lunedì 29 agosto 2016

Che cos'è la vestibilità?

Mi sono resa conto che scrivo molto spesso questa parola, nel mio blog... e che per i non addetti ai lavori potrebbe essere un mistero il suo significato.

Vestibilità è un concetto derivato dalla sartoria.
In base all'utilizzo che ne viene fatto in un discorso, può assumere significati molto diversi: si riferisce al generale look del capo (le vestibilità oversize, normali o attillate), ma anche ad altri dettagli se inserite in un contesto di verifica dell'indosso ("questo giromanica manca di vestibilità", potrebbe significare, allo stesso tempo, che quest'ultimo sia troppo stretto o troppo largo e quindi mostri delle pieghe di tessuto sul torace date dalla, appunto, mancanza di vestibilità).

Dal punto di vista "hobbystico", dubito che qualcuno di noi si ponga il problema di risolvere questo tipo di difetti in maniera maniacale - per noi il giromanica se è stretto tira, se è largo si infagotta sotto le ascelle da fastidio - e quindi non usiamo spesso questo termine in merito allo "sdifettamento" dei nostri capi... ma possiamo usare questa parola nella sua altra connotazione, ossia l'aspetto del capo.

Vediamole nel dettaglio.

Vestibilità normale: abbraccia la nostra figura in maniera perfetta, senza essere troppo largo o troppo stretto.
Normalmente le sue misure sono pari o un paio di cm più abbondanti rispetto alle nostre.
Il classico maglione da portare tutti i giorni, secondo me, dovrebbe rispecchiare questa vestibilità: se si vuole mascherare un po' la pancia, si può gestire il fondo del capo un po' più morbidamente e poi, passata la vita, ritornare a mantenere le misure normali o leggermente più comode.
Se vogliamo realizzare una giacca che veste normalmente, bisogna considerarne le dimensioni dopo aver preso le misure con quello che consideriamo di indossare sotto la giacca, di modo da considerare anche lo spazio per poter contenere gli altri strati di indumenti!

Vestibilità attillata: questo tipo di capi, secondo me, sono praticamente impossibili da realizzare ai ferri, o almeno non sono mai riuscita a farne uno che potesse essere definito attillato come si deve.
Forse perché, a livello industriale, per realizzare questo tipo di capi usiamo spesso anche la lycra e filati elasticizzati, mentre ai ferri è molto difficile fare un capo bello aderente con i filati che abbiamo a disposizione e lasciando comunque la capacità di indossarlo agevolmente.
Realizzare un capo attillato è relativamente semplice: si prendono le misure anatomiche e si sottraggono almeno 6 cm alle circonferenze rilevate.
L'abbigliamento fasciante non perdona facilmente i nostri "difetti", perciò raramente ho visto modelli di maglieria a mano che lo usano da cima a piedi (si tende a rendere attillate le spalle o la vita, non il capo intero per evitare l'effetto "muta da sub").

Vestibilità over: sono l'esatto opposto dei modelli attillati, ossia qui ci si discosta molto dalle misure anatomiche, stravolgendole e rendendo il capo molto più ampio del necessario.
Trovo che siano capi difficili da indossare tanto quanto quelli fascianti, poiché vanno a creare otticamente volume dove non ce n'è, perfetto se siete una modella finlandese alta un metro e ottanta e dal peso di 50 chili, ma se invece vi ritrovate come me ad avere un altezza media e qualche chiletto di troppo, l'effetto "Moira Orfei" non ve lo leva NESSUNO.

Riassumendo, trovo che giocare con le vestibilità sia divertente e che possa essere molto utile mescolarle per rendere un capo unico e perfetto per le nostre esigenze.

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