lunedì 12 settembre 2016

Recensione Filato: "Baby Alpaca Silk" di DROPS Design

Mi sembra doveroso ormai recensirvi il filato "Baby Alpaca Silk" di Drops Design, un marchio abbastanza conosciuto per il buon rapporto qualità - prezzo e che ormai ho annoverato tra i miei "best-buy" da quando lavoro ai ferri.

Questa recensione sarà un po' diversa dalle solite, perché ho deciso di dare peso a fattori che normalmente non vengono considerati immediatamente, come la resistenza del filato all'essere disfato più volte e la durabilità del filato nel capo realizzato dopo i lavaggi e il tempo.

Questo prodotto in particolare l'ho usato per due progetti importanti.
Il primo è stato il "Same Same But Different" di Ankestrick diversi anni fa; sebbene ormai sia diventato decisamente un po' troppo "comodo" sul mio fisico, continuo a portarlo spesso in inverno perché estremamente confortevole e caldo, pur essendo realizzato con un filato di peso leggero (il Baby Alpaca Silk è considerato un fingering).


In seguito, con il filato avanzato da questo progetto, avevo deciso di realizzare Laika di Ysolda Teague, tratto dal libro "Little Red in The City".
Sembrava perfetto per il modello, peccato che non sia mai riuscita ad ottenere la tensione corretta con qualsiasi numero di ferro, realizzando quindi 2 volte il busto completo del modello ma completamente fuori misura (all'epoca era almeno di 4 taglie più grande, il risultato... se lo avessi finito, sul mio fisico attuale sarebbe diventato un cappotto oversize!).
Così ho disfato tutti i lavori e ho lasciato in parte per più di tre anni il filato a riposare... fino a quando, qualche mese fa, ho cominciato a lavorare al Vitamin D. di Heidi Kirrmaier.
Il filato, sebbene sia stato recuperato più volte da un modello lace, ha sì subito delle "deformazioni" ma non ne ha modificato la lucentezza, ne' lo sfibrato troppo da farlo aprire continuamente dalla ritorsione.
Considerando che, per pigrizia, non l'ho nemmeno ammatassato e lavato prima di riutilizzarlo, è stato straordinario l'effetto del vapore caldo a distanza sul progetto finito che non solo ha eliminato le imperfezioni date da filato "disfato", ma ha anche regolarizzato la mano senza nemmeno danneggiare la luminosità della seta contenuta.

Per quanto riguarda invece l'aspetto del Same Same dopo 5 inverni di utilizzo, posso tranquillamente dire che per la tipologia di filo (alpaca, quindi una specie di sottovello) sta mantenendo una straordinaria capacità di non riempirsi troppo di pelucchi considerando che lavoro con una mano molto lenta... e, non me ne vogliano le puriste del lavaggio, tutti i miei maglioni fatti ai ferri di qualsiasi composizione (lana, cashmere, alpaca, seta, cotone), dopo l'ammollo freddo con il sapone, si fanno un bel giro di centrifuga con l'acqua fredda e un tappino di Sfeltro per diventare morbidosissimi... e nonostante questo trattamento "hardcore", è rimasto perfetto!

L'unica pecca che ha quel modello è data dal design, non dal filato, ossia una lista ridicolmente stretta su un cardigan con un sormonto veramente sacrificato.

Credo che questo filato possa essere perfetto non solo per progetti a maglia prevalentemente rasata, ma anche per quelli con trecce e punti operati vari, poiché la luminosità della seta fa risaltare i punti in una maniera eccezionale.
Trovo inoltre che sia un filato dal peso perfetto per realizzare modelli caldi ma non troppo pesanti e "ingoffanti", che creano inutile volume sotto gli abiti.

Al momento, trovo che il sito italiano che abbia a catalogo disponibili la maggior quantità di filato di Drops sia Di Lana e D'Altre Storie, perciò vi lascio il link a quel negozio.

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