mercoledì 28 settembre 2016

Video - tecniche: avviare un lavoro circolare sui ferri a due punte


Dal prossimo video la qualità video e audio dovrebbe migliorare, visto che son riuscita a far funzionare la reflex anche per questi scopi.
Spero che la spiegazione sia chiara e che il video sia sufficientemente comprensibile... sapete bene che resto la solita "scoppiata" di sempre, perciò non prendete paura! (LOL)

Per qualsiasi chiarimento o suggerimento, usate anche i commenti qui sotto!

lunedì 26 settembre 2016

I miei pattern preferiti di Ravelry di sempre

Oggi ho deciso di condividere con voi i miei 5 pattern di maglia preferiti dalla notte dei tempi su Ravelry.
Alcuni di loro non li ho mai nemmeno affrontati, perciò non so se sono scritti come piace a me o se sono una ciofeca, diciamo che questo post racchiude i miei "colpi di fulmine", quei modelli che ho nella queue da sempre e che prima o poi affronterò.

Venezia Pullover di Eunny Jang

Lo adoro, davvero.
Il motivo fair-isle all-over, le steeks, i colori del prototipo fotografato nella rivista, le maniche 3/4, il filato scelto - la Spindrift di Jamieson's Shetland... la pubblicazione sulla mia rivista preferita, ossia Interweave Knits.

Venezia per me è il modello perfetto.
Complesso ma non impossibile, un capo da inserire nel guardaroba senza pentirsene e trovandoci sicuramente una destinazione d'uso.

Scritto dalla ex-direttrice responsabile della rivista, credo sia nella lista dei preferiti di molte persone oltre a me, Ravelry conta 285 scaltri utenti che han deciso di realizzarlo.

Ecco la sua pagina Ravelry.

#17 Flounced Pullover di Vladimir Teriokhin

Vogue Knitting non si smentisce mai, questo modello è un vero e proprio esercizio di stile.
Le destinazioni d'uso per un capo del genere non sono poi molte, ma lo trovo perfetto nel suo essere sopra le righe in ogni dettaglio, dalla manica arricciata alla schiena iperdecorata.

Se devo essere onesta, il colore rosetta antico pallidino miseria non gli da la dovuta giustizia: lo rende si elegante, ma decisamente noioso: immaginatelo in un candido bianco ottico o in un color senape! PERFETTO!

Ecco la sua pagina Ravelry.

Ink di Hanna Maciejewska

Credo sia nella top dei preferiti di Ravelry da anni, ormai.
Prima o poi lo farò, perché di cardigan a metà coscia con le trecce non se ne hanno mai abbastanza, in più nonostante tutto ha delle linee talmente pulite e semplici da renderlo un capo abbinabile a moltissimi outfit casual (jeans + t-shirt + cardigan) sia autunnali che invernali.

Probabilmente quando lo farò per me gli accorcerò decisamente le maniche, perché l'effetto "Cucciolo" dei 7 nani di Biancaneve mi poteva piacere nel mio periodo "teenage - angst", ma adesso che vado per i trent'anni ho perso l'abitudine e non tollero le maniche che superano il polso, considerando che nove volte su dieci porto le 3/4 proprio per ovviare al fatto che altrimenti le tiro su al gomito sempre.

Ecco la sua pagina Ravelry.

Sylvi di Mari Muinonen

Questo è stato uno dei primi progetti che ho aggiunto ai preferiti di Ravelry.
La verità è che non so se lo realizzerò mai, perché non saprei come portarlo e con cosa abbinarlo, senza considerare che secondo me i cappotti in maglia fanno una brutta fine a livello del sedere con l'uso, e quel tipo di usura lo detesto - visivamente parlando.
C'è anche da dire che finché sono giacche in maglia, trovo che tengano bene la struttura e che possano essere sia eleganti sia casual in base a cosa vengono associate, ma i cappottini in maglia, con la loro tendenza a far crollare le spalle, fanno sempre quel look un po' "trasandato chic" che con me, le mie occhiaie e la mia mancanza cronica di voglia di truccarmi perfetta ogni giorno, fa decisamente troppo "tossicodipendente in trasferta".
Perciò no, non credo che lo farò mai... ma resta tra i miei preferiti per sempre, perché lo trovo davvero un bel modello, fantastici i fiori di maglia applicati e la scelta dei punti.

Ecco la sua pagina Ravelry.

E adesso, dulcis in fundo, il mio progetto preferito in assoluto.
Lo so, è strano, ma lo adoro.

Clint di Nikol Lohr

Questa è una replica decisamente accurata del poncho indossato da Clint Eastwood in "Per un pugno di dollari", realizzata all'uncinetto (ahimé per me) e la trovo talmente pulp da non poter mancare nel mio guardaroba.
Onestamente parlando, non credo sia nemmeno poi così difficile, come progetto, solo probabilmente sarà veramente lungo e noioso da realizzare... ma volete mettere girare così per le strade?
Ah, cosa darei!
Il modello è contenuto nel libro "Pop Goes Crochet" di Vickie Howell, che si trova ancora su Amazon ad una cifra ridicola (meno di tre euro).
Già solo vederlo di nuovo in foto mi fa venir voglia di trovare il filo adatto e cominciarlo!

Ecco qui la sua pagina Ravelry.

E voi? Quali sono i vostri preferiti di sempre?

giovedì 22 settembre 2016

A lezione di: modifiche in corso d'opera

Emmaline procede davvero veloce, tanto che ho finito le maniche a tempo di record e sono già arrivata al punto in cui si fa "la prima prova" per vedere dove finire la parte dedicata al seno.

Così ho messo il lavoro su una lifeline, mi sono predisposta davanti allo specchio e... ORRORE!

Sono rimasta inorridita dalla vestibilità di questo modello sul mio fisico, non tanto per quanto riguarda la "comodità" della zona seno e della distribuzione "volumi" (lo stile "mondina" lo avevo già capito fin dalle foto proposte con il modello, e il filato che ho scelto di certo ne amplifica questo aspetto, rendendolo un capo molto "uscita fuori dai boschi", neanche fosse di Stephanie Dosen, che continuo ad adorare), ma soprattutto per la forma e le misure decise per la scollatura.

Non per essere maniaca, ma la proporzione tra scollatura e giro seno è completamente da rivedere in questo modello, non ci sono scusanti.
La scollatura è decisamente troppo larga già in partenza, visto che siede al limite dell'osso della spalla e allo stesso tempo è particolarmente profonda anche sul davanti, creando quindi una forma che non è ne' a barchetta, ne' un girocollo.
Un errore madornale di vestibilità è che nelle maniche raglan non si incava il coppino. MAI.
Non si fa.
Anzi, nella costruzione top down, metà dei punti della manica e tutti quelli dedicati al davanti dovrebbero essere aumentati mano a mano che si procede con la lavorazione, in modo da creare una schiena che copre in maniera corretta il dietro, che sostiene la forma desiderata di scollatura e che da spazio di vestibilità alle scapole senza creare rigonfiamenti nel giromanica davanti.

Non solo sbagliando in maniera catastrofica il giromanica, la scollatura - non prevedendo nessun tipo di bordo rimesso - non sta in sesto e, ed essendo così larga e poco proporzionata con il giromanica, costringe chiunque abbia un seno prosperoso di sacrificare nella scelta della taglia da seguire o le spalle, o il seno, rischiando pure di non riuscire ad indossare il capo per via di un giromanica raglan completamente sbagliato in sviluppo fin dall'inizio.

Lo so, posso sembrare cattiva, ma questo non è un errore di scrittura del pattern o un qualcosa causato dalla tensione leggermente diversa o quant'altro.
Questo è scrivere un modello e condividerlo senza avere cognizione di causa di come si fa una determinata cosa, che può andare bene a tanti ma a chi fa questo di professione fa salire il sangue al cervello.
Esattamente come quando leggo frequente di aumenti sulle maniche che, a partire dal polso, sono più distanti prima e più lunghe dopo - quando dovrebbero essere esattamente al contrario.

Detto questo, per salvare il salvabile visto che ne ho la tecnologia, ho pensato a diverse soluzioni per recuperare in extremis qualcosa che sarebbe destinato alla distruzione immediata tramite combustione.

Le maniche, allo stato attuale, vestono abbastanza bene, considerando che ho deciso di allungarle.
L'unica pecca è che sono un po' larghe verso il polso ma niente di particolarmente fastidioso.
La parte superiore del corpetto, come dicevo sopra, è decisamente abbondante perché ho deciso di privilegiare la mia misura di seno rispetto a quella delle spalle, perciò sarà da rivedere la scollatura in modo da sostenerla maggiormente e renderla anche decisamente più accollata.

Questo è più o meno quello che avrei deciso di fare per migliorare il modello, ormai che il danno è fatto.


Oltre ad aver allungato le maniche, ho intenzione di riprendere sia il collo che i polsi con un altro filo, adesso come adesso il più papabile per peso, composizione e colore è un gomitolo rimanente di Nepal di Drops Design, e con il ferro 4,5 mm, qualche ferro più indietro, realizzare i polsi e il collo.
Per quanto riguarda la scollatura, sto considerando di fare una sorta di "mitering" per gli angoli, in corrispondenza del raglan, mentre i polsi sto ancora riflettendo se farli direttamente ripresi dal fondo delle maniche o se fare un avvio tubolare e poi unirli alle maniche con l'ago a mano.

Intanto, queste sono le considerazioni che ho deciso di intraprendere per salvare il progetto, anche perché è l'unico che mi permetterebbe di usare il filato che ho scelto.

lunedì 19 settembre 2016

Un paio di parigine ai ferri, nel mio futuro

Ho scritto anche in passato di quanto sia interessante e importante imparare a fare le calze ai ferri.
Non avranno un utilizzo poi così incisivo, ne sono consapevole; ma mi sono accorta che le designer di questo tipo di accessorio tendono veramente a includere molte cose da inserire nel proprio bagaglio di conoscenze, spaziando tra punti operati particolari, costruzioni avant-garde e avvii e chiusure particolarmente efficienti.

Negli ultimi anni, per diversi motivi, non ho realizzato calze ma ne sento molto la mancanza.

Credo che, dopo aver finito "la lista" di progetti che ho deciso di intraprendere nel breve periodo, mi dedicherò a realizzare un paio di parigine lunghe, il tipo di calza pesante che uso di più in assoluto in inverno.

Queste sono quelle che più mi piacciono su Ravelry, e che credo che faranno parte del mio guardaroba invernale!


venerdì 16 settembre 2016

Lavori in corso: Emmaline

Avendo finito il mio Vitamin D, ho cominciato subito il progetto che avevo in lista subito dopo, ossia Emmaline di Jennifer Wood.

Avevo rimosso il fatto che, lavorando con un ferro 7 mm, ci vuole così poco tempo per realizzare un progetto!




Ho cominciato domenica pomeriggio mentre guardavo la MotoGP e ho già finito lo sprone e una manica!

Appena finirò anche l'altra manica e avrò fatto un altro po' di "corpo", lo indosserò per mostrarvelo!

Comunicazione di servizio: ho finalmente aperto la mia pagina su Facebook, dove cercherò di segnalarvi tutti i miei nuovi post, così che vi possa essere più semplice seguirmi.
Vi avviso già che all'inizio non sarò particolarmente attiva lì poiché il mio smartphone mi sta abbandonando... ma appena avrò provveduto a cambiarlo, cercherò di condividere con voi molto di questa mia passione anche lì!

mercoledì 14 settembre 2016

Tecniche: La Baby Surprise Jacket di E. Zimmermann

Siccome presto avrò una nipotina, finalmente ci sarà un motivo, oltre che un interesse personale, per realizzare questo famoso progetto di una delle mie designer preferite di tutti i tempi, ossia Elizabeth Zimmermann.

Questo progetto è famoso per la sua costruzione peculiare, che prevede due sole cuciture sulle spalle ma che, di fondo, è una sorta di "origami" di maglia.

Questo è un video su Youtube, molto breve, che illustra cos'è questo modello se non ne avete mai sentito parlare e la sua magia.


Ho intenzione di "ospitare" una sorta di KAL con voi quando comincerò a realizzarlo, attorno al mese di Dicembre.
Ditemi qui sotto sui commenti se ciò potrebbe farvi piacere!

lunedì 12 settembre 2016

Recensione Filato: "Baby Alpaca Silk" di DROPS Design

Mi sembra doveroso ormai recensirvi il filato "Baby Alpaca Silk" di Drops Design, un marchio abbastanza conosciuto per il buon rapporto qualità - prezzo e che ormai ho annoverato tra i miei "best-buy" da quando lavoro ai ferri.

Questa recensione sarà un po' diversa dalle solite, perché ho deciso di dare peso a fattori che normalmente non vengono considerati immediatamente, come la resistenza del filato all'essere disfato più volte e la durabilità del filato nel capo realizzato dopo i lavaggi e il tempo.

Questo prodotto in particolare l'ho usato per due progetti importanti.
Il primo è stato il "Same Same But Different" di Ankestrick diversi anni fa; sebbene ormai sia diventato decisamente un po' troppo "comodo" sul mio fisico, continuo a portarlo spesso in inverno perché estremamente confortevole e caldo, pur essendo realizzato con un filato di peso leggero (il Baby Alpaca Silk è considerato un fingering).


In seguito, con il filato avanzato da questo progetto, avevo deciso di realizzare Laika di Ysolda Teague, tratto dal libro "Little Red in The City".
Sembrava perfetto per il modello, peccato che non sia mai riuscita ad ottenere la tensione corretta con qualsiasi numero di ferro, realizzando quindi 2 volte il busto completo del modello ma completamente fuori misura (all'epoca era almeno di 4 taglie più grande, il risultato... se lo avessi finito, sul mio fisico attuale sarebbe diventato un cappotto oversize!).
Così ho disfato tutti i lavori e ho lasciato in parte per più di tre anni il filato a riposare... fino a quando, qualche mese fa, ho cominciato a lavorare al Vitamin D. di Heidi Kirrmaier.
Il filato, sebbene sia stato recuperato più volte da un modello lace, ha sì subito delle "deformazioni" ma non ne ha modificato la lucentezza, ne' lo sfibrato troppo da farlo aprire continuamente dalla ritorsione.
Considerando che, per pigrizia, non l'ho nemmeno ammatassato e lavato prima di riutilizzarlo, è stato straordinario l'effetto del vapore caldo a distanza sul progetto finito che non solo ha eliminato le imperfezioni date da filato "disfato", ma ha anche regolarizzato la mano senza nemmeno danneggiare la luminosità della seta contenuta.

Per quanto riguarda invece l'aspetto del Same Same dopo 5 inverni di utilizzo, posso tranquillamente dire che per la tipologia di filo (alpaca, quindi una specie di sottovello) sta mantenendo una straordinaria capacità di non riempirsi troppo di pelucchi considerando che lavoro con una mano molto lenta... e, non me ne vogliano le puriste del lavaggio, tutti i miei maglioni fatti ai ferri di qualsiasi composizione (lana, cashmere, alpaca, seta, cotone), dopo l'ammollo freddo con il sapone, si fanno un bel giro di centrifuga con l'acqua fredda e un tappino di Sfeltro per diventare morbidosissimi... e nonostante questo trattamento "hardcore", è rimasto perfetto!

L'unica pecca che ha quel modello è data dal design, non dal filato, ossia una lista ridicolmente stretta su un cardigan con un sormonto veramente sacrificato.

Credo che questo filato possa essere perfetto non solo per progetti a maglia prevalentemente rasata, ma anche per quelli con trecce e punti operati vari, poiché la luminosità della seta fa risaltare i punti in una maniera eccezionale.
Trovo inoltre che sia un filato dal peso perfetto per realizzare modelli caldi ma non troppo pesanti e "ingoffanti", che creano inutile volume sotto gli abiti.

Al momento, trovo che il sito italiano che abbia a catalogo disponibili la maggior quantità di filato di Drops sia Di Lana e D'Altre Storie, perciò vi lascio il link a quel negozio.

venerdì 9 settembre 2016

Lavoro in corso: Vitamin D

Sto finalmente vedendo la fine del tunnel!
Ormai ho raggiunto il bordo finale del corpo, quello fatto a puro legaccio.
Al mettere la fine a questo progetto manca giusto la lista, un bel steam-block con il ferro per sistemare il filato che in parte deriva da un progetto disfato e quindi è "un po' brullo" in alcuni punti...

Condivido con voi alcune riflessioni finali sulle spiegazioni di questo modello, che per chi si fosse perso qualche mio post, è "Vitamin D" di Heidi Kirrmaier.
Lo trovo abbastanza ben scritto, decisamente dettagliato nelle spiegazioni e, nonostante il mare di maglia rasata, è interessante il gioco di ferri accorciati, che trovo veramente ben spiegati per iscritto e forse i più "belli" esteticamente che abbia mai fatto... ma devo anche dire che quella parte è durata un'eternità per me, che veramente mal sopporto il rasato!

Il filato che sto usando per questo progetto è "Baby Alpaca Silk" di Drops Design, avanzato da diversi progetti, che ha cercato già di essere, in passato, un modello di Ysolda Teague con scarsi risultati.

Essendo un modello top-down, posso mostrarvelo in prova indossato al punto a cui sono arrivata...

Una visione della schiena, ovviamente un po' ripiegata per via del cavo ancora infilato!
(evviva le lenzuola stese!)
(ah si, ho fatto un undercut... non prendete paura!)

Scusate l'appeal sfatto, ma con la sveglia alle sei mi era impossibile essere uno splendore!
Il filo fuoriesce dal mio sacchetto portaprogetti handmade, fatto diversi anni fa seguendo il pattern
di FrauVau "Alma", che era in vendita su DaWanda.

Chiudo la carrellata di foto con un dettaglio del davanti incompleto.

Ormai manca davvero poco alla fine, perciò non vedo l'ora di condividere con voi le foto del progetto finito!

mercoledì 7 settembre 2016

Videotutorial: come fare il "Jeny's Surprisingly Stretchy Bind Off"

Sono tornata con una piccola video-spiegazione.
Però son terrorizzata dalla qualità audio infima e dal mio tremendo accento veneto (mi sembra di sentir parlare una contadina...)!



Spero di essere stata chiara, altrimenti scrivetemi pure nei commenti!

lunedì 5 settembre 2016

Recensione Libro: "The Knitter's Book Of Wool" di Clara Parkes

Ho parlato qualche tempo fa di questo libro, citandolo in questo post assieme agli altri due libri che vivono nella mia lista di quelli che non possono mancare nella libreria di un'appassionata di maglia ai ferri.


Ho conosciuto questo tomo diversi anni fa, ne si parlava spesso in rete (soprattutto su Ravelry) e veniva caldamente consigliato da knitter del calibro di Ysolda Teague... così, spinta dalla curiosità, me lo sono comprata (il mio account di Amazon detta che correva il novembre dell'anno 2012... pensa te come corre il tempo!).

L'ho divorato in qualche sera e ben presto mi son resa conto che questo era non solo il libro da leggere per informarsi, ma soprattutto quello da tenere in libreria per la consultazione costante... e da allora non mi ci sono più separata.

Come accennavo nel post precedente, questo libro è particolare nel suo indice: non solo raccoglie una serie di modelli che spaziano dall'accessorio (calzini, cappelli, guanti, sciarpe...) al vero e proprio capospalla (maglioni, giacche), passando per l'home-decor, racchiudendo quindi 19 spiegazioni per altrettanti progetti, ma anche si dedica in primo luogo alla divulgazione scientifica sulla fibra in sè (che cos'è la lana), i diversi tipi di filatura (uno su tutti la differenza tra woolen e worsted) per poi sfociare nel succo che compone il cuore del libro, ossia la descrizione per caratteristiche dei diversi tipi di lana di pecora e delle razze dalle quali viene prodotta... perché, dovete ormai ben sapere, non esiste solo la merino!
Questa parte è interessantissima proprio perché, entrando così nello specifico per ogni relazione fibra / pecora, viene dedicato uno spazio importante al come usarla al meglio, se il filato ricavato è adatto alle lavorazioni a colori, se è idoneo al contatto diretto con la pelle, quali sono le sue caratteristiche "pre-filatura".

Il quarto capitolo del libro è dedicato a come questa meravigliosa fibra si mescola con gli altri tipi di materiali, con un occhio particolare all'effetto finale che vogliamo ottenere: la lana si mescola bene con seta, alpaca, mohair e fibre vegetali per aumentarne la consistenza e la lucidità; con l'angora, il cashmere, il qiviut e il bisonte americano per l'etereo effetto velato... ma si può anche mescolare con altri materiali per aumentarne il calore e la durevolezza... e le migliori combinazioni vengono spiegate tutte in questo libro!


Il mio libro è la prima edizione rilegata con sovracopertina, consta di 208 pagine, è in lingua inglese ed è edito dalla Potter Craft New York, ed è stampato in Cina (...).

Trovo l'edizione particolarmente curata, all'epoca la pagai (escluso il trasporto) poco più di 20 €, e lo considero ancora un buon rapporto qualità - prezzo, data la rilegatura, la carta usata, la stampa ben fatta e la grafica accattivante (non si giudicano i libri dalla copertina, ma diciamo pure che un bel lavoro di grafica non solo esternamente ma anche internamente, in questo tipo di libri, incoraggia molto all'acquisto).

Onde evitare di incappare in rogne legali, non posso mostrarvi foto dettagliate dell'interno del libro, ma vi lascio con questi spezzoni un po' "oscurati" in modo che possiate farvi un'idea.


Vi lascio anche il mio link affiliato su Amazon se volete acquistarlo lì, in questo caso vi consiglio caldamente l'edizione digitale in quanto il libro ha raggiunto cifre esorbitanti (probabilmente non è più stato ristampato), altrimenti vi ho già preparato questo link per ricercarlo su Ebay.


Un bacio grande!

venerdì 2 settembre 2016

House Wars: lo studio che vorrei...

In questi ultimi anni io e il mio compagno abbiamo dedicato un sacco di tempo, amore e fondi alla ristrutturazione / restyling del mio appartamento, in cui dal gennaio del 2014 (circamenoquasi) abbiamo deciso di convivere.
Ogni volta che mi fermo a pensarci, mi vengono i brividi al ricordo delle condizioni in cui versavano le stanze, il garage e i muri... senza contare le pile di cianfrusaglie inutili ovunque!

Così, stanza per stanza, tempo al tempo, ci ritroviamo oggi a vivere in un ambiente decisamente più confortevole (anche se c'è ancora da fare) e ottimizzato.
Ma fin da subito mi è stato chiaro che c'era (e c'è) un grosso "problema".

La mia passione per maglia, cucito e ricamo.
Non mi nascondo dietro ad un dito: sono al limite dell'ossessivo con questi hobby (c'ho perfino aperto un blog, fate vobis) che, per essere svolti al mio livello, richiedono uno spazio dedicato per essere esercitati al meglio... visto che per me sono praticamente una professione.

Al momento attuale sono costretta a disegnare i cartamodelli e a tagliare stoffa o sul pavimento (orrore) o alla meglio sul tavolo della cucina, se non sto facendo il corso; quando devo cominciare a cucire devo adibire una camera a scelta sempre tra la cucina e il salotto, senza contare che si spargono allegramente fili in ogni dove e, a differenza di quelli risultanti dal lavoro ai ferri, sono infidi, fini e finiscono ovunque. Come anche gli spilli, il che è davvero una tortura.
Senza contare che, scusate se son franca, è una rottura di p***e immensa dover ogni volta allestire e disallestire il tutto per evitare di lasciare disordine in giro, trascinare ogni cinque minuti l'aspirapolvere per casa per raccogliere sfilacci e posticipare la messa in opera di qualche progetto perché "ho appena pulito per terra".

Basta, davvero... sono (quasi) arrivata alla sopportazione massima di questi disagi, anche perché sono perdite di tempo visto che sia io, sia R., abbiamo capito che se mi venissero tolte queste passioni, uscirei pazza (più di quello che son già, hihihi).

Senza contare che quando in futuro potrò permettermelo, vorrei regalarmi un manichino sartoriale e una tagliacuci d'occasione... ed è impensabile avere queste due cose se non si ha uno spazio fisso cui dedicargli.

Perciò durante questi due anni ho riflettuto a lungo e ho preso la decisione che la mia vecchia cameretta diventerà il mio studio.
Ho già cominciato, in diverse tranche, a ottimizzare l'arredamento interno e a ripensare gli spazi, ma per ora quella stanza è anche, fondamentalmente, una zona franca per tutto ciò che non ha trovato spazio altrove, rendendola quindi non ancora perfetta per la trasformazione finale.

Purtroppo non sarà mai priva dell'armadio a 3 ante che comprai nel 2013, anche perché è dove riponiamo il cambio di stagione, tutte le lenzuola pulite e l'abbigliamento da moto...
Sto sistemando i contenuti delle due librerie Expedit / Kallax che ci sono, come anche sto cercando di riorganizzare tutto ciò che ho riposto sugli scaffali che ho nel muro di fronte.

Ora, dopo il riordino "all'acqua di rose" che son riuscita a fare ad agosto, dove mi son dedicata di più a svuotare lo sgabuzzino piuttosto che sistemare questa stanza, la camera è così.


Questa è la camera, vista dalla porta del corridoio.
Si può notare sullo sfondo la portafinestra che da sul terrazzino; in primo piano, rispettivamente a sinistra e a destra, l'armadio a 3 ante e la libreria Kallax 4x4; sempre sulla destra un pezzo della Kallax 2x4; sulla sinistra abbiamo sempre una scaffalatura Ikea zeppa di scatole varie (principalmente attrezzature di cucito, come vi raccontavo qui), di fronte un tavolino da campeggio con la roba lavata da stirare, lo stendiabiti, e degli scatoloni con stoffa / cucito vario; finiamo sulla estrema sinistra con due cuscini da buttare (?) o riciclare e una delle due scarpiere.


Dall'angolo subito a sinistra della porta si vede un po' più della libreria più grande che contiene gran parte della mia raccolta di libri, dispense, pattern stampati e quant'altro riguardante il cucito, la maglia e il ricamo e la mia collezione di peluche (ehm, ehm).
Nei cassetti in basso c'è una buona parte della mia raccolta di cartoleria varia, soprattutto quadernini e blocchi da disegno.
Subito in fianco l'asse da stiro Foppapedretti che ho ereditato da mia madre (quel coso ha più di vent'anni e non li sente nemmeno!); un carrellino Raskog di Ikea (lo adoro) con il ferro da stiro e diverso materiale del corso di cucito, tra cui i miei libri di testo e le squadre; la libreria più piccola che conserva, oltre che uno stereo, ancora materiale di cartoleria, come cartoncini, penne, timbri, inchiostro.
Di fronte, nelle due scatole verde acqua, ci sono le mie foto di quando ero piccola che sto riordinando, come raccontavo in questo post.
Unica intrusa, per ora, la cassetta blu d'acciaio degli attrezzi di R.


L'angolo da cui ho scattato la foto precedente è questo.
Si vede l'armadio di cui parlavo, delle scatole che devono finire al C.A.R.D., l'aspirapolvere, il sacco "in corso" per l'Humana e l'altra scarpiera.

 
Altre due foto, un po' più chiare, delle due librerie.

Ora che vi ho mostrato la situazione, vorrei delineare quello che mi piacerebbe ottimizzare, magari mi aiutate con qualche idea.

Per prima cosa credo sia fondamentale per questa stanza che ci sia un tavolo usabile, che diverse cose debbano sparire, come le scarpiere e almeno metà dei contenuti di tutte le librerie / scaffalature.

Fatto questo, devo capire come gestire gli spazi, considerando che per uno studio di cucito ottimizzato al meglio, si dovrebbe seguire questo schema per la gestione dello spazio:


Voi avete qualche altro suggerimento?
Lasciatemelo nei commenti!

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails