lunedì 1 agosto 2016

Tre consigli sullo sviluppo di un modello a maglia

Dall'alto della mia esperienza posso dire che potete sempre tenere a mente queste nozioni quando realizzate un lavoro ai ferri.

La maglia perdona tutto, tranne il troppo grande
I lavori ai ferri, a differenza del cucito, perdonano molti errori di calcolo dello sviluppo di un
modello; il tessuto creato è morbido e malleabile, si adatta al corpo con facilità o con un bloccaggio un po' più intenso.
Ma mentre un capo fatto ai ferri in lana, a meno che non sia infeltrito, se leggermente più piccolo si può "ingrandire" con delle tecniche (tipo lo steam-blocking, o semplicemente l'indosso frequente), un capo troppo grande si può solo disfare o regalare a qualcuno a cui potrebbe calzare correttamente.
Quando si è in dubbio, a questo punto, consiglio sempre di andare sulla taglia più piccola, non quella più grande.

La scelta del peso del filo e del tipo di filo
Se si sbaglia a scegliere filo per un determinato progetto non solo dal punto di vista di spessore ma anche da quello della fibra scelta, si rischia di trasformare un capolavoro in una banalità già vista.
Non necessariamente un filato pregiato è indicato per un determinato progetto, si può trovare l'abbinamento perfetto anche usandone di meno blasonati ma più adatti allo scopo finale (come ne parlo in questo articolo qui).
E' anche importante la scelta dei colori sia per quanto riguarda il modello fine a se stesso (colori che stanno bene assieme o il cui abbinamento ci soddisfa) ma anche nei confronti dell'incarnato del futuro possessore, se quello che stiamo facendo è un regalo.
Vi consiglio inoltre di non mescolare colori dal sottotono caldo con quelli a sottotono freddo: tendono a non amalgamarsi bene nel contesto del modello e, visivamente, a non esser belli.

Occasioni d'uso
Date uno scopo a quello che realizzate, anche se il modello che state facendo non è vostro ma è un pattern trovato nel web, su una rivista... e scegliete in maniera oculata il colore di filato che avete pensato di usare per realizzarlo.
Spesso e volentieri spazio tra i progetti realizzati su Ravelry dalla comunità e trovo colori assurdi di filato, modelli che lasciano alquanto a desiderare, blob di maglia o uncinetto freeforming dalle cromie peggio portabili al mondo. Vedo cose che mi farebbero desiderare tanto di strapparmi le retine.
PERPIACERENO. Vi prego, vi scongiuro.
Liberiamo una volta per sempre dal concetto comunque che una che fa ai ferri o all'uncinetto riempie il mondo di granny squares con i colori della bandiera giamaicana o con quelli dei Teletubbies.
So che chi legge il mio blog non è affetto da questa malattia e che, in generale, la comunità italiana di knitters che ho avuto il piacere di conoscere di persona e sul web ha un gusto innato e molta eleganza... però nel pensiero comune della gente, "fare ai ferri" ti fa venire in mente, come immagine allegorica, i maglioni di Willy il Principe di Bel Air o del sig. Robinson.

Impariamo a dare uno scopo e un occasione d'uso per ciò che realizziamo, focalizziamo la nostra attenzione al guardaroba che abbiamo, ai colori che ci donano e a cosa potrebbe esserci utile.
Trovo splendido il lavoro che fece Valentina per quanto riguardava il guardaroba ai ferri, lo consiglio molto a chi si trova spaesata e farebbe tutto in un bellissimo self-striping giallo limone-rosa-nero.

Nessun commento:

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails