mercoledì 24 agosto 2016

Come scegliere il ferro giusto per un progetto a maglia

Quando si diventa appassionate croniche di questo hobby, cominciamo a collezionare accessori per realizzarlo al meglio - o anche solo perché vogliamo provare le novità, vedere come ci troviamo, se velocizziamo la realizzazione dei nostri progetti o perché non si finirà mai di aver bisogno di punte 4,0 mm intercambiabili!

Aldilà di tutto, le diverse costruzioni e i diversi materiali che adesso vengono proposti nel mercato, ci aiutano molto in base al nostro modo di lavorare ai ferri e al progetto che stiamo realizzando.

Sono da qualche anno fuori dal "mercato" degli acquisti, in quanto ho già raggiunto una dimensione ragguardevole di attrezzatura, ma comunque posso permettermi di dare qualche dritta sulle tipologie che ho provato personalmente e quali sono i miei consigli per gli acquisti.

Intanto, una bella divisione tra quelli a sezione rotonda e quelli a sezione quadrata.
I primi sono i classici ferri che conosciamo tutte, mentre i secondi si sono presentati sul mercato diversi anni fa e sono particolarmente interessanti dal punto di vista dell'impugnatura e del risultato finale; qualcuno dice che stancano meno il polso e le dita mentre si utilizzano rispetto al ferro classico, senza contare che tendono a mantenere più regolari i punti e quindi a mascherare in maniera più efficiente i difetti di tensione.
Personalmente ho usato la serie Cubics di KnitPro e da allora sono al 2° posto nella classifica dei miei preferiti, soprattutto quelli in legno; l'unica pecca che trovo sempre ai ferri di questa marca è che sono particolarmente fragili in tutti i materiali eccettuato per il carbonio e il classico metallo, ma per il resto credo che, in un impeto di pazzia futura, probabilmente investirò o nel kit completo, o nella solita serie di numeri che uso di più (3,0 mm; 3,5 mm; 4,0 mm; 4,5 mm).

Poi ci troviamo di fronte ad una vasta serie di materiali diversi, con diverse caratteristiche e affinità con il lavoro da fare e il filato utilizzato.

I classici sono in metallo, scivolosi al punto giusto: sono i più resistenti in assoluto e fanno scivolare parecchio quasi tutti i tipi di filato.
Li trovo molto indicati per i lavori di maglieria classica, ma per quanto riguarda i lavori a pizzo o con punti operati particolarmente complessi, opterei per un ferro meno scivoloso del metallo.


Meno lisci di quelli classici sono il bamboo e il legno: la differenza tra questi due materiali è minima dal punto di vista della lavorazione, cambia però dal punto di vista della durata effettiva. Il bamboo tende ad essere, nel lungo termine, più resistente rispetto al legno, in quanto "si piega ma non si spezza" (a meno che non facciate Hulk, ecco).
Adoro lavorare con questi due materiali e sono stati i miei preferiti per lungo tempo: tendono a mantenere il filato più rigido e per chi, come me, tende a lavorare in maniera particolarmente morbida e lenta, aiutano molto a stringere la lavorazione.


I più economici in assoluto sono i ferri in acrilico: sono stati il primo set che ho posseduto in assoluto e li trovo eccezionali per fare i lavori in pizzo, soprattutto la serie trasparente di KnitPro.
Tendono ad essere fragili, perciò sono da riporre con cura e bisogna prestare attenzione a non sedercisi sopra nella fretta (ehm, ehm). Non sono particolarmente scivolosi e la peculiarità di essere trasparenti, nei lavori lace, aiuta tantissimo a vedere sia il dritto che il rovescio del punto sempre.


Al 1° posto della mia classifica personale, ci sono i Karbonz, ossia quelli con un rivestimento in fibra di carbonio.
Li ho provati per curiosità, comprando una punta intercambiabile 4,0 mm e me ne sono perdutamente innamorata.
Questo materiale unisce la solidità del metallo al grip del legno... sembrano realizzati dalla Nasa!
Oltre quella punta non ho nient'altro, perciò credo che prima o poi farò la pazzia di regalarmi il set completo, di sicuro!

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