che bene o male penso riguardo a tutto quello che riguarda l'hobby del cucito e della maglia: le cose belle si pagano.
Per questo cappotto ho consumato (sono alle prime armi con un progetto così vasto) più di 20 ore della mia vita, le stoffe usate mi sono costate quasi 100€. Non saranno i 5,50€ a bottone che mi manderanno in bancarotta su un progetto così, no davvero. Tant'è che probabilmente li avrei spesi in qualche altra ca**ata, in sigarette o altro. Meglio così.
Non è ancora finito del tutto, perciò oggi vi lascio con un selfie mattutino con il Thermis addosso.. 

lunedì 21 novembre 2016

Due settimane di progetti conclusi

Questo paio di settimane nel quale sono rimasta assente dal blog ho finito diversi progetti avviati, sia di cucito che di maglia.

Ho finito il Thermis, in primo luogo: ne sono abbastanza soddisfatta ma non lo annovereró tra i miei migliori progetti.
Poi mi son dedicata appieno al cappotto cucito, il mio primo progetto foderato e complesso, con tasche non inserite in cucitura e con le pattine... Le quali son venute bene, oltre ogni mia aspettativa.
Alla chiusura completa del progetto mancano solo asole e bottoni, alle quali provvederò in settimana.

Ho nel frattempo realizzato il primo campioncino per la resa della maglia rasata del mohair per il maglioncino a pizzo, ma non ho ancora trovato un punto che mi piaccia sufficiente per campionare la parte operata del maglione.

Così, per ora, sto cominciando con i progettino per la nipotina in arrivo, calcolando il filato disponibile e che colori potrebbero essere più adatti...

Spero di riuscire a fotografare il tutto il prima possibile!

lunedì 14 novembre 2016

Aggiornamento veloce

Ho avuto un fine settimana devastante di ricerche per la ristrutturazione di casa, perciò non sono riuscita a scrivere e sistemare niente.
Torno presto, datemi ancora un paio di giorni per capirmi!

lunedì 7 novembre 2016

Progettare una maglia... lace

Uno dei miei futuri progetti è quello di consumare del mohair che ho in casa.
Oltre a quello viola di cui parlavo in questo post, ho anche dell'altro filato nello stash che necessita di diventare al più presto un maglione.

Mi piace molto questo tipo di fibra perché permette, un po' come il cashmere, di avere davvero tanto calore in poco peso... e questa è una qualità che adoro.
Sono particolarmente freddolosa ed essendo abbastanza sedentaria nel mio tempo libero, tendo a
perdere la temperatura molto facilmente (carenza grave di vitamina D, alziamo la mano), ma allo stesso tempo detesto ricoprirmi di inutili strati e strati di abbigliamento per mantenermi calda, quando ne basta uno "fatto bene", con le caratteristiche più utili allo scopo.

Diciamo che ho scoperto che mi sarebbe piaciuto avere una maglia con questo scopo proprio quando, seguendo il Konmari Method (ne parlerò probabilmente più avanti) ho riordinato il mio armadio, e mi sono resa conto di avere un maglioncino solo con la caratteristica di essere "lace", quindi pizzo, ma particolarmente caldo... e di averlo usato all'infinito perché lo adoro.

Ecco: il maglioncino in questione è di una qualità infima e di dubbie origini etiche (probabilmente sarà stato fatto in uno sweatshop, purtroppo) ma in generale l'idea di fondo e lo stile mi piace particolarmente.

Ho cercato in lungo e in largo nel web qualcosa che corrispondesse in caratteristiche a questo capo che possiedo, ma con scarsi risultati.
Ci sono diversi modelli, anche di designer italiane, che hanno alcune peculiarità confacenti allo scopo mio principe, ma - onestamente parlando - nessuno di questi ha fatto un sincero "clic" nel mio cervello.

Sapete che rifuggo il mondo del design come poche cose al mondo perché non mi sento di avere niente di nuovo da proporre, sono una brava esecutrice e analizzatrice tecnica (soprattutto dal punto di vista industriale) ma non ho abbastanza sfera creativa per essere una designer di maglieria a tutto tondo... però, in questo caso, mi vedo costretta a disegnare un maglioncino lace per me.

Siccome non ho nessun interesse economico a riguardo, condividerò con voi tutti i miei passaggi di design a riguardo, così che possiate ispirarvi e magari carpire qualche tecnica.

Le caratteristiche che questo modello dovrà avere sono:
- Abbastanza lungo: voglio che mi copra il sedere e arrivi a metà coscia, così da poterlo mettere anche con i leggins, che non uso tanto spesso ma che sono molto comodi per stare in casa e per andare al lavoro quando la mattina è troppo traumatico togliere il pigiama;
- Davanti e maniche lace, dietro rasato dritto (o rovescio) pieno: mi piace molto questo effetto, che lo rende sufficientemente elegante ma non troppo;
- Da lavorare con un ferro grande per me, tipo un 4,5 mm, e con un filato di peso non superiore al fingering, in modo da consumarne poco e fare "tanta strada".

Per quanto riguarda il punto indagherò sicuramente nelle miriadi di dizionari di punti che ho, ma in più - probabilmente, scaverò anche in una enciclopedia di maglia che ho ereditato da mia madre, alla ricerca di una chicca vintage da attualizzare.

Indicativamente comincerò con questo progetto subito dopo la BSJ, perciò durante questo mese che mi aspetta prima di iniziare questa sorta di "KAL" in cui affronterò un modello che voglio fare da sempre, condividerò con voi tutti i passaggi del mio "processo creativo" che porterà alla realizzazione del maglioncino lace definitivo

Dallo schizzo preventivo e la scelta del filo, i primi campioncini di punto e studio della tensione, la presa misure indicative per lo sviluppo e la realizzazione del modello in se.
Per chi volesse seguirmi in questa avventura nel design, ci vediamo con i primi progressi lunedì prossimo!

venerdì 4 novembre 2016

Lavoro in corso: Thermis Cowl di Kris Knits

Io con il Manos Silk Blend variegato volevo tanto fare il Bandana Cowl di PurlSoho.
Però non ci sarei mai riuscita a farlo, perché il filo era troppo fino, ne avevo troppo poco... eccetera eccetera.

Perciò ho ripiegato su un modello che è stato uno dei primi che io abbia mai fatto, e il primo che ho comprato su Ravelry: Thermis di Kris Knits.

Ne avevo fatto uno con una merino rosa Peppa Pig di una qualità tremenda... e la sola idea di farmene uno con la Silk Blend mi regala dei brividini di libidine lungo la schiena.



Una volta finito questo cowl mi dedicherò finalmente alla Baby Surprise Jacket per la nipotina in arrivo... Volete farlo assieme a me?

Io penso di cominciare attorno al 2 Dicembre... vi mettete sui "blocchi di partenza" assieme a me?

Darò maggiori informazioni a riguardo più avanti sulla mia pagina Facebook.

mercoledì 2 novembre 2016

Lavori finiti: una giacca cardigan e una mantellina

Mi dispiace di non essere stata abbastanza costante in queste due settimane con il blog.
Aver ricominciato il corso, quest'anno, mi ha sballato tutti i microsistemi delle routine, senza contare che il cambio d'ora imminente, il buio presto e via dicendo mi stanno mandando in letargo prima del tempo.

In più il lavoro è particolarmente stressante e arrivo a casa la sera e son veramente cotta. Punto.

Al corso abbiamo cominciato a fare il progetto più impegnativo e complesso da un paio di anni a questa parte, ossia un cappotto foderato con tasche.
Ormai mi conoscete, sapete bene che dove stanno le cose "semplici" da fare, io fuggo.
Perciò io farò si un cappotto foderato, ma le tasche sono "tagliate" e non inserite nel fianco e sopra ci voglio mettere una cappa-mantellina.

A mo' di Sherlock Holmes. Però donna.

Perciò quest'ultimo mercoledì sera ho tagliato con la stoffa definitiva il cappotto (eccetto le maniche) e ho provato il cartamodello della mantellina con del tessuto in lana cotta di peso equivalente a quello scelto per il cappotto (ma decisamente più economico).

Così tra giovedì sera, venerdì sera e ieri sera ho imbastito il cappotto (che resta un segreto, per ora), ho finito questa giacca-cardigan di cui parlavo e ho cucito la mantellina di prova, che resta davvero carina da mettere sopra le giacche o da usare come coprispalle. 


Il cardigan è venuto veramente carino, "felposo" al punto giusto.
Si può rendere elegante o casual in base al resto del look, non è troppo pesante ne' troppo leggero.
Le rifiniture, alla fine, sono state fatte con lo sbieco elastico lungo tutto l'esterno (centro davanti, scollo, fondo), sui giromanica e lungo i fianchi delle maniche.
Ho fissato fondo e paramontura centro davanti con un sottopunto lungo a mano; avrei voluto rifinire anche i polsi a quella maniera ma non ne venivo fuori con lo spessore della cucitura del fianco manica con lo sbieco applicato, che era troppo grossa.
Così ho scelto di tagliare due polsini con la stessa stoffa e li ho cuciti e ribattuti all'esterno, prendendo dentro i margini di cucitura del fondo manica.
La ribattitura non è perfetta, purtroppo: il polsino era troppo piccolo per girare attorno al braccio libero della manica e lo spessore dei margini interni rendeva difficile essere precisi, visto e considerato che è tutto in maglia!
Però tutto sommato non è male, pure per una maniaca come me!  


La mantellina è davvero carina, per essere un'esperimento costato pochissimo.
Lo so che da queste foto non si vede benissimo, però è molto semplice da fare, se siete interessati in un prossimo post vi spiego come ho fatto!


Scusate la qualità pessima delle foto, e lo stendino, e il solito proverbiale casino...

lunedì 31 ottobre 2016

Recensione filato: Manos del Uruguay Silk Blend

Ho usato questo filato per realizzare due progetti, ultimamente: uno è stato il cappello Barley e l'altro è il Thermis cowl che sto facendo ora.

Già nel post in cui vi mostravo il lavoro finito del cappello avevo cominciato a decantarne le lodi a riguardo, Silk Blend è davvero un filato da provare, almeno una volta nella vita.
Ma vediamolo nel dettaglio.


Scheda Prodotto

Silk Blend di Manos del Uruguay

70% Merino, 30% Seta (tinto a mano)
135m / 50g //  a un solo capo, ritorto, peloso.
Peso: DK
Ferri consigliati sulla fascetta:  4 mm
Uncinetto consigliato sulla fascetta: non presente
Tensione consigliata sulla fascetta: 22 maglie / 30 ferri = 10 cm
Ferri usati nel campione: 4,5 mm in maglia rasata

Tensione ottenuta nel campione: 19,5 maglie / 30 ferri = 10 x 10 cm 


Il filato consta di una cartella colori particolarmente ampia, che spazia dai colori solidi ai variegati.
In particolare ho acquistato il colore 2660, un solido viola, e il colore 8931, un variegato che spazia dal verde chiaro al magenta (molto particolare).

In entrambe i casi il filato si presenta come da descrizione tecnica: un capo solo, ben ritorto, un po' pelosetto; per certi versi mi ricorda il Baby Merino Lace, come aspetto del filo, anche se in questo caso siamo decisamente con un peso ben diverso e una qualità decisamente superiore.
La presenza della seta si vede e si sente: i progetti finiti hanno la luminosità che contraddistingue solo i filati con queste percentuali e durante il lavoro il filato scivola al punto giusto sui ferri; per realizzare i miei progetti ho infatti scelto ferri in bamboo e fibra di legno, in modo da arrestare il pericolo di perdere punti per la distrazione.

Come accennavo nella mia descrizione di Barley, l'aggettivo giusto per descrivere questo filo è "pastoso": ha una mano densa e soffice, bella piena e ben calibrata. Adoro il suo essere leggermente pelosetto, ma ho anche la certezza che sia un filato che crea relativamente poco pilling anche se messo sotto sforzo e lavorato lentamente.

Il filato costa circa 11,40 € alla matassina da 50 g; ciò non lo rende un filato particolarmente economico ma credo che, data la splendida mano, la composizione, il peso, la tintura a mano e la etica aziendale che contraddistingue il marchio sia un prezzo più che onesto per la qualità di prodotto che si acquista.

Per realizzare il mio Barley ho usato una matassa e ne ho avanzato all'incirca un 10%, il che lo rende un filato da una buona resa per peso, soprattutto se si decide di compromettere leggermente la densità dei punti in favore di una mano un po' più aperta e morbida.


Giudizio complessivo 

Qualità/Prezzo: 
4.5/5
Cartella Colori: 
3/5

Risultati:
5/5
Trecce:
4/5 (se con colori semi-solidi) 0/5 colori variopinti
Fair-Isle:
Non testato ma suppongo che, essendo woolen, non dovrebbe venir male.
Lavaggio:
4/5
Bloccaggio:
4/5
Resa:
4/5
Voto complessivo: 4.5/5


Da provare, assolutamente.
Una cartella colori molto buona, una mano splendida
e la giusta quantità di seta.
Un prodotto di qualità ad un prezzo concorrenziale.


Link acquisto su Unfilodi.com

Link acquisto su Fili&Colori.com

Link acquisto su Coloridilana.it

lunedì 24 ottobre 2016

Lavoro finito (?): Emmaline

Qualche settimana fa ho finito il mio Emmaline rivisitato, però non ho completato la serie di modifiche perché, nonostante tutto, non sono convinta della forma del giromanica, di come mi veste sul seno e, soprattutto, del colore del filato (che era frutto di uno swap).

Quindi, prima di investire ore in rifiniture e fioretti, vorrei sperimentare la tintura del filato (che è un 100% lana) di un colore che porterei di più, tipo un viola scuro o un nero, a coprire la variegatura di marroni che, vista così, è decisamente troppo "country" per il mio stile attuale.

Per lo scopo della tintura credo che userò Coloreria Italiana per lana, seta e delicati... che mi sembra di aver visto in un negozio specializzato in detersivi della zona.

Vi aggiornerò sull'esperimento quando lo farò, anche perché poi seguiranno cicli di pulizia della lavatrice infiniti...
Nel frattempo, vi lascio con le foto che mi ritraggono con il capo indosso, consapevole che non è esattamente il miglior capo che abbia mai fatto (visto e considerato che, comunque, a livello della vita mi veste benissimo).




domenica 23 ottobre 2016

Lavoro finito: Barley di Tincanknits

Oggi scrivo in real-time per mostrarvi il mio cappello finito.

Sto continuando ad esaudire il mio desiderio di fare i progetti di cui parlavo in questo post in più o meno quest'ordine, il che per me è entusiasmante perché non solo sto continuando a scrivere qui spesso e bene o male con una certa regolarità, ma anche sto lavorando a maglia, sto continuando con il cucito e tutto ciò è veramente terapeutico per me.

Ho usato il filato Silk Blend di Manos del Uruguay che mi regalò Rob per il mio compleanno nel 2014, quando visitammo per la prima volta nella mia vita il negozio di Luisa, Unfilodi.
Questo filo è una cosa spettacolare, davvero. Credo che l'aggettivo migliore per descriverlo sia "pastoso": sembra di lavorare con il burro, come se si stesse impastando un delizioso pan brioche.
Credo che possa annoverarsi tra la rosa dei pochi eletti che reputo i filati più belli con cui abbia mai lavorato... e oso dire che mi piace di più la mano che regala il Silk Blend rispetto al costosissimo Road To China di The Fibre Company.

Ecco due foto scattate "live" stamattina (perciò scusate la faccia piena di sonno, eh eh).


Cosa dire invece del pattern? Lo trovo davvero ben scritto, semplice da seguire e il risultato non sarà poi così particolare ma è perfetto per esaltare filati già belli per conto loro: ottimo per chi è agli inizi con l'hobby e con le misure giuste per realizzare questo modello perfino per i neonati!
Avendo io cambiato la misura di ferro consigliato per realizzare questo pattern (sono scesa di un paio di numeri, se ricordo bene), ho seguito le indicazioni per la taglia L, ho lavorato fino ad avere 21 cm di lunghezza compresa la balza in costa 1x1 prima di cominciare a fare le diminuzioni; questo perché mi piacciono i cappelli un po' slouchy, ma non troppo!

In tutto non devo averci impiegato più di tre ore a realizzarlo, considerato che comunque io lavoro guardando la tv e senza fretta.

Un modello e un filato consigliatissimi!

mercoledì 19 ottobre 2016

Tecniche: Saldare i fili

Una delle attività che trovo più rilassanti in assoluto (anche se un po' tediosa) è saldare i fili di un lavoro a maglia.
In passato era una cosa che detestavo fare, poi, dopo l'avventura con Holly, non mi spaventa più.
Volevo condividere con voi, di nuovo, uno dei metodi che uso per saldare i fili, soprattutto quando ho lasciato una "codina" troppo corta.


lunedì 17 ottobre 2016

Recensione libro: Pattern Magic di Tomoko Nakamichi

Ho acquistato questo libro diversi anni fa, incuriosita da diverse immagini che avevo trovato nel Web.
É un libro molto particolare, decisamente pensato per un pubblico navigato o per modellisti, ma offre davvero molti spunti di riflessione e creatività per gli appassionati di cucito.


Pattern Magic, così si chiama la serie di libri di Tomoko Nakamichi, porta all'attivo al momento attuale 4 volumi (3 dedicati alle forme particolari, 1 ai tessuti elasticizzati) di cui io, al momento, possiedo purtroppo solo il primo.
Scopo principale della serie è di "distruggere" e ricreare in molte diverse forme il corpetto base, per andare a creare modelli sempre più complessi, tridimensionali e unici.



Non ho mai avuto il coraggio di realizzarne uno, proprio perché ero completamente digiuna e incapace nel momento in cui l'ho acquistato, ma per anni ho osservato rapita le pagine e le destrutturazioni della forma base del corpetto, sognando il giorno in cui anche io ne avrei capito qualcosa di più e sarei riuscita a creare qualcosa di ispirato da questo libro.



Ogni capitolo è dedicato ad una forma o ad una struttura ricreabile in tessuto con delle modifiche alle riprese e al disegno del modello base, in questo caso il "Bunka", in cui oltre alla ripresa alla vita, è presente una ripresa inclinata nel giromanica, invece della classica situata sul fianco, una sorta di incrocio tra un redingote e una ripresa a spalla: personalmente adoro il modo in cui vengono creati fiocchi di tessuto e geometrie in rilievo (come i cubi di pagina 50-51, che potete intravedere in una delle foto che ho inserito in questo articolo), senza dimenticare i corpetti intrecciati su forme tipicamente orientali, come il "bamboo shoot", ma anche la costruzione di fiocchi e nodi dal corpetto stesso, che sicuramente saranno i primi che sperimenterò sulla mia pelle, provando a partire dal modello base sulle mie misure anatomiche che conosco e vedendo se è possibile adattarlo anche per questi scopi, senza dover necessariamente affidarsi al corpetto "Bunka", più adatto ai fisici minuti ed esili delle orientali.

