lunedì 13 giugno 2016

Progetto destashing, Capitolo Uno: della maglia e della lana

Dopo aver passato gli ultimi tre anni a presentarmi solo sporadicamente in queste pagine, giusto per dire "sono viva, sto ristrutturando", mi sembra doveroso raccontare di alcune delle decisioni che ho preso riguardo le mie cose.

Non ho mai tenuto nascosto di avere troppo per casa, tanto che mi son ritrovata a pensare a posteriori di essere stata un'inconsciente da non valutare eventuali rischi d'incendio.
Allo stesso tempo sono sempre stata una persona dai mille interessi, cresciuta da un uomo nato nel 1938 che nella vita per molti anni non aveva niente e che credeva fermamente nel "pol sempre servir" (può sempre servire).

Quindi ho accumulato quantità vergognose di tutto, proprio per questa filosofia di vita.
Non è del tutto sbagliato, ma come dice il motto "in medio stat virtus", la virtù sta nel mezzo.

Nella puntata di oggi voglio dedicarmi allo scopo principe di questo blog, ossia la maglia: escludendo la libreria che ho riempito di libri e pubblicazioni riguardanti il tema, il problema principale era il filo.
Ne ho talmente tanto che credo veramente non mi basterà la vita per finirlo, davvero.
Ed è un peccato mortale, perché sono soldi spesi che potevano essere investiti in altro; perché alcuni filati davvero non so cosa mi abbia preso nel cervello per averli recuperati e portati in casa.
Ho deciso di non comprare più filati finché non abbia finito almeno 3/4 di quella che mi ritrovo: i progetti da fare ci sono (ho una queue di Ravelry che fa spavento), il tempo se ottimizzato al meglio pure.

In primis, ho finito Holly di Kaffe Fassett, l'anno scorso.
Era un progetto in corso da un tempo vergognosamente lungo, ma anche un "accumulo" di filato da finire.
L'emozione che ho provato quando ho cucito l'ultima parte è stata impagabile e ha dato spinta a quello che adesso è un po' di mesi che sto facendo.

Al momento attuale, da ottobre dell'anno scorso ho finito una maglia / felpa ai ferri basata sulla Edge Hoodie di Veronik Avery, una sciarpa / scialle per un'amica basato sul Reyna di Noora Laivola e adesso sto lavorando ad un Vitamin D di Heidi Kirrmaier con della Baby Alpaca Silk di Drops comprata più di un lustro fa e facente parte di più progetti froggati...

Sto attuando anche la stessa politica con quello che deriva dal corso di cucito, onde incappare nella stessa problematica: acquisto stoffa solo con progetti chiari in mente e non compro niente finché non finisco tutto quello che ho di vecchio impiantato / stoffe accumulate.

Sembra un po' restrittiva come cosa, ma allo stesso tempo posso dire che mi sto godendo di più i miei hobby, perché riesco a dedicarci me stessa con un obiettivo chiaro in mente e desiderando il risultato; sto risparmiando più denaro, che non è mai brutto di questi tempi; sto realizzando progetti che indosso veramente tanto al punto che, eccettuato per l'intimo, i jeans, le scarpe e un paio di canotte trovate a un prezzo ridicolo, non sto comprando più niente da vestire da quasi 3 anni... perché mi realizzo su misura tutto ciò che desidero... ed è impagabile!

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