mercoledì 27 luglio 2016

Scegliere un filato per un progetto a maglia

Oltre ad alcuni accorgimenti alla costruzione in base ai capi che vogliamo realizzare, è importante anche scegliere il filato giusto per ogni modello a maglia.

La creatività ci permette di usare quello che vogliamo quando lo desideriamo, ma questi vogliono essere un consiglio per fare di un filato, come si usa dire, "la morte sua" di un modello.

In generale i filati particolarmente variegati nel colore, di qualsiasi natura siano, sono adatti per lavori su base rasata o con motivi texturizzanti a fili flottanti (punti tessuto, alcuni effetti diagonali).
I lavori a trecce, traforati o con motivi alternati dritto/rovescio spesso imbruttiscono il filato e il modello; trovo che sia anche difficile utilizzarli per un maglione completo, e in questo caso non intendo le variegature di colore "lunghe" (tipo la Kauni, o la Evilla Preyarn per citarne alcuna) o i colori "semi-solidi", ma quei filati sock weight intesi appunto per fare calzini, quindi al limite dell'autorigante.

I colori uniti e lucidi son perfetti per far esaltare le trecce e i lavori traforati.

Dopo, è necessario creare una divisione tra le fibre animali e quelle vegetali.
Le prime tendono ad essere più "leggere" rispetto alle seconde a parità di spessore: il cotone e il lino, soprattutto, risultano particolarmente pesanti e rigide, indifferentemente dal fatto che siano qualità di filato pettinate o meno.

Le fibre vegetali (cotone, lino, canapa, ...)
Sebbene risultino abbastanza scivolose, tendono ad essere poco o per nulla elastiche.
Nonostante con il lavaggio tendano ad ammorbidirsi e a chiudersi rendendo il lavoro più fitto, non perdonano molto le misure finali e, se lavorate tanto strette, sono poco confortevoli.
Trovo il cotone e il lino perfetti per i lavori ovviamente estivi e personalmente trovo superflua l'esistenza di filati di questo tipo con peso superiore allo sport se non in accoppiata con una fibra animale (tipo i lana-cotone, cotone-cashmere, cotone-seta,...).
Personalmente non amo molto il cotone, tendo a trovarlo un filato che mostra il suo lato migliore lavorato all'uncinetto piuttosto che ai ferri; trovo però che designer abbiano realizzato gran bei modelli usando questa fibra e valorizzandola.

Le fibre animali (lana, alpaca, cammello, seta, cashmere, mohair, angora, yak, ...)
Sono tutte fibre che arrivano da animali, alcune dal loro vello, altre dal sottovello, altre ancora sono nate da una bava da loro prodotta (seta).
Intanto credo sia doveroso dividere quelle date dalla tosatura di un vello e quelle pettinate via.
Le prime tendono ad avere più corpo, più sostanza e, in alcuni casi, sono più rigide e meno adatte al contatto con la pelle; le seconde sono leggere, calorose, scivolose e morbidissime.
Già da queste descrizioni riuscite a delineare cosa è meglio usare per fare determinati progetti: il maglione indistruttibile per l'inverno sarà realizzato con un filato da vello (lana), mentre la stola impalpabile da mettere sopra il cappotto nelle serate speciali dell'inverno sarà con un filato di sottovello (cashmere, angora, ...).
Considerate anche la vostra capacità di sopportare il peso dei capi, che se volete caldi e leggeri saranno da realizzare con un sottovello, come anche se avete problemi con pruriti e allergie varie.

Credo che la morte sua di un filato in cashmere o in alpaca, a peso fingering-lace, sia un abito o un maglione a motivi traforati o a trecce.

Per i maglioni a lavori a più colori, tipo il fair-isle o l'intarsio, credo sia la morte sua usare il filato principe per realizzare questi modelli, ossia la lana Shetland, particolarmente ruvidina ai primi utilizzi, con un leggero strato di "pelo" ma con l'innata capacità di mescolare i colori.

E voi, concordate con me?

Nessun commento:

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails