mercoledì 17 agosto 2016

"Alta tensione": l'importanza della tensione nella maglia ai ferri

Conosco il lavoro a maglia da poco tempo rispetto la media di molte appassionate: imparai a lavorare a dritto quando ero bimba, sotto gli occhi scrupolosi della mia mamma, ma solo nell'estate del 2009 con i video di Knittinghelp riuscì a svelare l'arcano del rovescio e dell'avviare i punti, che per me erano un mistero insolvibile.
Sapevo a grandi linee lavorare all'uncinetto (imparato male tramite internet, perché confondo sempre i diversi tipi di punto...) ma la maglia era un mistero.

La verità è che poi sono arrivata dove sono ora per due motivi principali: il primo è che mi sono applicata da subito, con costanza, senza arrendermi alle difficoltà che incontravo e cercando di alzare sempre di più la difficoltà, dedicandoci davvero DAVVERO tanto tempo.
All'epoca ero disoccupata e particolarmente depressa, fare a maglia era terapeutico e mi faceva sentire meno "fallita" (lo so, adesso come adesso mi viene da riderci su, ma all'epoca della chiusura della fumetteria avevo il morale sotto i piedi).
L'altra motivazione è data dal fatto che grazie all'enorme passione che avevo, sono riuscita a entrare nel mondo della maglieria industriale... e a settembre fanno esattamente 5 anni che faccio la modellista di maglieria industriale.

In entrambe questi mondi, che sono vicini e agli antipodi allo stesso tempo, una sfaccettatura è fondamentale per realizzare alla perfezione i propri progetti: la tensione, in questo caso non intendo quella raggiunta dal campione (i "famosi" 10x10cm) ma proprio come questa viene gestita.

Mentre nella maglieria a macchina la tensione viene gestita rispettivamente dalle tensioni, dai "motorini" laterali e da supporti software delle macchine industriali, nella maglieria a ferri è tutto gestito dalle nostre dita e da come attorcigliamo il filo attorno ad esse.

So che dedicarci un post intero sembra ridicolo per alcune di voi, della serie "non sa proprio cosa scrivere, eh!", ma la realtà è che io ho dovuto sbatterci addosso un centinaio di volte prima di capire che erano proprio le mie dita e come gestivo il filo che rendevano la mia maglia rasata dritta o rovescia una merda, perché in altro modo non si poteva definire.
Non riuscivo a capire perché doveva essere per forza la quantità di volte che avvolgevo il filo attorno all'indice della mia mano sinistra il metro di giudizio per un lavoro liscio e regolare o completamente ricoperto di barrature.

Osservate la maniera in cui lavorate o come avvolgete il filo.
Date uno sguardo anche al modo in cui impugnate i ferri... se le vostre dita sono vicine o lontane dal lavoro... Valutate anche se cambiare proprio il modo in cui lavorate: vi consiglio di guardarvi video dedicati al "continental" tanto quanto quelli dedicati al "flicking"!

Io ho risolto diversi problemi di tensione avvolgendo molto di più il filo attorno alle dita... e sembra una cavolata, ma la qualità del lavoro è migliorata in maniera incredibile!

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