Il libro è edito dalla casa editrice "Laurence King Publishing", stampato in Cina, è brossurato con sovracopertina, stampato a colori anche se la maggior parte delle foto sono in bianco e nero e il colore viene utilizzato per rendere più chiari i passaggi della modifica dei cartamodelli.

Al momento è ancora disponibile su Amazon e nelle migliori librerie online alla modica cifra di € 18,84, mentre il prezzo di copertina sarebbe di $24,85.
Secondo me è una cifra irrisoria per un compendio di modellistica di così alti livelli, visto e considerato che si tratta davvero di un volume dedicato ad un pubblico di appassionate e modelliste "avanzate" e volumi di questo genere, nel mercato italiano, sono impossibili da trovare e quello che c'è difficilmente costa meno di  60-80€.

Conto con il tempo di finirne la collezione!

venerdì 14 ottobre 2016

Lavoro in corso: Una camicia e un cardigan da finire

Un paio di settimane fa ho ricominciato il corso di taglio e cucito... ormai è il quarto corso, quindi le cose si fanno particolarmente interessanti.

Prima però di cominciare a distruggermi con cappotti foderati e tasche, ho deciso di tagliare un'altra camicia - motivo principe per il quale mi sono iscritta, in primo luogo, a questi corsi.

Mi sono ispirata ad un modello estivo di Nara Camicie, seguendone alcuni tratti della linea ma scegliendo un tessuto e un collo leggermente diverso.

Se non lo sapevate, io adoro le camicie ma con il mio fisico era sempre stato un problema trovare la taglia corretta, poiché ho le spalle strette e un seno abbastanza prosperoso, perciò potevo solo ammirarle dalle vetrine senza mai avere la gioia di comprarne e indossarne una.
Fare questo corso ha esaudito questo mio più grande desiderio e perciò mi sto dando alla pazza gioia nel realizzare tutte quelle che ho sempre voluto e non ho mai potuto avere.

Ecco qualche foto della camicia imbastita e indossata, da una me un po' sfatta dal lavoro (scusate le occhiaie).



Non ricordo il tessuto di che materiale sia, suppongo una sorta di poliestere, con un effetto stropicciato molto blando, di un bellissimo viola scuro.
L'interno della abbottonatura e della scollatura verranno irrobustiti con una paramontura adesivata, mentre per i bottoni sono ancora indecisa su quale scegliere.

Ancora questa estate, nel corso precedente, avevo tagliato e imbastito una "giacca-cardigan" con un tessuto di maglieria.
Avendo avuto qualche problema nel rifinirlo all'interno con la mia macchina da cucire, avevo posticipato la fine dei lavori a quando avrei recuperato dello sbiego elastico e la pazienza di mettermi lì e bordare l'impossibile.
L'altra sera mi sono messa di buona lena e adesso, alla fine, manca di bordare gli orli di fondi e polsi e imparare a fare l'orlo invisibile con la mia Janome, visto che la voglia di fare sottopunto a mano non è proprio presente (ihihi).

Ecco anche qualche foto di questo lavoro in corso!



Non sono riuscita a trovare lo sbiego in tinta... perciò ho giocato di contrasto!
Credo che sia comunque un buon risultato, nonostante in diversi punti non lo abbia cucito perfettamente (ehm... ehm...): purtroppo maglia elastica e sbiego elastico, con una macchina da cucire che, seppur buona, non è "professionale", anche con l'ago per cucire maglieria e jersey, è un'impresa titanica... senza contare che non se ne parla nemmeno di imbastire la zona, visto che non si riesce a bucare l'elastico dello sbiego con ago e filo a mano... forse se avessi avuto il piedino che trasporta sarebbe stato meno traumatico, anche perché pure con la velina sotto non se ne parla di cucire come si deve... Però dai, dagli "errori" si impara!

lunedì 10 ottobre 2016

Pronti per Abilmente?

Non credo che serva che spieghi cos'è Abilmente, se sei un/una creativo/a in Italia.
Però, riassumendo per chi non è stato nel Bel Paese negli ultimi X anni, Abilmente è una delle più grandi fiere nel nostro Paese dedicate all'artigianato e alla manualità creativa, che spazia quindi dal decoupage, al cartonaggio, alla creazione di gioielli fino ad arrivare ai "classici" cucito, ricamo e maglieria, sia essa ai ferri o all'uncinetto.

Per chi come me ne è appassionata fino al midollo di queste cose, Abilmente è la realtà della perdizione più assoluta: se si è creative al punto giusto, è meglio attuare la regola salvavita dei casinò, ossia arrivare con i soldi contati e lasciare bancomat e carte di credito a casa, onde evitare di indebitarsi fino al midollo.
Parliamo di una fiera dove ci sono creative che arrivano con IL TROLLEY, giusto per rendere l'idea.


Non è che le offerte lì siano particolarmente convenienti (a parte lo stand di Auchtibouton, che consiglio CALDAMENTE a chiunque e dove, all'ultima Abilmente a cui sono andata, c'ho mollato 50 euri come fosse niente), però il concetto di averlo tutto lì, subito, da toccare con mano e per il quale si può evitare spese di spedizione e ricerche infinite, fa gola a chiunque.

Senza contare delle aree atelier dove puoi trovare tutti gli amici che hai conosciuto online riguardo i tuoi hobby, partecipare a corsi e seminari... e trovare milioni di idee per essere ispirati ancora di più!

Insomma, Abilmente è una fiera da non perdere.

Purtroppo però, come dicevo nel post precedente, quest'inverno non potrò andarci... sebbene ci sia un Grande Demone Celeste che continui a tentarmi nei modi più subdoli che possano esistere: giusto ieri, al cinema (!!!), c'era una promoter che mi ha schiaffato in mano 3 biglietti entrata con riduzione... (a proposito, se li volete contattatemi che in qualche modo ve li faccio avere!).

Di per sé non avrei avuto grosse necessità di spesa, ma si sa... va lì, e vai in estasi creativa e anche la più piccola p***anata LADEVIAVERE.

Perciò, voi che potete, andate anche per me che sono economicamente in difficoltà, or ora!

venerdì 7 ottobre 2016

Natale si avvicina... ?

Mancano undici settimane a Natale.
Non voglio sembrare la pazza che comincia a fare l'albero adesso e che decora casa per questa festa prima dell'8 Dicembre, sia chiaro: ve lo ricordo solo perché se volete cominciare a riordinare veramente le idee se volete fare regali fatti da voi a mano, questo è l'ultimo momento per farlo.

Sto parlando proprio io che, mentre sto scrivendo questo post, non ne ho proprio alba (LOL).
In verità vi dico, per me il Natale è una festa bellissima perché adoro fare regali.
Ho avuto egoisticamente paura, con i tristi avvenimenti del mio passato avvenuti proprio durante questo periodo (brutte BRUTTE storie con il mio ex nel 2012 e la morte di mio padre, esattamente l'anno seguente), che non avrei mai più avuto lo spirito di gioia che mi aveva sempre contraddistinto in questa stagione.

Per fortuna è stata una paura vana, perché non ho permesso a tutto quello che è successo di abbattermi così tanto da togliermi la voglia di festeggiare in famiglia.

Perciò l'argomento clou è: che regali farò quest'anno?

Non ho ancora le idee ben chiare ed effettivamente il tempo necessario per fare luce sul da farsi.

Sto per attraversare un periodo di "austerity" (definiamolo così, che dire miseria pare brutto), in vista di un probabile futuro mutuo di ristrutturazione (glomp!), un cambio di smartphone (il mio caro HTC sta beatamente tirando le cuoia, ahimé), perciò, mio malgrado, non potrò e non dovrò andare ad Abilmente - terra di perdizione e peccato per chi, come me, adora maglia, cucito e ricamo.

Perciò adesso devo resettare le idee in breve tempo, controllare le mie "scorte" di materiale e mettere in piedi qualche idea... vi aggiornerò con qualche consiglio e spunto in futuro, ma per adesso vi lascio con i miei regali dell'anno scorso.

Per la mia famiglia "acquisita" (sorella del mio ragazzo, il suo compagno, la mamma del mio ragazzo e il suo compagno, la figlia del compagno della mamma del mio ragazzo e suo marito - e il topolino che al mercato mio padre comprò... eh no, ops. mi è sfuggito...  è che dire "cognata" "suocera" mi fa venire i BRIVIDI) ho realizzato una serie di calze addobbo ai ferri, con ricamati nome e disegni per ognuno di loro (il che fa sei calze).
Le ho foderate con una quella stoffa a quadretti all'interno e le ho riempite di caramelle, cioccolatini e prodotti per il corpo...

L'impresa titanica è stata che l'idea per questo regalo l'ho avuta ed espressa al mio ragazzo il 30 novembre... e constava di 3 calze, un po' più grandi - una per coppia.
Convinta che mi avrebbe detto "Ma no, ma dai... hai così poco tempo, magari l'anno prossimo..." mi son ritrovata con un "Bella idea! Ma forse sono meglio una a testa, che dici?".

Eeeeh... alla fine ce l'ho fatta! Ho messo il turbo, abbassato un po' le aspettative di look finale... ma eccole qui, nella gloria di una foto scrausa che le ha immortalate, sotto l'albero, l'anno scorso!


Spero di avervi dato qualche idea, e voi condividete le vostre con me, ci tengo!

mercoledì 5 ottobre 2016

lunedì 3 ottobre 2016

Lavori finiti: Vitamin D di Heidi Kirrmaier

Finalmente ho trovato il tempo per scattarmi qualche foto con Vitamin D indosso!


Io direi che mi sta bene, nonostante la fatica fatta per affrontare tutta quella maglia rasata!


mercoledì 28 settembre 2016

Video - tecniche: avviare un lavoro circolare sui ferri a due punte


Dal prossimo video la qualità video e audio dovrebbe migliorare, visto che son riuscita a far funzionare la reflex anche per questi scopi.
Spero che la spiegazione sia chiara e che il video sia sufficientemente comprensibile... sapete bene che resto la solita "scoppiata" di sempre, perciò non prendete paura! (LOL)

Per qualsiasi chiarimento o suggerimento, usate anche i commenti qui sotto!

lunedì 26 settembre 2016

I miei pattern preferiti di Ravelry di sempre

Oggi ho deciso di condividere con voi i miei 5 pattern di maglia preferiti dalla notte dei tempi su Ravelry.
Alcuni di loro non li ho mai nemmeno affrontati, perciò non so se sono scritti come piace a me o se sono una ciofeca, diciamo che questo post racchiude i miei "colpi di fulmine", quei modelli che ho nella queue da sempre e che prima o poi affronterò.

Venezia Pullover di Eunny Jang

Lo adoro, davvero.
Il motivo fair-isle all-over, le steeks, i colori del prototipo fotografato nella rivista, le maniche 3/4, il filato scelto - la Spindrift di Jamieson's Shetland... la pubblicazione sulla mia rivista preferita, ossia Interweave Knits.

Venezia per me è il modello perfetto.
Complesso ma non impossibile, un capo da inserire nel guardaroba senza pentirsene e trovandoci sicuramente una destinazione d'uso.

Scritto dalla ex-direttrice responsabile della rivista, credo sia nella lista dei preferiti di molte persone oltre a me, Ravelry conta 285 scaltri utenti che han deciso di realizzarlo.

Ecco la sua pagina Ravelry.

#17 Flounced Pullover di Vladimir Teriokhin

Vogue Knitting non si smentisce mai, questo modello è un vero e proprio esercizio di stile.
Le destinazioni d'uso per un capo del genere non sono poi molte, ma lo trovo perfetto nel suo essere sopra le righe in ogni dettaglio, dalla manica arricciata alla schiena iperdecorata.

Se devo essere onesta, il colore rosetta antico pallidino miseria non gli da la dovuta giustizia: lo rende si elegante, ma decisamente noioso: immaginatelo in un candido bianco ottico o in un color senape! PERFETTO!

Ecco la sua pagina Ravelry.

Ink di Hanna Maciejewska

Credo sia nella top dei preferiti di Ravelry da anni, ormai.
Prima o poi lo farò, perché di cardigan a metà coscia con le trecce non se ne hanno mai abbastanza, in più nonostante tutto ha delle linee talmente pulite e semplici da renderlo un capo abbinabile a moltissimi outfit casual (jeans + t-shirt + cardigan) sia autunnali che invernali.

Probabilmente quando lo farò per me gli accorcerò decisamente le maniche, perché l'effetto "Cucciolo" dei 7 nani di Biancaneve mi poteva piacere nel mio periodo "teenage - angst", ma adesso che vado per i trent'anni ho perso l'abitudine e non tollero le maniche che superano il polso, considerando che nove volte su dieci porto le 3/4 proprio per ovviare al fatto che altrimenti le tiro su al gomito sempre.

Ecco la sua pagina Ravelry.

Sylvi di Mari Muinonen

Questo è stato uno dei primi progetti che ho aggiunto ai preferiti di Ravelry.
La verità è che non so se lo realizzerò mai, perché non saprei come portarlo e con cosa abbinarlo, senza considerare che secondo me i cappotti in maglia fanno una brutta fine a livello del sedere con l'uso, e quel tipo di usura lo detesto - visivamente parlando.
C'è anche da dire che finché sono giacche in maglia, trovo che tengano bene la struttura e che possano essere sia eleganti sia casual in base a cosa vengono associate, ma i cappottini in maglia, con la loro tendenza a far crollare le spalle, fanno sempre quel look un po' "trasandato chic" che con me, le mie occhiaie e la mia mancanza cronica di voglia di truccarmi perfetta ogni giorno, fa decisamente troppo "tossicodipendente in trasferta".
Perciò no, non credo che lo farò mai... ma resta tra i miei preferiti per sempre, perché lo trovo davvero un bel modello, fantastici i fiori di maglia applicati e la scelta dei punti.

Ecco la sua pagina Ravelry.

E adesso, dulcis in fundo, il mio progetto preferito in assoluto.
Lo so, è strano, ma lo adoro.

Clint di Nikol Lohr

Questa è una replica decisamente accurata del poncho indossato da Clint Eastwood in "Per un pugno di dollari", realizzata all'uncinetto (ahimé per me) e la trovo talmente pulp da non poter mancare nel mio guardaroba.
Onestamente parlando, non credo sia nemmeno poi così difficile, come progetto, solo probabilmente sarà veramente lungo e noioso da realizzare... ma volete mettere girare così per le strade?
Ah, cosa darei!
Il modello è contenuto nel libro "Pop Goes Crochet" di Vickie Howell, che si trova ancora su Amazon ad una cifra ridicola (meno di tre euro).
Già solo vederlo di nuovo in foto mi fa venir voglia di trovare il filo adatto e cominciarlo!

Ecco qui la sua pagina Ravelry.

E voi? Quali sono i vostri preferiti di sempre?

giovedì 22 settembre 2016

A lezione di: modifiche in corso d'opera

Emmaline procede davvero veloce, tanto che ho finito le maniche a tempo di record e sono già arrivata al punto in cui si fa "la prima prova" per vedere dove finire la parte dedicata al seno.

Così ho messo il lavoro su una lifeline, mi sono predisposta davanti allo specchio e... ORRORE!

Sono rimasta inorridita dalla vestibilità di questo modello sul mio fisico, non tanto per quanto riguarda la "comodità" della zona seno e della distribuzione "volumi" (lo stile "mondina" lo avevo già capito fin dalle foto proposte con il modello, e il filato che ho scelto di certo ne amplifica questo aspetto, rendendolo un capo molto "uscita fuori dai boschi", neanche fosse di Stephanie Dosen, che continuo ad adorare), ma soprattutto per la forma e le misure decise per la scollatura.

Non per essere maniaca, ma la proporzione tra scollatura e giro seno è completamente da rivedere in questo modello, non ci sono scusanti.
La scollatura è decisamente troppo larga già in partenza, visto che siede al limite dell'osso della spalla e allo stesso tempo è particolarmente profonda anche sul davanti, creando quindi una forma che non è ne' a barchetta, ne' un girocollo.
Un errore madornale di vestibilità è che nelle maniche raglan non si incava il coppino. MAI.
Non si fa.
Anzi, nella costruzione top down, metà dei punti della manica e tutti quelli dedicati al davanti dovrebbero essere aumentati mano a mano che si procede con la lavorazione, in modo da creare una schiena che copre in maniera corretta il dietro, che sostiene la forma desiderata di scollatura e che da spazio di vestibilità alle scapole senza creare rigonfiamenti nel giromanica davanti.

Non solo sbagliando in maniera catastrofica il giromanica, la scollatura - non prevedendo nessun tipo di bordo rimesso - non sta in sesto e, ed essendo così larga e poco proporzionata con il giromanica, costringe chiunque abbia un seno prosperoso di sacrificare nella scelta della taglia da seguire o le spalle, o il seno, rischiando pure di non riuscire ad indossare il capo per via di un giromanica raglan completamente sbagliato in sviluppo fin dall'inizio.

Lo so, posso sembrare cattiva, ma questo non è un errore di scrittura del pattern o un qualcosa causato dalla tensione leggermente diversa o quant'altro.
Questo è scrivere un modello e condividerlo senza avere cognizione di causa di come si fa una determinata cosa, che può andare bene a tanti ma a chi fa questo di professione fa salire il sangue al cervello.
Esattamente come quando leggo frequente di aumenti sulle maniche che, a partire dal polso, sono più distanti prima e più lunghe dopo - quando dovrebbero essere esattamente al contrario.

Detto questo, per salvare il salvabile visto che ne ho la tecnologia, ho pensato a diverse soluzioni per recuperare in extremis qualcosa che sarebbe destinato alla distruzione immediata tramite combustione.

Le maniche, allo stato attuale, vestono abbastanza bene, considerando che ho deciso di allungarle.
L'unica pecca è che sono un po' larghe verso il polso ma niente di particolarmente fastidioso.
La parte superiore del corpetto, come dicevo sopra, è decisamente abbondante perché ho deciso di privilegiare la mia misura di seno rispetto a quella delle spalle, perciò sarà da rivedere la scollatura in modo da sostenerla maggiormente e renderla anche decisamente più accollata.

Questo è più o meno quello che avrei deciso di fare per migliorare il modello, ormai che il danno è fatto.


Oltre ad aver allungato le maniche, ho intenzione di riprendere sia il collo che i polsi con un altro filo, adesso come adesso il più papabile per peso, composizione e colore è un gomitolo rimanente di Nepal di Drops Design, e con il ferro 4,5 mm, qualche ferro più indietro, realizzare i polsi e il collo.
Per quanto riguarda la scollatura, sto considerando di fare una sorta di "mitering" per gli angoli, in corrispondenza del raglan, mentre i polsi sto ancora riflettendo se farli direttamente ripresi dal fondo delle maniche o se fare un avvio tubolare e poi unirli alle maniche con l'ago a mano.

Intanto, queste sono le considerazioni che ho deciso di intraprendere per salvare il progetto, anche perché è l'unico che mi permetterebbe di usare il filato che ho scelto.

lunedì 19 settembre 2016

Un paio di parigine ai ferri, nel mio futuro

Ho scritto anche in passato di quanto sia interessante e importante imparare a fare le calze ai ferri.
Non avranno un utilizzo poi così incisivo, ne sono consapevole; ma mi sono accorta che le designer di questo tipo di accessorio tendono veramente a includere molte cose da inserire nel proprio bagaglio di conoscenze, spaziando tra punti operati particolari, costruzioni avant-garde e avvii e chiusure particolarmente efficienti.

Negli ultimi anni, per diversi motivi, non ho realizzato calze ma ne sento molto la mancanza.

Credo che, dopo aver finito "la lista" di progetti che ho deciso di intraprendere nel breve periodo, mi dedicherò a realizzare un paio di parigine lunghe, il tipo di calza pesante che uso di più in assoluto in inverno.

Queste sono quelle che più mi piacciono su Ravelry, e che credo che faranno parte del mio guardaroba invernale!


venerdì 16 settembre 2016

Lavori in corso: Emmaline

Avendo finito il mio Vitamin D, ho cominciato subito il progetto che avevo in lista subito dopo, ossia Emmaline di Jennifer Wood.

Avevo rimosso il fatto che, lavorando con un ferro 7 mm, ci vuole così poco tempo per realizzare un progetto!




Ho cominciato domenica pomeriggio mentre guardavo la MotoGP e ho già finito lo sprone e una manica!

Appena finirò anche l'altra manica e avrò fatto un altro po' di "corpo", lo indosserò per mostrarvelo!

Comunicazione di servizio: ho finalmente aperto la mia pagina su Facebook, dove cercherò di segnalarvi tutti i miei nuovi post, così che vi possa essere più semplice seguirmi.
Vi avviso già che all'inizio non sarò particolarmente attiva lì poiché il mio smartphone mi sta abbandonando... ma appena avrò provveduto a cambiarlo, cercherò di condividere con voi molto di questa mia passione anche lì!

mercoledì 14 settembre 2016

Tecniche: La Baby Surprise Jacket di E. Zimmermann

Siccome presto avrò una nipotina, finalmente ci sarà un motivo, oltre che un interesse personale, per realizzare questo famoso progetto di una delle mie designer preferite di tutti i tempi, ossia Elizabeth Zimmermann.

Questo progetto è famoso per la sua costruzione peculiare, che prevede due sole cuciture sulle spalle ma che, di fondo, è una sorta di "origami" di maglia.

Questo è un video su Youtube, molto breve, che illustra cos'è questo modello se non ne avete mai sentito parlare e la sua magia.


Ho intenzione di "ospitare" una sorta di KAL con voi quando comincerò a realizzarlo, attorno al mese di Dicembre.
Ditemi qui sotto sui commenti se ciò potrebbe farvi piacere!

lunedì 12 settembre 2016

Recensione Filato: "Baby Alpaca Silk" di DROPS Design

Mi sembra doveroso ormai recensirvi il filato "Baby Alpaca Silk" di Drops Design, un marchio abbastanza conosciuto per il buon rapporto qualità - prezzo e che ormai ho annoverato tra i miei "best-buy" da quando lavoro ai ferri.

Questa recensione sarà un po' diversa dalle solite, perché ho deciso di dare peso a fattori che normalmente non vengono considerati immediatamente, come la resistenza del filato all'essere disfato più volte e la durabilità del filato nel capo realizzato dopo i lavaggi e il tempo.

Questo prodotto in particolare l'ho usato per due progetti importanti.
Il primo è stato il "Same Same But Different" di Ankestrick diversi anni fa; sebbene ormai sia diventato decisamente un po' troppo "comodo" sul mio fisico, continuo a portarlo spesso in inverno perché estremamente confortevole e caldo, pur essendo realizzato con un filato di peso leggero (il Baby Alpaca Silk è considerato un fingering).


In seguito, con il filato avanzato da questo progetto, avevo deciso di realizzare Laika di Ysolda Teague, tratto dal libro "Little Red in The City".
Sembrava perfetto per il modello, peccato che non sia mai riuscita ad ottenere la tensione corretta con qualsiasi numero di ferro, realizzando quindi 2 volte il busto completo del modello ma completamente fuori misura (all'epoca era almeno di 4 taglie più grande, il risultato... se lo avessi finito, sul mio fisico attuale sarebbe diventato un cappotto oversize!).
Così ho disfato tutti i lavori e ho lasciato in parte per più di tre anni il filato a riposare... fino a quando, qualche mese fa, ho cominciato a lavorare al Vitamin D. di Heidi Kirrmaier.
Il filato, sebbene sia stato recuperato più volte da un modello lace, ha sì subito delle "deformazioni" ma non ne ha modificato la lucentezza, ne' lo sfibrato troppo da farlo aprire continuamente dalla ritorsione.
Considerando che, per pigrizia, non l'ho nemmeno ammatassato e lavato prima di riutilizzarlo, è stato straordinario l'effetto del vapore caldo a distanza sul progetto finito che non solo ha eliminato le imperfezioni date da filato "disfato", ma ha anche regolarizzato la mano senza nemmeno danneggiare la luminosità della seta contenuta.

Per quanto riguarda invece l'aspetto del Same Same dopo 5 inverni di utilizzo, posso tranquillamente dire che per la tipologia di filo (alpaca, quindi una specie di sottovello) sta mantenendo una straordinaria capacità di non riempirsi troppo di pelucchi considerando che lavoro con una mano molto lenta... e, non me ne vogliano le puriste del lavaggio, tutti i miei maglioni fatti ai ferri di qualsiasi composizione (lana, cashmere, alpaca, seta, cotone), dopo l'ammollo freddo con il sapone, si fanno un bel giro di centrifuga con l'acqua fredda e un tappino di Sfeltro per diventare morbidosissimi... e nonostante questo trattamento "hardcore", è rimasto perfetto!

L'unica pecca che ha quel modello è data dal design, non dal filato, ossia una lista ridicolmente stretta su un cardigan con un sormonto veramente sacrificato.

Credo che questo filato possa essere perfetto non solo per progetti a maglia prevalentemente rasata, ma anche per quelli con trecce e punti operati vari, poiché la luminosità della seta fa risaltare i punti in una maniera eccezionale.
Trovo inoltre che sia un filato dal peso perfetto per realizzare modelli caldi ma non troppo pesanti e "ingoffanti", che creano inutile volume sotto gli abiti.

Al momento, trovo che il sito italiano che abbia a catalogo disponibili la maggior quantità di filato di Drops sia Di Lana e D'Altre Storie, perciò vi lascio il link a quel negozio.

venerdì 9 settembre 2016

Lavoro in corso: Vitamin D

Sto finalmente vedendo la fine del tunnel!
Ormai ho raggiunto il bordo finale del corpo, quello fatto a puro legaccio.
Al mettere la fine a questo progetto manca giusto la lista, un bel steam-block con il ferro per sistemare il filato che in parte deriva da un progetto disfato e quindi è "un po' brullo" in alcuni punti...

Condivido con voi alcune riflessioni finali sulle spiegazioni di questo modello, che per chi si fosse perso qualche mio post, è "Vitamin D" di Heidi Kirrmaier.
Lo trovo abbastanza ben scritto, decisamente dettagliato nelle spiegazioni e, nonostante il mare di maglia rasata, è interessante il gioco di ferri accorciati, che trovo veramente ben spiegati per iscritto e forse i più "belli" esteticamente che abbia mai fatto... ma devo anche dire che quella parte è durata un'eternità per me, che veramente mal sopporto il rasato!

Il filato che sto usando per questo progetto è "Baby Alpaca Silk" di Drops Design, avanzato da diversi progetti, che ha cercato già di essere, in passato, un modello di Ysolda Teague con scarsi risultati.

Essendo un modello top-down, posso mostrarvelo in prova indossato al punto a cui sono arrivata...

Una visione della schiena, ovviamente un po' ripiegata per via del cavo ancora infilato!
(evviva le lenzuola stese!)
(ah si, ho fatto un undercut... non prendete paura!)

Scusate l'appeal sfatto, ma con la sveglia alle sei mi era impossibile essere uno splendore!
Il filo fuoriesce dal mio sacchetto portaprogetti handmade, fatto diversi anni fa seguendo il pattern
di FrauVau "Alma", che era in vendita su DaWanda.

Chiudo la carrellata di foto con un dettaglio del davanti incompleto.

Ormai manca davvero poco alla fine, perciò non vedo l'ora di condividere con voi le foto del progetto finito!

mercoledì 7 settembre 2016

Videotutorial: come fare il "Jeny's Surprisingly Stretchy Bind Off"

Sono tornata con una piccola video-spiegazione.
Però son terrorizzata dalla qualità audio infima e dal mio tremendo accento veneto (mi sembra di sentir parlare una contadina...)!



Spero di essere stata chiara, altrimenti scrivetemi pure nei commenti!

lunedì 5 settembre 2016

Recensione Libro: "The Knitter's Book Of Wool" di Clara Parkes

Ho parlato qualche tempo fa di questo libro, citandolo in questo post assieme agli altri due libri che vivono nella mia lista di quelli che non possono mancare nella libreria di un'appassionata di maglia ai ferri.


Ho conosciuto questo tomo diversi anni fa, ne si parlava spesso in rete (soprattutto su Ravelry) e veniva caldamente consigliato da knitter del calibro di Ysolda Teague... così, spinta dalla curiosità, me lo sono comprata (il mio account di Amazon detta che correva il novembre dell'anno 2012... pensa te come corre il tempo!).

L'ho divorato in qualche sera e ben presto mi son resa conto che questo era non solo il libro da leggere per informarsi, ma soprattutto quello da tenere in libreria per la consultazione costante... e da allora non mi ci sono più separata.

Come accennavo nel post precedente, questo libro è particolare nel suo indice: non solo raccoglie una serie di modelli che spaziano dall'accessorio (calzini, cappelli, guanti, sciarpe...) al vero e proprio capospalla (maglioni, giacche), passando per l'home-decor, racchiudendo quindi 19 spiegazioni per altrettanti progetti, ma anche si dedica in primo luogo alla divulgazione scientifica sulla fibra in sè (che cos'è la lana), i diversi tipi di filatura (uno su tutti la differenza tra woolen e worsted) per poi sfociare nel succo che compone il cuore del libro, ossia la descrizione per caratteristiche dei diversi tipi di lana di pecora e delle razze dalle quali viene prodotta... perché, dovete ormai ben sapere, non esiste solo la merino!
Questa parte è interessantissima proprio perché, entrando così nello specifico per ogni relazione fibra / pecora, viene dedicato uno spazio importante al come usarla al meglio, se il filato ricavato è adatto alle lavorazioni a colori, se è idoneo al contatto diretto con la pelle, quali sono le sue caratteristiche "pre-filatura".

Il quarto capitolo del libro è dedicato a come questa meravigliosa fibra si mescola con gli altri tipi di materiali, con un occhio particolare all'effetto finale che vogliamo ottenere: la lana si mescola bene con seta, alpaca, mohair e fibre vegetali per aumentarne la consistenza e la lucidità; con l'angora, il cashmere, il qiviut e il bisonte americano per l'etereo effetto velato... ma si può anche mescolare con altri materiali per aumentarne il calore e la durevolezza... e le migliori combinazioni vengono spiegate tutte in questo libro!


Il mio libro è la prima edizione rilegata con sovracopertina, consta di 208 pagine, è in lingua inglese ed è edito dalla Potter Craft New York, ed è stampato in Cina (...).

Trovo l'edizione particolarmente curata, all'epoca la pagai (escluso il trasporto) poco più di 20 €, e lo considero ancora un buon rapporto qualità - prezzo, data la rilegatura, la carta usata, la stampa ben fatta e la grafica accattivante (non si giudicano i libri dalla copertina, ma diciamo pure che un bel lavoro di grafica non solo esternamente ma anche internamente, in questo tipo di libri, incoraggia molto all'acquisto).

Onde evitare di incappare in rogne legali, non posso mostrarvi foto dettagliate dell'interno del libro, ma vi lascio con questi spezzoni un po' "oscurati" in modo che possiate farvi un'idea.


Vi lascio anche il mio link affiliato su Amazon se volete acquistarlo lì, in questo caso vi consiglio caldamente l'edizione digitale in quanto il libro ha raggiunto cifre esorbitanti (probabilmente non è più stato ristampato), altrimenti vi ho già preparato questo link per ricercarlo su Ebay.


Un bacio grande!

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